Attenzione! Uscita operai

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Il 26 novembre in libreria il primo cidilibro sul mondo del lavoro:
una brillante antologia di racconti,
un cd dalla musica travolgente

ATTENZIONE!
USCITA OPERAI

Uno spaccato ironico e tagliente sulla vita dei lavoratori di oggi.
Un incontro tra parole e musica da cui emergono tutte le ipocrisie di un sistema (non) funzionante.

Cosa significa lavorare oggi? Un gruppo di autori che vede partecipi anche scrittori di Nazione Indiana (www.nazioneindiana.com), il blog letterario più letto di Italia, e il vincitore del Premio Chiara di quest’anno, Luca Ricci, affrontano in questa antologia lo sconsolante mondo dei lavoratori, sempre in bilico tra flessibilità e precarietà, desiderio di far carriera e difficoltà di arrivare a fine mese.
Quattordici racconti leggeri e ironici che smascherano la diffusa ipocrisia di un sistema solo in apparenza funzionante.
Pubblicitari e spazzini, autisti, artisti… Ritratti di professioni che sono soprattutto ritratti di persone, in cui riconoscere se stessi, il proprio capo o l’amico, per sorridere o per riflettere. Parrucchieri, modelle e dentisti, ognuno con le proprie storie da raccontare — talvolta divertenti, talvolta drammatiche — ma tutti, alla fine, lavoratori. E tutti con un’unica domanda: come sopravvivere ?

Dalla musica una possibile risposta: il cd della Banda Putiferio è infatti parte integrante del libro, e prevede una canzone per ogni racconto, avvalendosi inoltre di ospiti di successo e prestigiosi: qui citiamo Antonio Rezza (perfettamente a suo agio nel suo triplice ruolo, scrittore, attore, cantante!), Steve Piccolo (dei mitici Lounge Lizard), i Mercanti di Liquore (reduci dal successo con Paolini), Yo Yo Mundi (da oltre 15 anni uno dei gruppi folk più ascoltati). Una musica semplice e orecchiabile con testi mai banali, ironici e divertenti.

Gli autori e il Gruppo
Un gruppo di autori che è anche il motore di Nazione Indiana blog letterario più letto di Italia con oltre 50.000 visitatori al mese, scrittori amati dalla critica e dal pubblico come Luca Ricci e Valter Binaghi, giornalisti.
La Banda Putiferio è_ attiva da oltre 10 anni con il suo pubblico fedele e sempre ben disposto.

collana CIDILIBRIcontagi 7
ISBN 978-88-89155-22-6
prezzo 19,50 euro
formato15 x 21
pagine 120 + cd musicale

No Reply è un laboratorio nato nel 2003 in nome dell’interazione fra editoria, musica, video, grafica, fumetti, per riflettere (sul)la cultura contemporanea in maniera trasversale, attraverso la ricerca formale sulla lingua e l’incontro con i più diversi generi musicali. www.noreply.it

Ufficio Stampa Giulia Masperi; giulia@noreply.it. Tel. 338 3405359

53 Commenti

  1. “Nazione indiana, il blog letterario più letto d’Italia”, “Con oltre 500.000 visitatori al mese”.
    Non dubito della prima affermazione (ma non vedo ragioni per parlare del “blog più letto”, visto che ci sono numerose pubblicazioni in rete di argomento letterario che non sono blog).
    Dubito della seconda. Ipotizzo che si tratti di 500.000 visite. Mi sbaglio?

  2. Giulio, credo che sia un errore del comunicato stampa. Negli ultimi 30 giorni sono:

    52.000 visite
    22.000 visitatori unici assoluti
    137.000 pagine viste

    mentre nell’ultimo anno sono

    476.000 Visite
    150.000 Visitatori unici assoluti
    1.500.000 Pagine visualizzate

  3. >>> 500.000 visitatori al mese

    Se è un errore del comunicato stampa, sarebbe giusto da parte di Nazione Indiana emendare il comunicato. Il rischio è che io, lettore occasionale, venga qui e legga questo articolo e creda sul serio che NI = 500.000

    E qui sono maligno: non è che l’errore è stato fatto per lanciare il cd-libro?
    Cominciamo bene se fosse così.

