francesca matteoni

Sono nata a Pistoia nel 1975. Curo laboratori di tarocchi intuitivi e poesia con persone di ogni età e racconto fiabe in varie occasioni da sempre. Insegno storia della magia e della medicina, religioni comparate e altri corsi presso alcune università americane a Firenze. Fra i miei libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Acquabuia (Aragno 2014). Ho pubblicato un romanzo, Tutti gli altri (Tunué, 2014). Ho curato libri collettivi ispirati al fiabesco e scrivo saggi su riviste cartacee e online, fra cui Nuovi Argomenti e L'Indiscreto. Della mia vita accademica, principalmente all'estero, si trovano articoli e questi libri: Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014) e, con il professor Owen Davies, Executing Magic in the Modern Era: Criminal Bodies and the Gallows in Popular Medicine (Palgrave, 2017). Insieme ad Azzurra D’Agostino ho curato l’antologia Un ponte gettato sul mare. Un’esperienza di poesia nei centri psichiatrici, nata da un lavoro svolto in Sardegna. I miei ultimi libri sono il saggio Dal Matto al Mondo. Viaggio poetico nei tarocchi (effequ, 2019), il testo di poesia Libro di Hor con immagini di Ginevra Ballati (Vydia, 2019), e un mio saggio nel libro La scommessa psichedelica (Quodlibet 2020) a cura di Federico di Vita. A lunedì alterni mi si può ascoltare su Fangoradio, con la trasmissione Sàivu. Abito in periferia, vicino a un corso d'acqua, con un gatto. Il mio ripostiglio si trova qui: http://orso-polare.blogspot.com/

Testimone di passaggio

di Francesca Matteoni

Come suona il presente? Forse come uno spettro, che mentre lo guardiamo è già altrove, una fotografia dai contorni in dissolvenza, sfumata in colori troppo vividi per sembrarci reali. Catturano questo suono le dieci tracce di Testimone di passaggio, ultimo disco di Flavio Ferri ( Delta V), che si tessono potenti intorno ai versi del poeta Luca Ragagnin.… Leggi il resto »

Ritrovamento

di Andrea Cafarella

 

Questa sofferenza porta il nome di chi ha scagliato queste maledizioni e ha la responsabilità di aver contribuito a distruggere i corpi e le menti di milioni di persone sparse su tutto il pianeta, creando il deserto sul quale oggi imperversa la guerra.

Leggi il resto »

Prà de paròe

di Fabio Franzin

Oh, ‘sta piovéta lidhièra,
incùo, tee piante dea mé
teràzha, intànt che son
drio rilèdherve, cari Pier-Luigi
(Cappello, Bacchini)

‘e ‘àgreme che casca, tic tic,
daa ponta de ‘sti cuciarini
verdi, zai, jozhéte che score
te l’incavo fra i nervi, ‘e se
ingrossa, in càibrio tel farse
perla, e po’ tic, tea pièra, tic

come paròe pìcoe co’ drento
‘a musica de canpanèe a ciamàr
qua i ricordi.… Leggi il resto »

Alberi maestri

di Franca Mancinelli

ogni giorno per il taglio utile
ricominciare, e mai giungere
a se stessi –spezzata la custodia
della nascita, niente
altro che filamenti buoni al fuoco.

***

ho visto gli occhi degli alberi

nel folto una scossa
di chiarore rimasto –a vegliarci
come fitta pioggia che aspetta.… Leggi il resto »

Clone 1.0

di Vincenzo Della Mea

Dalla sezione “Clone”:

L’infinito mondo
è un fiume ribaltato sulla roccia;
solo una resistenza cercata
dipende dalla mia volontà.
La natura gira le cose,
l’amore torna alla fine per contatto.

L’universo è un solo intreccio di mani
e mappe per il mondo.… Leggi il resto »

Fine di una lotta

di Amparo Dàvila

Stava comprando il giornale della sera quando si vide passare in compagnia di una bionda. Rimase immobile, perplesso. Era proprio lui, non c’erano dubbi. Non era un gemello o una persona che gli assomigliava; era lui l’uomo che era appena passato.… Leggi il resto »

Da Scurau

di Giuseppe Nibali

Ultima voce chiama il sangue.

Campo cruento gli uomini, altro sangue per le donne
è il giorno. Tutti sono convocati, vecchi e nuovi
viventi aspettano un gesto per sbranarsi. Il rivolo
aspettano, verticale sullo sterno, il morituri stabilito
dalla nascita, nella nascita futura rivelato.… Leggi il resto »

Immaginare la fine. Nota su Trilogia della catastrofe

di Francesca Matteoni

Come il libro di cui mi accingo a scrivere anche il titolo di questa recensione non è da interpretare alla lettera, ma da tenere a mente come una possibile linea guida. La Trilogia della catastrofe, libro inusuale voluto e pubblicato da effequ (i cui editori hanno una parte attiva nel testo, di cui firmano la premessa quale incipit programmatico), e scandito attorno alla catastrofe etimologicamente intesa quale rovesciamento di uno status quo, e suddiviso in tre movimenti: principio, durante, fine.… Leggi il resto »

Guerra 85

di Giovanna Daddi

La goccia di sudore scendeva dalla tempia lentamente, staccandosi dall’attaccatura dei capelli neri. Si confondeva con il gel. Ma poi si muoveva. Percorreva la mandibola, restava in equilibrio per un attimo, aggrappata a un neo marrone scuro, piccolo e inquietante sulla pelle bianca.… Leggi il resto »

Silvia è un anagramma

di Franco Buffoni

In che peccai bambina?

