Leggere in movimento

Come divertire, il rapporto tra narrativa e tecnologia: saranno alcuni degli argomenti di un incontro che prevede un continuo confronto con il pubblico. Secondo appuntamento alla Biblioteca Lorenteggio (a Milano in via Odazio, 9) sabato 31 marzo alle ore 18.00 con l’autore di fortunati bestseller Gianni Biondillo e lo scrittore di culto Franz Krauspenhaar autori amati da critica e pubblico e in grado attraverso il Blog Nazione Indiana di allargare gli orizzonti della narrativa.

Ma anche i più piccini (dai 4 a 10 anni) avranno il loro spazio e i loro incontri. Gli stessi sabato mattina alle 10.30 nelle medesime biblioteche partiranno anche loro per un viaggio su un autobus ideale, l’Autobus del brivido: racconti itineranti tra gli scaffali della biblioteca. Durante gli appuntamenti, i bambini verranno accompagnati alla scoperta delle sezioni bibliotecarie create su misura per loro, fra classici e fantascienza, gialli e favole.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

sabato 31 marzo
Biblioteca Lorenteggio zona 6 Via Odazio, 9
alle ore 10.30 L’autobus del Brivido
alle ore 18:00 Gianni Biondillo e Franz Krauspenhaar Modera Leonardo Pelo

www.noreply.it

Print Friendly, PDF & Email

11 Commenti

  1. Giuro che non l’ho scritto io questo comunicato.
    “l’autore di fortunati bestseller”…
    “autori amati da critica e pubblico e in grado attraverso il Blog Nazione Indiana di allargare gli orizzonti della narrativa”…
    Dio, che vergogna…

    ;-)

  2. Io un’ideuccia sul culto ce l’avrei, Sitting…ma me la tengo per me…:o)
    Che piacere rileggerti, era da un pò che non commentavi, o sbaglio ?

    Comunque, FK e GB, poi raccontateci tutto, eh ?

  3. ma come si fa a leggere in movimento?
    secondo me possono farlo solo gli ebrei.
    Franz, non mi dire che leggi pure quando…

  4. essi, ordunque,
    appartengono alla scuola peripatetica nella qual già si distinsero
    Teofrasto di Ereso, Stratone di Lampsaco, Licone di Troade,
    Critolao di Faseride e Diodoro di Tiro,
    auguri o viandanti!

    MarioB.

  5. Hey, Sitting, un consiglio da amico: giu le mani da effekappa!
    Non so se hai mai sentito parlare di Jack Carter, ma non ci perdo niente a sguinzagliarlo sulle tue tracce…

  6. hi, I’m jack. jack carter. I came from london yesterday night. I tell you something, mr. sitting targets: get carter, before carter gets you!

  7. Visto, Sitting? E’ bastato evocarlo, ed è subito riapparso. Adesso sono craxxi tuoi, amico. Nemmeno trasformarti in “Moving Targets” credo possa aiutarti molto. Hai una sola possibilità: farti trovare, quando Jack ti raggiungerà, con in mano una copia dell’ultimo libro di EffeKappa. E sperare che la cosa funzioni.

    p.s.

    Dimenticavo di dirti che Jack Carter non sa leggere.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Marcel Proust, i segni e la genesi

di Mauro Baldrati Slalomando tra i segni dell’amore, come sciami di frecce di Cupido dalla punta avvelenata, il narratore ci guida in un’indagine chirurgica e spietata sui meccanismi dell’innamoramento. Qui sta una delle discese agli inferi della Recherche: l’amore è impossibile, e l’amante è condannato all’infelicità, perché non potrà mai conoscere e tanto meno possedere la persona amata.

Latin Connection

di Gigi Spina
La lettura del testo di Apuleio in traduzione, con confronti continui con l’originale, mi portò a ricordare quasi automaticamente Fuori orario di martin Scorsese, per nulla in particolare se non per le numerose peripezie e forse per qualche metamorfosi del protagonista.

Marco Ercolani, «14 luglio 1929. Due lettere a Freud»

di Massimo Morasso
Ogni blocco testuale è una scossa dei nervi, e fa breccia verso una zona d’ombra della psiche. Ercolani sa rendere credibile l’improbabile

“Io ero il milanese”: Lorenzo S. e l’inutilità del carcere

di Daniele Ruini
Se ci venisse data una bacchetta magica per poter cambiare qualcosa del mondo in cui in viviamo, che cosa sceglieremmo? Per quanto mi riguarda, una delle prime cose sarebbe questa: basta carcere.

Perché è importante leggere David Graeber

di Lorenzo Velotti
Il suo pensiero può essere d’aiuto a chi non si rassegna alla naturalizzazione del capitalismo, del patriarcato e delle burocrazie statali coercitive

Il tornello dei dileggi

di Massimo Salvatore Fazio
Se non ti trasformi, resisti e vivi. E se resisti e vivi non è detto che non anneghi. E se anneghi, di fattori liquidi ne escono pure dall’anticamera del basso bacino, ed è normale come quando passeggi in una qualunque città e sui muri stanno scritte e stanno sempre stampati i soliti simboli.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: