franz krauspenhaar

off/on

(come spesso, la domenica pubblichiamo un post dell’archivio, questo fu pubblicato da Franz l’11 agosto 2008, red)

di Franz Krauspenhaar

off
Con quella maglia di Snoopy
versante calamaro
mi viene da piangere Warhol
minestra, da una siepe maestra
nasconditrice di falsi.… Leggi il resto »

Risveglio

di Rosella Postorino

Valerio, vieni a bere.
Valerio saltella sulle scarpe da ginnastica, le guance rosse di chi ha corso troppo e ora ha sete. Si avvicina alla fontanella.
Fa finta di schizzarla e lei fa uno scatto indietro, ma le scappa una risata.… Leggi il resto »

Commiato

di Franz Krauspenhaar

Con il presente post, l’ultimo, annuncio la mia uscita da Nazione Indiana. E’ stata un’esperienza per me importante, a volte addirittura esaltante. Ma se è vero che sul web il tempo marcia molto velocemente, più velocemente che “fuori”, la stanchezza, ora come ora, ha preso il sopravvento.… Leggi il resto »

La mia famiglia è un caravanserraglio di tricicli rotti

di Loris Righetto

Quelli come me ci soffrono a vivere da soli perché si sono convinti che il cuore di nessun uomo è un’isola. E neanche quello di una donna. È una questione di spazi personali che si intersecano. Quelli come me sono nati in famiglie vecchia scuola formato XL tipo: padre, madre, fratello, io, fratello tris, sorella, cane a pelo corto, gatto a pelo lungo, gatto bigio, gatto incazzoso, tartaruga in fuga, e una sfilza di canarini dal cuore debole rimpiazzati l’uno con l’altro.… Leggi il resto »

Sera di festa

di Antonio Scavone

Mbà! ’Mbà! ’Ndun-’ndù! ’Ndun-’ndù! ’Mbà! ’Mbà!… E zio Guido annuisce come farebbe un ramo di baobab, morbido e nodoso, sotto i colpi del vento: approva il ciondolìo ritmato di Mariano, curando di seguire nello specchio la lama del rasoio che scivola luccicante sulla sua pelle scura, tenera come una duna.… Leggi il resto »

Sorpasso rituale

di Franz Krauspenhaar

Il burrone della scogliera. Dove Roberto Mariani, il giovane studente di Giurisprudenza interpretato da Jean-Louis Trintignant, trova la morte nel finale de Il sorpasso. Rivendendolo per l’ennesima volta, mi chiederò perché. Perché a ogni ferragosto, da quasi dieci anni, vedo quel film, dovunque mi trovi.… Leggi il resto »

Inediti

di Antonella Pizzo

Da: Di lievi deliqui e smarrimenti

I

Regina madre che al castello sgravasti
cuore di tortora e leone
beati i poveri di spirito
che non hanno visto il pozzo di petrolio
e l’oro ricoprire gli abiti delle donne bionde
brune rosse passionarie
ossa d’anoressiche donzelle
sulle passerelle coi trampoli
non hanno raccolto il passo
in minimal style valentino
l’ultima moda di tatuaggi e pearcing
che non hanno segnato le nuche sottili ed il profumo
dalla traslucida ampolla non hanno mai leccato
miscuglio micidiale che arriva in gola e strozza
il pensiero di una terra a zolle e di una semina
di sudori sparsi e di occhi di pernice spessi
che non hanno mai discusso sui massimi sistemi
che non hanno mai avuto un contatore e un blog … Leggi il resto »

Da: Diario della fame – inediti.

di Rossano Astremo

Divento di giorno in giorno, di ora
in ora, da un battito di ciglia all’altro,
sempre più astratto, sfocato, illeggibile.
Come una foto della Woodman
spingo il mio corpo oltre la soglia
che divide l’impresso dall’assente.
Richiedo sparizione con forza finale,
un modo per non guardare il risvolto
della giacca che sono diventato:
pellicola graffiata con unghie dorate,
proiettata al contrario in dono corporeo.… Leggi il resto »

off/on

di Franz Krauspenhaar

off
Con quella maglia di Snoopy
versante calamaro
mi viene da piangere Warhol
minestra, da una siepe maestra
nasconditrice di falsi.
Sembri uscita da una lavatrice,
da una confezione Zuegg
o cornflakes, da una piramide
di latte, da un fiore esploso.… Leggi il resto »

Diecimila battute precise

di Giuseppe Catozzella

Gentile Maestro (mi spingerei anche fino a chiamarla “caro”),

le scrivo solo dopo la sua dipartita, perché mai avrei osato mettere delle parole su carta con lei ancora in vita. Se c’è infatti una cosa che posso dire di aver appreso dalla stretta e fortunata frequentazione della sua persona è un certo diffuso senso di umiltà, che ci deve far abbassare il capo e dirottare lo sguardo al cospetto dell’altrui maestria, e convincere a sopprimere i naturali impeti di imitazione, o gli esili moti di ispirazione.… Leggi il resto »

La fame

di Nina Maroccolo

Rinnovamento della colpa: il nemico guerrafondaio.
Un continuo scoscendere per riproporre padri e madri divoratori. La temuta necessarietà di promulgare i massimi sistemi endocrini, endogeni ed egoici, nei quali il castigo ascende verso la tanto sospirata redenzione: a seguire i giorni del perdono.… Leggi il resto »

La pornocrisi

di Franz Krauspenhaar

1. L’eroe in disarmo del piacere palliativo

Il porno, questo conosciuto. Iniziazione per taluni, calmante quasi benzodiazepinico per altri, vizio assurdo per coloro che ne sono schiavi, vedi alla voce dipendenza.
Quasi nessuno ammette di averne visto uno, perlomeno in Italia, paese bello e impossibile.… Leggi il resto »

Dalla Milano da bere a quella da vomitare #2

di Franz Krauspenhaar

1. Milano e’ diventata più triste

Milano, qualcuno ha scritto recentemente, in fondo è una città qualsiasi di medie dimensioni, come ce ne sono migliaia nel mondo. Non è l’inferno in terra che qualcuno esageratamente rappresenta e nemmeno un porto ideale, mancando delle attrattive tipiche di ogni città del cuore che entra nel mito e nell’immaginario collettivo dalla porta (o Porta Romana) principale.… Leggi il resto »

Nella fabbrica del gesto

di Franz Krauspenhaar e Nina Maroccolo

Chiamalo

Chiamalo attenzione, e dispersione
e disperazione e fiore nero e caduta
e innalzarsi, invece; e speranza, e mirto,
e i tuoi occhi e la cascata di dolore
che mi prese al solo pensare di lei
e di te; e poi consumazione, e stanco… Leggi il resto »