di Esther Grotti
Zoria
Sua Signoria
permette?
–
emersa
da rimasugli di memoria
sporca e regale come sempre
mi inviti urlando
gentilmente
di servirti un vassoio
di carta per i tuoi sogni possenti
da disegnare tutti d’un fiato
–
mi inerpico nei bar
e nelle panetterie
a cercare la tela da te preferita
con due scatolette per i gatti
che albergano il cemento
insieme a te
regalmente
gattescamente
–
anche oggi
non sono una mignotta
ma una serva bionda alla tua follia
quanto mi manca oggi
Zoria
la tua follia
che faceva di
Viareggio un’opera d’arte
più del liberty
più del carnevale
più della lecciona del mare
–
cammino oggi
nel freddo che taglia la memoria
Zoria ancora fossi
Zoria
ancora amica
mia
(Immagine: Peter Blake – Untitled, 1997)
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“vassoio di carta per i tuoi sogni possenti”, in colpo solo il significato ultimo (dei versi?).