Letteratura e verità, 1: emozioni. Gli interventi.

1 novembre 2003
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I testi di Romolo Bugaro, Umberto Casadei, Roberto Ferrucci, Marco Franzoso, Giulio Mozzi e Massimiliano Nuzzolo che saranno letti durante l’incontro Letteratura e verità, 1: emozioni, che si svolgerà a Padova presso il Multisala Pio X (MPX) lunedì 3 novembre 2003, sono disponibili qui in formato Word. (Non li posto direttamente in Nazione Indiana perché sono più di venti pagine).

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13 Responses to Letteratura e verità, 1: emozioni. Gli interventi.

  1. M. il 2 novembre 2003 alle 09:19

    So che questo non è il posto più adatto per un commento su kamikaze d’occidente. Però, non è nemmeno vero il contrario. Quindi, ci provo e metto qualche considerazione impazzita. Meglio, dico cosa ho provato leggendolo tutto d’un fiato.
    La prima sensazione che ho avuto, è stata quella di essere scagliato a tutta velocità in un’auto senza avere nessun controllo della situazione. Una scena stile karma police di radiohead, con la macchina, però, portata a velocità supersonica. La scrittura di scarpa è talmente dinamica e cristallina da lasciare cadere tutte le difese: ti lasci trasportare. Non mi sono mai chiesto, ad esempio, vediamo come prosegue la storia. Mi sembrava già entusiasmante leggere giorno per giorno le avventure di scarpa da non sentire il bisogno di vedere come cresceva la storia. Nel frattempo, però, le pagine fluivano alla velocità massima, gli occhi inchiodati sulle pagine.
    Ad ogni trovata, ad ogni guizzo di genio, pensavo: tiziano sei incredibile. La vita letta su kamikaze d’occidente, prende forma fin dalle prime pagine, trabocca di energia. Le parole le puoi quasi toccare, se le scrive tiziano scarpa.
    Nel mentre, i fatti di covers, i fatti del mondo, il discorso cina, il discorso vita. Tutte cose che continuano a prenderti e ad aumentare l’effetto magnetico del Kamikaze. Un libro che mi sono messo a consigliare agli amici dopo le prime tre pagine.
    Di colpo, però, arrivi all’ultima pagina. Di colpo perchè non te n’eri mai accorto, o quasi, e il libro è finito. Finito. Dovresti essere soddisfatto, contento perchè tutto è filato liscio, ma hai un retrogusto che non ti convince. Senti la necessità di dire, ma cos’è successo? Mi sono perso qualcosa?
    Vorrei chiederlo a tiziano. Avrei voluto prendere il telefono, dire: tiziano, mi sono perso qualcosa? perchè non hai fatto esplodere qualcosa? Ci sono state delfagrazioni che mi sono perso? E’ tutta una deflagrazione?
    Ovviamente non ho chiamato tiziano e nemmeno gliel’ho detto di persona: non ci conosciamo.
    Ma questi pensieri rimangono, e da qualche parte dovevano pure confluire. E sono arrivati qui.
    Se qualcuno di N.I. o qualche lettore, ha voglia di scambiare qualche parere, io ci sono.
    Grazie, per tutto, di cuore.

  2. gabriella fuschini il 2 novembre 2003 alle 21:37

    Beh, non so se è il luogo adatto però siccome ho letto il libro provo a scambiare un parere con te. A me non è piaciuto molto, sono sincera. Allora: adoro Scarpa, ho amato Occhi sulla graticola, ho amato ancora di più Cosa voglio da te,amo i suoi pezzi su NI: insomma io amo Scarpa(scrittore ovviamente, visto che non lo conosco). Ebbene anche a me è successo di non riuscire a staccarmi da Kamikaze,ho fatto un weekend immersa totalmente nella lettura perchè lui è un vero affabulatore e sai cosa mi è piaciuto di più? Le schede! le ho rilette tutte, per me quello è il vero colpo da maestro e poi la fine…tutta quella velocità supersonica, tutta la dinamicità si esaurisce nell’ atto finale: la meditazione sulla merda, lui entra nelle sua stanza e medita sulla merda. E tu mi dirai: allora perchè non ti è piaciuto, dopo tutte questi entusiasmi? Perchè secondo me Scarpa è un grande scrittore, ma è più debole come narratore. Tutto qui, in ogni caso lo amo moltissimo e continuerò a comprare i suoi libri! So che può sembrare un commento un po’ delirante ma è profondamente sincero.
    Ciao

  3. valentina il 3 novembre 2003 alle 12:32

    L’ho letto tutto d’un fiato, un venerdì notte.
    L’ho trovato geniale.
    Struggente.
    E divertente.
    Bellissimo, insomma.
    Mi piace molto come Tiziano mischia e improvvisa le parole come non ti aspetti.
    Come sa fare solo lui.
    E’ un jazzista della lingua italiana.

