Il controllo di revisione per umanisti: una introduzione

Pubblico la presentazione che ho tenuto martedì scorso durante la Lettura Indiana al Circolo dei Lettori di Torino.

E’ l’inizio di un percorso di ricerca sull’uso di tecniche e metodi dello sviluppo software in ambito non informatico (letterario, editoriale, commerciale, giuridico…).

Presentazione: Il controllo di revisione per umanisti (html, occorre avere javascript abilitato)

Per approfondimenti leggi anche:
Revision Control su Wikipedia, in inglese;
Controllo Versione su Wikipedia, in italiano;
Oltre CVS e Bazaar VCS di Alessandro Bottoni;

jan reister

Sono responsabile del progetto web di Nazione Indiana. Mi interessa parlare di: privacy, anonimato, libertà di espressione e sicurezza; open source, software e reti; diritti civili e democrazia; editoria digitale ed ebook; alpinismo e montagna. Collaboro (o collaboravo) come volontario ai progetti: Tor. anonimato in rete come traduttore per l'italiano; Winston Smith scolleghiamo il Grande Fratello; OneSwarm privacy preserving p2p data sharing - come traduttore per l'italiano; alfabeta2- rivista di interento culturale per l'edizione web ed ebook. Per contatti, la mia chiave PGP. Qui sotto trovi gli articoli (miei e altrui) che ho pubblicato su Nazione Indiana. 

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  6 comments for “Il controllo di revisione per umanisti: una introduzione

  1. 13 aprile 2007 at 13:37

    Avevo scritto della possibilità di versioning in un articolo su poesia e computer, uscito una annetto qua su La Provincia (si trova qui, se funzionano i link).

  2. 13 aprile 2007 at 13:39

    Ok, stanco. “uscito un annetto fa su La Provincia”.

  3. jan
    13 aprile 2007 at 14:06

    Interessante il tuo articolo, semplice e chiaro.

  4. 13 aprile 2007 at 14:39

    Riguardo gli approcci da programmatori, secondo me un limite è la granularità a livello di riga. Se penso alla poesia, penso sia più interessante scendere fino alla parola; non tanto per la gestione in senso stretto, che di fatto non cambia, quanto per la documentazione delle varianti (volendo rendere la vita semplice ai filologi…)

  5. jan
    13 aprile 2007 at 20:54

    Io avevo visto una implementazione di GNU diff a livello di parola, cercherò di tirarla fuori. Magari è la stessa usata da mediawiki. Ma il mio problema ora è la riga, che in italiano è troppo lunga per un utile controllo di versione. Bisogna trovare un soft line break nel testo che si affianchi all’a capo. La poesia in questo senso è più facile perché usa di per se righe brevi.

  6. 14 aprile 2007 at 10:12

    Però nei formati tipo Word (classico) diventa un gran casino, poiché sono binari.
    Conviene probabilmente concentrarsi su XML, visto che c’è OpenDocument e anche l’ultima versione di Office va in quella direzione.

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