Categoria: cinema

Note movie: C’era una volta…a Hollywood

di

Franco Bergoglio

 

Prima che Vincent Vega mi spappoli il cervello e arrivi Mr. Wolf a infilarmi in un sacco nero per lesa maestà tarantiniana premetto che C’era una volta…a Hollywood è un buon film. Quale città nell’immaginario universale rappresenta meglio di Los Angeles il crimine, dalla carta di Raymond Chandler alla celluloide di chiunque, alla realtà della rivolta conseguente al pestaggio di Rodney King.… Leggi il resto »

I am the Revolution

di Giuseppe Acconcia

Abbiamo assistito al Cinema Rex di Padova alla proiezione di “I am the Revolution”, documentario di Benedetta Argentieri, realizzato da Possibile Film. La regista che aveva realizzato “Our War”, insieme a Bruno Chiaravalloti e Claudio Jampaglia, raccontando le storie degli internazionalisti che si sono uniti ai combattenti del Rojava, Joshua Bell, Karim Franceschi e Rafael Kardari, torna sul tema dei movimenti curdi.… Leggi il resto »

Fespaco: il racconto sociale e politico di un’Africa che cambia

di Giuseppe Acconcia

Ouagadougou

«È come sempre un festival rivoluzionario», è stato il commento dell’attore Al Assane Sy in occasione della chiusura della 26esima edizione del Festival di cinema pan-africano (Fespaco) di Ouagadougou. Se tutte le attese per i cinquant’anni (1969-2019) dall’avvio di una delle manifestazioni storiche e più significative di cinematografia africana facevano pensare ad una vittoria del film “Desrances” della regista burkinabé, Apolline Traore, accolto con grande calore dal pubblico del Cine Burkina e nella magnifica sala all’aperto dell’Istituto francese, a vincere l’Etalon d’oro di Yennenga è stato il film “The mercy of the jungle” di Joel Karekezi.… Leggi il resto »

In principio fu Full Monty (sei disoccupato? Balla!)

di Emanuele Di Nicola

(Pubblichiamo un estratto dal volume La dissolvenza del lavoro. Crisi e disoccupazione attraverso il cinema, Emanuele Di Nicola, edizioni Ediesse, in uscita il 21 febbraio 2019)

È il 29 agosto 1997. Nelle sale britanniche esce un piccolo film, l’esordio al cinema del regista Peter Cattaneo, su scommessa del produttore italiano Uberto Pasolini che lo finanzia: si intitola The Full Monty.… Leggi il resto »

Cine-occhi e cine-pugni: due modi di intendere il cinema

[dal vastissimo archivio di Nazione Indiana ripubblichiamo questo articolo del 27 Dicembre 2012]  

di Rinaldo Censi

Tra i film che Sergej Michalovich Ejzenstejn avrebbe voluto realizzare e che sono rimasti allo stadio meramente cartaceo spiccano numerosi trattamenti letterari: si va dall’Armata a cavallo (Babel) a Don Quixote, da Sutter’s Gold (tratto dal romanzo L’or di Blaise Cendrars) a un Giordano Bruno da filmare a colori, e poi Black Majesty (dal romanzo di George V.… Leggi il resto »

“Wandering lines.” Conversazione con Andrew Kötting

di Giorgiomaria Cornelio

L’arte di Andrew Kötting è fulgido esempio di come l’indirizzo cinematografico non possa mai pienamente appartenere a se stesso, al laccio stretto dei propri luoghi marcati o rilevati, finendo così per spillare altrove, per mischiarsi con gesto del vagare, alimentando altri vasi traboccanti.

Cineventura

 

 

di Roberto Coaloa1

 

In un sondaggio del 1987 fu chiesto ai francesi chi fosse il loro attore preferito. Sorprendentemente, non vinse né Alain Delon né Jean-Paul Belmondo, ma un immigrato italiano: Lino Ventura. È un nome che in Italia si sente poco.… Leggi il resto »

I “monelli” del Dr. Tomuschat


di Orsola Puecher

Chi sono e dove si trovavano i bambini con i vestitini sporchi e stracciati come il monello di Charlot, i monelli come con arguta dolcezza qui nelle Marche si chiamano comunemente i bambini? E i soldati e ufficiali della Wehrmacht sorridenti che li prendono per mano, le donne in posa, i neonati in carrozzina, le suorine ammassate a sbirciare da un balcone, poi con gli ombrelli neri?

