Giorgio Mascitelli

Considerazioni soggettive sulle prove oggettive

di Giorgio Mascitelli

La pubblicazione dei risultati delle prove INVALSI per gli esami di stato di terza media e in particolare quelli di italiano, che evidenziano un 35% di candidati sotto il livello di accettabilità della prova ( quelli che sul Giornale  sono stati chiamati gli ‘analfabeti’) ha prodotto una prevedibile salva di opinioni autorevoli.… Leggi il resto »

Popcorn e imbarbarimento

di Giorgio Mascitelli

Vedendo le immagini della comandante della Sea Watch che scendeva dalla nave arrestata dagli uomini della guardia di finanza, mi è venuta in mente la battuta di Renzi dell’anno scorso sul fatto che con il nuovo governo si sarebbe seduto comodamente coi popcorn in mano a vedere cosa avrebbero combinato.… Leggi il resto »

Osservazioni marginali sulla cultura europea contemporanea

di Giorgio Mascitelli

 

 

 

 

Con la morte di Jean Starobinski il marzo scorso arriva probabilmente a estinzione o quasi quella tradizione plurigenerazionale di studiosi novecenteschi, di formazione storicofilologica, in grado sia di muoversi con rigore specialistico su singoli aspetti sia di padroneggiare  una visione d’insieme dei fenomeni culturali e letterari, di cui il più autorevole esponente è stato, a parere di molti, Erich Auerbach.  … Leggi il resto »

A occhi aperti

di Jean Aquaviva

( Il 9 luglio prossimo, presso la Libreria Popolare di via Tadino a MIlano alle ore 18,30 verrà presentato  il romanzo A occhi aperti di Jean Aquaviva, Zona, 2019, con l’autore sarà presente Franz Krauspenhaar. Ne presento qui un estratto, g.m.)

La biblioteca è situata in un edificio a nord della città, che raggiungiamo in taxi.… Leggi il resto »

La malinconia del meriggio

di Nicola Fanizza

Caterina si recava tutti i giorni a casa di mia madre Teresa. Aveva più di ottant’anni. Era una donna di sostanza: si imponeva per la sua altezza e, insieme, per la sua robustezza. Era rimasta vedova e viveva sola, poiché i suoi tre figli si erano sposati.… Leggi il resto »

Un nome in meno

di Giorgio Mascitelli

Un nome in meno ( Ensemble, Roma, 2019, euro 15) è l’esordio nella narrativa del poeta Vincenzo Frungillo,  autore anche di testi drammaturgici.  Il romanzo è imperniato sul ritrovamento di una vertebra umana nel mare nei pressi di Monte di Procida nel napoletano da parte di una ragazzina quindicenne, Sofia: dapprincipio appare però incerto se ascrivere il senso del ritrovamento a un ordine criminale o archeologico dei fatti.… Leggi il resto »

Luis Garcia Montero, un poeta senza eroi

di Lorenzo Pompeo

Un inverno mio, la raccolta di poesia di Luis Garcia Montero, appena uscita nella collana “Poesia” diretta da Giorgio Manacorda ( Eliott edizioni, 2018, euro 17,50) rimette a disposizione del distratto lettore italiano un altro tassello per conoscere meglio il poeta nato a Granada nel 1958.… Leggi il resto »

Scuola o mai più

di Pino Tripodi

Gli studenti, i giovani – a sentire i tempi e i padri – appaiono anestetizzati, una carovana di moribondi in viaggio verso la fine. Sono inetti, ignoranti, sciocchi, superficiali, maleducati, delinquenti, fannulloni, narcisisti.

La sciocchezza del paradigma passatista li tratteggia così.… Leggi il resto »

L’invenzione del nemico. Le pratiche discorsive antisemite nel Cimitero di Praga di Umberto Eco

Di Giovanni Palmieri

 

Un bel giorno Perceval, smemorato di sé al punto da non ricordare più neanche Dio né i giorni della settimana, se ne andava in giro armato di tutto punto nel giorno del venerdì santo. Incontrando una compagnia di tre cavalieri che scortavano dieci donne ed erano disarmati in segno di penitenza, viene rimproverato da costoro per aver indossato le armi nel giorno della morte di Cristo.… Leggi il resto »

