Leptocephalus brevirostris

1 maggio 2007
Pubblicato da

di Marco Simonelli

Quando, venendo dal capoluogo sfrecci lungo la Firenze Mare
lo vedi chiaramente azzurro nella valle dal cavalcavia;
dopo la galleria ti salta addosso al parabrezza
e per un attimo ci credi, che sia davvero il mare.
Sul lago, Puccini passò la sua vecchiaia.

Accadde quando ancora l’epoca rampante riscopriva
i piatti regionali con la degustazione d’un gourmet,
cibo povero di quando la famiglia non poteva
permettersi la carne ad ogni pasto.
Dice l’Artusi che i cuccioli d’anguilla
sono foglie d’oleandro trasparenti come il vetro:
la borsa spermatica del maschio è simile all’ovario della femmina
e migrano nei laghi per una metamorfosi.
Aspirano l’h anche quaggù, le chiamano le ciehe.

Da giorni ne parlavano, gli adulti,
scambiandosi al telefono un codice segreto;
ce l’avrebbe fatta, dunque, il pesciaiolo – quel pirata –
a procurare l’illegale bottino d’ambizione
e poco male se quel fiero pasto costava allora
poco meno d’un milione: le anguille appena nate
sono prelibate.

Mio padre sul cancello coi contanti
aspettava il pusher pesciaiolo
con l’ansia d’un drogato in astinenza.
In un sacchetto d’acqua, brulicanti,
molli e trasparenti s’agitavano a migliaia –  girini ancora vivi –
guidate da un interno istinto inutile oramai,
proprio come spermatiche creature che già sanno
dove andare per trasformarsi in altro.

Sul setaccio schizzarono frenetiche,
inquieti murenoidi all’oscuro della situazione.
Mia madre versò una goccia d’acqua
sull’enorme padella prestata da un’amica:
sfrigolando evaporò dopo un momento.

Sui crostini fatte pappa, nella pasta lunga come condimento
insieme a poca scorza dell’arancia e poi limone:
durante la cottura quell’agonia dell’olio caldo le tramuta,
sbiancàndole le allunga e a colpo d’occhio non sapresti
distinguere le larve da un piatto di bavette.
Tranne forse per quegli occhi, minuscoli puntini
ad un’ estremità dello spaghetto, neri come
se la luce in un momento fosse implosa.

Non era pepe ma uno sguardo
che non implora più.
 

26 Responses to Leptocephalus brevirostris

  1. così&come il 1 maggio 2007 alle 12:13

    che belle le poesie “narrative”.

  2. Marco Simonelli il 1 maggio 2007 alle 12:13

    denghiu

  3. Andrea il 1 maggio 2007 alle 12:18

    Complimenti

  4. così&come il 1 maggio 2007 alle 12:25

    di nulla… conosco questa mitologia delle ciehe da amici pisani, che ne favoleggiano quasi come una setta segreta di cospiratori.
    Estenderei questa delicata pietà

    Non era pepe ma uno sguardo
    che non implora più.

    per le povere bestioline stroncate in così giovane età, a rane, simili a piccoli sommozzatori fritti, e lumache, protagoniste di altre mitologie alimentari.

  5. cappuccetto rosso il 1 maggio 2007 alle 13:49

    più che un “pesciaiolo” era forse un pescaiolo?
    ;-)

    “Tranne forse per quegli occhi, minuscoli puntini
    ad un’ estremità dello spaghetto, neri come
    se la luce in un momento fosse implosa”

    ecco perchè preferisco gli occhi chiari agli occhi neri!

  6. Esmeralda il 1 maggio 2007 alle 15:04

    e lo sguardo da putto….dov’è?

  7. Eva Risto il 1 maggio 2007 alle 15:42

    simonelli, la prego, voglia perdonare questo ot, ma si tratta di una questione di sopravvivenza e, oltretutto, la bacheca è fuori servizio.

    @ cappuccetto rosso

    piccola, sono veramente in pensiero per te. spero tanto tu abbia trovato qualcosa da mandare giù. ti prego, cara, non fare sciocchezze, alimèntati, che abbiamo bisogno di te in carne e col pancino pieno.

    un bacio più che nutriente dalla tua eva.

  8. cappuccetto rosso il 1 maggio 2007 alle 17:02

    ho appena mangiato un vasetto di carciofi sott’olio…
    lo sai che sono una golosona!
    ;-)))

  9. Marco Simonelli il 1 maggio 2007 alle 17:42

    e dire che dopo aver letto questa poesia in genere passa l’appetito a chiunque….!!!!

