giuliomozzi

Una cattiva notizia spacciata per buona

di giuliomozzi

Nel supplemento del venerdì del quotidiano “La Repubblica” distribuito il 18 agosto c’è, alle pagine 86-89, un articolo di Emanuele Coen intitolato: «Nuovi talenti? Gli editori li pescano con la Rete». Nelle due pagine d’apertura, foto belle grandi di Roberto Saviano e di Valeria di Napoli alias Pulsatilla, e un po’ più piccole di Andrea Bajani e di Marco Rovelli; nella pagina a seguire, una foto di Julie Powers (blogger newyorchese che ha pubblicato un libro di un certo successo) e un banner – praticamente una piccola inserzione pubblicitaria – del blog di Beppe Grillo.… Leggi il resto »

Un discorso architettato peggio

di giuliomozzi

[a parte il titolo, credo che questo pezzo non c’entri niente con quello che ha pubblicato Gianni Biondillo qualche giorno fa. gm]

Io sono un uomo orientato. Se mi fermate in centro a Milano, di notte, con la pioggia, dopo una serata magari allegra, e mi domandate all’improvviso: “Dov’è il Sud?”, io di scatto alzo un braccio e dico: “Di là”.… Leggi il resto »

Amore

di giuliomozzi

Il bambino disse: «Voglio una pistola».

L’uomo disse: «Va bene». Guidava piano, cercando un parcheggio.

All’Upim il bambino guardò tutte le pistole. Ne scelse una a tamburo, di metallo nero e lucido, con l’impugnatura di legno. Prese anche una confezione di cartucce e una cintura da pistolero con la fondina.… Leggi il resto »

Puntare un’arma contro un leghista non è disdicevole

di giuliomozzi

Leggo in Nazione indiana un articolo di Christian Raimo intitolato: Ha vinto Berlusconi. Non è di questo articolo che intendo parlare. Nei commenti Andrea Barbieri racconta di aver visto un programma televisivo nel corso del quale G. Moncalvo (il conduttore, presumo) “ha maneggiato per alcuni minuti una pistola smontando il caricatore e fingendo di puntarla contro un ospite.… Leggi il resto »

Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l’animale da guardare)

di giuliomozzi

[Pubblico questo articolo contemporaneamente qui e in vibrisse. Lascio aperti i commenti qui, e li chiudo in vibrisse. gm]

A che cosa serve, si è domandato più d’uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all’articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all’articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell’acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a “Grazie, Di Canio”) già apparso nella discussione in vibrisse?… Leggi il resto »

Il massacro del figurante

di Dario Morelli I grandi eventi, si sa, uccidono quelli piccoli. Soprattutto se questi ultimi sono piccoli eventi scomodi. Mentre l'Italia trema ancora per le bombe di Al Qaeda a Londra, è il caso di raccontare la breve storia di un brutale assassinio avvenuto a Roma tre giorni fa. Nel ruolo del protagonista, l'assassinato, c'è un attore italiano celebre ma spacciato per comparsa. Nel ruolo dell'assassino, un ignoto mister X. I mass media come contorno. L'assassinato è Paolo Seganti. Il nome non dice niente, ma la faccia forse sì (cliccate qui e qui). Per l'ANSA Seganti è, anzi era, uno qualunque, un tipo "conosciuto nella sua zona per aver fatto alcune comparse al cinema ed in televisione", un "figurante che lavorava saltuariamente". Praticamente uno di quei poveracci che girano ogni giorno dalle parti di Cinecittà giusto per rimediare il cestino pranzo e qualche euro di mancia. Ubriaconi, che se vengono uccisi a bastonate e a coltellate una domenica come quella appena passata, non vale nemmeno la pena di parlarne. Questo è, anzi era Paolo Seganti. O forse no.

