franz krauspenhaar

A ritroso, viola assoluto

di Esther Grotti

Piccole donne crescono. Dentro una Panda. Senza conoscersi simili. Quando il dolore arriva camminiamo. Partiamo da Genova come colombe. Verso nuove terre in cui arare il destino. Qui le prostitute si offrono alle finestre. Hanno le carni chiare e aperte come le pagine mistiche del mattino.… Leggi il resto »

Hai una bocca di cartone

di Marina Torossi Tevini

Hai una bocca di cartone

in una pioggia notturna arrivasti.
dicevi La luna ha spiegazzato il mio nome
le unghie hanno scavato il mio ventre
e sono affondato in una nave carica di neve e di sogni

e siccome la ruota della vita gira e
l’orologio del tempo non si ferma
ti presi sulle mie ginocchia ti carezzai i capelli
annusai il tuo odore e mi sembrò amico… Leggi il resto »

Neuroni impazziti

di Pasquale Vitagliano

Erano diretti ai laghi. Piero e la sua famiglia, dopo una settimana di lavoro. Non uscivano spesso nei week end, ma almeno una volta al mese un’uscita ai laghi era d’obbligo. Piero è un tipo normale e insegna musica in una scuola media di Milano.… Leggi il resto »

Via dalla pazza folla

di Franz Krauspenhaar

Cristina Annino è una poetessa dalla lunga strada percorsa ma con tanti chilometri ancora da fare. Una donna-poeta che debutta nel ’68 con Non me lo dire, non posso crederci, già con una sua voce distinguibile. In breve, la sua poesia fuori da ogni “poetichese” viene molto apprezzata da Franco Fortini e da Vittorio Sgarbi, tra le varie pubblicazioni in poesia e prosa, appare nell’antologia Einaudi L’udito cronico, nei Nuovi poeti italiani n.3 (1984); ma la poetessa toscana non arriverà mai, nonostante la sua bravura e originalità a pubblicare con un grande editore.… Leggi il resto »

Quel senso morale che abbiamo smarrito

di Franz Krauspenhaar

Essere imprenditori, si sa, costa sacrificio e responsabilità. Se poi si è imprenditori nel settore sanitario, questa responsabilità aumenta di intensità e di significato, esponenzialmente.
La triste, assurda vicenda dell’ospedale Santa Rita di Milano, dove le morti, molte di queste, sono divenute da qualche tempo atrocemente sospette, come se ci si trovasse, invece che in un luogo di cura, nel gabinetto del dottor Caligari convenzionato con Mabuse, diventando di ora in ora più drammatica, ci porta ad evidenziare nella nostra mente di cittadini alcune cose che spesso, nel passato, ci sono sfuggite.… Leggi il resto »

Ae de aria (Ali d’aria)

di Fabio Franzin

Nel dialetto Veneto-Trevigiano dell’Opitergino-Mottense

Osèi che sóea, lavìa
‘ndo’ che ‘e nùvoe
passa via, pin piàn,
grande e bianche

come navi o barche
a véa fra ‘l zheèsto
e l’oro del sol. Osèi
(come pensieri in sóeo

da ‘na testa a un baso,
da ‘na paròea a un pèr
de òci), alti, e lontani
romài voltra ‘l bonbàso

de un sogno, pì a nord
de òni adìo.… Leggi il resto »

La Tramontana Bis

di PacePanzeriKrauspenhaar

Edizione: Sanremo 1968 / Milano 2008

Inventa quello che vuoi
per farci ridere un po’
inventa pure,
dicci, dicci Pepè.

