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	<title>alessandro broggi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Sui &#8220;Truisms&#8221; di Jenny Holzer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 13:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Redazione </strong> <br />  Il 31 dicembre alcuni di noi hanno perso un caro amico, un compagno d’avventure letterarie e intellettuali, Alessandro Broggi. Tutta Nazione Indiana, però, ha perso un ex-redattore, che ha lasciato di sé il ricordo di una rara capacità di ascolto e di dialogo, di autonomia radicale e, nello stesso tempo, di attenzione ai percorsi e alle posizioni altrui.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 31 dicembre alcuni di noi hanno perso un caro amico, un compagno d’avventure letterarie e intellettuali, <strong>Alessandro Broggi</strong>. Tutta Nazione Indiana, però, ha perso un ex-redattore, che ha lasciato di sé il ricordo di una rara capacità di ascolto e di dialogo, di autonomia radicale e, nello stesso tempo, di attenzione ai percorsi e alle posizioni altrui.</em></p>
<p><em>Lo vogliamo ricordare, oggi, assieme agli amici e ai famigliari che si sono riuniti per rendergli un saluto collettivo a Ligurno (Va).</em></p>
<p><em>Pur essendo un autore estremamente consapevole dei suoi mezzi, e costantemente attento ai presupposti teorici del fare artistico, Alessandro Broggi ha scritto raramente interventi saggistici e di critica. Anche per questo motivo, vogliamo ricordarlo, ripubblicando un suo pezzo sull’artista statunitense Jerry Holzer, apparso inedito su Nazione Indiana, nel 2012, nel periodo in cui era membro attivo delle redazione.</em></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p style="text-align: right;">(La foto di Alessandro in homepage è di Gianluca Codeghini)</p>
<p style="text-align: center;">⊗⊗⊗</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/13/sui-truisms-di-jenny-holzer/holzer-2/" rel="attachment wp-att-43556"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-43556" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/09/holzer1-300x225.jpg" alt="" width="216" height="162" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/09/holzer1-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/09/holzer1.jpg 640w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/13/sui-truisms-di-jenny-holzer/holzer2/" rel="attachment wp-att-43557"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-43557" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/09/holzer2-300x225.jpg" alt="" width="216" height="162" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/09/holzer2-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/09/holzer2.jpg 500w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/13/sui-truisms-di-jenny-holzer/holzer3/" rel="attachment wp-att-43558"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/09/holzer3-300x156.jpg" alt="" width="235" height="122"/></a></p>
<p style="text-align: right;">di<strong> Alessandro Broggi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A partire soprattutto dagli anni ’60, molti artisti più o meno impegnati, concettuali e non, hanno iniziato a produrre opere che andassero oltre i supporti tradizionali della pittura e della scultura, utilizzando il video, l’installazione, la fotografia e ogni sorta di medium estraneo agli abiti dell’arte precedente. Altri, tra i materiali stessi della loro ricerca hanno spesso scelto parole e frasi della lingua naturale. <span id="more-43093"></span>In diversi casi, si è trattato di lavorare orizzontalmente, in un movimento sincronico che partisse dall’istanza sociale e dalla comunicazione viva, più che verticalmente rispetto alle forme disciplinari di un dato genere o mezzo. Dipingere paesaggi bucolici non rappresentava più la realtà, che era diventata urbana, telematica, industriale e commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paesaggio era fatto – sempre più – di cemento, segnali stradali, marchi di fabbrica, insegne, slogan pubblicitari e televisione (e, ora, di messaggi e discorsi sui telefoni cellulari, computer, ipod &amp; ipad, kindle, eccetera). Illustrare situazioni d’evasione, della fantasia o della memoria significava assumere una posizione nostalgica e politicamente marginale. Si trattava, piuttosto, di consapevolizzare i modi di comunicazione alla base dei rapporti, le convenzioni e le convinzioni circolanti, e insomma gli stessi presupposti culturali di una società complessa, prodotti dal sistema dei consumi, dalle tecnologie e dai media, rendendoli visibili e manipolabili. “Quanto dobbiamo fare è accostare informazione a informazione, non importa quale. È così che diverremo consapevoli del mondo perché è quanto fa esso stesso”, scriveva Cage. Il filone concettuale si pose tra gli altri l’obiettivo, se così si può dire, di “un’arte che non recitasse più, ma che si mettesse a nudo” (Celant), e che “mettesse a nudo”, prendendo un messaggio, un’idea, un meccanismo o un contenuto culturale e mostrandolo in modo trasparente e senza residui.</p>
<p style="text-align: justify;">È quanto fa l’americana Jenny Holzer, una delle principali artiste orientate al linguaggio, che presentò la sua prima serie, i <em>Truisms</em>, nel 1977-79. Quest’opera, che riprendo qui integralmente, ha come obiettivo l’analisi della forza del linguaggio e della sua capacità di veicolare messaggi. I <em>Truisms</em> (truismi) – il termine significa “verità ovvie” – sono una lunga sequenza di <em>sentenze</em>, lunghe una riga e ordinate alfabeticamente, per lo più presentate singolarmente o a gruppi, sui supporti più vari.</p>
<p style="text-align: justify;">La lingua scelta dalla Holzer per questo particolare genere di aforismi ci ricorda che il nostro linguaggio è piano e diretto, che usiamo un vocabolario semplice per la maggior parte del tempo, a volte ripetendo parole e frasi importanti. Ma la particolarità dei <em>Truisms</em> sta nella fusione di due retoriche contrapposte: l’impulso passionale e irrazionale tipico del manifesto, e la razionalità fredda e di servizio della didascalia. Come il primo, la lingua dei <em>Truisms</em> è incisiva, assertiva, fattuale e programmaticamente calda; come la seconda, è denotativa, esplicativa, anonima, neutra e sgombra. Questo espediente, insieme alla mancanza quasi totale di pronomi personali, ha come effetto immediato l’indecidibilità della voce autoriale e la pluralizzazione dei punti di vista. L’ordine alfabetico, che nella successione completa dei <em>Truisms</em> dà adito spesso a vistose contraddizioni tra frasi vicine, rende ancora più evidente la volontà oggettivante e l’intenzione dell’artista di tagliare qualsiasi legame tra autore e testo. L’autore progettato dai testi della Holzer è infatti dappertutto e in nessun luogo – ma insieme stranamente imperativo e rigidamente ideologico. È questo lo scopo comunicativo: il fruitore, chiamato in causa in prima persona, si chiede da dove vengano queste frasi, chi le abbia pronunciate e che cosa significhino per lui. Tenendo in sospeso la figura dell’autore, il lettore viene così forzato a prendere posizione personalmente, a confrontarsi con un ventaglio di posizioni perentorie e compulsorie, che sintetizzano acutamente luoghi comuni e cliché circolanti. Molte di queste sentenze, abilmente costruite dalla Holzer, sembrano infatti frasi colte dalla strada, idee o pregiudizi ascoltati in metropolitana, slogan percepiti alla Tv, discorsi che ci avvolgono quando cuciniamo un pasto solitario o mentre aspettiamo alla fermata del tram. Ci restituiscono una versione del mondo quando la nostra censura interna smette di funzionare e il rumore di fondo dei discorsi fuori di noi ci appare come il nostro stesso pensiero. I <em>Truisms</em> ci mostrano cioè come fatti e concetti esterni a noi, spesso indotti dal sistema (=ideologia), vengono interiorizzati come pensieri individuali e monologhi interiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contesto di fruizione, pensato dall’artista per i <em>Truisms</em>, è principalmente proprio quello dei luoghi pubblici, e solo in seconda battuta quello degli