Lovehoudini, e altre

28 dicembre 2006
Pubblicato da

gallery_image3.jpgdi Franz Krauspenhaar 

(Sono uno scrittore che talvolta scrive versi, ma solo per pigrizia. FK)

LOVEHOUDINI

1. le tue mutandine nere
traforate
escono come il coniglio
dal cilindro di una borsa
di pelle;


houdini d’amore
la magia che sei tu
donna che amo
da 46 anni, la mia età;
sono il virgulto che saluta
il tuo sesso stillante
lecco il tuo fiore mago
bacio dove diventi nera
immagino la vita così sempre;
sogno – sulla terrazza
bianca, il mare
sotto;
facciamo l’amore per 57 ore e 46 minuti
primi (e secondi, e terzi);
riacciuffo le tue mutande nere traforate
le annuso forte per l’inverno:

2. (quando sarai un niente importante.)

X

Prendilo alla ventura
che fa bene, ogni tanto.
E’ più di un amico, perché ti legge dentro.
E’ il cane fedele
che abbaia contro il ladro
che svaligia il tuo petto
pieno dei tuoi nudi gioielli.
Usalo come malattia
medicinale
una birra è consentita
alla tua calma
apparente.
Apri di getto i prati
intorno al mondo
e se non basta 1 mg
vacci con 2
per invaderlo
nel mondo intorno
che ti sbatte altrove.
X piega il tuo terrore
d’essere troppo vivo
di voler essere troppo felice
senza averlo sentito mai troppo
bene.
Senti i cellulari del pensiero allontanarsi
e la paura schiudere
l’uovo, dal quale
un pulcino di stima
dentro un batuffolo lucido
di gesti belli
nasce per scavalcare
la scorza impura.
X, non mi hai mai
lasciato solo.
Col broncio, il brutto muso
delle case, con le auto che passano
ignare della loro strada,
col dolore del mondo che ti schiaccia
contro una specie
d’ incantevole supplizio;
e morto, come la pelle caduta da un callo
e con lei che non capisce bene
né tuttavia capisce male
e con l’improba fame
di staccare a morsi
la vita dalla propria
pianta troppo alta, dove si trova,
la vita.
Panacea e pane
si riduce così a tutto, se io ti considerassi
solo uno psicofarmaco.
Finché sul mercato ti sostituiranno
con una pillola
d’angelo sognato.
Ma io ti resterò
fedele nel ricordo
nella buona e soprattutto
nella cattiva sorte;
che assieme abbiamo condiviso
tra i peli del mio stomaco.
Tu, allora, mi farai tenerezza,
X.
Sarai sempre il mio piccolo cane bastardo
dopotutto
il mio piccolo cane bastardo.

FOTO
perché
se guardo le foto
che ti ritraggono
nuda
ti amo
con bianco
furore, e
il mio cuore
fa rumore
come il tamburo
del settimo
cavalleggeri?
perchè
se guardo le foto
che ti ritraggono
vestita
il mio cuore duole?
e – oh sì – sento in lontananza
avvicinarsi la tua pelle sgranata
al palmo della mia mano
sudata,
che brama
l’accarezzamento di km
(percorso da te a me lungo
il tuo smisurato corpo-autostrada?)
dimmelo tu
con un bacio storto
la prossima volta
che c’incontreremo
sull’asse
delle nostre sole vite
dannate a perdersi
in una fila di persone
smarrite, dimenticate
come noi domani: è sicuro.

TERGICRISTALLO
t’ammazzavi?…/ o t’ammazzai?…
t’ammazzai?… \ o t’ammazzavi?…
t’annaspavi?…/ o t’annaspai?…
t’annaspai?…\ o t’annaspavi?…

(Nella foto: l’attrice e modella inglese Pamela Green)
 

29 Responses to Lovehoudini, e altre

  1. carla bariffi il 28 dicembre 2006 alle 21:46

    mi perdo e riperdo a rileggere “foto”, in questa suggestiva immagine di una donna che piano piano si trasforma…diventa strada, la strada richiama libertà, la libertà è viaggio…il viaggio si fa destino….è tutto un incastro, con i suoi infiniti rimandi e sfumature di pelle…
    l’emblema è la vita.
    un caldo saluto
    carla

  2. fabrizio centofanti il 28 dicembre 2006 alle 23:52

    col dolore del mondo che ti schiaccia
    contro una specie
    d’ incantevole supplizio

    le contraddizioni della vita possono essere ricomposte solo dalla mano del poeta.
    anche solo per pigrizia.
    ciao, Franz.

  3. Il Treno a Vapore il 29 dicembre 2006 alle 01:33

    Dire che non c’è altro oltre l’amore. In mille forme diverse.
    Può scrivere chi non ama?
    Che resta da scrivere, oltre che scrivere d’amore?
    Quale altra “verità” oltre l’amore?
    Che sia gioco, massacro, disciplina, accettato o negato, cosa scriveremmo senza un amore, la presenza di un amore, il ricordo di un amore, la rabbia per un amore?
    Si può scrivere di un amore felice, o la felicità soffoca la scrittura?

    Buonanotte

    Mario

  4. tashtego il 29 dicembre 2006 alle 10:17

    @treno a vapore
    grazie, ogni luogo deve avere un suo marzullo.

  5. franz krauspenhaar il 29 dicembre 2006 alle 12:31

    @Carla. Grazie. Il destino che io qui vedo è quello di rimanere soli “in una fila di persone smarrite”. Non è un fatto accertato, per il protgonista maschile dell poesia, è una specie di presagio.

    @Fabrizio. Sempre gentile. In “X” ho voluto rappresentare anche cosa si prova quando si ha un attacco di panico. E allora una pillola, un flacone di gocce, possono diventare persino come persone, o come un “piccolo cane bastardo”, fedele e affettuoso, che non tradisce mai.

    @Mario. Per quanto riguarda me, le cose migliori le ho fatte senza l’amore di qualcun altro. Forse è un amore forte che in certi momenti abbiamo per noi stessi, come di riscatto, che ci fa fare le cose migliori. L’amore nei confronti di un’altra persona distrae, chiede, senza espressamente chiederlo, l’esclusiva.

  6. Marco Saya il 29 dicembre 2006 alle 13:38

    Mi ci ritrovo completamente con queste tue istantanee, Franz, con questo “mondo intorno che ti sbatte altrove.” che ti si appiccica su ogni cm della nostra pelle come una zecca. con una solitudine-coro della disperazione scandita da quel tergicristallo che, per un momento, ripulisce la visuale della tragedia. Marco

  7. franz krauspenhaar il 29 dicembre 2006 alle 14:23

    Grazie. Dici bene, con grande intuito, Marco. In effetti ho messo quel “tergicristallo” apposta, alla fine un tergicristallo dell’assurdo che, secondo i miei intendimenti, tenta di ripulire la brutta visuale, ma il suo cigolare sul vetro porta le tremende domande poste a chissà chi sull’ammazzarsi, o sull’annaspare (tipico gesto di chi sta affogando).

  8. franz krauspenhaar il 29 dicembre 2006 alle 14:27

    Scusate: la frase iniziale del mio ultimo commento va così:

    “Grazie. Dici bene, con grande intuito, Marco. In effetti, ho messo quel “tergicristallo” apposta alla fine, un tergicristallo dell’assurdo che, secondo i miei intendimenti, tenta di ripulire la brutta visuale,” Eccetera.

  9. carla bariffi il 29 dicembre 2006 alle 14:35

    Sei grande Franz!
    Mi piace interpretare le tue poesie e poi avere le tue considerazioni….è molto stimolante!
    approfitto dell’occasione per augurarti Buon anno
    un abbraccio a tutta NI
    carla

  10. georgia il 29 dicembre 2006 alle 15:45

    mario … un amore felice lo si VIVE, credo sia quindi del tutto impossibile da scrivere :-) anche se rivitalizzandoci permette di scrivere di altre cose.
    L’amore per se stessi invece, siccome è sempre infelice e disperato per forza di cose, lo si può anche scrivere, come giustamente dice franz.
    Tashego invece siccome è sempre la solita macchina … non può capire e ripiega banalmente sull’esperienza della macchina televisiva:-)
    geo

  11. Il Treno a Vapore il 29 dicembre 2006 alle 16:10

    @ tashtego

    “ogni luogo deve avere un suo marzullo”

    Va presa come offesa?
    Come desolata constatazione di stupidità?
    Come “Un pidocchio sulla criniera di un cavallo” ? (Togliatti su Tasca?)
    Come imbecille semplificazione di tutto quanto è alato?
    Come prova del sub-pensiero impostoci dai potenti?
    Come intrusione in una lingua sconosciuta?
    Come lazzo sull’immensità del dolore?

    Mah…

    Quasi tutta l'”arte” (già , cosa è l’arte? Mantegna, Bach, Joyce od io?) si è interrogata sul ruolo dell’amore senza ovviamente giungere ad alcuna risposta, che non esiste per definizione. Cosa mai può “sconvolgere” il punto di domanda di un vecchissimo scienziato che non sa esattamente ciò che gli altri non sanno e non hanno mai saputo? E’ sempre un foro nell’acqua.

    Rimane solo la durezza, bellezza o tragedia che sia, della storia: nessuno è “infelice” se non che per motivi tutti “carnali” e per contro nessuno è “felice” se la “carne” non si distende festante: il resto l’ho sentito chiamato “sovrastruttura”: conta molto, serve per i comizi e/o per la gloria, serve a governare e a stilare classifiche della più varia specie, artistica compresa, serve a stimulare patti ed in genere a tutte le faccende umane che coinvolgano più d’uno.
    Ma il lupo resta lupo, e non intende, e ove mai intendesse, ne morirebbe.