“In che peccai bambina?”
La domanda semplice di Saffo è quella che gli/le adolescenti si pongono quando si sentono rifiutati per ciò che sono, con genitori fratelli e cugini che dicono di amarli, ma che in effetti amano un’altra persona, non loro così come sono.… Leggi il resto »

L’inizio degli inizi

di Emmanuela Carbé

A ventuno anni avevo teorizzato il Congresso di Vienna, la mia comfort zone e religione, la risposta definitiva alle domande fondamentali su vita/universo/tutto-quanto. La mia teoria era decisamente indipendente dalle fonti storiche che avevo letto per ottenere la maturità o qualche CFU, ma era pur sempre, almeno dal mio punto di vista e dal punto di vista del mio Congresso di Vienna, la mia parola contro la loro.… Leggi il resto »

Gli eroi sono partiti

di Francesca Mazzotta

TAUROMACHIA

L’invidia degli dèi non ti risparmia
mentre severo assisti a quella gara
di bestie nere polvere bufera
tra te il presente e te il passato e te

poi sopra i corpi scende la preghiera
– il toro morto ha ucciso l’altro toro:
le cantilene sposano l’abisso.… Leggi il resto »

“Nella sofferenza che io trovi l’essenza”. Su Dell’amore animale, dell’amore dell’uomo, dell’amore di un Dio di Lorenzo del Pero

di Francesca Matteoni

C’è chi per comprendere la natura di un sentiero deve perdersi, accettando di non riconoscere un volto, perfino il suo. È un sentiero di straniamento come di grazia, che resta sempre un po’ oltre, mentre ci teniamo al buio senza cedere e senza pelle.… Leggi il resto »

Il corpo tra i due mondi: l’ecologia pacifista nella Nausicaä di Miyazaki

di Marco Inguscio

«Le palme insettedule rilasciano le spore del pomeriggio. Che bellezza…! Eppure è una foresta di morte dove senza indossare una maschera i polmoni imputridiscono in cinque minuti». È una delle primissime frasi pronunciate dalla protagonista in Nausicaä e la valle del vento, lungometraggio del non ancora studio Ghibli, dell’84.… Leggi il resto »

Un uomo felice

di Hai Zi nella traduzione di Francesco De Luca

Io, e gli altri testimoni

Le stelle e i natii armenti
come splendidi rivoli di acqua bianca
corrono via
cerbiatti corrono via
mentre gli occhi della notte seguono stretti

Sulla radura ariosa scopro la prima pianta
i piedi entrano in terra
non si possono più estrarre
ecco, quei fiori solitari
sono le perdute labbra della primavera

i nostri giorni
lasciano ferite sul volto
perché per noi non c’è altro che possa darci testimonianza

io e il passato
dividiamo una terra nera
io e il futuro
dividiamo un’aria senza suono

Ho intenzione di vendere tutto
qualcuno faccia il prezzo
tranne l’esca e gli strumenti da fuoco
tranne gli occhi
occhi da voi picchiati a sangue

***

A Kafka

i piedi di noce del prigioniero

D’inverno, il prigioniero che accende il fuoco
senza dubbio ha bisogno di calore
caro, com’è caro il fuoco di madre
Quando è schiacciato da decine di pannocchie sulla schiena
a terra, senza dubbio questo è
il campo di un contadino ricco

Quando lui pensa al cielo
senza dubbio il sole lo ustiona per intero
questo sole abbassa il capo, questi ceppi brillano ai piedi
senza dubbio ancora sono i suoi piedi, come noci
sepolte nell’acciaio del villaggio natio
acciaio d’ingegnere.… Leggi il resto »

Dall’interno

di Corrado Benigni

Che fu quel punto acerbo
che di vita ebbe nome?
(Leopardi, Coro dei morti)

 

Un senso – se c’è, ora – è in questo scorcio di tetti e finestre
accese tra le ombre strette dei palazzi
quando la notte distende la città
a un dito dalle sfere dell’universo.… Leggi il resto »

Damnatio Memoriae

di Samir Galal Mohamed

Ti riscaldi con le parole dei poveri
nei secoli dei secoli. Nel pieno di
un silenzio pieno risorgi e palpiti e
io brillo: tu dall’incarnato borghese,
io dal sudore speziato.

***

Lascerei il mio corpo per un corpo
nuovo, per una voce nuova: sarei così,
di nuovo, più vicino al linguaggio dell’essere
prossimi all’origine – occhi nuovi; pochi anni
dal principio mi separerebbero.… Leggi il resto »

La città bambina: scuole aperte

Di seguito una proposta per l’anno scolastico 2020-2021 al momento indirizzata alla Regione Toscana e alla provincia di Pistoia, ma che potrebbe essere d’interesse nazionale. Per una scuola diffusa sul territorio, una didattica a contatto con le varie realtà locali, l’utilizzo di spazi altri, dagli spazi aperti ai locali di uso pubblico al momento inutilizzati a causa della pandemia.… Leggi il resto »