    >>> Nazione Indiana blog letterario più letto di Italia

    Per cortesia, dimostrare con dei *** dati *** che è effettivamente così, altrimenti è solo aria fritta, o falsa informazione che dir si voglia.

    Per ora giudico il comunicato: il voto è sotto lo zero per quelle che sono sviste (!!!) madornali.

  4. Grazie. Ringrazio Jan e Nazione indiana per la correzione.
    L’agenzia che cura la pubblicità in http://www.wuz.it (ex alice.it, ex librialice.it) dichiara per http://www.wuz.it 250.000 visitatori unici al mese. Mettiamo (con tutto il sospetto che si può avere per i numeri [molto tondi, e perciò stesso dubbi] forniti da un’agenzia che cura la pubblicità di una pubblicazione [che non è un blog] sì letteraria, ma sostanzialmente commerciale [www.wuz.it è una società di proprietà di http://www.internetbookshop.it, quindi di Messaggerie Libri]) che quello sia un numero vero. Supera di undici e qualcosa volte il numero dei visitatori unici di Nazione indiana.
    Non che mi faccia piacere. E non, peraltro, che di questi numeri m’importi qualcosa.
    Ma se si danno dei numeri, è bene che siano giusti.

  5. avete altri dati in proposito? ad esempio quanti sono quelli che ci hanno scritto nell’ultimo anno?..,
    idea, perché non lanciate un questionario?
    altra idea ganzissima: perché non lanciate un concorso anomalo?
    poi un’osservazione: siete (giustamente) un po’ competitivi… (il blog … più visto, ecc, ecc).
    Quale sarà l’evoluzione del Blog? Una tv? una radio?
    esiste una valutazione in termini economici di questa vostra mirabile creazione?

  6. Io sono uno che in quella raccolta ha scritto un racconto che parla di spazzatura.
    Ne avevo appena scritto uno dove sostenevo che la sabbia del posto che mi ospita mi sembrava la memoria ( il posto dove vivo é fatto di sabbia, le case poggiano sulla sabbia, i bambini giocano nella sabbia, gli alberi si sradicano perché sono piantati nella sabbia ), era un racconto tradotto per un’antologia olandese, bilingue, cosí ho fatto il furbo e nell’antologia di cui non abbiamo parlato perché si parlava di cifre, ho pensato a un racconto dove invece la memoria é la spazzatura che ogni giorno gettiamo.
    Una sorta di poubelle agrée olandese, se vogliamo.

  7. Sì, qui si parla di cifre. Magari facciamo un post nel quale si parla di cifre, di audience, di zeri. E speriamo così che si parli finalmente dell’antologia.

  8. Io lo capisco che l’ufficio stampa si sia sbagliato. O meglio, cerco di comprendere l’ufficio stampa, diciamo anche lo stress, la stanchezza che regna sempre in ufficio, ecc. ecc.
    Tuttavia prima di metter in rete un comunicato stampa, questo andrebbe letto. Io perlomeno li leggo. Poi decido se sono interessanti. Verifico la veridicità… ecc. ecc. Solitamente non pubblico comunicati stampa di nessun tipo se io coi miei occhi non mi sono sincerato che quel com. stampa parlando di quel libro, ad esempio, sta dicendo il vero… Insomma: non metto com. stampa se non ho conoscenza mia, diretta, del prodotto, perché alla fine libri, cd, mostre, fiere, quadri, monografie, incisioni, oggetti d’arte… e quant’altro sono anche dei prodotti. Comunque…

    Cordialmente, buone cose.

  9. Uno: non faccio l’addetto stampa di nessuno, tranne che di me stesso.
    Due: semmai sei tu che dovresti pagarmi, sull’unghia e profumatamente, perché io costo caro.
    Se poi decido di fare una cosa, ma perché lo decido io, allora è altro paio di maniche.

    ‘notte

  10. come ufficio stampa NI mi sembra un po’ sguarnita, perché non dite che lunedì 26 novembre alle ore 19.30 al Circolo Arci Artemisia in via Cicco Simonetta 16 a Milano si terrà un aperitivo con reading e concerto per presentare il nuovo libro-CD??

    fem
    (l’ho letto sul TuttoMilano di Repubblica, è un’informazione attendibile??)

  11. Qui c’è un errore di comprensione: il testo postato NON è scritto da NI ma dall’uff. stampa di Noreply. Che ci siano dati errati (e ora corretti) non è colpa nostra. Certo, avremmo dovuto controllarli, ma, insisto, noi non ci siamo mai fatti pubblicità, mai.
    L’essere il blog letterario più letto d’Italia o meno è la cosa meno interessante, lo è di più parlare della segnalazione.
    E, Francesca, noi (colpa nostra) NON abbiamo un uff. stampa. Forse dovremmo deciderci, una volta e per semre, ad essere meno timidi e raccontare un po’ dove siamo, dove andiamo, in giro per lo stivale. Ma la presentazione al circolo arci NON è una iniziativa di NI, ma di Noreply.

  12. il comunicato è orribile. Non elenca tutti i nomi ma alcuni adducendo meriti da venditori di case e così si danno solo i numeri. una deriva vera e propria altroché

  13. Giusto, Franz. Parlare del libro. Del precariato che fa spettacolo e dura il tempo di una manifestazione o di una pubblicazione. Poi torna sotto, nel buio dei non garantiti. Sarebbero cifre ancora più interessanti. Ma dobbiamo accontentarci di Nove e degli altri.

  14. >>> avremmo dovuto controllarli,

    Gravissimo non aver controllato.
    Io, personalmente, un comunicato così non l’avrei fatto passare manco m’assero pagato a peso d’oro. Inesattezze *** grosse *** e *** gravi ***. NoReply ha fatto gli errori. D’accordo. NI aveva solo da leggere ‘ste poche righe.

    Anche del libro e del cd non si capisce che scopo, che cosa dovrebbero dire o introdurre. Tema: il precariato?!
    Per l’ennesima volta, fatemi capire, per l’ennesima volta un altro libro che parlerebbe dei precari, del loro mondo?
    E chi è che parla dei “precari”? Degli scrittori che di “precariato” sanno solo per sentito dire, per aver sentito delle storie in giro? O sono i veri “precari” che qui raccontano le loro tragedie non-lavorative?
    E’ finzione? solo finzione?

    Che cos’è?

    19.50 € – sicuro come la luna e il sole che un precario un libro-cd così non lo prende neanche in considerazione!!!

    Reductio ad absurdum: si parla (si parlerebbe) di precariato e si commercializza una pubblicazione che ti costa un occhio della testa.

    Se voleva essere un comunicato ironico lo è proprio nel più stretto senso della parola. Quindi, scusate, ma per via del fatto che il comunicato non è per niente chiaro, davvero non so che dovrei dire, che discussione intraprendere…

    Comunque… arrivederci e grazie.

  15. Non venite a parlare di precariato in casa dei precari (io, tra gli altri). Che noia. Ma possiamo essere pubblicati con dei racconti sul lavoro così com’è, onesto, disonesto, precario, fisso, in culo, ecc.?
    Questo vostro moralismo da salotto ha proprio stancato. I libri hanno un prezzo (alto, lo so anch’io) ma comunque si è liberi di non acquistarli (e infatti in Italia questa libertà se la prendono quasi tutti).

    Grazie Gianni per aver precisato; io non ho più la forza per stare lì a controbattere a tutti questi preti laici.

  16. che nazione indiana sia più letto me ne frego. pur non trovando nazione indiana sempre interessante è quantomeno meglio del primo amore che si autopromuove continuamente, asfitticamente e a volte (per alcuni scritti ultimamente postati) immeritatamente. il circolino misterico e senza talento dei molti che vi fanno parte è impressionante. scritti retorici e falsi. speriamo che sta antologia di ni sia almeno degna di essere stata pubblicata anche se dal comunicato non ho capito niente se non le fanfarate. Bastava elenco nomi autori, costo libro. Troppo austero?

  17. Jan, la fonte dei dati del mio secondo intervento è l’agenzia di pubblciità di Wuz. Trovi i riferimenti in calce alla home page di Wuz.

    Giulia Mozzato di Wuz mi fornisce oggi questi dati:
    Visitatori unici nell’ottobre 2007: 293.832
    Visite: 419.731
    Pagine viste: 2.356.311

    Quindi i dati diffusi dall’agenzia che cura la pubblicità in Wuz sono corretti, se non addirittura un po’ inferiori al reale (da tener conto che in certi mesi, tipo agosto, i visitatori saranno di meno ecc.).

