Articolo precedente
Articolo successivo

Ancora sul genocidio culturale e letteratura popolare

CopertinaDei.jpgAnche a seguito del recente intervento di Antonio Moresco, segnalo un libro sul tema “letteratura popolare e altro”, aperto dopo la pubblicazione sull’Espresso dell’articolo di Carla Benedetti (vedi qui).
Si tratta di
Beethoven e le mondine. Ripensare la cultura popolare, di Fabio Dei, pubblicato da Meltemi nel 2002. Credo che possa offrire molti spunti di riflessione, non fosse altro che Fabio è un antropologo, e gli antropologi (non solo italiani) dibattono sul tema da sempre. Il libro di Dei mi pare faccia il punto in modo assieme preciso e compitamente provocatorio, offrendo molteplici stimoli di riflessione anche per i risvolti politici del dibattito in corso. Se non avete tempo di leggere l’intero libro, sul sito dell’editore(www.meltemieditore.it) è possibile scaricare il pdf dell’introduzione, quindici pagine che vale proprio la pena di leggere (pv).

articoli correlati

Memorie di un netturbino

di Ornella Tajani
Niente scompare per magia, annuncia Simon Paré-Poupart in apertura alle sue memorie di un netturbino di Montréal, pubblicate nella collana «Working Class» di Alegre diretta da Alberto Prunetti (traduzione di Silvia Turato)

Una mostra su Edith Tudor-Hart, la fotografa che reclutò Kim Philby

di Davide Orecchio
A Bologna una personale sulla militante comunista vissuta tra Vienna e Londra. Oltre cento immagini salvate dall’oblio. Scatti sociali su lavoro, povertà, infanzia negli anni '30-'50. E le carte dei servizi segreti

Il desiderio in manif. Nota sul 5/11 parigino

di Andrea Inglese
La presenza massiccia degli studenti a una manifestazione intersindacale non è solo una questione di sovrappiù numerico. Muta globalmente la prospettiva della lotta. Alla logica razionale della negoziazione sindacale, i giovani aggiungono il desiderio.

Dov’è la porta? Una postilla su Exit Poetry. Poesia futura

di Gilda Policastro
[I]n Exit Poetry, antologia per me, non-antologia per gli altri due curatori, si sono confrontate (e scontrate) tre idee diverse di poesia...

L’uomo nella fioriera

di Francesco Moriconi
A Latina c’è la stazione ferroviaria. Cioè, non proprio a Latina, perché quando hanno fatto la direttissima Roma–Napoli, Latina non esisteva

Don’cry for me, Argentina

di Pierangelo Consoli
Gli chiedo poi dell’Argentina di oggi e qui il discorso cambia. Scopriamo che il libro doveva essere presentato alla Casa Argentina, sezione culturale dell’ambasciata a Roma. Era tutto pronto e poi qualcosa è successo.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: