silvia contarini

Silvia Contarini è docente di "littéraure et civilisation de l'Italie contemporaine" all'università Paris Ouest Nanterre la Défense. Dirige la rivista Narrativa.

Beirut mon amour.

di Paulina Spiechowicz

 Catastrofi a distanza

Ho visto l’esplosione per la prima volta tramite un video condiviso su di un gruppo whatsApp. Non ho capito subito che cosa stesse succedendo. Come spesso accade sui social networks, le immagini arrivano prive delle didascalie e, sullo schermo, tutto è ridimensionato.… Leggi il resto »

Il canto del tempo, di W. Kevin Wren

La poesia di Kevin Wren non è cronaca e non è diario, nulla di più lontano da lui del flusso psichico o viscerale che alimenta nei nostri tempi postumi tante scritture ininterrotte, replicanti, filamentose. Le sue basi, i suoi modelli, rigorosamente distanziati con dolore e con rimpianto, stanno nel grande simbolismo, nella costruzione immaginosa e visionaria del mondo, dei paesaggi naturali e interiori, che fu di Yeats e dei romantici inglesi.… Leggi il resto »

L’esperienza (architettonica) sovietica: un passato da reinterpretare?

Intervista di Giuliano Vivaldi a Owen Hatherley

Owen Hatherley è autore di oltre dieci libri principalmente incentrati su architettura, urbanistica, politica e cultura. Ha esaminato l’architettura britannica degli ultimi anni in libri come A Guide to the New Ruins of Great Britain (2010), A New Kind of Bleak (2012) ma ha anche concentrato la sua attenzione sull’esperienza architettonica e urbanistica sovietica e post-sovietica, cui ha dedicato Landscapes of Communism (2015) e The Adventures of Owen Hatherley in the Post-Soviet Space (2018).… Leggi il resto »

«Avrai i miei occhi», di Nicoletta Vallorani

Da oltre un decennio, il fenomeno letterario e editoriale è «macroscopico» (per riprendere Carla Benedetti): (auto)biografie, reportage, memorie, cronache, inchieste, testimonianze, basta siano storie vere, fattuali, reali, ed esibiscano pegni documentari della loro autenticità, si rivendichino vissute, esperite. Io c’ero. Io so.

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Ritirare la Gioconda dalle collezioni del Louvre ?

[Petizione lanciata dalla SIES – Società degli italianisti dell’insegnamento superiore, Francia, che ha già ottenuto numerose adesioni, in Francia e in Italia, e che vi invito a firmare e diffondere]

https://www.change.org/p/jean-michel-blanquer-faut-il-retirer-la-joconde-des-collections-du-louvre

 

Ritirare la Gioconda dalle collezioni del Louvre ?

Leonardo da Vinci è morto in Francia, a Amboise, 500 anni fa, il 2 maggio del 1519.… Leggi il resto »

Nelle terre esterne. Geografie, paesaggi, scritture

di Matteo Meschiari

[Abbiamo chiesto al geoantropolgo Matteo Meschiari di presentare ai lettori di Nazione indiana il suo libro, appena uscito per i tipi dell’editore Mucchi, con prefazione di Andrea Cortellessa. La citazione d’apertura è tratta dall’Introduzione]

«…i testi letterari, per quanto siano le cristallizzazioni di un io in un’epoca data, restano in ogni caso degli etnotesti, dei documenti spontanei che registrano, nella storia individuale e collettiva, i maggiori “fare spazio” dell’uomo, Dasein, Umwelt e Weltanschauung, cioè modi, strategie e narrazioni del suo stare al mondo nel mondo.… Leggi il resto »

L’appartamento

 

«… devo riprendere dall’inizio? Quale inizio? Quando ho lasciato l’appartamento? È vero, se non avessi deciso di andarmene non sarei qui. Sembrava così semplice, cambiare casa, cambiare vita, semplice, vendere l’appartamento e via, d’un colpo tutto dietro le spalle. Ho deciso quest’inverno, un mattino, su due piedi.… Leggi il resto »

Un mare di muri

di Daniele Comberiati

Vi sono luoghi e momenti difficili da dimenticare anche sotto un assedio mediatico e una proliferazione visuale senza precedenti. Ho sempre immaginato, io ragazzino, l’otto agosto del 1991 come una scena dei Visitors, quelli del 1983 però. Famiglia bianca davanti alla televisione, edizione straordinaria del notiziario, il padre che alla vista degli alieni dal divano esclama: “Sono esattamente come noi, hanno due gambe, due braccia, due mani!”.… Leggi il resto »

Denaturalizzare il corpo femminile. Futurismo e femminismo, tra utopie e tecnologie

di Silvia Contarini

Nel suo recente saggio Cyborg philosophie Thierry Hoquet, filosofo delle scienze naturali, si propone di far interagire studi di genere e biologia. Nell’introduzione, si esprime in questi termini:

«Dire che il soggetto del femminismo è “Cyborg”, è dire che la donna non è il polo “naturale” e puro che la tecnica del maschio viene a fuorviare.… Leggi il resto »

Femminismi: teoria, critica e letteratura nell’Italia degli anni 2000

di Margherita Marras

(Introduzione al volume Femminismi: teoria, critica e letteratura nell’Italia degli anni 2000, “Narrativa”, n. 37/2015)

Da cosa nasce l’esigenza di questo volume? Perché i Femminismi?

