Quattro volte sì

28 aprile 2005
Pubblicato da

di Massimiliano Parente

papa_cattelan.jpgIo sì. Contro non soltanto la restaurazione letteraria dei dorrichi capocultura della cultura che non c’è, ma anche contro l’illuminismo negato dalla revanche clericale, ora con un papa ancora più consono e scattante (abituati alla stop motion deambulatoria di Karol sembra di avere un pontefice perennemente in avanti veloce), il quale ucciderà gli stessi esseri umani uccisi da Wojtyla in nome della morte, dell’Aids e del profilattico proibito (e da leggersi il suo ultimo bestseller filosofico, dove l’aborto è paragonato all’olocausto, né più né meno); e contro i trasformismi e i ferrarismi foglieschi degli “atei devoti” contro la destra e la sinistra metafisiche preoccupate dei diritti dell’embrione elevato a “persona” (non potendolo scegliere un bambino quando il bambino non è altro una cosa che, ingrandita cento volte, è grande quanto una capocchia di spillo, e potendolo invece abortire al terzo mese per ragioni proprie, e al quinto se la malattia è diagnosticata dall’amniocentesi, e quindi, in questo, o sono cretini o vogliono arrivare a vietare nuovamente l’aborto, e nel caso lo dicano); contro i neocon che parlano dell’America, e non sanno che negli Stati Uniti, per volontà di George W. Bush, la ricerca scientifica, che potrebbe portare un giorno a guarire persone in carne e ossa come Luca Coscioni e milioni di altre, è addirittura finanziata dallo Stato per gli embrioni soprannumerari, e libera per la libera ricerca cui è consentito produrli appositamente; e contro i trasvalutatori celentaneschi e i propagandisti teologici e antilluministi, quelli che parlano di “eugenetica nazista”, contro tutti questi legislatori preteschi che, fossero almeno cattolici, si preoccuperebbero, da “cristiani” (oh, i cristiani cattolici di Buttiglione, i quali fanno benissimo a definire l’omosessualità un peccato, malissimo a non dire che, per la Chiesa Cattolica, è peccato tanto quanto l’eterosessualità non “unitiva e procreativa”, come dice a chiare lettere anche il diritto canonico e se non quello anche le tavole veterotestamentarie per le quali “non uccidere” o “non fornicare” sempre di comandamenti e di peccati mortali si tratta) dei bambini che ogni giorno muoiono di fame con la stessa passione con cui si preoccupano degli aggregati cellulari congelando le loro piccole ossessioni e i loro cervelli mistici dentro un microscopio elettronico del platonismo più cialtrone, e amando più l’embrione dell’uomo malato o del bambino già nato, perché tanto non costa nulla; e contro le teologie di ogni genere, siano essere cattoliche o islamiche, doloriste o kamikaze, e contro chi lapida le adultere e chi clitoridectomizza le donne e contro i nuovi relativismi, di destra e di sinistra, immemori che la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è appunto universale, e quindi, ora, cominciando da chi piega l’idea di libertà e di ricerca scientifica alle fazioni del momento, dai neoguelfi che vieterebbero a Fleming di scoprire la penicillina se all’epoca avessero concepito una analoga metafisica sull’intangibilità della muffa; e dunque io sì, e sperando ci si ritrovi in tanti a dire no, il prossimo 12 giugno, dicendo quattro volte sì.

[Se avete qualcosa da dire o da ridire, dìtelo qui. gm]

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20 Responses to Quattro volte sì

  1. cristiano prakash dorigo il 28 aprile 2005 alle 15:49

    io chedisolito non voto, a parte alle amministrative locali – nelle ultime cacciari prendendo insulti dagli amici puri di sinistra che votano un giudice – , stavolta, andro’ a votare. ci andro’ perche’ mi sembra una giusta causa. stop.
    da venezia, cristiano prakash dorigo.

  2. liturgia rivoluzionaria il 28 aprile 2005 alle 17:19

    par di capire che anche il punto e il punto a capo sono reazionari, anzi, restauratori.

  3. Paolo Izzo il 28 aprile 2005 alle 17:41

    Ben detto, Massimiliano.
    Saluti,
    Paolo Izzo

  4. Stream il 28 aprile 2005 alle 18:43

    si, mancano i punti e i punto a capo, forse trattasi di flusso di coscienza, chissà che voleva dire, magari facciamo una correzione di bozze e poi ce lo rileggiamo, però magari domani, anzi no, dopodomani.

  5. nevio gambula il 28 aprile 2005 alle 20:57

    QUATTRO VOLTE SÌ. UN CORO SEDIZIOSO

    di Nevio Gàmbula

    (Una scena referendaria, spoglia, nel buio totale. Nascosto alla vista il nuovo papa ride compiaciuto. Sparse sul palco, senza ordine né simmetria, una ventina di donne nel trasporto dell’estasi. Nessuno più gode in vece loro. La dizione è senza regole: parola incarnata – ben prima di ogni croce. Ridono, le donne, soffrono, si divertono. Brusio e grido, afasia e parola significante. Un grottesco canto di folli. Come bene sapeva Shakespeare, il fool è un ritardato, ma dalla sua bocca escono verità)

    Dove siamo? Dove siamo? Dove siamo?
    Nei pressi di un luogo sgradevole, da nessuna parte.
    O proprio qui, in questo grande disastro, nella città di Roma.
    Feticismo, feticismo e venerazione di ciò che non è umano.
    Nella città di Roma, nella stagione barbara
    a glorificare il sacrificio del corpo …
    Tracce, tracce sulla sabbia, qui, dove nasce l’orrore.
    Ma sono le nostre tracce quelle che stiamo seguendo,
    le nostre tracce … Stiamo ripetendo
    il nostro sudario, ribadendo
    il nostro dolore
    Tracce
    in notte e ruina / notte e ruina / tracce
    nella melma
    nel fango nel pantano fuori e dentro l’ano
    in una grande lacuna nella laguna del cyberspazio
    nel mercato delle finte relazioni in questo strazio
    nella vacuità del significante padrone
    nella presenza ammaliante del prete coglione
    in una struttura in cui le nostre vagine
    sono rese ostaggio del regno santo
    nella melma NELLA MIA MENTE
    melma melma siamo noi la melma
    (la parola “melma” viene ripetuta di sottofondo, distorta dalla furia, spesso trasformandosi in “vulva”)
    Sul fiume di fogna, sui gorghi
    delle acque – luridi
    i nostri corpi
    i nostri corpi nella melma, la melma che copre e la corda
    annodata, stretta stretta la corda
    ai polsi,
    e perse, perse nell’aspro canto della terra tumultuosa, perse
    nella tenebra che paralizza la terra
    Inebetite, all’improvviso percepiamo
    ciò che non sarà
    ORRORE SUPREMO
    (voce di donna sola, parlando a nessuno)
    Ma tu devi stare attento sì
    sì sì sì sì QUATTRO VOLTE SÌ
    STRONZO SEI PATETICO VIENIMI DENTRO PRESTO
    La mia figa è una ghigliottina è una ghigliottina è una ghigliottina
    GLI AVVOLTOI COVANO NEL MIO SENO
    La mia figa La mia figa La mia figa
    Che cos’è la mia figa?
    È la tua rinascita. Vienimi dentro e risusciterai.
    Ah, la tua faccia, che cos’è la tua faccia?
    Un giornale pieno di menzogne, e uno sputo di sangue. I tuoi aguzzini si stanno cibando di ciò che resta di me e della mia storia. Sono senza scampo. Il mio dolore è un boato tremendo. Sono nell’abisso smisurato. Abyssum invocat abyssum.
    Abyssum invocat abyssum.
    Abyssum invocat abyssum.
    (tutte insieme, sempre la solita voce spiacevole)
    Ma sono le nostre tracce quelle che stiamo seguendo
    Le nostre tracce … Stiamo ripetendo
    il nostro sudario, ribadendo
    il nostro dolore
    (desiderio in pezzi)
    La carne delle donne
    La mia carne / La mia carne necessaria / Tremenda questa mia carne usata / Logora / Lacera / Oh come brucia la mia carne lacerata / La mia carne degradata / Ma è il mio entusiasmo, questa carne tartassata, è la mia invettiva / è il segno del tuo rimorso / Tu sei potente, vuoi dominare il mondo / m’hai lasciata sola con la mia carne e le sue voglie necessarie / Sì è proprio vero gli uomini sono tutti dei porci
    FEMME FATALE FEMME FETALE FEMME FECALE
    SÌ SÌ SÌ SÌ QUATTRO VOLTE SÌ PER LA MIA CARNE
    (senza interruzioni, voce collerica)
    In conflitto aspro e incerto in continua lotta dalle cose offuscata olocausto assassinio amministrazione criminale legge ordine burocrazia affollata giustizia sociale la soddisfazione delle istituzioni senza scelta senza possibilità di scelta senza godere di ciò che faccio la mia libertà non è la mia libertà conformità alla legge morale alla legge di dio alla legge vaticana alla legge è l’imperativo è l’inesistenza inevitabile è l’essere nulla patologico è la leggerezza sublime del catto-moralismo d’accattone è la meccanica del religioso è la logica dell’istituzione colonizzazione dei corpi femminili disincanto o per dirla in termini ontologici: siamo sospesi nella realtà brutale che ci vuole controllare
    (con voce storica)
    Nel fango vomito un figlio al minuto, mia creatura è il mondo
    dico queste parole perché il mio tempo è il deserto, io la madre
    io la scoria, io l’unica sacrificata, io l’unica parola, io mia cenere
    nel terribile silenzio, nell’osceno vociare, nell’immondo
    dir nulla
    CHE COSA SONO? CHE COSA SONO? CHE COSA SONO?
    Grido io che sono donna, questa donna a cui è affidato il dovere del racconto. Ma ogni mia parola è catrame nella bocca, le mie labbra sono sigillate, il mio è un delirio inadeguato / ad impostare un qualsiasi racconto / ché scarsa è la lingua per fare il vero / ché scarsa è la lingua / ché / La lingua, in fondo, non può che dire la lingua stessa / perché per chi parla la realtà accade e si manifesta nella lingua nella lingua nella lingua
    Non c’è racconto possibile, non c’è armonia
    Non c’è rappresentazione, che cos’è allora
    questo frastuono che mi ferisce?
    È fragore di lingua, è strana poesia
    è una sana eresia
    (le donne circondano il papa, senza toccarlo. In cupi accordi cantano alle sue orecchie un’invettiva, dalla Medea di Seneca)
    Io sono Medea Io sono Medea Io sono Medea
    Io v’invoco con la mia voce funesta, venite a me, dee vendicatrici dei delitti, o furie guizzanti come serpi, orrende con le vostre mani di sangue, date la morte alla nuova sposa di Giasone, al suocero, a tutta la famiglia regale, ma a me date qualcosa di peggio, che io possa augurarlo al mio sposo. Che viva, lui, e corra per città sconosciute, esule, provi di tutto e colmo di terrore, odiato e senza asilo. Rimpianga me come sposa e rimpianga la mia figa profumata: è questo il posto dove l’universo perde la sua aberrazione, perché è solo dentro la nostra figa che l’essere recupera la sua decenza …

  6. gina il 29 aprile 2005 alle 10:39

    4 volte si (ovviamente), ma occorre una riflessione pubblica ed etica di ben altro tono.
    Quanto alla situazione negli usa, le cose stanno così.