spazi museali, delle mostre e delle gallerie d’arte. Al di fuori dell’ambiente protetto e schermato dell’arte, il loro impatto è infatti più forte, perché lì siamo più indifesi, naturalmente portati a leggere i messaggi che ci circondano non come oggetti estetici (finzioni) ma come messaggi funzionali, legati pragmaticamente al contesto comunicativo, al mondo reale e al nostro comportamento effettivo. Ecco perché la Holzer, per il testo dei <em>Truisms</em> e per quelli delle opere successive (si veda a riguardo la preziosa monografia edita da Phaidon, sulle cui analisi critiche si basano alcuni di questi ragionamenti) ha scelto siti e supporti pubblici (subdolamente) stranianti, come per esempio volantini, manifesti pubblicitari, cartelloni e poster stradali, placchette esplicative di bronzo posizionate sopra o accanto a fontane e monumenti, targhette commerciali, cappellini, magliette, confezioni di profilattici e gadgets vari, portiere dei taxi, panchine pubbliche, neon, scritte luminose, tabelloni per gli annunci aeroportuali o per il punteggio negli stadi di football americano, e infine – come per una celebre installazione a Times Square – led e nastri luminosi dove normalmente scorrono pubblicità e messaggi di servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intento della Holzer è allora, in ultima analisi, quello di sorprendere l’uomo comune, chiamandolo prepotentemente in causa con stringhe veritative di comune esperienza e slogan aforistici essenziali, oggettivi e dal tono apodittico, presentati in contesti insospettati, laddove vigono automatismi percettivi legati ad altri codici di informazione, contemporaneamente ricodificando la pelle discorsiva dei luoghi della nostra contemporaneità e smascherando la pervasività del linguaggio dell’istituzione coll’impossessarsi del suo potere.</p>
<p>a little knowledge can go a long way</p>
<p>a lot of professionals are crackpots</p>
<p>a man can’t know what it is to be a mother</p>
<p>a name means a lot just by itself</p>
<p>a positive attitude means all the difference in the world</p>
<p>a relaxed man is not necessarily a better man</p>
<p>a sense of timing is the mark of genius</p>
<p>a sincere effort is all you can ask</p>
<p>a single event can have infinitely many interpretations</p>
<p>a solid home base builds a sense of self</p>
<p>a strong sense of duty imprisons you</p>
<p>absolute submission can be a form of freedom</p>
<p>abstraction is a type of decadence</p>
<p>abuse of power comes as no surprise</p>
<p>action causes more trouble than thought</p>
<p>alienation produces eccentrics or revolutionaries</p>
<p>all things are delicately interconnected</p>
<p>ambition is just as dangerous as complacency</p>
<p>ambivalence can ruin your life</p>
<p>an elite is inevitable</p>
<p>anger or hate can be a useful motivating force</p>
<p>animalism is perfectly healthy</p>
<p>any surplus is immoral</p>
<p>anything is a legitimate area of investigation</p>
<p>artificial desires are despoiling the earth</p>
<p>at times inactivity is preferable to mindless functioning</p>
<p>at times your unconsciousness is truer than your conscious mind</p>
<p>automation is deadly</p>
<p>awful punishment awaits really bad people</p>
<p>bad intentions can yield good results</p>
<p>being alone with yourself is increasingly unpopular</p>
<p>being happy is more important than anything else</p>
<p>being judgmental is a sign of life</p>
<p>being sure of yourself means you’re a fool</p>
<p>believing in rebirth is the same as admitting defeat</p>
<p>boredom makes you do crazy things</p>
<p>calm is more conductive to creativity than is anxiety</p>
<p>categorizing fear is calming</p>
<p>change is valuable when the oppressed become tyrants</p>
<p>chasing the new is dangerous to society</p>
<p>children are the most cruel of all</p>
<p>children are the hope of the future</p>
<p>class action is a nice idea with no substance</p>
<p>class structure is as artificial as plastic</p>
<p>confusing yourself is a way to stay honest</p>
<p>crime against property is relatively unimportant</p>
<p>decadence can be an end in itself</p>
<p>decency is a relative thing</p>
<p>dependence can be a meal ticket</p>
<p>description is more important than metaphor</p>
<p>deviants are sacrificed to increase group solidarity</p>
<p>disgust is the appropriate response to most situations</p>
<p>disorganization is a kind of anesthesia</p>
<p>don’t place to much trust in experts</p>
<p>drama often obscures the real issues</p>
<p>dreaming while awake is a frightening contradiction</p>
<p>dying and coming back gives you considerable perspective</p>
<p>dying should be as easy as falling off a log</p>
<p>eating too much is criminal</p>
<p>elaboration is a form of pollution</p>
<p>emotional responses ar as valuable as intellectual responses</p>
<p>enjoy yourself because you can’t change anything anyway</p>
<p>ensure that your life stays in flux</p>
<p>even your family can betray you</p>
<p>every achievement requires a sacrifice</p>
<p>everyone’s work is equally important</p>
<p>everything that’s interesting is new</p>
<p>exceptional people deserve special concessions</p>
<p>expiring for love is beautiful but stupid</p>
<p>expressing anger is necessary</p>
<p>extreme behavior has its basis in pathological psychology</p>
<p>extreme self-consciousness leads to perversion</p>
<p>faithfulness is a social not a biological law</p>
<p>fake or real indifference is a powerful personal weapon</p>
<p>fathers often use too much force</p>
<p>fear is the greatest incapacitator</p>
<p>freedom is a luxury not a necessity</p>
<p>giving free rein to your emotions is an honest way to live</p>
<p>go all out in romance and let the chips fall where they may</p>
<p>going with the flow is soothing but risky</p>
<p>good deeds eventually are rewarded</p>
<p>government is a burden on the people</p>
<p>grass roots agitation is the only hope</p>
<p>guilt and self-laceration are indulgences</p>
<p>habitual contempt doesn’t reflect a finer sensibility</p>
<p>hiding your emotions is despicable</p>
<p>holding back protects your vital energies</p>
<p>humanism is obsolete</p>
<p>humor is a release</p>
<p>ideals are replaced by conventional goals at a certain age</p>
<p>if you aren’t political your personal life should be exemplary</p>
<p>if you can’t leave your mark give up</p>
<p>if you have many desires your life will be interesting</p>
<p>if you live simply there is nothing to worry about</p>
<p>ignoring enemies is the best way to fight</p>
<p>illness is a state of mind</p>
<p>imposing order is man’s vocation for chaos is hell</p>
<p>in some instances it’s better to die than to continue</p>
<p>inheritance must be abolished</p>
<p>it can be helpful to keep going no matter what</p>
<p>it is heroic to try to stop time</p>
<p>it is man’s fate to outsmart himself</p>
<p>it is a gift to the world not to have babies</p>
<p>it’s better to be a good person than a famous person</p>
<p>it’s better to be lonely than to be with inferior people</p>
<p>it’s better to be naive than jaded</p>
<p>it’s better to study the living fact than to analyze history</p>
<p>it’s crucial to have an active fantasy life</p>
<p>it’s good to give extra money to charity</p>
<p>it’s important to stay clean on all levels</p>
<p>it’s just an accident that your parents are your parents</p>
<p>it’s not good to hold too many absolutes</p>
<p>it’s not good to operate on credit</p>
<p>it’s vital to live in harmony with nature</p>
<p>just believing something can make it happen</p>
<p>keep something in reserve for emergencies</p>
<p>killing is unavoidable but nothing to be proud of</p>
<p>knowing yourself lets you understand others</p>
<p>knowledge should be advanced at all costs</p>
<p>labor is a life-destroying activity</p>
<p>lack of charisma can be fatal</p>
<p>leisure time is a gigantic smoke screen</p>
<p>listen when your body talks</p>
<p>looking back is the first sign of aging and decay</p>
<p>loving animals is a substitute activity</p>
<p>low expectations are good protection</p>
<p>manual labor can be refreshing and wholesome</p>
<p>men are not monogamous by nature</p>
<p>moderation kills the spirit</p>