Eh, Pepè. Ma chi, Pepè Carvalho? Quanta acqua è passata sotto i ponti! No, Carvalho no, è morto.… Leggi il resto »

Rachmaninov non era zingaro

di Giuseppe Catozzella

Paura delle maestre che avevano paura di me. Quella non me la sono mai scollata da dosso. La paura di un grande che ha paura di un piccolo è come la terra che ti trema tremebonda sotto i piedi e ti istiga al peccato o alla morte.… Leggi il resto »

Kurriculum

 

di Franz Krauspenhaar

1967 Gli anni Sessanta hanno svelato quanto la forma, in tutte le sue forme, sia mutevole come l’umore di un ciclotimico. (Renato Serra Tavassi – Memorie di uno psicolabile torinese.)

“Gottverdammt!” Con questa consistente ma ben poco soave parola andava urlando la voce conica visigotica nella cornetta nera.… Leggi il resto »

The Two (I due)

di Philip Levine traduzione di Lisa Sammarco

When he gets off work at Packard, they meet
outside a diner on Grand Boulevard. He’s tired,
a bit depressed, and smelling the exhaustion
on his own breath, he kisses her carefully
on her left cheek.… Leggi il resto »

Segni sul muro

di Renata Morresi

frammenti dalla prigionia di a.m., 1978-2008

La memoria è del passato –
questo è il primo muro
prima del muro finto
prima del buco
dietro l’armadio,
tra il cuore e l’armadio
la memoria ha scavato
una traccia nuova,
un manifesto volere
la non-politica, il non-potere… Leggi il resto »

Raccontare la realtà – creare una bugia

di Martino Baldi

Sembra impossibile che in così pochi si siano accorti di quello che succede a Granara. Un ponte lungo e strettissimo sul Taro che sembra il passaggio in un’altra dimensione, un’infinità di curve in salita tra squarci di valle intravisti attraverso gli alberi fitti e il levarsi di falchi ad altezza d’occhio, infine, dietro una curva, all’improvviso, una manciata di case e ai suoi margini, in una radura tra borgo e bosco, un tendone da circo.… Leggi il resto »

Ruota degli esposti

di Fabiano Alborghetti

I

Poi il figlio s’era perso, d’improvviso nella piazza
tra la gente nasce il vuoto dove prima stava in piedi:
e nessuno che sapesse, mai nessuno che abbia visto

la maglietta a righe viola, il cappello rosso in testa.… Leggi il resto »

Licenze poetiche

www.licenzepoetiche.it

Festival Internazionale di Letteratura Aggiornata

VII Edizione

Macerata 19 – 24 Maggio 2008

Si terrà a Macerata dal 19 al 25 maggio 2008 la settima edizione di Licenze Poetiche (Festival Internazionale di Letteratura Aggiornata). Quest’anno il Comune di Macerata e l’associazione culturale Licenze Poetiche sono stati affiancati nell’organizzazione dalla Provincia di Macerata, dalla Biblioteca Statale di Macerata e dall’Arci Provinciale.… Leggi il resto »

Dal buco al blog nella società dei sospiri virtuali

di Franz Krauspenhaar

Chi è Arvo, il protagonista del nuovo romanzo di Valter Binaghi, Devoti a Babele, Perdisa Editore, pagg. 122 euro 12,00? Un ragazzo del ’77, un sopravvissuto al piombo che cadeva sugli omonimi anni, che noi ragazzi nati all’inizio dei Sessanta o ancor meglio verso la fine dei Cinquanta, come il nostro autore, abbiamo assaggiato a lingua protesa, come cani masochisti affamati di quei tempi duri.… Leggi il resto »

Notti lontane che tornano per sempre

di Franz Krauspenhaar

Marino Magliani torna sulla scena letteraria con un romanzo, Quella notte a Dolcedo, Longanesi, pagg.262 euro 16.00 che, rispetto ai precedenti, soprattutto a Il collezionista di tempo uscito l’anno passato per Sironi, abbandona certe sperimentazioni (nel libro appena citato si registrava il connubio forma e contenuto tra una scrittura di frontiera con risvolti biamontiani e la fantascienza, come se il Fransé si fosse unito in sodalizio artistico con un autore di science-fiction).… Leggi il resto »