Murene a Milano: sabato 5 Febbraio alla Libreria del Mondo Offeso


Presentazione di L’angelo, le arance e il polipo di Ingo Schulze (Murene) Ne discuteranno insieme ai lettori il traduttore Stefano Zangrando e lo scrittore Andrea Inglese (curatore del progetto Murene). Saranno presenti altri redattori di Nazione Indiana, Antonio Sparzani, Gianni Biondillo, Jan Reister, Helena Janeczek.

La presentazione avverrà alle ore 21 del giorno sabato 5 febbraio presso la:
LIBRERIA DEL MONDO OFFESO

20121 Milano (MI) – 50, c. Garibaldi
tel: 02 36520797, 347 2529821
fax: 02 36521821
email: libreriadelmondooffeso@fastwebnet.it

Ricordiamo ai lettori che non  abbonarsi è facile ma abbonarsi è essenziale. Qui

Un viaggio intorno a Napoli, quello di Schulze, scandito da un angelo per il presepe, da chili e chili di arance e da un meraviglioso polipo dell’Acquario di Napoli, ascoltate:

«Finalmente scendemmo nell’acquario, dove l’odore era ormai molto meno penetrante che al nostro arrivo; ci fermammo subito davanti alla prima vasca, nella quale un grande polipo se ne stava immobile sopra le pietre.
Non è un’invenzione a posteriori affermare che il suo atteggiamento ricordava quello di una persona seduta su una
chaise longue, anzi, in qualche modo mi ricordava il Goethe di Tischbein: la testa possente e il tronco — difficile distinguere l’una dall’altro — era appena reclinata verso sinistra, mentre tutti i tentacoli erano distesi verso destra. Era strano guardare le ventose, le conoscevo sotto forma di insalata di polpo o come frutti di mare. Anna chiese se il mollusco era vivo. Effettivamente somigliava piuttosto a un ammasso di alghe. Senza le spiegazioni della signora Groeben saremmo passati presto oltre. Ci spiegò che aveva tre cuori e inoltre il sangue blu. Era una creatura nobile, disse: considerando il rapporto tra massa cerebrale e peso complessivo, era infatti più sviluppata dell’uomo. “E per quanto riguarda l’eleganza,” aggiunse con un tremito agli angoli della bocca, “abbandonare l’acqua è stato senza dubbio un errore dell’evoluzione.” »

«Le estremità dei tentacoli cominciarono a muoversi: mi chiesi se quel lieve incresparsi provenisse dal polipo o fosse effetto nel della corrente. Poi però apparve evidente che i tentacoli erano attraversati da un moto ondulatorio che si faceva sempre più intenso, come un motore che sale lentamente di giri. Parevano tutti uguali nel modo che avevano di divincolarsi, ma il loro moto era tutt’altro che sincronico. Non era incredibile che i movimenti di quella massa potessero appartenere a una sola, unica creatura ed essere sottomessi a una sola, unica volontà? Alcune estremità si attorcigliavano, altre si srotolavano, le une si sollevavano, le altre si abbassavano, le une si slanciavano più forte, le altre meno. Quell’animazione composita eppure unitaria aveva un effetto addirittura ipnotico.»

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4 Commenti

  1. perà Platone intanto si è abbonato alle Murene e pure Antistene ci sta facendo un pensierino…effeffe

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