FaQ (Frequently asked questions)

16 ottobre 2003
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Dopo approfonditi confronti avvenuti nell’ultimo anno, sia a livello regionale sia in un più ampio contesto nazionale, è nato in Lombardia un coordinamento indipendente, FaQ.

13 le compagnie teatrali fondatrici. Casualmente 13.

Siamo compagnie di produzione, non legate stabilmente alla gestione e/o alla programmazione di teatri e/o altri luoghi di rappresentazione, bensì impegnate nella creazione di eventi e spettacoli basati sull’innovazione dei linguaggi e delle poetiche teatrali. Da sempre, lavoriamo al di fuori delle logiche proprie di un’impresa teatrale commerciale, operando in ambito culturale in autonomia e con ampi margini di rischio.

Nel dicembre 2002, la Regione Lombardia ha invitato A.T.I.R. e Teatro Aperto, in prima rappresentanza delle stesse, a presenziare a un tavolo di discussione in cui sarebbero state elaborare proposte e suggerimenti in previsione di una nuova normativa regionale nel Settore Cultura e Spettacolo.

L’incontro al tavolo regionale con altre rappresentanze e il costante dialogo interno al coordinamento hanno prodotto come risultato un documento consegnato alla Regione che delinea contenuti e linee-guida relativi alle esigenze delle compagnie di ricerca e alle loro prospettive specifiche. Tale documento è la prima espressione del reale confronto e dell’azione comune in FaQ. In esso innanzitutto tracciamo una demarcazione, in relazione alla natura e ai parametri legislativi di valutazione, fra compagnie di produzione e altri soggetti (Teatri Stabili di Innovazione, Teatri Stabili Privati ecc.), che a oggi partecipano degli stessi articoli della Legge Regionale, sebbene abbiano caratteristiche e gestioni economiche non equiparabili alle nostre.
Non solo, constatiamo come siano rare, se non addirittura un’eccezione, le compagnie di ricerca sostenute dalla Regione Lombardia, malgrado il territorio lombardo sia uno dei più ricchi in Italia di fermento teatrale e malgrado molte compagnie abbiano pieno riconoscimento nel panorama nazionale.

Questo evidenzia la preoccupante lacuna che le istituzioni hanno spesso collaborato ad aggravare. Se da un lato infatti viviamo una sconfortante involuzione della politica culturale regionale che ha causato tagli del 30% alle risorse del settore, dall’altro le istituzioni hanno basato in questi anni la loro politica culturale su progetti e consuetudini storicamente inattaccabili senza considerare il sostegno alla proliferazione di un humus culturale vitale per il territorio e il ricambio generazionale.

Intendiamo rendere pubblica la nascita di FaQ e contestualmente annunciare il lavoro che ci prefiggiamo per i prossimi mesi. Nonché denunciare alcuni dati di preoccupante rilevanza di cui abbiamo avuto conferma in questo primo periodo di lavoro.
1) Dichiariamo l’indipendenza del nostro coordinamento, nato spontaneamente dalle 13 compagnie. L’intenzione comune è continuare a svolgere un lavoro autonomo, non etichettabile, non spendibile da altri.
In questo contesto, lavoriamo in prospettiva e al di là delle poetiche individuali.
Per conseguire e arrivare a garantire un livello di comune dignità professionale al nostro settore con scopi prevalenti di difesa degli interessi della categoria.
Per creare una rete di riferimenti organizzativi e legislativi che favorisca le compagnie che si affacceranno in futuro all’avventura produttiva.
Per mettere in moto un circolo virtuoso che favorisca realmente il ricambio generazionale e che sostenga concretamente i gruppi giovani usando i fondi per dar loro strumenti da utilizzare autonomamente piuttosto che relegarli, come è stato finora, in piccole e sporadiche rassegne basate su una visibilità comunque non garantita.

2) Denunciamo la mancanza di investimento sulle compagnie lombarde che andrebbero invece sostenute tramite teniture adeguate e un adeguato sforzo produttivo. Basta scorrere i cartelloni della stagione teatrale 2003/2004 a Milano per averne più che la percezione, la conferma.
Denunciamo, ancora, l’aberrante usanza ormai divenuta normalità di proporre ai “gruppi giovani” produzioni o coproduzioni di facciata che di fatto, è noto, si traducono in ospitalità a basso costo o a percentuale; o peggio di messa in agibilità al minimo garantito. Il che palesemente significa accumulo da parte degli enti organizzatori di giornate lavorative e borderò da spendere per la richiesta di fondi istituzionali.
Denunciamo, inoltre, l’inadempienza contrattuale di enti organizzatori che non rispettano termini di pagamento, che li dilazionano in anni nonostante le specifiche negoziazioni intervenute , che non danno risposte o si negano.

Per noi produzione è co-operare con istituzioni nate e finanziate per sostenere i giovani artisti; significa relazionarsi professionalmente, senza sentirsi menzionati come “giovani” in senso diminutivo; significa, neanche a dirlo, ricevere paghe dignitose e secondo gli accordi. Significa soprattutto poter investire e progettare con un respiro più ampio in un dialogo reale e concreto con il territorio.

Siamo a conoscenza delle esigue risorse finanziarie del nostro settore e degli obblighi legislativi a cui l’ultimo Decreto Ministeriale costringe i teatri, fortemente limitativi della libertà delle direzioni artistiche.
Nondimeno, è nostro dovere e diritto continuare a ritenere i Teatri Stabili di Innovazione i nostri interlocutori primi nella misura in cui riconosciamo loro, da statuto, il compito principale di porsi come punto di riferimento per l’ecosistema culturale monitorando i movimenti della propria regione e creando progetti tesi a vivificare le energie teatrali sul territorio tramite ospitalità, coproduzioni, collaborazioni, commissioni.

Il ruolo di Teatro Stabile di Innovazione comporta una forte responsabilità nei confronti degli artisti, che scongiuri al tempo stesso gli atteggiamenti antitetici di disinteresse e paternalismo divenuti consueti.
Atteggiamenti che purtroppo hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare il modus operandi dei Teatri Stabili di Innovazione lombardi che non sono stati all’altezza del loro ruolo e dei loro compiti in passato né sembra lo siano ora.

A fronte di questo delicatissimo momento abbiamo avviato una serie di tavoli di lavoro per analizzare la situazione teatrale lombarda sotto i profili legislativo, organizzativo, distributivo e territoriale con l’intento di:

1. confrontarci con le istituzioni e gli enti teatrali
2. allargare il confronto a ulteriori compagnie di produzione del territorio lombardo
3. connettere in maniera stabile e costruttiva le compagnie lombarde con coordinamenti analoghi operanti in altre regioni italiane
4. organizzare in tempi brevi un incontro regionale (e successivamente nazionale) per rendere pubblici e condividere i risultati della ricerca verso una mobilitazione concertata.

Con preghiera di diffusione .

Aia Taumastica
aida
Alma Rosé
Animanera
Associazione culturale Dionisi
A.T.I.R.
delleAli
Figure Capovolte
La Fionda Teatro
Macrò Maudit
Teatro Aperto
Teatro Inverso
Teatro Magro

Per contatti: FaQ.lombardia@libero.it

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