di Rinaldo Censi
Leggo con crescente ammirazione Procne machine di Carmen Gallo. Come rendere conto di questo meccanismo che macina figure mitologiche accertando sottilmente la loro instabilità, metamorfosi, trasformazione? È un’arte della modulazione - meglio, della transizione.
di Daniele Barbieri L'autore ha posto a ChatGpt e Gemini questa domanda: “Descrivi analogie e differenze tra il rifiuto della tecnologia della stampa nei suoi primi decenni e il rifiuto dell'AI oggi”
di Giacomo Agnoletti Sospetto che lo stesso stia avvenendo in molte città d’Italia, grandi e piccole. Chissà, forse accade in ogni città del mondo. Ho tentato di abbozzare una protesta. Il dirigente scolastico allora mi ha detto che gli alberi erano “pericolosi”. Solo una parola, “pericolosi”.
di Alfonso Amendola. C’è un gesto preliminare, quasi una “griglia” metodologica, che il libro dichiara sin dal titolo: “quando verrà il passato” non è un semplice ossimoro, ma una domanda epistemica.
di Omar Bellicini
Quando Kant, nel 1784, risponde alla domanda «Che cos’è l’Illuminismo?», la definizione a cui si affida è: «L’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che deve a se stesso»
di Niccolò Furri Questi due monumenti (la Foiba di Basovizza e l’Ossario dei Caduti Slavi) si configurano, quindi, non solo come lieux de mémoire, ma anche come (...) luoghi in cui la memoria si perde o, meglio, viene fatta perdere e che concorrono alla ri-produzione dell'identità nazionale proprio attraverso il loro oblio.