    Mi sono piaciute le “schede”, una specie di storia nella storia.
    Mi ha divertito anche l’estrema sincerità e capacità critica ( 50 euro per una scopata con Scarpa mi sembrano giuste. Obiettivamente un buon prezzo. Io le spenderei!)
    Quella dello scrittore gigolò è credibile come trovata di fondo , metafora o verità che sia.
    Lui l’affronta in modo crudo, senza vezzi.

    Non m’importa poi cosa diranno i critici, se lo stroncheranno (come qualcuno ha già provato a fare, secondo me a torto) o se ci vedranno la crisi dei 40, la freddezza dei rapporti, lo scrivere come prostituirsi al mercato della cultura.

    Me ne frego. E’ un bellissimo libro.
    Una buona prova da narratore.
    Sono felice che l’abbia scritto.

    Trovo che sia un regalo generoso dedicato a chi ama leggere.

    Grazie Tiziano.

  4. M. il 3 novembre 2003 alle 13:53

    Sono d’accordo con gabriella fuschini quando dice che è scarpa un grande scrittore, ma forse vorresti di più come narratore. Per quello che mi riguarda potebbe essere, anzi, sarà così, un limite mio. Cerco in tiziano scarpa quello che lui non vuole dare ne a me ne agli altri. Può darsi che sia come chiedere a thom yorke di continuare a fare high and dry quando ti ha appena finito di suonare the national anthem. Un cosa così, ma per la scrittura.
    Rimane il fatto che K.O. l’ho divorato. E’ stato un corpo a corpo intenso e poderoso.
    Ma vorrei vedere se dietro a quello che ho capito io ci sono altre interpretazioni, altre chiavi di lettura per andare più a fondo, apprezzarlo di più. Per alcuni versi mi è rimasto un senso di gesto incompiuto.

  5. gabriella fuschini il 3 novembre 2003 alle 18:47

    Prova ad andare a leggere la recensione che ha fatto Genna su Kamikaze nel suo sito http://www.miserabili.com. E’ un commento in progress mentre leggeva il romanzo, ci sono un sacco di spunti. I pezzi si intitolano Scarpa Thon. E Genna è geniale nel dare chiavi di lettura.

  6. M. il 4 novembre 2003 alle 07:47

    Grazie, gabriella. Posso quasi dire di avere letto K.O. in progressione col genna. Genna ci sa fare, mi ha dato e mi da molti spunti. Le sue “recensioni” sono molto brillanti e gustosissime da leggere. Però, scarpa thon si conclude così: e ora?
    E’ lì che sono rimasto, insieme al genna. Con un’interrogativo aperto. Se hai altre segnalazioni da farmi, dimmi pure.

  7. gabriella fuschini il 4 novembre 2003 alle 11:22

    E ora si medita…siamo rimasti tutti lì, a quanto pare. Forse questo era l’intento del nostro amatissimo Scarpa ;-) per il momento non ho altre segnalazioni. E cmq ripensandoci non abbiamo sbagliato colonnino: il titolo è letteratura e verità,1:emozioni. E di emozioni Kamikaze ne fa circolare e ne suscita parecchie a giudicare dai nostri commenti.

  8. M. il 4 novembre 2003 alle 16:11

    Potrebbe essere che tiziano se la stia ridendo perchè sapeva che sarebbe finita così: tutti a impazzire sull’ottovolante che ha creato poi trovarsi di colpo in una fase di stasi meditativa.
    Forse finire un libro di trecento pagine con un inizio come quello è una cosa che ha sempre sognato. O magari è stato un colpo di testa dell’ultima ora.
    E’ vero, tiziano scarpa, di emozioni ne suscita un’infinità.

  9. Tiziano Scarpa il 9 novembre 2003 alle 12:34

    Grazie a tutti. Non vi rispondo: ma non per fare il modesto, bensì per non sciogliere alcun enigma. Come cantava Battiato, mi metto gli occhiali da sole “per avere più carisma e sintomatico mistero”… 8-)

  10. gabriella fuschini il 9 novembre 2003 alle 17:26

    Eh, se aggiungi il mistero allora ti toccherà alzare le tariffe delle prestazioni… ;-)

  11. M. il 10 novembre 2003 alle 12:07

    Grazie tiz, per tutto, e per la breve apparizione in occhiali da sole. A presto

  12. M. il 10 novembre 2003 alle 20:30

    Sotto il testo dell’intervento di tiziano scarpa sulla mostra di venezia non c’è lo spazio per i commenti. Forse non sono richiesti, chi lo sa.
    In ogni modo: leggere di tutte quelle opere d’arte mi fa l’effetto di quando leggo le città invisibili. C’è un senso di divertimento, ma anche di grande nostalgia. Un senso di malinconia incomprensibile.

  13. andrea barbieri il 10 novembre 2003 alle 21:40

    Secondo me, mentre Scarpa leggeva alla Biennale, qualcuno ha pensato: Cazzo non ci avevo pensato!



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