Tre inediti

di Giancarlo Tramutoli

Enel 

Si dice
che Ungaretti
pagasse delle mostruose
bollette della luce.
 

 

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Cucina monastica
 

Nel convento
il sugo
si fa con i prelati.
 

 

Ringraziamenti
  

Grazie al bicchiere
che
(gentilmente)
si è rotto dopo
(solo dopo)
che avevo finito il gelato
e prima
(solo prima)
di averlo lavato.
  

  18 comments for “Tre inediti

  1. esattore
    8 novembre 2006 at 13:59

    ha
    haha
    hahaha
    haha ha
    ha

  2. eio
    8 novembre 2006 at 14:27

    io c’ero, quando tramutoli ha composto Enel!
    era qui!

    per dire.

  3. Giancarlo Tramutoli
    8 novembre 2006 at 14:41

    Eio,
    è vero, ormai creo direttamente sul tuo blog dove c’è aria favorevolissima per i miei calembour e molta sana follia.
    :-)

  4. eio
    8 novembre 2006 at 14:56

    M’inchino (con l’apostrofo, eh, non tutto attaccato, non mi si fraintenda)

  5. 8 novembre 2006 at 16:28

    No so chi sia Giancarlo Tramutoli, non ho il piacere di conoscerlo, ma da queste tre poesia credo fermamente che sia un genio. Sulla linea di Toti Scialoja, Bufala cosmica con un po’ di “cattiveria” napoletana alla Bàino e Ioni. Ho riso per mezzora =)

  6. eio
    8 novembre 2006 at 17:03

    Giancarlo Tramutoli (cercalo su ibs) scrive libri di rara obesità poetica.

  7. 8 novembre 2006 at 17:07

    o intramontabile Tramutoli,
    tu tramuti la mia trista e trita vita
    in intrepidi tramonti
    tra un Ottobre rosso & Ombre rosse…

    MarioB.

  8. 8 novembre 2006 at 17:38

    Qualche giorno fa ho riletto “e lasciatemi divertire” di Palazzeschi. Ora mi sono divertito con questi tre inediti. Un saluto Marco

  9. rapanandra
    8 novembre 2006 at 17:53

    tramutoli sei un grande di spirito! non credo proprio che dentro quelò bicchiere centri col gelato se no per q

  10. rapanandra
    8 novembre 2006 at 17:54

    tramutoli sei un grande. non credo poprio che quel bicchiere avesse a che fare col gelato se non per questioni di spirito. prosit!

  11. rapanandra
    8 novembre 2006 at 17:55

    hik!

  12. dario
    9 novembre 2006 at 14:23

    son d’accordo con angelo. Anche a me tramutoli fece subito pensare a scialoja (fin dal nome…)

  13. mancopacapa
    9 novembre 2006 at 16:39

    Scialoja? Palazzeschi ? “(tra)mutatis mutandis”… “si parva licet”…

  14. arminio
    10 novembre 2006 at 01:26

    caro giancarlo
    questi tre pezzi sono indubbiamente ispirati. forse starebbero bene anche in prosa. credo, te lo dicevo anche qualche giorno fa, che ci sono troppe scritture che vanno a capo, bisogna un pò sfoltire la poesia, nasconderla, magari.

  15. Giancarlo Tramutoli
    10 novembre 2006 at 09:45

    (Pardon)
    OT
    Franco, le mail che ti invio mi ritornano indietro.
    Avrai cambiato indirizzo. Mi mandi il nuovo a: gtramuto@tiscali.it . Quello di Gaetano lo trovi sul suo sito.
    Ciao

  16. effeffe
    11 novembre 2006 at 23:53

    pensa giancarlo che ieri, prima di andare allo spettacolo di Cochi e Renato (splendido) Aspettando un’amica che passava a prendermi in macchina mi sono riletto il tuo Onan (che gentilmente mi mandasti).
    tutto
    d’un fiuto
    e ho cominciato a ridere come un ossesso.
    Volevo dirtelo ecc ecc
    effeeffe

  17. Giancarlo Tramutoli
    12 novembre 2006 at 10:18

    Son stati fatti, giustamente i nomi di Palazzeschi (per il metodo), Scialoja (per i calembour), io aggiungerei Penna (per la leggibilità), Roviello (per l’ironia), Marziale (per l’invettiva), Cummings (per le (parentesi) e la decostruzione del testo)), Sandburg (per la fantasia), Orazio (per la satira), W.C.Wiliams (per quel modello di poesia che è la carriola rossa), Frank O ‘Hara (per l’idea che una poesia è come una telefonata ad un amico) Ecc. Ecc. e Oh, credo che ci sia dentro ANCHE qualcosa di mio.
    :-)

    @effeeffe,
    Grazie.
    anch’io li adoro Cochi&Renato.
    “E la vita l’è bella l’è bella
    basta avere l’ombrella…”
    Quella magnifica surreale leggerezza.

  18. Giancarlo Tramutoli
    12 novembre 2006 at 10:23

    Errata corrige:
    Roviello è, evidentemente: Vito Riviello.
    pardon.

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