<p>money creates taste</p>
<p>monomania is a prerequisite of success</p>
<p>morals are for little people</p>
<p>most people are not fit to rule themselves</p>
<p>mostly you should mind your own business</p>
<p>mothers shouldn’t make too many sacrifices</p>
<p>much was decided before you were born</p>
<p>murder has its sexual side</p>
<p>myth can make reality more intelligible</p>
<p>noise can be hostile</p>
<p>nothing upsets the balance of good and evil</p>
<p>occasionally principles are more valuable than people</p>
<p>offer very little information about yourself</p>
<p>often you should act like you are sexless</p>
<p>old friends are better left in the past</p>
<p>opacity is an irresistible challenge</p>
<p>pain can be a very positive thing</p>
<p>people are boring unless they are extremists</p>
<p>people are nuts if they think they are important</p>
<p>people are responsible for what they do unless they are insane</p>
<p>people who don’t work with their hands are parasites</p>
<p>people who go crazy are too sensitive</p>
<p>people won’t behave if they have nothing to lose</p>
<p>physical culture is second best</p>
<p>planning for the future is escapism</p>
<p>playing it safe can cause a lot of damage in the long run</p>
<p>politics is used for personal gain</p>
<p>potential counts for nothing until it’s realized</p>
<p>private property created crime</p>
<p>pursuing pleasure for the sake of pleasure will ruin you</p>
<p>push yourself to the limit as often as possible</p>
<p>raise boys and girls the same way</p>
<p>random mating is good for debunking sex myths</p>
<p>rechanneling destructive impulses is a sign of maturity</p>
<p>recluses always get weak</p>
<p>redistributing wealth is imperative</p>
<p>relativity is no boon to mankind</p>
<p>religion causes as many problems as it solves</p>
<p>remember you always have freedom of choice</p>
<p>repetition is the best way to learn</p>
<p>resolutions serve to ease our conscience</p>
<p>revolution begins with changes in the individual</p>
<p>romantic love was invented to manipulate women</p>
<p>routine is a link with the past</p>
<p>routine small excesses are worse than then the occasional debauch</p>
<p>sacrificing yourself for a bad cause is not a moral act</p>
<p>salvation can’t be bought and sold</p>
<p>self-awareness can be crippling</p>
<p>self-contempt can do more harm than good</p>
<p>selfishness is the most basic motivation</p>
<p>selflessness is the highest achievement</p>
<p>separatism is the way to a new beginning</p>
<p>sex differences are here to stay</p>
<p>sin is a means of social control</p>
<p>slipping into madness is good for the sake of comparison</p>
<p>sloppy thinking gets worse over time</p>
<p>solitude is enriching</p>
<p>sometimes science advances faster than it should</p>
<p>sometimes things seem to happen of their own accord</p>
<p>spending too much time on self-improvement is antisocial</p>
<p>starvation is nature’s way</p>
<p>stasis is a dream state</p>
<p>sterilization is a weapon of the rulers</p>
<p>strong emotional attachment stems from basic insecurity</p>
<p>stupid people shouldn’t breed</p>
<p>survival of the fittest applies to men and animals</p>
<p>symbols are more meaningful than things themselves</p>
<p>taking a strong stand publicizes the opposite position</p>
<p>talking is used to hide one’s inability to act</p>
<p>teasing people sexually can have ugly consequences</p>
<p>technology will make or break us</p>
<p>the cruelest disappointment is when you let yourself down</p>
<p>the desire to reproduce is a death wish</p>
<p>the family is living on borrowed time</p>
<p>the idea of revolution is an adolescent fantasy</p>
<p>the idea of transcendence is used to obscure oppression</p>
<p>the idiosyncratic has lost its authority</p>
<p>the most profound things are inexpressible</p>
<p>the mundane is to be cherished</p>
<p>the new is nothing but a restatement of the old</p>
<p>the only way to be pure is to stay by yourself</p>
<p>the sum of your actions determines what you are</p>
<p>the unattainable is invariable attractive</p>
<p>the world operates according to discoverable laws</p>
<p>there are too few immutable truths today</p>
<p>there’s nothing except what you sense</p>
<p>there’s nothing redeeming in toil</p>
<p>thinking too much can only cause problems</p>
<p>threatening someone sexually is a horrible act</p>
<p>timidity is laughable</p>
<p>to disagree presupposes moral integrity</p>
<p>to volunteer is reactionary</p>
<p>torture is barbaric</p>
<p>trading a life for a life is fair enough</p>
<p>true freedom is frightful</p>
<p>unique things must be the most valuable</p>
<p>unquestioning love demonstrates largesse of spirit</p>
<p>using force to stop force is absurd</p>
<p>violence is permissible even desirable occasionally</p>
<p>war is a purification rite</p>
<p>we must make sacrifices to maintain our quality of life</p>
<p>when something terrible happens people wake up</p>
<p>wishing things away is not effective</p>
<p>with perseverance you can discover any truth</p>
<p>words tend to be inadequate</p>
<p>worrying can help you prepare</p>
<p>you are a victim of the rules you live by</p>
<p>you are guileless in your dreams</p>
<p>you are responsible for constituting the meaning of things</p>
<p>you are the past present and future</p>
<p>you can live on through your descendants</p>
<p>you can’t expect people to be something they’re not</p>
<p>you can’t fool others if you’re fooling yourself</p>
<p>you don’t know what’s what until you support yourself</p>
<p>you have to hurt others to be extraordinary</p>
<p>you must be intimate with a token few</p>
<p>you must disagree with authority figures</p>
<p>you must have one grand passion</p>
<p>you must know where you stop and the world begins</p>
<p>you can understand someone of your sex only</p>
<p>you owe the world not the other way around</p>
<p>you should study as much as possible</p>
<p>your actions ae pointless if no one notices</p>
<p>your oldest fears are the worst ones</p>
<p>*</p>
<p><em>Pubblicato in origine il 13 settembre 2012 su NI.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Esce L&#8217;Ulisse n.18. Poetiche per il XXI secolo.</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/05/05/esce-lulisse-n-18-poetiche-per-il-xxi-secolo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 16:00:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ULISSE n. 18. Poetiche per il XXI secolo. &#160; INDICE &#160; Editoriale, di Stefano Salvi &#160; IL DIBATTITO IDEE DI POETICA Fabiano Alborghetti Gian Maria Annovi Vincenzo Bagnoli Corrado Benigni Vito Bonito e  Marilena Renda Gherardo Bortolotti Alessandro Broggi Maria Grazia Calandrone Gabriel Del Sarto Giovanna Frene Vincenzo Frungillo Florinda Fusco Francesca Genti Massimo Gezzi Marco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone  wp-image-53613" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001.jpg" alt="Doug Aitken New opposition  II - 2001" width="384" height="333" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001.jpg 400w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001-300x260.jpg 300w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /></a></p>
<p><a href="http://www.lietocolle.com/cms/wp-content/uploads/2014/03/ULISSE-182.pdf" target="_blank">L&#8217;ULISSE n. 18. Poetiche per il XXI secolo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>INDICE</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Editoriale</strong>, di Stefano Salvi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>IL DIBATTITO</strong></h3>
<h3></h3>
<p><em>IDEE DI POETICA</em></p>
<p>Fabiano Alborghetti</p>
<p>Gian Maria Annovi</p>
<p>Vincenzo Bagnoli<span id="more-53599"></span></p>
<p>Corrado Benigni</p>
<p>Vito Bonito e  Marilena Renda</p>
<p>Gherardo Bortolotti</p>
<p>Alessandro Broggi</p>
<p>Maria Grazia Calandrone</p>
<p>Gabriel Del Sarto</p>
<p>Giovanna Frene</p>
<p>Vincenzo Frungillo</p>
<p>Florinda Fusco</p>
<p>Francesca Genti</p>
<p>Massimo Gezzi</p>
<p>Marco Giovenale</p>
<p>Mariangela Guatteri</p>
<p>Andrea Inglese</p>
<p>Giulio Marzaioli</p>
<p>Guido Mazzoni</p>
<p>Renata Morresi</p>
<p>Vincenzo Ostuni</p>
<p>Gilda Policastro</p>
<p>Laura Pugno</p>
<p>Stefano Raimondi</p>
<p>Andrea Raos</p>
<p>Stefano Salvi</p>
<p>Luigi Socci</p>
<p>Italo Testa</p>
<p>Mary Barbara Tolusso</p>
<p>Giovanni Turra</p>
<p>Michele Zaffarano</p>
<h2><em> </em></h2>
<p><em>NUOVI CRITICI SUL NOVECENTO</em></p>
<p>Vittorio Sereni</p>
<p>di Mattia Coppo</p>
<p>Attilio Bertolucci</p>
<p>di Giacomo Morbiato</p>
<p>Franco Fortini</p>
<p>di Filippo Grendene</p>
<p>Corrado Costa</p>
<p>di Riccardo Donati</p>
<p>Anni Novanta. Individui e fluidità</p>
<p>di Maria Borio</p>
<p>Poesia e ispirazione</p>
<p>di Raoul Bruni</p>
<p>Poetiche dell’informale</p>
<p>di Filippo Milani</p>
<p>Poetiche della relazione</p>
<p>di Jacopo Grosser</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>FUOCHI TEORICI</em></p>
<p>Domande ingenue</p>
<p>di Jean-Marie Gleize</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>POETICHE DEL ROMANZO</em></p>
<p>Le idee letterarie degli anni Zero</p>
<p>di Morena Marsilio e Emanuele Zinato</p>
<p>Walter Siti</p>
<p>di Gian Luca Picconi</p>
<p>Don DeLillo</p>
<p>di Federico Francucci</p>
<p><em> </em><em> </em></p>
<p><strong>LETTURE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Mariasole Ariot</p>
<p>Daniele Bellomi</p>
<p>Alessandra Cava</p>
<p>Claudia Crocco</p>
<p>Francesca Fiorletta</p>
<p>Franca Mancinelli</p>
<p>Luciano Mazziotta</p>
<p>Manuel Micaletto</p>
<p>Fabio Orecchini</p>
<p>Giulia Rusconi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>I TRADOTTI </em></p>
<p>Thomas James</p>
<p>tradotto da Damiano Abeni</p>
<p>Óskar Árni Óskarsson</p>
<p>tradotto da Silvia Cosimini</p>
<p>Dieter Roth</p>
<p>tradotto da Ulisse Dogà</p>
<p>Thomas Sleigh</p>
<p>tradotto da Luigi Ballerini</p>
<p>Eva Christine Zeller</p>
<p>tradotta da Daniele Vecchiato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Una prima presentazione della monografia, che vedrà presenti Vincenzo Bagnoli, Vito Bonito, Alessandro Broggi, Mariangela Guatteri, Morena Marsilio, Luciano Mazziotta, Italo Testa ed Emanuele Zinato, si terrà venerdì 8 maggio alle 19.00 presso l&#8217;Atelier Sì, in via San Vitale 69, a Bologna)</p>
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		<title>Il Verri: doppia presentazione a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2015 17:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lunedì 2 marzo alle ore 21.00, presso la Libreria Popolare di via Tadino 18 Presentazione degli due ultimi numeri della rivista “il verri” &#8211; Filippo Pennacchio presenta: il verri n.55, giugno 2014 Eccessi dell&#8217;io Contributi di: Mariarosa Bricchi, Fulvio Carmagnola, Domenico Cipriani, Fausto Curi, Alessandro Dal Lago, Paolo Fabbri, Daniele Giglioli, Helena Janecsek, Giulia Niccolai, Sara Sullam, Ivan Schiamone &#8211; Stefania Sini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lunedì 2 marzo alle ore 21.00, presso la Libreria Popolare di via Tadino 18</p>
<p style="text-align: justify;">Presentazione degli due ultimi numeri della rivista “il verri”</p>
<p style="text-align: right;">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Filippo Pennacchio presenta:</p>
<p style="text-align: justify;">il verri n.55, giugno 2014</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eccessi dell&#8217;io</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/02/eccessi.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-51490" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/02/eccessi.jpg" alt="eccessi" width="292" height="483" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/02/eccessi.jpg 292w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/02/eccessi-181x300.jpg 181w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Contributi di:<br />
Mariarosa Bricchi, Fulvio Carmagnola, Domenico Cipriani, Fausto Curi, Alessandro Dal Lago, Paolo Fabbri, Daniele Giglioli, Helena Janecsek, Giulia Niccolai, Sara Sullam, Ivan Schiamone</p>
<p style="text-align: right;">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Stefania Sini presenta:</p>
<p style="text-align: justify;">il verri n.56, ottobre 2014</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mente in-diretta libera</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-51489" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/02/la-mente.jpg" alt="la mente" width="291" height="489" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/02/la-mente.jpg 291w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/02/la-mente-179x300.jpg 179w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Contributi di:<br />
Dorrit Cohn, Monica Fludernik, Paolo Giovannetti, Marco Giovenale Fredric Jameson, Alan Palmer, Daniele Papuli, Cetta Petrollo, Gilles Philippe, Sara Sullam, Lisa Zunshine</p>
<p style="text-align: right;">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Intervengono Daniele Giglioli, Paolo Giovannetti, Milli Graffi, Sara Sullam, Paolo Zublena</p>
<p style="text-align: right;">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">www.ilverri.it</p>
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			</item>
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		<title>L&#8217;effetto finale</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/12/01/leffetto-finale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 06:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’EFFETTO FINALE a R.K. e a S.M. Dispositivi di destino delimiteranno il campo. Sarà il risultato di una sommatoria di evidenze, nuovi standard razionali declineranno il senso del paesaggio. L’esasperazione dei significati primari suggerirà una ricca orchestrazione del caos. Un’identità fondata sull’astrazione metrica apparirà come la tipologia definitiva. … I passaggi di consegna tra concetti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/11/chiostro-gorini.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone  wp-image-49833" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/11/chiostro-gorini.jpg" alt="chiostro gorini" width="526" height="286" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/11/chiostro-gorini.jpg 1219w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/11/chiostro-gorini-300x162.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/11/chiostro-gorini-1024x556.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/11/chiostro-gorini-900x488.jpg 900w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></p>
<p>L’EFFETTO FINALE</p>
<h6 style="text-align: right;"><em>a R.K. e a S.M.</em></h6>
<p style="text-align: justify;">Dispositivi di destino delimiteranno il campo. Sarà il risultato di una sommatoria di evidenze, nuovi standard razionali declineranno il senso del paesaggio. L’esasperazione dei significati primari suggerirà una ricca orchestrazione del caos. Un’identità fondata sull’astrazione metrica apparirà come la tipologia definitiva.</p>
<p style="text-align: right;">…</p>
<p style="text-align: justify;">I passaggi di consegna tra concetti saranno estranei a qualsiasi asse genealogico. Grandi cambi scenografici ne modificheranno la percezione. Una splendida arroganza verrà letta come palinsesto, la sua impronta non conoscerà contrazioni. La procedura del reale sovrascriverà il proprio tracciato.</p>
<p style="text-align: right;">…</p>
<p style="text-align: justify;">La revisione dei tempi non darà margini. La sua efficacia tematica esulerà dai codici razionali; strumenti irreversibili selezioneranno la scena. Un avvenire imminente non sopravvivrà alla propria utilità. Una condizione altra non sarà semantizzata.</p>
<p style="text-align: right;">…</p>
<p style="text-align: justify;">L’imposizione di una media teorica indurrà un’allucinazione della normalità; le azioni comuni non avranno posto. Progetti ininterrotti agiranno per sottrazione. I loro effetti combinati avranno come dato fondamentale una pervasiva perdita di urgenza. Compensazioni istantanee organizzeranno la transizione nell’irreale.</p>
<p style="text-align: right;">…</p>
