Categoria: dispatrio

prime traduzioni italiane di scrittori stranieri

La parisienne

di Francesco Forlani Alors que lo effeffe e pinzava à sta chose que les villes, les ciudades toutes, comme li cristiani, se lèvent et se couchent d’une manière différente, les unes des autres, c’est cela. Que nun l’est mica vrai que s’est lo istisse arbeggiari du soleil, pour le sud e pello nord, pello est et pour le west, parfois, sine cunsiderari aqui, d’autres variables.… Leggi il resto »

Il fascismo secondo Romain Gary

Lettera a Dominique de Roux

di

Romain Gary

(traduzione di Francesco Forlani)

Romain Gary mi scrive.

Ho letto il suo Gombrowicz. Contiene dei forti ‘pezzi di scrittura’.

Le dico allora… esiste in lei un autentico scrittore, indubbiamente degno di nota che però, me lo conceda, dà l’impressione di essere scampato soltanto per un banale inconveniente anagrafico, al vortice dei contraddittori eventi del ’45.… Leggi il resto »

I penultimi ( finale)

 

di 

Francesco Forlani

English Translation a cura del mio amico Gabriele Albarosa a cui va tutta la mia gratitudine.

Clickando sui numeri delle poesie si può saltare tra la versione originale in Italiano e quella in Inglese.

 

5.

Sono davvero poche le cose che il penultimo
chiede alle cose, a volte solo un segno, un cenno,
da parte a parte della vita, ma inequivocabile
preciso che non solo ti indica il cammino e la distanza
ma sembra quasi che ti tenga la porta al vivere.… Leggi il resto »

Quinto di Smirne – Posthomerica, Incipit libro I.

trad. isometra di Daniele Ventre

Dopo che sotto il Pelide cadde Ettore simile a un dio
e lo corrose la pira e terra coprì le sue ossa,
se ne restavano sopra la rocca di Priamo, i Troiani,
trepidi al valido ardore d’Eàcide d’animo audace;
come di mezzo alle selve le vacche non vogliono uscire
ad affrontare un feroce leone, anzi sono atterrite
e se ne stanno acquattate in massa tra i fitti cespugli;
essi così nella rocca temevano il truce guerriero,
nel ricordare di quanti già prima recise le teste,
quando per le correntie dell’Ideo Scamandro infuriava,
e quanti ancora abbatté fuggitivi sotto il gran muro,
come prevalse su Ettore e intorno alla rocca lo trasse,
e tutti gli altri che ancora stroncò per il mare mai stanco,
sin dal principio, da quando portava ai Troiani rovina.… Leggi il resto »

A Livingston nessuno fa il bagno

di Carmine De Falco

La guida avvisa “A Livingston nessuno fa il bagno”
Cerchi un’atmosfera da cartolina che non c’è
la sabbia senza colore della costa
è coperta tutta da alghe marroni. Uccelli neri
si nutrono e volano. Comandano appolaiati
persino sulla statua del giurista americano
che bianca di marmo emerge dal mare.… Leggi il resto »

Tre risposte allo specchio (quand’è storto)

di Danilo Laccetti

Foto di Suzanne Saroff

 

Però, suonare così bene e nello stesso tempo sapere 

che non hai nessuno intorno capace di apprezzarti 

Čechov, Tre sorelle

 

Postilla pacifica e necessaria

Diritta, coerente, rispettosa vorremmo l’immagine di noi che negli altri si riflette, così come l’abbiamo vista riflessa nei nostri occhi per tanto tempo.… Leggi il resto »

Verbosfiora

di Joe Ross / traduzione di Andrea Raos

Toracecaldo risolinosalto parcoschermo invito materia
Sillabadipendenza carezza golagrattato biplano
Spallaingobbito lavoratoreperversione tambutobattito salariodirigente
Liberomercato crepasquadra incrociocultura falcato embriobistecca
Perifericamenteannegato trascuratezzacaduto amoreaffamato rimasuglio.… Leggi il resto »

Interférences #15 / Il romanzo come arte. Intervista a Lakis Proguidis sull’Atelier du roman

[Da oggi, presento anche su NI dei pezzi mensili pensati in origine per il sito alfabeta2 e per la rubrica Interférences: interventi di taglio e tema variabilissimi, ma accomunati da interazioni (anche inattuali) con fenomeni francofoni e francesi di società, arti e scritture.]

a cura di Andrea Inglese

A. I. – Sei direttore da 24 anni di una rivista intitolata L’Atelier du roman, nata a Parigi all’inizio degli anni Novanta e che, da allora, non ha smesso d’interrogare, difendere, esplorare le ragioni della scrittura romanzesca al di là di ogni frontiera storica e geografica.

Post in translation: Karen Blixen

 

Nota

di

Kareen De Martin Pinter

 

Leggere questo ritratto di Karen Blixen (1885-1962) è seguirne le tracce disseminate nella società danese di fine XIX secolo, entrare in una famiglia borghese, la sua, chiusa in se stessa, religiosa, protestante, luterana, che ha tentato in tutti i modi di soffocarla avendo in testa un’unica cosa: la morale.… Leggi il resto »

Anno nuovo, nuovi italiani

 

 

I nuovi ragazzi dell’Europa

di

Francesco Forlani

 

 

 

Quando Fabio Gambaro, direttore dell’Istituto di Cultura, e che conosco da oltre vent’anni mi ha chiesto se mi andava di accompagnarlo al concerto di Gianna Nannini all’Olympia di Parigi nell’aprile di quest’anno quasi non ci potevo credere, per almeno due ragioni.… Leggi il resto »

Onan, le Alpi e Pirandello

[Questo testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Sartori e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e più recentemente nel numero 68 di “Nuova Prosa” col titolo Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano.]

Onan, le Alpi e Pirandello

di Giuseppe Schillaci

 

Si scrive per essere amati, diceva Roland Barhes.… Leggi il resto »

Manuale di atti sovversivi

“E il settimo giorno ballò” – Lisbona, 2017

 

a cura di Serena Cacchioli

Judite Canha Fernandes è nata a Funchal, sull’isola di Madeira, nel 1971. È performer, femminista, curinga (di Teatro dell’Oppresso/a), scrittrice, bibliotecaria, attivista, madre e ricercatrice, senza un ordine preciso, ed è stata rappresentante europea nel Comité International della Marcia Mondiale delle Donne tra il 2010 e il 2016.… Leggi il resto »