Tempi bui per la storia

di Giorgio Mascitelli

Tra i frutti che la sua luminosa vita ci offre il deciso impegno di Liliana Segre per evitare il ridimensionamento dello studio della storia nella scuola non mi sembra certo il meno importante. Non deve ingannare l’apparente minuzia dell’oggetto del suo intervento, ossia l’eliminazione del tema storico dalle prove per l’esame di maturità, perché Segre ha colto perfettamente che esso non è che la spia di un progressivo ridimensionamento dell’insegnamento della storia nell’ambito di una riduzione di tutte le materie ‘inutili’ alla formazione del perfetto lavoratore e del perfetto consumatore.… Leggi il resto »

La cultura delle élite vista da un disadattato

di Giorgio Mascitelli

Il successo elettorale delle forze populiste ha prodotto  numerose riflessioni sulle ragioni della loro vittoria, tra le quali spicca quella compiuta da Alessandro Baricco su Repubblica, che ha dato inizio a un corposo dibattito sullo stesso giornale.  La tesi dello scrittore torinese che si sarebbe rotto un rapporto di fiducia tra èlite e gente comune, benché comprensibilissima e perfettamente giustificata dal suo punto di vista, mi ha sorpreso: dal mio punto di vista, certo quello forzatamente limitato di un disadattato al proprio tempo,  di un intruso che si è imbucato a un vernissage nella speranza di incamerare un paio di tartine al tavolo dei rinfreschi ma consapevole di non c’entrare nulla con le ragioni dell’inaugurazione,  che però ha vissuto gran parte della propria vita adulta sotto l’egemonia delle suddette élite, l’aspetto sorprendente di questa tesi è dovuto al fatto che mai come in quest’epoca la cultura delle élite è stata meno lontana da quella del popolo.… Leggi il resto »

Il trauma e le radici ( veniva da Mariupol)

di Valentina Parisi

Natasha Wodin Veniva da Mariupol, L’orma, 2018, pp 384, euro 21, traduzione di Marco Federici Solari e Anna Ruchat

Tra le pagine più rimosse della storia europea che, malgrado l’accelerazione temporale veicolata dai media, non possiamo non considerare recente, almeno in virtù dei legami di consanguineità che ci legano ai protagonisti più o meno involontari di tali vicende, v’è indubbiamente quella degli Zwangarbeiter, ossia dei “lavoratori forzati” deportati durante la guerra in Germania e nei territori annessi dal Terzo Reich e costretti a contribuire allo sforzo bellico come manodopera ridotta in stato di schiavitù.… Leggi il resto »

Preparazione dell’orda

di Gianluca Gigliozzi

( si tratta  della seconda scena del dramma per sole voci Terrore e miseria nella Terza repubblica.g.m.)

[Rumore di fiamme, sirene, fragore di mezzi di trasporto, piccole esplosioni, voci al megafono che pronunciano parole incomprensibili, poi questi rumori si attenuano e passano in sottofondo, strepiti e riverberi in un ambiente ampio, vociare di più persone, voci gracchianti dalle radioline, schioccare di passi]

 

POLIZIOTTO 1: Ecco, da questa parte!… Leggi il resto »

Costellazioni

( E’ uscito nelle scorse settimane presso Einaudi Costellazioni . Le parole di Walter Benjamin si tratta di un’opera curata da Andrea Pinotti che presenta 45 voci per descrivere i termini chiave dell’opera di Benjamin. Questo lavoro è particolarmente significativo perché, come ricorda Pinotti nella presentazione del volume, la natura ibrida e trasversale a diversi campi del pensiero di Benjamin ha attirato lettori della sua opera provenienti da diversi ambiti disciplinari; così si offre a tutti i lettori uno strumento di raccordo nell’approccio al lavoro dell’autore berlinese, particolarmente utile per il non specialista.… Leggi il resto »

La sfacciata ( bagatella della fortuna)

di Giorgio Mascitelli

Talvolta Guido della Veloira indugia davanti alle agenzie per le scommesse sulle partite e sulle corse o davanti alle ricevitorie del Lotto e gli prende in cuore il pizzicorio di tentare la fortuna. E’ normale che sia così, a tutti capita almeno una volta di giocare o di voler giocare e, se non diventa un vizio, non c’è nulla di male.… Leggi il resto »