CinemaZERO

di Mariasole Ariot

Da stasera, a Trento, comincia CinemaZERO. Tra le più importanti realtà cinematografiche, il festival si propone di far incontrare autori e opere all’insegna di una ricerca nazionale e internazionale – e al cui interno troviamo anche un concorso destinato a cortometraggi autoprodotti.… Leggi il resto »

Je so’ pazzo – un film di Andrea Canova

di Mariasole Ariot

“Ogni realtà sociale è, per prima cosa, spazio”.

Braudel

 

Riabitare i luoghi di confine significa riscriverne la storia senza cancellarla –  là dove tutto sembra(va) votarsi proprio a questo: all’oblio. Significa dare alla storia precedente, per sottrazione, una nuova voce.… Leggi il resto »

Venezia 74 – Un caso di Realtà Virtuale

di Lorenzo Esposito

Quando due anni fa Tsai Ming-liang presentò a Venezia l’inquadratura fissa intitolata Afternoon, dove un regista e il suo attore feticcio (Tsai Ming-liang stesso e Lee Kang-sheng), installati nel quadro bucato di una casa diroccata, consumano una delle ossessioni amorose più sconcertanti e appassionanti della storia del cinema, l’ingenuo accostamento fatto dai più con certa tendenza museale dell’ultim’ora era già di per sé disinnescato dall’ambizione tutta umanistica e apocalitticamente intrecciata all’annuncio del cineasta taiwanese di non voler fare più ‘film’.… Leggi il resto »

Neanche fare, neanche vedere. Sul cinema di Magdalo Mussio

di Giorgiomaria Cornelio

Per la casa editrice Quodlibet è stata pubblicata recentemente un’antologia di scritti critici dal titolo Marginalia, a cura di Paola Ballesi, che traversa l’opera di Magdalo Mussio sul filo d’un discorso pittorico.

Mussio è stato il poeta della memoria randagia, della memoria a non concludere, cioè di tinte, umori e timbri dati come incrostazioni, tracciati, resti indecisi di senso: “in principio era la rovina”.… Leggi il resto »

Cannes70: due film e una questione

di Lorenzo Esposito

 

“I don’t watch Netflix”. La risposta perentoria con cui Abel Ferrara in Alive in France (Cannes 2017, Quinzaine des réalisateurs) rimbrotta il fanatico fan che lo assilla all’uscita dal concerto della sua nuova band rock/blues/romantic è sufficiente a disinnescare giorni di discussioni montanti e aleatorie su quello che, oltre a essere un falso problema (le piattaforme online cambiano o stanno cambiando la porzione di schermo cui aspirano le immagini e gli spettatori e dunque anche il monolitico riassestamento museale di tutti i Festival del cinema?… Leggi il resto »

The Good Intentions

di Alberto Brodesco

Cosa sono le buone intenzioni? Possono giustificare pratiche o condotte sbagliate? La film-maker Beatrice Segolini ha deciso di realizzare un documentario sulla sua storia familiare, in particolare sulla figura del padre, sul tabù che lo circonda. A dirigere The Good Intentions c’è un secondo regista, Maximilian Schlehuber.… Leggi il resto »

Senza figli? No, Lunàdiga

di Francesca Matteoni

Lunàdiga è la pecora che, pur fertile, non si riproduce. Singolare, strana, anticonformista, lunatica, dove è la luna più misteriosa con il suo aspetto imprevedibile a prevalere sulla luna crescente prima e piena poi. “Ha la luna di traverso”, si dice di qualcuna o qualcuno il cui umore non è armonizzato con gli altri – è giallo quando intorno tutto è fuxia, è storto quando il mondo è dritto, fa perdere la pazienza o fare spallucce, o forse è solo che la sintonia è altrove, non con l’esterno, ma con il sé, l’interno?… Leggi il resto »