    1. (staminali.aduc.it/php_newsshow_0_4297.html) Anno IV Numero 85 del 15 Aprile 2005

    Usa. Le aziende interessate alle cellule staminali

    Alcune grandi imprese statunitensi stanno entrando con cautela nel terreno politicamente controverso delle cellule staminali, con l’obiettivo di studiare le staminali provenienti da embrioni umani nella prima fase dello sviluppo. Finora se ne erano tenute in disparte, scoraggiate dalle implicazioni morali e scientifiche che questo tipo di ricerca comporta. Ma se ora si stanno muovendo e’ perche’ prevale l’attrazione scientifica (e commerciale) che le spinge ad iniziare quanto meno un’attivita’ esplorativa. Tra le societa’ che hanno avviato dei programmi di ricerca, o ne hanno la ferma intenzione, ci sono Becton, Dickinson & Co., Invitrogen Corp., Johnson & Johnson, General Electric Co. e i settori di ricerca sperimentale del gigante elvetico Novartis Ag. Il loro interesse spazia dall’uso delle cellule per “testare” i medicinali fino alla produzione di farmaci finalizzati a nuovi trattamenti di trapianto.
    A partire dall’agosto 2001, il Governo di George W.Bush ha permesso di destinare fondi federali allo studio di cellule staminali embrionali, ma con molte restrizioni, cio’ che non impedisce esperimenti finanziati da privati, anche se la politica della Casa Bianca probabilmente ha avuto un effetto paralizzante. Finora, i pionieri della ricerca con le staminali in Usa sono stati i laboratori delle universita’ e poche aziende di biotecnologia, sia statunitensi sia di altri Paesi. Per le grandi societa’ quotate in Borsa non e’ facile decidere se entrare in questo campo minato o meno. Quelle che hanno deciso di tentare l’avventura s’ingegnano pero’ a mantenere un basso profilo, ad agire con molta discrezione. “Le case farmaceutiche temono il rischio”, dice Laurie Zoloth, professoressa di etica medica alla Northwestern University. “E le cellule staminali implicano un rischio morale, politico, scientifico”. Un sondaggio condotto da The Wall Street Journal tra le dodici maggiori case farmaceutiche e le principali aziende biotecnologiche e i produttori di strumenti sanitari statunitensi ha portato alla luce vari programmi di ricerca sulle staminali finora sconosciuti. Non esiste nessuna impresa importante statunitense che lavori direttamente con embrioni umani. In compenso, esse si rivolgono a piccole societa’ e alle universita’ per approvvigionarsi di cellule. Alcune hanno fornito i nomi dei fornitori di cellule, altre hanno risposto negativamente. Comunque, qualsiasi societa’ che voglia fare ricerca con cellule embrionali umane deve ottenere una licenza dalla universita’ del Wisconsin, dove queste cellule furono scoperte e brevettate nel 1998. Finora, sono state assegnate otto licenze, e solo Becton Dickinson ha confermato di averne ottenuta una. Insomma, le aziende affrontano il tema delle cellule staminali con molta cautela. Basti pensare che Novartis, la cui sede e’ a Basilea (Svizzera), ha creato un comitato etico perche’ supervisioni questo tipo di attivita’ negli Stati Uniti.

    2.Staminali: USA; senato Massachusetts approva legge

    NEW YORK – Il Senato dello stato americano del Massachusetts ha sfidato la minaccia di veto del suo governatore ed ha varato una legge per la ricerca sulle cellule staminali. La legge è stata approvata in prima lettura e mandata alla Camera dove potrebbe essere discussa la prossima settimana.

    Il governatore Mitt Romney ha minacciato di porre il vetro sulla misura che permetterebbe agli scienziati di creare embrioni clonati e estrarre cellule staminali a scopo di ricerca. La legge mette invece al bando solo ogni tipo di clonazione a scopo riproduttivo.