  18. Chiedo scusa a tutti per il refuso. La colpa è davvero solo mia.
    L’errore è sempre di chi lo fa, NON di chi controlla.

    Che sia un refuso mi pare ovvio. I dati NI li pubblica spesso e mandarlo anche a NI è la riprova di questo. Se il prezzo era 1,9 euro avreste pensato che era per invogliare l’acquisto? NON credo.

    Confermo che NI è il blog più letto (NON il sito letteriario, ma blog. Personalmente sono attirato dai blog per l’interscambio con i visitatori con i suoi contro e i suoi pro) almeno con i dati in mio possesso.

    Ma (per me) NON è certo questo l’aspetto rilevante del libro e dell’antologia e nemmeno francamante del comunicato.

    PS
    amesso che 19 euro (altro refuso, il costo è 19 euro) sia tanto per un cd (originale e inedito) e un libro (di racconti inediti), perché un libro sul lavoro (o anche sui precari) deve essere diretto solo ai precari?
    “La casta” lo leggono solo i politici?
    Scusate ancora per gli errori.
    PPS
    Franz… era meglio se postavi il tuo racconto. Almeno si parlava (sicuramente) di contenuti ;-))
    Anzi spero lo farai

  19. Orpo! Un comunicato di refusi, signor Pelo. :-)
    Volentieri avrei parlato di contenuti, ma su che basi?
    Un comunicato stampa così è un po’ tanto… bruttino. :-)

    Con 19 €, un lettore (non un precario) può acquistare Dan Brown rilegato e illustrato, ad esempio.
    O l’ultimo album di Laura Pausini o di Giorgia o di Adriano Celentano.
    O come me, il canzoniere di Francesco Guccini: tutte le canzoni, annotate e spiegate dal Guccio, con un DVD ricco di video storici del Guccio. Non mi dica che è poco (con lo sconto, alla Fnac, ad esempio, sconto operato da un po’ tutti i grossi rivenditori).

    Cordialmente, buone cose

    g.

  20. Iannox se entri nel mio blog ti cancello, come hai appurato.

    Se dici che non so scrivere, questo per me è un grande complimento, proprio perché detto da te, ti ringrazio. (come vado con le virgole? nemmeno la punteggiatura conosco…)

    fem

  21. Lo spirito è diverso.
    Grosse tiratura fanno diminuire costo unitario.
    Cmq non importa Iannozzi, NON leggere il libro e non comprarlo.
    Non è un obbligo.
    Se vuoi scriverci un comunicato migliore sarò ben felice poi di inviarlo.

  22. E se l’errore è stato corretto, e se hai vista la correzione, Iannozzi, perché continui a ronzare e fare predicozzi spocchiosi? “Io un comunicato così non l’avrei fatto passare manco m’avessero pagato a peso d’oro!”. Ma certo, ma certo: come tutti i veri cretini, in vita tua non hai mai commesso un errore.

  23. Per il suo stesso motivo, signor Mozzi, che continua a ronzare qui attorno e a fare predicozzi preteschi. Guardi ai suoi di errori e alla sua di spocchia, signor Mozzi, invece di preoccuparsi di giudicare me.

    Cordialmente ma non troppo

  24. Giuseppe, ti ho sempre giudicato un simpatico rompiballe, ma qui mostri un brutto lato: sei inutilmente cattivo, come se volessi unicamente sfregiare e umiliare. Pentiti, figliolo.

  25. Anch’io ti ho sempre giudicato un simpatico bastardo. :-) Cioè, le nostre idee sono proprio agli antipodi, inutile negarlo. Però mi stai simpatico, i tuoi libri mi piacciono, l’ho detto pubblicamente più volte e non faccio di certo marcia indietro.
    Io avrei taciuto ben volentieri, non avrei aggiunto altro se il signor Mozzi non m’avesse stuzzicato, con genuina cattiveria. Io non sono quello che porge l’altra guancia, insomma Mozzi se l’è proprio andata a cercare.