<p style="text-align: justify;">Una ridondanza calcolata spegnerà la coazione a decidere. I suoi riflessi narrativi la assoggetteranno a un repertorio di omissioni, le pratiche del quotidiano non faranno più parte di alcun tessuto. L’esposizione ai venti si offrirà come spettacolo della comunicazione. Gli impulsi individuali persisteranno come meri esercizi di stile.</p>
<p style="text-align: right;">…</p>
<p style="text-align: justify;">Il susseguirsi di perimetri parteciperà a un disegno di stratificazione totale, le linee di faglia saranno indistinguibili. L’emersione di anomalie non farà alcuna differenza; tutte le superfici saranno archeologiche. Le opere di controllo diverranno un faro. Il filtro si farà zenitale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">[Foto: Gianluca Codeghini, <a href="http://vimeo.com/97709053" target="_blank"><em>L&#8217;effetto finale</em></a>, performance per doppio coro recintante (basata su una precedente versione di questo testo), Coro Quidam, Chiostro Gorini, Lodi, 16 maggio 2014.]</p>
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		<title>La metrica dopo la metrica</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/11/25/convegno-sulla-metrica-post-in-preparazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 06:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La metrica dopo la metrica Università degli studi di Padova 27-28 novembre 2014 aula delle edicole, Piazza capitaniato 3, Padova Programma: GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE PIER VINCENZO MENGALDO: Introduzione PRIMA SESSIONE: LUCA ZULIANI 15.30-15.50 PAOLO GIOVANNETTI (IULM, Milano): “Tra Contini e Raboni: le costrizioni (storiche) del verso libero” 16.00-16.20 GIACOMO MORBIATO (Università di Padova): “Verso una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">La metrica dopo la metrica<br />
Università degli studi di Padova<br />
27-28 novembre 2014<br />
aula delle edicole, Piazza capitaniato 3, Padova</p>
<p><em>Programma:</em></p>
<p>GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE</p>
<p>PIER VINCENZO MENGALDO: Introduzione</p>
<p>PRIMA SESSIONE: LUCA ZULIANI<br />
15.30-15.50 PAOLO GIOVANNETTI (IULM, Milano): “Tra Contini e Raboni: le costrizioni (storiche) del verso libero”<br />
16.00-16.20 GIACOMO MORBIATO (Università di Padova): “Verso una metrica relazionale. Considerazioni di metodo a partire dalla Camera da letto di Bertolucci”</p>
<p>SECONDA SESSIONE: ANDREA AFRIBO<br />
17.00-17.20 JACOPO GROSSER (Fondazione Ezio Franceschini, Firenze): “Inarcature e intonazione nella poesia del secondo Novecento”<br />
17.30-17.50 DANIELE BARBIERI (ISIA, Urbino): “Il colloquiale e il cantabile: poliritmie tra endecasillabo e verso libero”</p>
<p>VENERDÌ 28 NOVEMBRE</p>
<p>PRIMA SESSIONE: SERGIO BOZZOLA<br />
9.00-9.20 RAFFAELLA SCARPA (Università di Torino): “Problemi di metro sintassi nel secondo Novecento”<br />
9.30-9.50 GIANFRANCA LAVEZZI (Università di Pavia): “La libertà delle forme chiuse. Per lo studio di un ossimoro metrico nel secondo Novecento”<br />
10.00-10.20 STEFANO COLANGELO (Università di Bologna):  “Sovvertimenti. Linguaggi musicali e nuove metriche”</p>
<p>SECONDA SESSIONE: DAVIDE COLUSSI<br />
11.00-11.20 ANTONIO LORETO (IULM, Milano): “Metrica e grafica. Iconismi nella poesia del secondo Novecento, da Pasolini a Zanzotto”<br />
11.30-12.00 PAOLO ZUBLENA (Università di Milano-Bicocca): “La prosa nei libri di poesia (1950-1980)”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>videoarte # 1-30&#8230; in attesa di una nuova rubrica</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/10/13/videoarte-1-30-in-attesa-di-una-nuova-rubrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 12:00:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Jean-Luc Godard Francesco Vezzoli Philippe Parreno Santiago Sierra Erwin Olaf Sam Taylor-Wood Andy Warhol Mike Figgis Melanie Gilligan David Lynch Jesper Just Omer Fast Doron Solomons Guy Ben Ner Vladimir Nikolic Zbynek Baladran Fischli &#38; Weiss Christian Marclay Daito Manabe Floris Kaayk Zimoun Zin Taylor Adrian Paci Till Nowak William Kentridge Masha Godovannaya Runa Islam [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/doug-aitken.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-49241" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/doug-aitken.jpg" alt="doug aitken" width="666" height="463" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/doug-aitken.jpg 666w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/doug-aitken-300x208.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/doug-aitken-100x70.jpg 100w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/06/05/video-arte-1/" target="_blank">Jean-Luc Godard</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/06/13/video-arte-2/" target="_blank">Francesco Vezzoli</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/06/21/video-arte-3/" target="_blank">Philippe Parreno</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/06/29/video-arte-4/" target="_blank">Santiago Sierra</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/07/15/video-arte-5/" target="_blank">Erwin Olaf</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/07/27/video-arte-6/" target="_blank">Sam Taylor-Wood</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/08/15/video-arte-7-micro-diversione-ferragostana/" target="_blank">Andy Warhol</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/03/42972/" target="_blank">Mike Figgis</a><span id="more-49141"></span></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/09/24/video-arte-10/" target="_blank">Melanie Gilligan</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/10/03/video-arte-12/" target="_blank">David Lynch</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/10/14/video-arte-11/" target="_blank">Jesper Just</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/10/22/video-arte-13/" target="_blank">Omer Fast</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/11/16/video-arte-14/" target="_blank">Doron Solomons</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/12/09/video-arte-9/" target="_blank">Guy Ben Ner</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/12/25/video-arte-xx/" target="_blank">Vladimir Nikolic</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/01/25/videoarte-n16/" target="_blank">Zbynek Baladran</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/02/08/video-arte-17-2/" target="_blank">Fischli &amp; Weiss</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/02/25/video-arte-17/" target="_blank">Christian Marclay</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/03/14/video-arte-19/" target="_blank">Daito Manabe</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/04/08/video-arte-20/" target="_blank">Floris Kaayk</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/06/02/video-arte-21/" target="_blank">Zimoun</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/01/video-arte-22/" target="_blank">Zin Taylor</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/07/10/video-arte-23-2/" target="_blank">Adrian Paci</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/04/video-arte-24/" target="_blank">Till Nowak</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/24/video-arte-23/" target="_blank">William Kentridge</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/12/25/video-arte-26/" target="_blank">Masha Godovannaya</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/01/24/video-arte-27/" target="_blank">Runa Islam</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/03/20/video-arte-28/" target="_blank">Carlo Casas</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/04/08/video-arte-29/" target="_blank">Nicolas Provost </a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/08/03/video-arte-30-joao-maria-gusmao-pedro-paiva/" target="_blank">João Maria Gusmão + Pedro Paiva</a></p>
<p style="text-align: center;">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nazione Indiana</em> inaugurerà presto una nuova rubrica dedicata all&#8217;immagine in movimento, che proporrà la visione di video e film con cadenza regolare, anche succedendo, in modo più ampio e organizzato, a questo mio ciclo dedicato alla videoarte, che dunque qui &#8211; con la proposta di una rapida panoramica dei materiali postati &#8211; momentaneamente si interrompe. <em>AB</em></p>