Quattro volte sì

di Massimiliano Parente

Io sì. Contro non soltanto la restaurazione letteraria dei dorrichi capocultura della cultura che non c’è, ma anche contro l’illuminismo negato dalla revanche clericale, ora con un papa ancora più consono e scattante (abituati alla stop motion deambulatoria di Karol sembra di avere un pontefice perennemente in avanti veloce), il quale ucciderà gli stessi esseri umani uccisi da Wojtyla in nome della morte, dell’Aids e del profilattico proibito (e da leggersi il suo ultimo bestseller filosofico, dove l’aborto è paragonato all’olocausto, né più né meno); e contro i trasformismi e i ferrarismi foglieschi degli “atei devoti” contro la destra e la sinistra metafisiche preoccupate dei diritti dell’embrione elevato a “persona” (non potendolo scegliere un bambino quando il bambino non è altro una cosa che, ingrandita cento volte, è grande quanto una capocchia di spillo, e potendolo invece abortire al terzo mese per ragioni proprie, e al quinto se la malattia è diagnosticata dall’amniocentesi, e quindi, in questo, o sono cretini o vogliono arrivare a vietare nuovamente l’aborto, e nel caso lo dicano); contro i neocon che parlano dell’America, e non sanno che negli Stati Uniti, per volontà di George W.… Leggi il resto »

Io e le macchine

di giuliomozzi

Bartolomeo Di Monaco, in un commento all’intervento di Antonio Moresco Cosa è successo nel frattempo?, scrive:

Allora si dovrebbe fare una sola cosa, che richiede coraggio, perseveranza e sacrificio, anche economico.
Moresco, Scarpa, Benedetti, Montanari, e altri che frequentano N.I, anche Mozzi, che già sta facendo cose egregie in Sironi, se la sentono di mettere fuori un po’ di soldi, sottraendoli allo stipendio del proprio lavoro (immagino che siano impiegati da qualche parte; non credo vivano col ricavato dei propri libri) e fondare una Casa editrice che realizzi il loro progetto?… Leggi il resto »

Naso impolitico

di giuliomozzi

Andrea Inglese, rivolgendosi a me e a Helena Janeczek nei commenti al mio intervento Preterizione (che è una reazione all’indiscutibile profezia di Antonio Moresco La restaurazione), scrive:

Helena e Giulio, è una domanda senza ironia e sincera che vi faccio; e non dovete per forza rispondermi subito, o qui; siete nell’editoria, siete in qualche modo quei personaggi “ibridi” di cui parlavo (di cui si parla); ovviamente non so se abbiate mai ammazzato dei capolavori; ma credete, voi, dal di dentro, eppur ancora marginali rispetto al funzionamento della macchina, ma certo molto meno marginali di me, ebbene… Credete che vi sia un nemico della letteratura radicale (della grande letteratura, come diavolo vogliamo chiamarla…)?… Leggi il resto »

Chi me le racconta queste cose?

di Livio Romano

Ha dannatamente e dolorosamente ragione Loredana Lipperini. Siamo in ritardo su altri paesi. Siamo in ritardo di almeno dieci anni. Se qualcuno è capace di perdonare una piccola autocitazione, io che conto nulla, dal profondo Sud dell’Italia, lontanissimo dagli establishment culturali ed editoriali, cinque anni fa, in una recensione pubblicata su Vibrisse di Giulio Mozzi, tessei le lodi della nuova narrativa britannica la quale era, ed è, capace di rappresentare il Secolo, come si dice, e insieme di raccontare le disgrazie private che il vento della precarizzazione lavorativa ha portato nelle vite d’ogni trenta-quarantenne occidentale.… Leggi il resto »

Un esercizio del diritto di critica

di Flavio Marcolini

I giudici della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso di Aldo Busi che si era sentito diffamato dalle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera del 27 novembre 1997 dall’allora direttore di Famiglia Cristiana don Leonardo Zega, il quale intervenendo su una puntata del Maurizio Costanzo Show aveva dichiarato: «Si decide di trasmettere un dibattito sulla pedofilia e si affida il commento ad Aldo Busi, cioè ad uno che della pedofilia è aperto sostenitore e predicatore».… Leggi il resto »

Fai mettere le foto

di Giuliana Sgrena

Dalla fine di gennaio ero qui per testimoniare la situazione di questo popolo che muore ogni giorno. Migliaia di persone sono in prigione, bambini, vecchi, le donne sono violentate e la gente muore ovunque per strada. Non ha più niente da mangiare, non ha più elettricità, non ha acqua.… Leggi il resto »