renata morresi

277 articoli scritti
Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.

Piantare un fiore nella terra bruciata: poete ucraine in Italia

“Piantare un fiore nella terra bruciata” è il titolo della serie di appuntamenti con le tre poete ucraine Natalia Beltchenko, Iya Kiva e Oksana Stomina, che dal 18 al 24 novembre 2022 saranno in Italia per parlare della situazione nel loro paese e meditare su cosa significhi scrivere in tempo di guerra. Più sotto una descrizione dettagliata del tour, qui di seguito quattro poesie di Beltchenko tradotte da Pina Piccolo (non osavo guardare, poesia VI) e Marina Sorina (il sabato dei genitori, l'estate è finita).

Serpentez ! Due estratti da “Ma ralentie” di Odile Cornuz

Serpentez! “Ma ralentie” di Odile Cornuz, è una meditazione al tempo stesso saggistica, narrativa e lirica su un caposaldo della poesia francese del Novecento, La ralentie di Henri Michaux. Fate la serpentina!

Come fossimo il fuoco

- va a finire sempre così - uno si immagina enormi apparati, strutture gigantesche, ordini di enti dalle dimensioni e dai poteri immani - e poi li vede sfaldarsi, li vede come li vedo io adesso, dissolversi in un niente, un momento di indecisione - palazzi enormi, strade infinite, milioni di persone al sevizio, impilarsi e inciampare gli uni sugli altri - da sé - senza che uno abbia fatto chissà cosa - ...

Nelle città occupate il tempo non esiste: conversazioni con scrittori di Bucha

Testimonianze, informazioni, brandelli di esperienza, il bisogno di gridare, "l'ultimo stadio della lirica": sei scritture da Bucha, Ucraina, raccolte da Ilya Kaminsky.

Aborto 2022, o “Canti di Natale”

[...] Questa si è infilzata con degli spiedi d’acciaio, è morta dissanguata su una tovaglia di plastica unta, pur di non averne un altro ancora e oltre il sopportabile. Perché c’è un limite, ma chi può sapere quando sopraggiunge?

“Corpo di buio” – da The European Eel, di Steve Ely

di Stefania Zampiga
The European Eel, di Steve Ely: poesia all’incrocio fra biologia marina, cartografia e protezione ambientale, per avvicinarci al misterioso ciclo vitale fra due continenti e ricordarci connessioni e responsabilità etico-ecologiche.

Dare figura alle cose. I disegni di Lorenzo Mattotti

di Daniele Barbieri
[...] Fare arte è invece utilizzare questo spazio umano del controllo (la parola, il racconto, l’argomentazione, ma anche le regole metriche, il disegno, le geometrie…) per ritrovare la sintonizzazione senza perdersi nella natura (ovvero disfarsi, morire).

Orrore, vergogna, odio.

Di Sergej Gandlevskij
Sulle prime non mi davo pace alla ricerca delle parole giuste per descrivere l’inizio della guerra, ma ho finito per scegliere le più comuni, quelle che riporto nel titolo, poiché sono quelle che la stragrande maggioranza degli amici e delle persone che conosco ha nel cuore e nella mente.

Fuori dal respiro del racconto: su Narrazioni, di Sergio Rotino

di Daniele Barbieri Un verso breve troppo breve arriva a uccidere il respiro, perché il fiato si rompe troppo spesso; e un verso lungo troppo lungo ottiene lo stesso risultato con procedimento opposto, perché il fiato non basta mai...
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