    SDA-ATS 27 aprile 2005

  7. gina il 29 aprile 2005 alle 10:52

    dimenticavo

    3. il progetto di legge http://staminali.aduc.it/php_newsshow_0_4327.html
    Anno IV Numero 86 del 29 Aprile 2005

    Usa. Al Senato un progetto di legge per la ricerca con le staminali embrionali e la clonazione terapeutica

    Un gruppo di senatori democratici e repubblicani ha presentato il 22 aprile un progetto di legge che proibisce e condanna la clonazione umana, ma che permette la ricerca scientifica. Secondo i senatori la misura aprira’ la porta a “promettenti” ricerche mediche che potranno un giorno contribuire alla cura di alcune malattie attualmente mortali e terribili.
    Promotori dell’iniziativa sono i repubblicani Orrin Hatch e Arlen Specter e i democratici Dianne Feinstein, Tom Harkin e Edward Kennedy.
    La legge permettera’ le ricerche con cellule staminali embrionali e la clonazione terapeutica, ma sotto la stretta sorveglianza del Governo federale. Chi realizzera’ progetti di clonazione umana riproduttiva rischiera’ 10 anni di carcere e una sanzione pecuniaria di almeno 1 milione di dollari, o l’equivalente a tre volte il guadagno ottenuto per la pratica illegale.
    La senatrice Feinstein, in un comunicato, ha spiegato che le ricerche con le cellule embrionali aprono un nuovo capitolo nella storia della medicina e offrono l’opportunita’ di sradicare malattie croniche devastanti, come il diabete, l’Alzheimer o il cancro. L’inazione del Governo federale “ha creato un vuoto” che i Governi dei 30 Stati e alcuni organismi privati, hanno cercato di coprire in maniera parziale. Il risultato, secondo la Feinstein, e’ un mosaico di leggi diseguali, pochi fondi per la ricerca e “la contaminazione delle linee delle cellule staminali”. Il riferimento e’ alle 22 linee di staminali embrionali create entro l’agosto 2001 -e percio’ autorizzate a ricevere finanziamenti federali-, che tuttavia sarebbero contaminate da fattori di crescita e cellule animali, “la qual cosa limita la loro utilita’”.
    La misura presentata “dara’ speranza ai milioni di persone che soffrono di malattie debilitanti o mortali, e garantira’ che le ricerche vengano fatte con rispetto dell’etica, della morale e delle leggi”.
    Altri Paesi industrializzati come l’Australia, il Regno Unito o il Canada, stanno prendendo la distanza dagli Usa nella ricerca con le staminali, lamentano i senatori. “Non c’e’ dubbio che questo Paese necessita’ di una politica efficace sull’uso delle cellule staminali”, sia per ottenere fondi federali sia per la messa in marcia di linee guida uniformi”, ha precisato la senatrice Feinstein.

  8. lorenzo galbiati il 29 aprile 2005 alle 12:23

    Rispondere al fanatismo religioso con un fanatismo libertario farà pure bene allo stomaco ma non alla testa. Criticare giustamente il papa perchè paragona l’aborto all’Olocausto (espressione peraltro infelice) e poi dare la colpa a lui se un africano muore di AIDS significa avere una mentalità speculare a quella che si critica: clericale contro anticlericale. Teologia contro teorizzazione dell’ateismo. Che palle. C’è bisogno di una sintesi che esca radicalmente al di fuori di questa dialettica obsoleta e miope. Si può votare sì senza essere contro tutto o quasi tutto. Quando sento invocare la libertà scientifica senza parlare di etica e di responsabilità dello scienziato io ho paura. E lo dico da scienziato e in nome di un’etica laica.

  9. lorenzo galbiati il 29 aprile 2005 alle 12:23

    Rispondere al fanatismo religioso con un fanatismo libertario farà pure bene allo stomaco ma non alla testa. Criticare giustamente il papa perchè paragona l’aborto all’Olocausto (espressione peraltro infelice) e poi dare la colpa a lui se un africano muore di AIDS significa avere una mentalità speculare a quella che si critica: clericale contro anticlericale. Teologia contro teorizzazione dell’ateismo. Che palle. C’è bisogno di una sintesi che esca radicalmente al di fuori di questa dialettica obsoleta e miope. Si può votare sì senza essere contro tutto o quasi tutto. Quando sento invocare la libertà scientifica senza parlare di etica e di responsabilità dello scienziato io ho paura. E lo dico da scienziato e in nome di un’etica laica.

