Tag: Biagio Cepollaro

Juke-box: Gianni Maroccolo


Come fanno i larici d’autunno

di Mirco Salvadori

È tutto racchiuso nel breve istante della morte, nell’altrettanto fulmineo sbocciare della nuova vita. “Rinasce chi sa tornare, rinasce chi sa cadere, rinasce chi sa morire, rinasce chi sa cambiare colore come fanno i larici d’autunno” canta Cristina Donà ...

milan l’è un gran falò

di Pino Tripodi

ultimo esercizio di letterosofia

 

qualcosa si può fare.

che cosa.

non lo so ma qualcosa si deve fare.

si deve è un’esagerazione. facciamo quel che si può. c’è sempre qualcosa che si può fare.

che differenza c’è, scusa, tra il si deve e il si può.… Leggi il resto »

Non so cosa sia la poesia, ma qualcosa ho imparato dai poeti

[Questo testo è incluso in Poesie e prose 1998-2016. Un’autoantologia, pubblicata per Dot.Com Press nel 2018]

di Andrea Inglese

E poi scrivi la tua biografia intellettuale, mi ha detto Biagio Cepollaro, spiegandomi come funzionava questa cosa dell’autoantologia. Io naturalmente ho risposto felice all’invito, perché il progetto è davvero bello, perché l’invito è venuto da un amico che io ho a lungo considerato nel mio percorso poetico come un fratello maggiore, ossia uno che ne aveva già viste prima di me, e che aveva avuto tempo di elaborare illusioni e disincanti, scoperte e punti morti.… Leggi il resto »

Piegare e stirare versi: il blues di Eugenio Lucrezi e la disciplina del bucato

di Giulia Niccolai

La nuova raccolta di poesie di Eugenio Lucrezi, edita da Nottetempo, ha titolo Bamboo Blues, in omaggio alla grande Pina Bausch e  al suo omonimo spettacolo. Così, come in una sezione del volume  – una serie di testi dedicati tutti a quei personaggi che, con la loro bravura e la loro arte, hanno profondamente emozionato l’autore – vi è una poesia dallo stesso titolo, con dedica  “a Pina Bausch, in mortem”.  … Leggi il resto »

Al centro dell’inverno

di Biagio Cepollaro

 

Da Al centro dell’inverno (2013-2017)

 

*

il corpo nell’occhio del crollo d’Occidente imbandisce

con scrupolo la cena: vino rosso che conta i suoi anni

e pesce che ha risalito la corrente. il nutrimento comune

è una festa e a cantare l’inno di gloria è il desiderio

di mescolarsi alla luce che radente si stende sul tavolo

 

*

il corpo non sa se o da dove si avvisterà

il primo tratto della speranza: l’Occidente

avvitato su se stesso inizia la sua implosione

dividendosi all’interno.… Leggi il resto »

Auto-antologia-7. Italo Testa

Devi fare attenzione, orientare lo sguardo
in direzione del flusso: è bianco il velo
che lambisce i contorni, che accieca:

tu al bianco devi cedere, muto
aderire all’indifferenza delle cose.

(da: Gli Aspri inganni, Lietocolle, 2004)

SCANDIRE IL TEMPO

Devi intonare la litania dei corpi
di quelli esposti nel riverbero dei fari
di quelli accolti nel marmo degli ossari

devi orientarti per i tracciati amorfi
tra le scansie dei centri commerciali
scandire il tempo di giorni disuguali

devi adattarti al ritmo delle sirene
lasciare i ripari, esporti agli urti
abbandonarti al canto degli antifurti

trasalire nel lucore delle merci
cullarti al flusso lieve dei carrelli
sognare animali e corpi a brandelli

devi nutrirti di organi e feticci
profilare di lattice ogni fessura
pagare il conto e ripulire con cura

recitare il rosario dei volti assenti
svuotare gli occhi, ritagliare le bocche
aderire alla carne e schioccare le nocche.… Leggi il resto »

Davide Morganti, La consonante K

di Gianni Solla

«Non sono mai riuscito a comprendere in che modo, in paradiso, un uomo si possa considerare beato senza sentire la sua santità diminuire sapendo che altrove, all’inferno, c’è qualcuno che soffre»

Il demonio, allegato D/2

Questo è il territorio nel quale si muove La consonante K di Davide Morganti, Neri Pozza.… Leggi il resto »