<p style="text-align: justify;">(Immagine di apertura: Doug Aitken, <a href="http://www.wallpaper.com/art/artist-doug-aitkens-altered-earth-exhibition-in-arles-france/6144"><em>Altered earth</em></a>.)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Editoria indipendente a Ostia</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/09/12/editoria-indipendente-a-ostia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 12:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[benway series]]></category>
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		<category><![CDATA[La Camera Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenale]]></category>
		<category><![CDATA[Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[simona menicocci]]></category>
		<category><![CDATA[SYN]]></category>
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					<description><![CDATA[A Ostia, sabato 13 settembre – alle ore 18:00 L’EDITORIA INDIPENDENTE AL FABER BEACH Lungomare Paolo Toscanelli 199 Presentazione di alcune collane editoriali esterne ai grandi circuiti: – Chapbooks (Arcipelago Edizioni) – Benway Series (Tielleci Editrice) – Syn (IkonaLiber) – Le edizioni de La Camera Verde e dell’antologia EX.IT – Materiali fuori contesto Dialogo con alcuni curatori: Marco Giovenale, Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli. Incontro a cura di Simona Menicocci. Su facebook: https://www.facebook.com/events/704204466320358/]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #323232;text-align: center"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/09/esoed1.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-48819" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/09/esoed1.jpg" alt="esoed" width="218" height="165" /></a></p>
<p id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15356" style="color: #323232;text-align: center">A <span id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15461" style="font-weight: bold;font-style: inherit">Ostia</span>, sabato <span style="font-weight: bold;font-style: inherit">13 settembre</span> – alle <span style="font-weight: bold;font-style: inherit">ore 18:00</span><br />
<span id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15460" style="font-style: inherit;color: #ff0000"><span id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15459" style="font-style: inherit">L’EDITORIA INDIPENDENTE AL FABER BEACH</span></span><br />
Lungomare Paolo Toscanelli 199</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15443" style="color: #323232;text-align: center">Presentazione di alcune collane editoriali esterne ai grandi circuiti:<br />
– <a style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #0d3d9b" href="https://www.facebook.com/pages/Chapbooks/376825939053954" target="_blank" rel="nofollow"><span style="font-weight: bold;font-style: inherit">Chapbooks</span></a> (Arcipelago Edizioni)<br />
– <a style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #0d3d9b" href="http://benwayseries.wordpress.com/" target="_blank" rel="nofollow"><span style="font-weight: bold;font-style: inherit">Benway Series</span></a> (Tielleci Editrice)<br />
– <a style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #0d3d9b" href="http://www.ikona.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=18&amp;Itemid=9" target="_blank" rel="nofollow"><span style="font-weight: bold;font-style: inherit">Syn</span></a> (IkonaLiber)<br />
– Le edizioni de <a style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #0d3d9b" href="http://www.lacameraverde.com/" target="_blank" rel="nofollow"><span style="font-weight: bold;font-style: inherit">La Camera Verde</span></a></p>
<p id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15444" style="color: #323232;text-align: center">e dell’antologia <span style="font-weight: bold;font-style: inherit"><a style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #0d3d9b" href="http://eexxiitt.blogspot.it/p/exit.html" target="_blank" rel="nofollow">EX.IT – Materiali fuori contesto</a></span></p>
<p id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15457" style="color: #323232;text-align: center">Dialogo con alcuni curatori:<br />
Marco <span style="font-weight: bold;font-style: inherit">Giovenale</span>, Mariangela <span style="font-weight: bold;font-style: inherit">Guatteri</span> e Giulio <span style="font-weight: bold;font-style: inherit">Marzaioli</span>.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15456" style="color: #323232;text-align: center">Incontro a cura di Simona <span id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15455" style="font-weight: bold;font-style: inherit">Menicocci</span>.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15440" style="color: #323232;text-align: center">Su facebook: <a id="yui_3_16_0_1_1410264483876_15454" style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #0d3d9b" href="https://www.facebook.com/events/704204466320358/" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/events/704204466320358/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>video arte #30 &#8211; joão maria gusmão + pedro paiva</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/08/03/video-arte-30-joao-maria-gusmao-pedro-paiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2014 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[João Maria Gusmão + Pedro Paiva]]></category>
		<category><![CDATA[super8]]></category>
		<category><![CDATA[video arte]]></category>
		<category><![CDATA[videoarte]]></category>
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					<description><![CDATA[João Maria Gusmão + Pedro Paiva, Ventriloquism, 2009.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="js-clip_title" style="color: #445566"><a href="http://vimeo.com/51056294" target="_blank">João Maria Gusmão + Pedro Paiva, <em>Ventriloquism</em>, 2009.</a></p>
<p><span id="more-48452"></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Jo&amp;atilde;o Maria Gusm&amp;atilde;o + Pedro Paiva, &amp;quot;Ventriloquism&amp;quot;, 2009" src="https://player.vimeo.com/video/51056294?dnt=1&amp;app_id=122963" width="696" height="509" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>i morti &#8211; una compilation</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/07/28/i-morti-una-compilation/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2014/07/28/i-morti-una-compilation/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2014 06:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[i morti]]></category>
		<category><![CDATA[ironia]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Micaletto]]></category>
		<category><![CDATA[prosa in prosa]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[una compilation]]></category>
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					<description><![CDATA[di manuel micaletto il rumore degli autocicli in manovra, quando nella sequenza di un parcheggio a più fiate si soffermano, dedicano il peso a un’area circoscritta e sotto sfrigolano, oppressi, i coriandoli dell’asfalto, che squama. a suo modo, riferisce. congratulazioni stampanti. ok anche telefoni SIP in guisa di saponetta, con la scocca lucida. ma certo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right">di <strong>manuel micaletto</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/07/john-pilson.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone  wp-image-48444" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/07/john-pilson.jpg" alt="john pilson" width="446" height="389" /></a></p>
<p style="text-align: justify">il rumore degli autocicli in manovra, quando nella sequenza di un parcheggio a più fiate si soffermano, dedicano il peso a un’area circoscritta e sotto sfrigolano, oppressi, i coriandoli dell’asfalto, che squama. a suo modo, riferisce.</p>