  10. Majorana il 29 aprile 2005 alle 14:05

    Io sono d’accordo con Parente. Il tono è acceso ma appassionato. I disastri della politica cattolica in Africa sulla (non) prevenzione dell’Aids sono noti a tutti. Per ora la fuga dei cervelli verso la ricerca verso gli Usa è oggettivo e documentato persino dai più importanti scienziati. Quanto al dibattito pacato vedremo quanto spazio daranno alle tematiche referendarie sulla televisione pubblica. Per ora hanno legiferato loro.

  11. blogger del put il 29 aprile 2005 alle 16:40

    Quelli del domenicale mi stanno sul culo, mamma come mi stanno sul culo….questi libertari stipendiati da dell’utri..che nervi cazzarola!

  12. gina il 29 aprile 2005 alle 16:50

    Lorenz, neo(liberista), please, fanatismo (neo)liberista, i libertari facciamo che sono altro, così, per finta:). E al referendum 4 si. Perchè la legge sulla PMA così com’è è incostituzionale, discriminatoria, misogina, omofoba e oscurantista.

  13. fakefuck il 29 aprile 2005 alle 18:27

    Ma quelli del Domenicale non erano ipercattolici e creazionisti? Libertari loro? Ma è lo stesso Parente? Non vorrei far passare il Domenicale per libertario per uno che lo è, se è lo stesso.

  14. kristian il 29 aprile 2005 alle 19:15

    vedi che adesso parente si mette a far concorrenza a saviano e inchioda dell’utri alle teste di cavallo che riempiono le pareti della sala collusioni di arcore.

  15. LUCIANO JOLLY il 30 aprile 2005 alle 08:56

    ALLE ORE 16 DEL 14 MAGGIO P.V. SI TERRA’ A CUNEO (NELLE SCUOLE ELEMENTARI DEL QUARTIERE DI CERIALDO)UNA MOSTRA DI SCULTURA E POESIA INTITOLATA “SPLENDORI e ROTTAMI”. Gli autori sono Luigi Giordana (che compone le proprie opere con materiali di scarto) e Luciano Jolly (autore del SIGNORNO’ pubblicato da Einaudi nel 1973).
    Il tema è lo spreco delle risorse materiali, energetiche, psicologiche e spirituali connesse al modo di produzione esistente nella società di mercato. Tutti i lettori di Nazione Indiana sono invitati a partecipare, per avviare un dibattito sul ricupero e l’utilizzo dei beni, delle vite e delle risorse umane che attualmente sono sprecate.

    Grazie per la collaborazione, Luciano Jolly.

  16. Vespasiano il 30 aprile 2005 alle 14:05

    Ottimo il commento di Gina. Praticamente negli Usa è consentito ciò che Rifondazione, i pannelliani e qui Parente chiedono per l’Italia. Lei invece è d’accordo con Follini e Ratztinger. E anche col Domenicale di Dellutri! (Leggere per credere).

  17. gina il 30 aprile 2005 alle 17:09

    :)ottima analisi, vespa, e che scoop: ratzinger per il voto, e per 4 si! Solo tingiti, ti prego. almeno qualche ciocca:)

  18. Fabrizio Corselli il 2 maggio 2005 alle 14:05

    Ottimo, questo fa per voi date un’occhiata: http://kinglear.ilcannocchiale.it/

  19. Paolo Izzo il 4 maggio 2005 alle 11:08

    Ciao. Vi segnalo che ho intervistato Massimiliano Parente per Nuova Agenzia Radicale partendo da questo suo post e ovviamente citando/linkando Nazione Indiana. Saluti, Paolo Izzo

  20. Francesco Petri il 4 maggio 2005 alle 23:38

    quattro sì per la vita
    contro la cultura della morte



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