    Buon anno

    Mario A.

  12. georgia il 29 dicembre 2006 alle 16:19

    @mario, bella risposta da Umano :-)
    geo

  13. maria (valente) il 29 dicembre 2006 alle 16:30

    Il lupo resta lupo e perciò intende…(morire?)

  14. franz krauspenhaar il 29 dicembre 2006 alle 20:55

    Ciao Maria!
    Buon anno a te, Carla!

  15. giovanni il 29 dicembre 2006 alle 21:49

    Scrivi sempre più spesso poesie. Non starai diventando troppo pigro? Evviva la pigrizia, allora.
    L’annaspamento angoscioso si sente, Franz. Ma c’è l’ironia, persino più salvifica di una donna che arriva da lontano, o di uno Xfarmaco con cui si è in forte e antica intimità.
    L’ironia. E una rabbia compressa, ad alto potenziale, che si scioglie in affabile ghigno. L’ossimoro rende bene l’idea che ci si fa del poeta, leggendo i suoi versi: ghigno affabile, tenerezza feroce, carezza graffiante … Tu sei così (secondo me).
    Dimenticavo l’urlo sussurrato. E l’iperbole-iperbole (niente ossimoro, questa volta). Perché 56 ore e passa sono davvero tante, eppure non ci si meraviglia: si sta al gioco; che diverte, intenerisce e seduce.

    giovanni

  16. franz krauspenhaar il 29 dicembre 2006 alle 22:03

    No, no, ho una (fortunata) testimone: posso scopare anche per 60 ore…
    alla settimana.

    ps: grazie mille, Giovanni, d’altra parte sei il mio e – editore (di poesia). A proposito, andate su http://www.feaciedizioni.it

    Ghigno affabile e tenerezza feroce: sì, ci sto “dentro”. Ti abbraccio, con amicizia e stima.

  17. carla bariffi il 30 dicembre 2006 alle 20:40

    Gran bella presenza, Franz!
    interessante il sito….mi sono scaricata 47 pagine …

    Auguri ancora!
    carla

  18. elena rosa l il 31 dicembre 2006 alle 02:45

    (ho allungato un po’ il nome e c’ho messo dentro una cosa di fantasia)

    Felix Gonzalez Torres, nella sua arte che sono anche accumuli, ha fatto un’opera che e’ una montagna di caramelle dove il pubblico e’ libero di prendere una caramella o due o quante ne vuole. Tutte insieme equivalgono al peso del suo compagno Ross, morto un po’ prima di lui.
    E’ un’opera che si moltiplica, anche molto dura, e c’entra anche l’amore.

  19. LaGiardiniera il 31 dicembre 2006 alle 15:01

    La penso come @giovanni e mi rallegro della sopravvenuta pigrizia. Mi piacciono proprio, i tuoi versi.

  20. anna setari il 31 dicembre 2006 alle 15:36

    Continua, Franz, continua. Sono belle.

  21. fk il 31 dicembre 2006 alle 15:46

    Grazie infinite a Simona, La Giardiniera della poesia, alla gentilissima Carla, all’amica Anna (di cui mi piacerebbe pubblicare qualcosa – chi soffre maggiormente di pigrizia tra noi due, Anna cara?) :-)
    E grazie anche a Elena Rosa L.
    Un gagliardo 2007 a tutti.

  22. Gemma Gaetani il 1 gennaio 2007 alle 23:49

    Mi piacciono queste poesie, Franz, molto, “X” in particolar modo. E anche la considerazione sull’amore.

  23. fk il 2 gennaio 2007 alle 00:49

    Grazie, Gemma. Sull’amore a dire la verità non ne so molto, però. Sono più esperto di X, infatti la poesia anche secondo me è un po’ più riuscita.
    Buon anno di cuore a tutti.

  24. carla bariffi il 3 gennaio 2007 alle 21:38

    Franz, spero di leggere presto ancora qualcosa di tuo, in questi ultimi tempi….mi sembrano le cose più belle che ho letto!
    a presto
    carla

  25. fk il 4 gennaio 2007 alle 12:54

    Carla, grazie, ma esageri, secondo me.
    Farò comunque il possibile per approntare qualcos’altro di buono.
    Ciao.

  26. alcor il 4 gennaio 2007 alle 18:35

    Mi piace soprattutto X.

  27. fk il 6 gennaio 2007 alle 01:01

    Grazie anche a te, cara Alcor.

  28. carla bariffi il 6 gennaio 2007 alle 02:00

    p.s….credevo che Alcor era un uomo!
    aspetto sempre….
    ciao

  29. franz krauspenhaar il 6 gennaio 2007 alle 20:57

    Arriva qualcosa tra una settimana, Carla; sull’infanzia.

  30. carla bariffi il 6 gennaio 2007 alle 21:52

    Meraviglioso Franz….
    che bella attesa!
    che bel respiro!
    a presto
    carla



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