diari

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La fine dello Stato, il presente dell’immagine e il futuro dell’automa

di Nicola De Rosa
Nel suo libro, Bredekamp traccia un percorso che inscrive gli elementi concettuali dell’immagine prodotta dal trattato hobbesiano all’interno di una parabola di lunga durata della tradizione ermetica

(Non) sempre si muore. Gli ultimi giorni di Andrea Pazienza

di Stefano Crescenzi
A un artista morto si perdona quasi tutto. Allo stesso tempo si genera una curiosità morbosa. Alla mostra su Pazienza al MAXXI mi è capitato di sentire una coppia che chiedeva con insistenza ad un addetto alla sicurezza: «Ma si drogava, vero?»

Bruton, o delle prigioni senza senso

di Jamila M. H. Mascat
Bruton di Vincent Grashaw, non è un film idealisticamente abolizionista. È un film pragmaticamente abolizionista, che in chi pensa che dopotutto le prigioni abbiano un senso, nonostante qualche effetto collaterale discutibile, suscita, in tutta sincerità, più di un ragionevole dubbio.

Mots-clés__Tiresia

di Ornella Tajani
Quando mi sveglio di notte ho paura del mio corpo. Non mi sono ancora abituato a quel che gli sta succedendo. Dapprima provo un senso di sorpresa, che lascia il posto ora a una sorta di stupore ammirato, ora allo spavento. Tiresia! Tiresia! Come tornare indietro?

Itaca: il viaggio più comprato

di Sara Beltrame
Non ho fatto vacanze nemmeno quest’anno, perché la precarietà rende la vita degna di essere vissuta sul momento. È questo che insegna, senza il bisogno di nessun libro di auto-aiuto. Ho imparato a non programmare, a cancellare il futuro come tempo verbale.

«Sainte» di Mallarmé. Una lettura ascetica

di Salvatore Grandone
Mallarmé l’oscuro, il poeta del nulla, il simbolista. Leggere i suoi componimenti è come trovarsi di fronte a un rebus: uno scintillio di parole, immagini sospese, una morfosintassi che si reinventa.