Articolo precedenteNel fuoco della scrittura
Articolo successivoL’amore a due

Testamento biologico

Giulio Mozzi su vibrisse e Antonio Moresco insieme alla redazione de Il primo amore propongono un’iniziativa che riguarda il testamento biologico.

Rispetto all’astrattezza della discussione che si è scatenata a partire da alcuni casi come quello di Eluana Englaro, Mozzi sottolinea:

“Sono convinto che un modo per discutere seriamente di certe faccende sia quello di non domandarsi che cosa sarebbe giusto in generale, ma domandarsi piuttosto che cosa si vorrebbe per sé, che cosa si riterrebbe giusto per sé.”

E Moresco ribadisce:

“Ci sembra infatti che su questo tema – enfatizzato ma anche deformato e falsato dalla presenza di tecnologie che sono in grado di prolungare enormemente condizioni di vita sottratte a ogni partecipazione umana dell’individuo – si stiano fronteggiando, anche in modo minaccioso e ideologico, posizioni generali e preconcetti di diverso tipo. È venuto il momento, in mezzo a queste contrapposizioni spossessanti di ragioni e di incubi, di far sentire le voci più importanti: quelle delle singole vite. Di spostare il baricentro dalle generalizzazioni delle idee alle ragioni e alle proiezioni irriducibili e inermi delle singole vite.“

Non abbiamo altro da aggiungere alle loro parole chiarissime, di cui condividiamo l’impostazione.

Chiunque di voi sentisse l’urgenza di partecipare, può scrivere il proprio testamento biologico e mandarlo o qui o qui, dove potete inoltre seguire tutta l’iniziativa.

Alcuni testamenti biologici sono stati già pubblicati presso vibrisse e presso Il primo amore

Print Friendly, PDF & Email

5 Commenti

  1. io ci ho pensato a cosa vorrei per me ma, nonostante tutto, non sono ancora riiuscito in una qualche maniera seria, a darmi una risposta e però mi fa orrore l’idea che sia qualcun altro a decidere per me perché tanto succede già anche adesso in tutta una serie di cose.
    i casi sono due: o uno di questi giorni mi metto lì e mi scervello seriamente sul da farsi, o mi rassegno.

  2. Non avete altro da aggiungere alle loro parole chiarissime. Io leggo e mi pare di no. Non bastava dire che le loro parole erano chiare; no, scrivete: chiarissime. Come lettore mi ritengo offeso da questa mancanza di obiettività.

    Il tema è enfatizzato e deformato e falsato. Da chi? dagli altri!
    Da voi non è deformato, enfatizzato e falsato. No.

    Le tecnologie sono in grado di prolungare enormemente condizioni di vita sottratte a ogni partecipazione umana dell’individuo.
    La vita – lo dite proprio voi – è fatta di partecipazione umana. L’individuo partecipa alla condizione umana, anche grazie alle tecnologie che la possono prolungare enormemente.
    Vi domando: cos’è l’enormemente, se paragonato all’enormemente infinito di cui voi stessi, per quella ragione che usate, non potete celare il mistero?

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

ATLANTI INDIANI #03 Ora e sempre Resistenza

   Abbiamo raccolto in questo Atlante alcuni dei numerosi scritti pubblicati sul tema del 25 aprile e della Resistenza, con...

ATLANTI INDIANI #02 Terrae Motus [Aquila 2009-2019]

A dieci anni dal terremoto dell'Aquila abbiamo raccolto in questo Atlante gli articoli pubblicati da Nazione Indiana sul tema....

ATLANTI INDIANI #01 Famiglia

In occasione del discusso Convegno Mondiale delle famiglie, che si tiene a Verona, abbiamo raccolto un atlante di scritti...

NON IN NOSTRO NOME!

DIRETTA TV L'arrivo di Sea Watch al porto di Catania. L'equipaggio sarà sentito dalla Procura della Repubblica di Catania.   Viaggi Disperati:...

In difesa della Polveriera di Firenze

Apprendiamo con stupore che il CdA dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio ha approvato, con il solo voto...

Consigli ai principi vittoriosi

(post pubblicato da Tiziano Scarpa il 20 aprile 2003) di Niccolò Machiavelli Vale davvero la pena di raccontare questa cosa, anche...
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: