franz krauspenhaar

Il fascino discreto del…

di Franz Krauspenhaar con la postuma ma indispensabile collaborazione di Luis Bunuel

I passanti:

Andrea Bajani, Sergio Baratto, Carla Benedetti, Benedetta Centovalli, Federica Fracassi, Gabriella Fuschini, Sergio Garufi, Jacopo Guerriero, Giovanni Maderna, Renzo Martinelli, Lea Melandri, Raul Montanari, Antonio Moresco, Giulio Mozzi, Sergio Nelli, Aldo Nove, Maria Pace Ottieri, Piersandro Pallavicini, Christian Raimo, Michele Rossi, Tiziano Scarpa, Éric Suchère, Giorgio Vasta, Piero Vereni, Dario Voltolini, … Leggi il resto »

Six Pack

 

di Gianni Miraglia

A Milano si dice vado all’Empi se sei socio di questo centro esclusivo. C’è bianco dappertutto in questa palestra che si chiama Empire Club, Empire Wellness Point, Empire Relax Fit Center, Empire Soul Fit Dynamic e altre parole col suono dell’infelicità.… Leggi il resto »

L’invidia di Basemah

 

di Franz Krauspenhaar

Smetta di piangere, dico alla donna. Lei, la sirena, è giovane, le trecce bionde, truccata come se dovesse andare a una festa; il rimmel le cola giù per la faccia infantile, rosea, di ragazzina trecciuta, e sbalza all’altezza di una piccola cicatrice appena sopra la parte sinistra del labbro.… Leggi il resto »

Provenza in primavera

 

di Marina Torossi Tevini

L’inconscio fa capolino tra gli scarti del pensiero dove le logiche muoiono. Sul terreno devastato la notte avanza. Giornata tremenda ieri: pianura padana e mal di denti. Il sonno però deve aver ricomposto qualche frammento scompaginato del mio inconscio, penso, passeggiando in una piovosa mattina ligure.… Leggi il resto »

Habeas corpus

 

di Alessandro Raveggi

A perpetual holiday is a good working definition of hell
(G. B. Shaw)

*

Perdere occasione di
è ovunque un perdere
del tempo per,
per tempo si è fatto o almeno
pareva il tempo di farlo
di disfarlo
il gioco della girandola
senza sosta per
la mitica mitologia del tempo
e del guadagno, mitico!: accumulare,
accatastare l’attimo, di gran
lena, se sottrai un tassello,
crolla tutto, attento!… Leggi il resto »

Il ribelle in guanti rosa

di Linnio Accorroni

Giuseppe Montesano ‘Il ribelle in guanti rosa’, Mondadori, 2007, pag.441, euro 19,00.

Dopo essersi occupato dell’ultimo Baudelaire, quello dell’autoesilio nel Belgio e nella sua “Capitale delle scimmie”, (Oscar Mondadori), dopo la perfetta curatela, insieme a Raboni, del massiccio Meridiano dedicato alla polifonica produzione letteraria del poeta de “I fiori del male”, questo tomone ‘definitivo’ di 441 pagine sembra costituire un esito logico e naturale per Giuseppe Montesano e per la sua lunga fedeltà al poeta francese.… Leggi il resto »

Lezioni private

di Mauro Baldrati

Con l’inglese proprio non va.

Il fatto è che alle medie, qua al paese, c’era francese, una lingua bella e facile, anche se bisogna storcere la bocca con quelle “u” e “ue”. Ma quest’anno all’Istituto Tecnico Cosmodemonico mi hanno appioppato inglese obbligatorio e, anche se ho frequentato un corso accelerato di recupero, non combino un accidente.… Leggi il resto »