<p style="text-align: justify">congratulazioni stampanti. ok anche telefoni SIP in guisa di saponetta, con la scocca lucida. ma certo la particolare grammatura, nonchédimeno porosità, delle plastiche in dote alla maggiorpiù delle stampanti, le favorisce e così si distinguono primissime, nel volgere dei tempi, in quantità di anni ragionevoli, consone all’umana durata, nell’assumere quel colore, quel tono ambrato caratteristico delle rovine. (altrimenti, toner).</p>
<p style="text-align: justify">nelle macchinine (e già dire OK è dire poco) più modeste, ad esempio quelle di stanza nel buio, incistate nelle uova di cioccolato, le cui quali ruote per loro neppure è stata prevista, in sede progettuale, una chance di rotazione, oppure sì ma la realizzazione è scadente al punto di bloccarle al loro perno, in queste macchinine i refusi, le eccezioni che la plastica muove allo stampo, le sbavature, gli sticker SPEED, RACE, 85 (o altri numeri che garantiscono velocità elevate), così pure i fanali da applicare o preapplicati spastici (cfr. gelati tartarughe ninja, che una volta separati dall&#8217;involucro rivelano una configurazione facciale tradita a tutte le altezze, la delusione di un raffaello trisomico): in queste, la serialità ben disposta all&#8217;errore. in queste, nessuna redenzione. kinda (&amp;kinder) related.</p>
<p style="text-align: justify">l’invincibile certezza di pancarré nell’aula vuota, tirata a lucido dal personale ATA, con l’alcol fucsia e volatile che dai banchi sale, entra a forza nelle narici ancora disposte secondo i ritmi del sonno.</p>
<p style="text-align: justify">la natura modulare delle grandi catene, che tendono a ricreare la stessa esperienza in diversi luoghi, mantenendo simili le proporzioni, identiche le stazioni radio (spesso proprietarie), concedendo qualche leggera variazione all’offerta commerciale (edizioni speciali): offrendo un corner di familiarità certa e garantita, un ricovero, una zona sanata dalle novità, dove lo spazio tutt’intorno dirama le sue differenze. al puntuale proposito, impossibile tacere del plurititolato team AUTOGRILL, che ancora conserva il suo solidissimo primato: trattasi, gli autogrill, di elementi modulari (se non modulari, frattali, riproduzioni in scala) inseriti a distanze regolari nell’ambiente modulare per definizione, l’autostrada: perciò, essi risultano cari alle divinità.</p>
<p style="text-align: justify">l’orario 16 tra 24 del giorno, che si lascia attraversare senza attrito, tra tutti il più docile. recando, del vuoto, le sembianze.</p>
<p style="text-align: justify">la visione di supermarket inabitati, lo schieramento delle merci, i prodotti installati alle latitudini più frequentate dall’umano sguardo e dall’umana attenzione, nel convesso dell’orario feriale, a più mai nessuno rivolti, fuor di competizione, che vivono una tregua. bravi yogurt, alla grande merendine, beate conserve lucide nel buio appena smentito dalle luci di emergenza.</p>
<p style="text-align: justify">l’unico modo di intraprendere le cose, che nonostante tutti gli sforzi e i tentativi di rimozione resta: avvalendosi di un’epica povera, da spot BMW.</p>
<p style="text-align: justify">il rumore consueto del mondo, le stringhe casuali del traffico che avanza in impressioni continue di scooter, autobus, accelerazioni, velocità congrue alla legge o che la legge eccedono, secondo cadenze variabili ma dando l’impressione di un loop, dove la ripetizione trova varie sedi: 1) a livello microscopico: alcune sequenze sono ribadite, opel corsa, xmax, 156. tra una sequenza identica e la stessa, identica, ma ancora, possono intercorrere alcuni minuti, possono intercorrere gli anni. indifferentemente. 2) a livello macroscopico: ma ad un ordine di grandezza troppo grande per poter assistere, nel volgere di un’umana partecipazione al mondo et alle sue vicende, ad un’intera esecuzione dello spartito. 3) per certo. 4) seguenti.</p>
<p style="text-align: justify">nelle gallerie, il finestrino che smette di filtrare LA TOSCANA, capovolge il vettore della visione, facendo leva sul buio in attuale versamento, e ti restituisce la faccia spettrale e tua, installata tra altre nell&#8217;ambiente di uno scompartimento, nel distretto di un vagone, nell&#8217;andare a linee di un treno. altrimenti irrelate.</p>
<p style="text-align: justify">il di cui prima sottofondo del mondo sovrascritto dal phon che, avendo (dai pleonastici capelli) estromesso l’acqua come si conviene, ed essendo perciò giunto a piena cessazione del suo esercizio, di nuovo lascia campo agli effetti audio abituali, che però non si manifestano subito, ma solo dopo un certo lasso di tempo, come se il rumore che fino a poco prima li aveva rimpiazzati avesse scavato, al loro interno, una nicchia, un vuoto, avesse ricavato una distanza, che abbisogna di essere colmata per ripristinare il contatto. archiviata sotto: situazione di sicura connivenza.</p>
<p style="text-align: justify">la verità, <a href="http://www.jumpy.it/" target="_blank">www.jumpy.it</a> sempre nei nostri cuori.</p>
<p style="text-align: justify">stipulare una salda amicizia et a bruciapelo con le miniature dei legionari X fretensis, le ceramiche inappetibili dietro le vetrine, i loghi di alcune case automobilistiche asiatiche, i palloncini promozionali e non, le luci dei cancelli automatici, quelle accennate dei citofoni, i vecchi NPC che guardano il mare sul promontorio di VERDEAZZUPOLI (e se interrogati, questo e non altro riferiscono), non esistendo, forti della beatitudine che da una simile condizione deriva. avvertirne, adempiendo al proprio tempo, nelle alterne fasi dell&#8217;esserci, la vicinanza più prossima, e mite.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">applausi i POLARETTI. meglio ancora in forma flebo, invece che solida, lockati nel loro astuccio, pari ai pennarelli (prima dell&#8217;uso), con i colori a crescere, ordinati. barre di uranio, iridescenti, in condizione di luce favorevoli. non è negoziabile.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">in certa misura, i tatuaggi a tempo delle merendine, egregi trasferelli, ed emeriti. appena dapprima applicati tirano la pelle e brillano, ma in un tuttavia subito cominciano a gravarsi della polvere, anneriscono, somigliano a formazioni cancerose, sicché la finestra temporale in cui puoi vantare un pinguino sul braccio è risicatissima, mentre quella della malaria sèguita nei giorni. nello stesso subito o dintorni, peraltro, si dilatano, crepano, vanno alla deriva come la PANGEA, espongono i propri pixel come immagini low-res sottoposte ad un&#8217;implacabile azione di zoom. non scompaiono ma si scompongono a puzzle, assecondando le texture epitiliali, rivelandole. resta una frattura. qui, piena complicità.</span></p>
<p style="text-align: justify">nel preciso quando di mario kart che ti vede &#8211; per effetto degli ENVIRORMENTAL HAZARDS o di un corretto impiego, da parte degli avversari, degli ITEMS abilitati alla morte e alla sua distribuzione &#8211; consegnato al vuoto, sia detto vuoto più o meno consueto, più o meno imprevisto: non necessariamente un telefonatissimo baratro RAINBOW ROAD, con le curve che piegano a precipizio sui pianeti, senza barriere a contenere la corsa, a scongiurare la partecipazione di KOOPA al niente siderale che tutto intorno insiste, e preme; ma anche i vuoti hardcore, quelli ignoti perfino ai level designer, i vuoti che naturalmente scaturiscono in assenza di progetto, laddove la pianificazione langue, cui ottieni accesso per tramite di una serie di eventi sfortunati et esclusivi (che cioè mirano all’esclusione), la deflagrazione di una BOB-OMB che ti ribalta la vita e la riporta al suo normale incedere orizzontale proprio nel momento in cui un GREEN-SHELL muove ciecamente nel tuo slot e di nuovo ti costringere ad avvitare l&#8217;aria, fino a che non superi una recinzione apparentemente invalicabile (neppure può essere considerata, propriamente, una recinzione, dato che non si pone come elemento di separazione tra due luoghi distinti, ma come semplice limite all&#8217;azione) ed ecco che fai quell&#8217;esperienza di un vuoto inedito, un vuoto inatteso, che esiste in virtù di te e te soltanto, e delle circostanze che ti hanno condotto fino a quell’oltre cinetico il quale da bravo è l&#8217;esito di un sistema chiuso di regole, una rosa esauribile di possibilità, che tuttavia collide al suo interno, si inventa, esce da sé come KOOPA ora differisce il tracciato, deposto nell&#8217;abisso che presto vorrà restituirlo, estraneo ai radar del conflitto.</p>