  10. Eva Risto il 1 maggio 2007 alle 18:11

    non preoccuparti, simonelli. a me, dopo aver letto questa poesia, è venuta voglia di leggerne altre. e le ho scovate, in giro per la rete. con grande soddisfazione.

    p.s.

    piccola, sono veramente contenta di sapere che ti stai nutrendo. però, ti prego, non parlarmi di carciofi sott’olio. pensa, li preferisco anche ai miei fidanzati, e mi hai fatto venire una fame che non ti dico…

  11. fk il 1 maggio 2007 alle 18:40

    Già, è vero. Simonelli ha una convenzione con la Weight Watchers. Quando non funziona nemmeno la dieta “spunti”, entra in gioco lui con la poesia:-)

  12. Eva Risto il 1 maggio 2007 alle 18:50

    che bello, effekappa, allora mi procurerò tutte le sue opere. è proprio vero, i vecchi detti non sbagliano mai: mens (in)sana in corpore sano.

  13. Diana il 1 maggio 2007 alle 18:57

    Quello sfrecciare sulla Firenze mare
    mi da un senso di vertigine
    di azzurro che si fonde oltre la linea di confine
    come un migrare di creature lontane…

  14. Barbara il 1 maggio 2007 alle 21:17

    Clap Clap Clap per la prima !
    Da una assidua frequentatrice della Fi-Mare.

  15. Marco Simonelli il 2 maggio 2007 alle 00:07

    Venendo da Firenze si prende l’Uscita per Viareggio. Si attraversa un cavalcavia e dopo una galleria si rimane un po’ abbagliati da una distesa azzurra. La mente (in genere vacanziera) è portata a credere che quello sia il mare. In realtà si tratta del lago di Massaciuccoli (quello di Torre del Lago Puccini, sede ogni anno del mardì gras e del festival Pucciniano).

    Passo in Versilia ogni estate dal 1989. Se non ami giocare a Canasta, in Versilia non ti resta molto da fare se non scribacchiare qualcosa.

    Questo testo è ispirato ad un avvenimento realmente accaduto e i guizzi anguilleschi sono ripresi proprio dall’Artusi editio major.

    All’epoca dell’Artusi, sembra, non era di dominio pubblico che questi pesciolini fossero proprio i “cuccioli” dell’anguilla. Venivano classificati come una specie a sè stante.

    Smentisco inoltre ogni mio intrallazzo con la weight watchers: il mio ultimo tentativo di perdere peso (risalente all’epoca SlimFast, quando a pubblicizzarlo era Marisa Laurito) non riuscì a liberarmi dei miei sette chili di lardarello che ancora si annidano intorno al giro vita.

    Mi sia permesso il gusto di una citazione:

    “L’amor, l’amor, l’amore viene e va…
    … ma il maccherone resta… nun ce sta niente a fa”

    (Marisa Laurito, “Il Babà è una cosa seria”)

  16. véronique v il 2 maggio 2007 alle 08:11

    Rieccomi,

    Miam…

    Mi fa venire l’acquolina in bocca!
    Slimfast? Che cattivo gusto! Sono contro il regime.
    La cucina italiana è la migliore del mondo, con la catalana e la giapponese.

  17. mario il 2 maggio 2007 alle 11:17

    bravo, bello e giovane.
    A’ Simone’ lasciace quarcosa.

  18. così&come il 2 maggio 2007 alle 11:33

    Holà! Veronique!
    Un baiser.

  19. véronique v il 2 maggio 2007 alle 11:42

    @ Cosi&Come,

    Un bacio a te! Sono contenta di ritrovare Ni.

  20. lagradisca il 2 maggio 2007 alle 13:51

    lagradisca ho molto gradito il componimento poetico, la descrizione realistica di luoghi, fatti e misfatti e tutti i commenti mangerecci che sono seguiti
    quasi quasi mollo i funghetti e passo ai carciofini :-D

  21. Eva Risto il 2 maggio 2007 alle 16:23

    beh, simonelli, devo proprio dirtelo. ho letto vari testi tuoi sparsi in rete e, al di là dell’indubbio valore della tua proposta, sei il poeta più simpatico e meno spocchioso tra quanti sono passati per ni. complimenti, quindi, anche per la tua sapida (auto)ironia.

  22. fk il 2 maggio 2007 alle 17:48

    Simonelli is magic.

  23. carla bariffi il 2 maggio 2007 alle 18:58

    sono d’accordo!

  24. Marco Simonelli il 4 maggio 2007 alle 00:31

    Gente,

    soprattutto Eva Risto e mario (il quale è stato così carino da dirmi che sono bello e per questo potrei innamorarmi di lui)

    vi ringrazio vivamente per i complimenti.

    Mi avete fatto un bel massaggino all’ego e ne avevo bisogno.

    Già che ci siete, sul mio sito c’è la mia mail, scrivetemi pure che magari ci si vede in versilia e vi faccio un frittino (ma non di anguille chè son vietate, costano troppo e mi riportano alla mente complessi freudiani e castrazioni mica da ridere…)

    besos

    Marco

  25. enrico de lea il 8 maggio 2007 alle 18:13

    sono stato 5-6 volte a Torre del Lago – ah, che bella questo poema narrativo – ho sempre amato autori p. es. come Pagliarani , come certe inserzioni di narratività in Sereni (Un posto di vacanza) – ok



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