Da Lavoro da fare, VII

di Biagio Cepollaro

VII

al ruotare del pianeta l’aria

anche questa volta acquista

in dolcezza: anche quest ‘anno

ci sorprende come un dono

 

si disse che guardato dalla fine

solo l’amore è cosa che val la pena

di realizzare e con ciò non s’intendeva

una situazione ma il modo globale

di fare mondo -dentro standoci- e

in ogni cosa da fare -facendola

 

ma quando tutto questo sta

nel palmo di una mano

ogni cosa mostra suo nome

e sopra tutto oltre la mano

c’è il nulla dell’esser già

passati altrove o in niente

 

è così difficile tollerare questa vista

contare con le dita di cosa è fatta

poi la propria vita

e

nome

per nome

avere coscienza

di questo passare: è la malinconia

che si accompagna all’intensità

del desiderio che quando è sano

ha sempre inizio e fine

 

noi –diceva saggia- andiamo

in giro da sempre a chiedere

l’essere da qualcuno

dall’inizio

dal primo sguardo

a fuoco

di neonato oltre il primo

riconoscimento

a fiuto

e la completezza che cerchiamo

nel darci da fare o nello stare

fermi lasciando avvicinare

è cosa che sfugge in breve:

ogni giorno daccapo cerchiamo

il ciclo al suo ritorno quell’attimo

solo che poggia a terra il piede

e sembra senza peso per potere

andare

 

*

e insomma ora che fare?… Leggi il resto »

Note per una critica futura

di Biagio Cepollaro

La critica come “esperienza di lettura”.

[Nel 2006 scrissi alcune note nell’intento di mettere a fuoco ciò che per me era l’atto della critica come atto di lettura. Sono apparse poi sulla rivista Atelier, Numero 46, giugno 2007.… Leggi il resto »

Auto-antologia-6. Giovanna Frene

di Giovanna Frene

 

Castore e Polluce, in prospettiva aerea

L’ultima fioritura del corpo sarà                      eterea.

 

Il semprenero sempreverde sbuca e fiorendo                      fiorisce

e s’addice alla sua sorte che il virgulto adduca la sua                      morte.

 

Ma qui quale pietra serba il nome e come nel suo                   progressivo

inceneritosi decedere fissare nell’aria la perenne                      memoria

tra astri alternativamente semprevivi                    sempremorti?… Leggi il resto »

Tu se sai dire dillo 2017. VI edizione

TU SE SAI DIRE DILLO  2017

VI EDIZIONE

5, 6 e 7 ottobre

Rassegna a cura di Biagio Cepollaro

La VI edizione di Tu se sai dire dillo si svolgerà presso la Libreria Popolare di via Tadino e si articolerà intorno ai temi: “La poesia di Giuliano Mesa”; “Il lavoro delle riviste il Verri e L’ulisse“; “La poesia di Giulia Niccolai”; “Le collane editoriali ‘Autoriale’ e ‘Perigeion’ della Dot.com Press”; “La questione della drammaturgia poetica e della creazione politica”; “La mostra di pittura di Biagio Cepollaro Piccola Fabrica con una nota di Dorino Iemmi”

 

Giovedi  5 ottobre 2017 

ore 18.30

Inaugurazione della Mostra di pittura di Biagio Cepollaro  Piccola fabrica dedicata a Giuliano Mesa

Biagio Cepollaro e Gianni Montieri leggono Giuliano Mesa

Italo Testa e Stefano Salvi:  la rivista Ulisse

Legge Giulia Niccolai

La rivista il Verri

Con interventi di Paolo Zublena e Angelo Petrella

 

Venerdi  6 ottobre 2017

ore 18.30

Creazioni politiche

A cura di Pino Tripodi e Jacopo Galimberti

Chi è l’autore

Giuseppe Carrara e Giovanni Renzi

La Collana Perigeion: Nino Iacovella, Christian Tito, Giusi Drago in conversazione con Luigi Metropoli

I racconti di Giorgio Mascitelli

 

Sabato 7 ottobre 2017

ore 18,30

La rivista Levania

A cura di Eugenio Lucrezi

Carmine de Falco,Bruno di Pietro, Emmanuel di Tommaso , Paola Nasti, Marisa Papa Ruggiero
Antonio Perrone, Enzo Rega e Enza Sivestrini.Leggi il resto »

Anomalie della compassione. Tre epiloghi

di Giusi Drago

Epilogo 4

 PAPPAGALLI A BERLINO

non la pioggia né la noia ma una pericolosa destabilizzazione: la scrittrice austriaca a berlino, in uno stato di turbamento, registra la malattia della città, il muro che divide fa ammalare berlino, come la separazione dei genitori fa ammalare i figli, è ben più di una disarmonia, è qualcosa di peggio: solchi nella psiche e nella città – e comunque quelli non si meritavano di avere dei figli, anzi, dovrebbero risponderne ai servizi segreti

è in casi come questi che bisogna chiedere perdono: quando il muro è stato abbattuto, nessuno ha accusato i tedeschi di aver rimosso le pietre confinarie, si è piuttosto celebrata la riunificazione, e il divisorio si è mostrato per quello che era, un effetto collaterale di azioni imperdonabili, dotate di una loro precisa geografia di frontiera che di lì a poco si sarebbe sgretolata, tuttavia nessuna riunificazione capita nelle famiglie in cui si è prodotta – spesso sottraendosi alle intenzioni – la separazione: diagnosticabile è soltanto il capitolare di fronte alla realtà

ma che significa capitolare?… Leggi il resto »

Biagio Cepollaro, undici poesie da La curva del giorno

di Biagio Cepollaro

*
il corpo scrive il suo poema e lo fa a giornate
questa è la sua scansione accordata al pianeta
e alle stelle che gli coprono il sonno
ogni mattina prova a riprendere dove
di sera aveva lasciato talvolta aspetta
che asciughi talvolta mescola e sovrappone

 

*

il corpo cresciuto su se stesso per più di cinque
decenni ha visto mutare forme e modi del desiderio
ora nell’abbraccio non sente distanza ma sempre di più
avverte il medesimo: il comune diventa motivo
di compenetrazione tenera come prendendosi cura

 

*
il corpo sente la sua felicità come uno stato assai precario
ma anche miracoloso e vorrebbe dirne e scriverne quasi
che queste operazioni scolpissero nella pietra i segni
del suo giubilo

 

*
il corpo conduce la sua vita facendo astrazione dalla collettiva
mitologia che unica attraversa il globo condizionando immagini
e azioni: è come se in memoria avesse un altro tempo quando
i corpi nel loro insieme si pensavano come storia e come progetto
quando la speranza non era solo di sopravvivere ma di vivere insieme

 

*
il corpo si sa storico per sua intrinseca durata e per suo inevitabile
e progressivo decadimento ma si sa storico anche per contrasto
una volta gli altri erano avvertiti da lui come compartecipi non era
felicità se non collettiva e da soli uno poteva solo riprendere
fiato ma non vivere la vera vita se non come diminuzione

 

*
il corpo è stato a lungo sollecitato nel piacere e anche
ogni mattina nell’andare al lavoro grazie alla prontezza
degli arti alle buone articolazioni che danno il giusto
vincolo al moto.… Leggi il resto »

Riscrizione di mondo #2 – programma & istruzioni per l’uso (26.5 Milano)

Qui diamo il programma dettagliato, e le istruzioni per l’uso (19) di una mentalità intraterrestre.

Web

 

Per ognuno di noi ci sono circa 200.000.000 insetti (una biomassa importante). Sediamoci al tavolo con loro, con pazienza e cordialità.

⇓⇓⇓

venerdi 26 maggiodalle 18.00 alle 21.00
VIR VIAFARINI via Carlo Farini 35, 20159 Milano

Un incontro tra pratiche artistiche, poetiche, scientifiche a cura di Gianluca Codeghini e Andrea Inglese

Performances, micro-conferenze, letture, proiezioni, interventi musicali di:

Alla ricerca di una possibile concretezza # 2

[Pubblico la seconda parte di un testo apparso come postfazione a Lavoro da fare di Biagio Cepollaro, uscito nel 2006 in e-book e in formato cartaceo nel 2017 presso la Dot.com Press di Milano. La prima parte qui.]

di Andrea Inglese

 

2.

Vorrei tornare ora a una lettura ravvicinata del lavoro di Cepollaro, ma seguendo l’itinerario cronologico che porta da Fabrica a Versi nuovi e da Versi nuovi a Lavoro da fare. Ciò che in Fabrica veniva vistosamente abbandonato era l’originale ed efficacissimo innesto del volgare di Jacopone da Todi e del dialetto napoletano nell’italiano medio attuale.