<p>gli stormi che agiscono in torsione contro lo schermo del cielo, davanti ai dead pixel del pirellone. hoc modo comunicando un&#8217;attesa, mentre in background un&#8217;intera città esprime uno schema, esegue il suo script, si riduce alla consistenza di uno screensaver (di giorno: proliferazione di volumi poligonali, a saturare il campo visivo; di notte: una striscia braille, o una scheda perforata, con la luce che evidenzia i buchi).</p>
<p style="text-align: justify">le insegne dei bar, in prospettiva, che l&#8217;una all&#8217;altra si sommano, e dritto al cuore portano un comeché di trafittura.</p>
<p style="text-align: justify">vicende relative all&#8217;acqua, specie in atteggiamenti concentrici, nei wallpaper di default.</p>
<p style="color: #000000">l&#8217;alluminio leggero, sonoro (assumendo, per ipotesi, un urto), dei cartelloni recanti impressi i gelati, opportunamente associati ai rispettivi prezzi, spesso arbitrariamente corretti tramite l&#8217;applicazione di appositi talloncini adesivi, oppure presenti solo a chiazze, o assenti del tutto. l&#8217;azione erosiva che il sole, con sorprendente facilità, opera sui pigmenti che accendono il colore originale, il quale nelle intenzioni e negli effetti rende l&#8217;intero roster desiderabile (al biscotto di più). questa azione, va notato, non incontra resistenza alcuna da parte dei soggetti presi in esame. facilmente, dei gelati indicati, nessuno è poi disponibile all&#8217;acquisto, specie nei casi più nostalgici, cfr. SANSON: trattasi di pure installazioni. essi cartelloni sono lo strumento più accurato e sensibile di cui disponiamo per la misurazione della qualità dei bar che li ospitano: vere et proprie cartine tornasole: tanto più il colore difetta, tanto meglio high rated sarà il bar. di lato: somigliano a quel compasso che è la morte, quando gira attorno al suo perno. (una partnership? certo che a dire, dice).</p>
<p style="text-align: justify">anomalie sui palinsesti sportivi, oscillazioni delle quote, strani segni tra le partite della coppa di danimarca e la seconda divisione norvegese, addirittura minuscoli geroglifici incisi tra l&#8217;AALBORG BK e il DROGHEDA UNITED, qualcosa come le coordinate criptate di un tragitto spaziale e fantastico.</p>
<p style="text-align: justify">al tavolino di un bar switchare, nell&#8217;immaginazione, la telecamera: come in FIFA14, visuale a volo d&#8217;uccello. il tavolo è allora quella puntina che fissa un tempo al sughero del giorno.</p>
<p style="text-align: right">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify">(da una raccolta di prossima uscita per EDB. immagine: john pilson, <em>interregna</em>, 2007)</p>
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		<title>Cinque poesie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 07:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[domenico cipriano]]></category>
		<category><![CDATA[il centro del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nuova poetica]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi autori]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[transeuropa]]></category>
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					<description><![CDATA[di Domenico Cipriano Da Il centro del mondo, Transeuropa/Nuova poetica, 2014. La campagna (1-5) 1. La staccionata resta fissa nello sguardo si attarda a misurare la luce il passo lento del veggente scruta il verde e torna a mescolare il suono del fiume. Siamo fatui e sorpresi da tanta calma, la notte non tarderà ma il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right">di <strong>Domenico Cipriano</strong></p>
<p>Da <em>Il centro del mondo</em>, Transeuropa/Nuova poetica, 2014.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Cipriano-cover.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-48404" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Cipriano-cover.jpg" alt="Cipriano, cover" width="181" height="265" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Cipriano-cover.jpg 1535w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Cipriano-cover-205x300.jpg 205w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Cipriano-cover-700x1024.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Cipriano-cover-900x1315.jpg 900w" sizes="(max-width: 181px) 100vw, 181px" /></a></p>
<p><em>La campagna (1-5)</em></p>
<p>1.</p>
<p>La staccionata resta fissa nello sguardo<br />
si attarda a misurare la luce<br />
il passo lento del veggente scruta il verde<br />
e torna a mescolare il suono del fiume.<br />
Siamo fatui e sorpresi da tanta calma, la notte non tarderà<br />
ma il suono di chi non c’è si mimetizza all’aria.<br />
Nuvole sui passi lascivi, le impronte<br />
ci costringono a recuperare il senso della presenza:<br />
ogni chiaroscuro e la sua ombra ci convincono<br />
dell’eternità nascosta nelle cose.<br />
Gli oggetti vivono nel pensiero e la musica<br />
riprende le forme di involucri geometrici<br />
il suo fiato è già regolare dopo l’affanno del divenire.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>2.</p>
<p>Oggi assaporiamo il sole<br />
tra giri di armonica e una tettoia da ricostruire<br />
sulla casa che ondeggia ai bordi del fiume<br />
tra i numerosi volti degli insetti<br />
e le specie di pesci d’acqua dolce.<br />
È come intrufolarsi nel sogno di qualcuno<br />
che si conosce appena, liberarlo dagli incubi più profondi<br />
e coglierne solo immagini salutari.<br />
Un viaggio dentro il sogno che ci resta<br />
da compiere ogni giorno<br />
fino a che la disperazione non si piega<br />
lasciandoci un segno del perdono.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>3.</p>
<p>Cosa è stato delle tenebre<br />
se ora sciogliamo tutto nella cenere<br />
ovunque viaggiamo in spazi già vissuti,<br />
tra il verde disteso della campagna<br />
e le staccionate bianche che ridisegnano i contorni.<br />
Lungo strade semideserte e disseminate di lampioni<br />
versiamo il nostro vino che ci ha scoperti antichi<br />
radicati alla orme scrostate nella terra<br />
alla polvere che imprime il sole e al fango<br />
che nasconde i vermi. Non è più tempo di agonia,<br />
la mente ci rinomina, ci trasmette il senso di chi manca,<br />
le loro storie camuffate nei segni impressi alle stagioni,<br />
nel cambio degli umori all’albeggiare.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>4.</p>
<p>Per ogni giorno di disperazione ricambiamo<br />
con un brindisi alla memoria<br />
perché ognuno è la prova della vita inimitabile,<br />
ognuno rinnega il passato prima di colarci dentro.<br />
Questa ciclica visione degli eventi<br />
non torna mai veramente indietro<br />
e siamo altro a ogni legaccio dell’esistenza<br />
in ogni stanza dove anneghiamo la disperazione<br />
o rivalutiamo la speranza. Un nuovo mondo,<br />
una nuova esistenza per ogni parola pronunciata,<br />
anche se riversiamo simili le croci nei cimiteri<br />
e parliamo simili discorsi,<br />
non restano i morsi non consumati, i volti dimenticati.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>5. finale</p>
<p>Sono restato seduto dietro una panchina per anni<br />
il cielo è rosso vermiglio e ricordo la tua pelle liscia<br />
quando mi scorre il latte sulle guance.<br />
La notte è un piedistallo e restiamo immobili solo io e te<br />
con gli occhi che sono camaleonti<br />
sotto la luce dei lampioni. Il verde condiziona il giorno<br />
schiarendo le tonalità del cielo<br />
ora che tutto è disteso e senza confini<br />
non si vedono più le staccionate<br />
e il buio serve solo a consolare.<br />
Voglio consegnarmi alle distese della terra fertile<br />
lontano dal mare che paradossalmente<br />
è sterile ed esplora. Qui nulla ti riconosce e inganna<br />
c’è un profumo di uva secca e muschio<br />
una finestra per il sole, senza un confine netto<br />
tra vivere e sperare.</p>
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