Articolo precedenteZolle
Articolo successivoSfide

Guarigione

di Franco Arminio

tempest_detail.jpg

ti voglio guardare mentre hai gli occhi chiusi
guardare il sole che ti passa sulla fronte
le mani che toccano la rosa sul tappeto
diventare così teneri amici
e poi divampare
in altri luoghi
incollare le tue spalle alla parete
baciarti tra le gambe

là in mezzo l’universo è un punto fermo
e la casa diventa una foresta di anguille
non ci sono più chiavi né finestre
la tua voce raccoglie il mio naufragio
il seme è sui tuoi denti
il mondo è immacolato e leggero.

Nella foto: Die Windsbraut di Oskar Kokoschka (1914) – particolare.

Print Friendly, PDF & Email

9 Commenti

  1. Scrive Arminio: “Voglio baciarti tra le gambe”. Ma certe cose non sarebbe meglio dirsele in privato? A che pro ostinarsi a sublimarle in poesia?

  2. L’estetica linguistica e letteraria fa un uso ILLIMITATO delle cose che “sarebbe meglio dirsi in privato”. La poesia è un sistema di segni che convoglia i baci tra le gambe in versi meravigliosi come questi di Arminio. “Certe cose” di cui racconta Arminio sembrano ostinarsi solo agli occhi di chi, in privato, e mi spiace davvero, ha evidentemente gravi problemi e imbarazzi con quelle stesse cose.

  3. Ma no, sei tu che sei ancora troppo giovane e di bocca ancora troppo buona. La fica come origine del mondo (in questo caso “là in mezzo l’universo è un punto fermo”) era anche di recente su Nazione Indiana (Immagine, “L’origine del mondo” di Gustave Coubert).
    Io non mi lascio certo impressionare da neruderie del tipo “la tua voce raccoglie il mio naufragio”.
    Diciamo che i versi di Arminio meritano un bel 6 e mezzo, o la sufficienza piena.
    Eh eh, ci vuole ben altro per accontentare un raffinato come me.

  4. A parte che è Courbet, e vabbè, non importa… ma il fatto che tu conosca la mia età mi lascia indovinare, dietro questo nick, interi mondi di perversione trollesca già conosciuta, subita e a volte (poche volte) sinceramente, tanto per restare in tema, goduta :-)

  5. Poche volte goduta? Certe perversioni, evidentemente, sembrano ostinarsi solo agli occhi di chi, in privato, e mi spiace davvero, ha evidentemente gravi problemi e imbarazzi con quelle stesse perversioni. (A’nvedi che prosa!)

  6. io dico che bisognerebbe chiaramente percepire, da buoni e onesti lettori di poesia, che questi versi sono mediocrissimi, e ben fa l’irriverente a bacchettare tali giovanotti che non sanno nemmeno che cos’è un endecasillabo e, sia lettori che scrittori, già pensano di giudicare o riscrivere i poemi… o addirittura di attribuire patenti di grandezza meravigliosa con citazioni da studente universitario fuori corso… un po’ di umiltà, please, e, se possibile, un po’ più di competenza.

  7. Tutti hanno velleità poetiche…Ma la poesia è il segno di una fiducia – non la fiducia sociale, fatta di serietà e patto, psichismo e compostezza…quindi ipocrisia -.
    Voglio dire che poeti si è, non si diventa.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Plug-in? Plug-out!

di Alberto Giorgio Cassani
Alcune puntuali considerazioni sulla fine della Nakagin Capsule Tower, un capolavoro architettonico degli anni Settanta conosciuto in tutto il mondo, marcatore del paesaggio di Tokyo e del nostro immaginario.

I fratelli Ndiaye-NDiaye

di Andrea Inglese
La nomina di Pap Ndiaye al Ministero dell’Educazione Nazionale del nuovo governo della presidenza Macron e del primo ministro Élisabeth Borne non è banale, per vari motivi.

Les nouveaux réalistes: Giovanni Palilla

di Giovanni Palilla
Caro figlio mio, chiudo questa lettera con una richiesta. Mi dirai: come posso esaudire una tua richiesta dopo quello che mi hai detto, dopo tutto l’odio che mi hai riversato in un’unica soluzione, senza pietà?

Antenati a Costantinopoli: come il Risorgimento italiano è sbarcato in Turchia

Antenati a Costantinopoli ricostruisce le reti di relazioni, spesso dimenticate, tra Risorgimento italiano e riformismo ottomano, permettendoci di fare paralleli continui tra la recente attualità politica in Turchia e in Europa...

Su “Memory Box” di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige

di Roberto Todisco
Il giorno della vigilia di Natale, a Montreal, a casa di una famiglia composta di sole donne (nonna, madre e figlia) arriva una misteriosa scatola. [...] Il pacc arriva da Beirut, la città da cui Téta e sua figlia sono fuggite durante la guerra civile libanese degli anni ottanta.

Note a margine della ferita

  di Lorenzo Orazi   Lucio Fontana, Concetto spaziale. Attese   I Detesto avvicinarmi all’arte per un senso del dovere che intende costringermi alla conoscenza. Non...
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: