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Opere italiane # uno / ineditifrastici

di Danilo Pinto.

Che è la morte, che con Wittgestein e con Webern
m’intingo la lenzuola di Capranica, con Fano azimo
io solo sola, io santo santa, la puttana manca e cielo
di spugna assorbe, il fango-mare, bariccamente Turin.
Osvald allo sparo di mosche cossuiane, al martello
puntacuda, semel in anno licet inculare. Ti mostro
la signora madre, all’agnolotto superiore, Arcimboldo
di verzure.
Ocelot, ottentott che sia joy, la divisione
di Merlot, la patristica, la serva, la sura
la mellata, la spenapescia, sassarolica
colica robustellini-insaccomanzi
maestrali [non è mai/http://troppo tardi. cumshot.]
Limongelli & Cervelli – li ricordate? li ricordate?
andati a Samotracia? che supertesori in antrace
si spandevano a Calabria City (“C’è / Tutto quanto
fa per te”) – in su ministre al fango della torta maligna
del potere – [Orgia Zeta] – come fu lo Studio Patrassico
a Karavaggio di Romagne Mie e vecchie etichette nere
boschive, sudate after la shower Bagni Peluga costieri
amalfitani ai Bagni Rinaldo (“oh signora gliela scaldo!”)
E a Bosforo selva d’oriente, e Uto Ughi Brother at Lance
Dubai City e Leporello Lucida Bello, Christopher
Clark – a cosce larghe, Simona Valli undsoweiter
& Sperm und Fuck. Cossu! Urlò la Sardegna. Cossu!

[Nella foto: Stefania Prestigiacomo – particolare]

10 Commenti

  1. “parole passate al setaccio” direbbe, questa volta con sarcasmo, andrea pazienza… una variante al gusto di salamoia! il dipito del sor pinto gioca sulla distorsione e sul rigetto dell’oggetto stesso, considerato inqualificabile anche come tale, se non attraverso la sua ridicolizzazione.
    la condivisione non può essere che delle più sentite!

  2. Chi sarebbe questo Cossu? Non esistono Cossu degni di nota in Sardegna. E nemmeno da altre parti.
    L’unico notabile è Francesco Cossu, un poeta ottocentesco, con scarse propensioni toscane, la cui opera edita è formata da un’unica poesia: Sulla morte.
    Forse per questo citato dal Danilo Pilo?

    ***

    La morte la viene, la viene

    la viene su bianche cicogne
    che portano in fasce gestanti già pronte

    già pronti, contati i minuti
    scontati i malanni, presenti e presunti

    per dare alla luce dei corpi defunti

    Cadaveri pieni, ceati con nulla
    dal comico nato ch’è dentro noi stessi

    discorsi somari, ma mica per ciuchi
    discorsi seriosi, ma mica per fessi.

  3. Mirabile poeta, salvo non essere fratello del redattore: forse una sua rincarnazione? Il Pilu di Soldato blu, poi, gli è ancora più estraneo. Lo spettro di Albanese? Chiù pintu pi tutti?

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