Disperato amore senza fine

 

di Franz Krauspenhaar

toh, prendi, dai, oh, dai, godi, toh, tiè tiè tiè, oh, sì, dai, oh, dai, godi, tiè, puttana, tiè, troia, toh, toh, toh, prendilo, dai, tiè, dai, godi troia dai, prendilo prendilo dai, oh sì, vacca puttana schifosa dai, oh sì dai, troia schifosa sì dai, oh prendilo dai, in bocca, toh, in culo ora dai, oh, sì, aspetta, dai, sì, oh dai sì, vacca dai sì, davanti ora dai, oh sì prendilo dai, oh sì prendilo tutto questo cazzone schifoso dai, tieni dai prendi il cazzo dai, il cazzo del porco dai, tiè toh toh toh dai, oh sì prendilo prendilo dai, dai su prendi dai toh tiè tiè, oh sì dai che vengo toh, dai che sborro dai toh, dai puttana dai muoviti dai toh, sì oh sì godo sì vengo oh, sì… Leggi il resto »

Un padre, un secolo

 

di Marco Lodoli

Un uomo su un letto di cenere, lungo come un secolo
E corto come un addio: ed è mio padre.
Lui l’Etiopia e la Spagna, Lubiana e Salò
Giovinezza giovinezza e morte morte
Ma insieme a me poche cose, un’altalena
Forse qualche afosa sfilata del due giugno
Coi carri pesanti e i bersaglieri sudati
Io piccolo accanto a lui e lui muto nei ricordi.… Leggi il resto »

La pausa pranzo è la merenda d’ogni morte

di Franz Krauspenhaar

Quando puntualmente tornai in sedia a rotelle dall’ultima presentazione del mio Memorie di due vecchi blogger pentiti, scritto in collaborazione con Loredana Lipperini, ero completamente sfinito.
L’infermiera Korrada Iordanescu m’infilò la flebo in bocca per alimentarmi coi soliti quadrucci liofilizzati del Mulino Bianco.… Leggi il resto »

Il silenzio della poesia

 

di Francesco Accattoli

Dai quattro angoli di quattro piazze di questa terra
un silenzio quadrato
un solido platonico che ora si smussa
nel torpore. E corre ingombrato
dai neon, dalle porporine, dalle teste di plastilina,
dalla vigilia di quest’altro secolo.… Leggi il resto »

in c – Terry Riley

 

di Franz Krauspenhaar

non ho voglia di canzoni di rolling di beatles
di manie morte di note di cantanti di scorci ugole
e balzi di piedi pari, di cose strane ma secche
di piscio e di cervello strizzato, di note adunche
e false voci fesse, e belle voci a birignai buone la prima,
non ho voglia di beethoven, di sinatra, di battiato
di purcell di henze di cuxniverden, di ghelamy, di khu,
di berio e di aaron copland, di tampakx di keith richards
di elvis costello, di elizabeth fucking, di nessun dorma
e di veglie funebri e trauermarsch e code di paglia patetiche
e di foxtrot, e tanghi lupestri e lugubri shimmy for dummies,
e steppenwolf al ballo cronenberg, e danze macabre –
e non ho voglia di mazurke e di sham 69 e sex pistols… Leggi il resto »

I morti

di Nadia Agustoni

Ricordo case come querce e i campetti di calcio, un paese nudo con il tempo disteso e la luce a sera presa di foschie. C’era un freddo più intero a ottobre, più compatto nel mutarsi dei colori e il cielo era di alta nuvolaglia e di dura tramontana.… Leggi il resto »

E Calloni la butta dentro

 

di Matteo Ongari

Il momento concordato era l’intervallo tra il primo e il secondo tempo.
Appena l’arbitro fischiava e nello spazio aperto tra la tribuna e il cemento dei gradoni quel fischio diventava un lamento, ci alzavamo.
Scendevamo al bar, quello sotto la tribuna centrale.… Leggi il resto »

Oltreparola – seminario di scrittura poetica

La poesia… Qualcuno è intimidito dall’idea stessa. Qualcun altro scrive versi da sempre, o vorrebbe farlo. Qualcuno non ci ha mai pensato.
Eppure non vi è un punto più o meno privilegiato per imbarcarsi in una delle sue avventure. Perché, quale che sia la nostra personale posizione nei suoi confronti, la poesia esiste da sempre e brilla nel mondo come forza propria, costituendo qui ed ora una grande opportunità per ciascuno: di espressione, di espansione culturale, di affinamento della sensibilità, di immersione fruttuosa nelle zone più autentiche di se stessi.… Leggi il resto »