Si potrebbe partire dalla riattualizzazione su parafrasi di una celebre canzone del femminismo militante degli anni 70: “Noi siamo stufe”.… Leggi il resto »

“Le braci di un’unica stella”. Per l’edizione digitale di Princesa

di Ugo Fracassa

(Il testo compare come Nota all’edizione nel sito www.princesa20.it)

“Qualcosa abbiamo già nello scaffale. Un giorno li ricorderemo come piccoli classici della letteratura immigrata”: così iniziava l’articolo pubblicato in controcopertina sul primo fascicolo della rivista “Caffè. Per una letteratura multiculturale”, nel settembre del 1994.… Leggi il resto »

Le culture del precariato

di Silvia Contarini

“Pensare il precariato e le differenze nell’Italia della globalizzazione”

L’articolo è incluso nel volume Le culture del precariato. Pensiero, azione, narrazione, a cura di Silvia Contarini, Monica Jansen e Stefania Ricciardi, Verona, ombre corte, 2015.

 

Questo nostro saggio intende contribuire a pensare l’interazione tra precariato e differenze, con riferimento specifico alla situazione italiana attuale.… Leggi il resto »

Francesca Borri, La guerra dentro

di Mario Sechi

Diciamo giornalisti free lance, o giornalisti embedded, e ci interroghiamo magari sulla nuovissima specie dei citizen journalists, e proviamo a farci un’idea di come si sia evoluta nel caos delle guerre asimmetriche la figura del reporter. Mi riferisco soprattutto al fronte arabo, in quella enorme mezza luna tra terra e mare che parte dal Mali e arriva all’Afghanistan, con le note propaggini caucasiche.… Leggi il resto »

Un rifiuto collettivo. (Appello delle ricercatrici e dei ricercatori coinvolte/i nella produzione di sapere sulle migrazioni)

Petizione di Gruppo ricercatrici e ricercatori migrazioni

Giorno dopo giorno riceviamo i bollettini di quella strana forma di guerra che si sta svolgendo nel Mediterraneo: di quanti siano i migranti salvati, di quanti quelli morti a partire dall’inizio di “Mare Nostrum”, l’operazione “militare e umanitaria” dispiegata nel Mediterraneo come risposta dello stato italiano al naufragio del 3 ottobre 2013, quando l’isola di Lampedusa è stata sommersa da un mare di corpi non più in vita di donne, uomini, bambini.… Leggi il resto »

Qualche lucciola nel buio pesto di Giorgio Vasta?

di Luca Salza

Ad aprile, abbiamo accolto Giorgio Vasta all’Università di Lille, nel seminario «La democrazia in Italia» che organizzo con Mélanie Traversier. Questo mio testo prende spunto dalle discussioni svolte in quell’ambito, con lo stesso Vasta, Pierandrea Amato, Gabriele Della Morte, Fanny Eouzan, Stefano Savona, Mélanie Traversier e gli studenti presenti al seminario

Italia, anni ’70.… Leggi il resto »

Savina Dolores Massa, da “Undici” a “Cenere calda a mezzanotte”. Intervista di Max Ponte

Il tuo romanzo d’esordio, Undici, è arrivato fra i finalisti del premio Calvino del 2007. Come sei arrivata alla scrittura e quando decidi di intraprendere questo mestiere (“a tempo pieno” dice una tua biografia)?

Quando scrissi Undici fu per un’urgenza del cuore, per una “protezione” verso un fenomeno di aridità umana inconcepibile: le migrazioni.… Leggi il resto »

Per Jean-Michel Gardair

Jean-Michel Gardair, professore e letterato, scrittore e traduttore, è morto lo scorso agosto nella solitudine della malattia (http://etudesitaliennes.hypotheses.org/4456). Tra i molti ricordi, il più intenso è la presentazione che abbiamo fatto, in una piccola libreria parigina, oltre dieci anni fa, del suo libro Jean-Michel Gardair legge Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello (Metauro, 2001); è una straordinaria e personalissima lettura del romanzo pirandelliano.Leggi il resto »