    Si penta il signor Mozzi, ne ha più bisogno di me.

    ciao valterone :-)

  26. Mi sono persa gli operai. Si potrebbe leggere su NI almeno qualche passo di due o tre dei suddetti racconti?

    Cordialmente
    jolanda

  27. Grazie Giulio delle informazioni sul traffico di WUZ, chi volesse metterle in un contesto può confrontarle con l’ultimo report censuario Audiweb, da cui si vede che Nazione Indiana, nel suo piccolo, ha numeri paragonabili a National Geographic Italia del gruppo Kataweb.
    Grazie anche a Leonardo Pelo per le precisazioni.

  28. Iannozi lei prima di parlare male di tutti, dovrebbe avere misura delle cose.
    A mio modo di vedere Mozzi sa scrivere meglio di lei (dal suo blog ho letto) e sicuramente -ad oggi almeno- ha fatto per la cultura più di lei.
    Inolre parla male di un libro avendo letto solo un comunicato… insomma mi sembra che forse azzardi un filo troppo.
    Almeno ci fosse un racconto potrebbe dire che è brutto, ma così.

    Un’ultima cosa, davvero è così poco ironico e totalmente privo di autoironia oppure è uno stile per attirare post come questo?
    grazie

  29. @ rambobo

    Troppi refusi nel suo commento.

    “Un’ultima cosa, davvero è così poco ironico e totalmente privo di autoironia oppure è uno stile per attirare post come questo?”

    Sarebbe lingua italiana la sua?

    Impari prima la grammatica e l’ortografia per parlare col sottoscritto.

    Grazie comunque.

  30. Sì, lasciate pure commenti falsi a mio nome. Nazione Indiana ne trarrà una grossa e favorevole pubblicità. Chissà poi che ne penserà la polizia postale?
    Chissà che accadrebbe se… Io sono curioso, voi no?

    Complimenti a voi tutti.

    Giuseppe Iannozzi

  31. Per Giulio Mozzi,

    Penso che conosco bene l’anima umana ( è la sola qualità) che ho, posso dire che Giuseppe non è un cretino: è un uomo appassionato, sincero. Ha un carattere di fuoco: è bello, no?

    Per Valter Binaghi,
    Giuseppe ha una bell’anima. Non giudicare troppo presto senza conoscere. Cattivo? Non lo penso e più generoso che molti. Ha un cuore d’oro e posso lo dire. Il problema è che è troppo sincero.

    Prendo piacere a leggere il suo blog, come provo piacere a leggere Ni.
    ma devo dire che mi fa male quando si insulta un amico, ecco tutto.

  32. Per Iannozzi traduco io il pensiero di rambobo

    1) MOZZI sa scrivere meglio di te.

    2) sei privo di ironia e autoironia

    Entrambi i punti trovano conferma nella scheda che scrivi di te stesso qui
    http://www.intercom.publinet.it/2002/iannozzi.htm (sia biografia, sia stile. Con frasi mirabili come questa “Riguardo al mio stile: io non ho uno stile, nel senso che amo sperimentare tutti gli stili, anche i più estremi e incomprensibili. Chi mi ha maggiormente influenzato nello stile… “)

    3) è una posa o sei così?

    Semplice no?

  33. Non sono d’accordo! Trovo schifoso di trasformare le parole di Giuseppe, di insultare gratuitamente. Non trovo coraggioso di attacare con il grupo.
    Giuseppe è un uomo con talento e cuore.
    Mi fermo qui: è inutile litigare.
    Posso dire che questo mi ha fatto molto pena.
    In ogni modo signor Mozzi non è nel mio cuore.

  34. Veronique cara, lei frequenta questi luoghi da poco. Ma da queste parti Iannozzi lo conoscono tutti. Sono pochi quelli che lo prendono sul serio: sempre pronto ad attaccar briga, sempre pronto ad attaccarsi al pelo per dar sfogo alla sua rabbia repressa, alle sue frustrazioni di scrittore mancato. Sempre la bavetta alla bocca. Dispiace vederla sprecare le sue innocenti energie per un uomo così. Dovrebbe fare una ricerca sui thread pregressi, e vedrebbe con chi ha a che fare. Si preservi, Veronique, dia retta.
    Cordialmente,
    Rosa

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