Un dio che sputa – Canzone in Si bemolle minore

5 dicembre 2007
Pubblicato da

di Marco Rovelli

E quando i cardini

non sorreggono più la storia, e l’io

è un altro, e il Tempo è Ora, spalancato

e osceno, aperto a liquidi e bave, immane –

ecco un incanto si produce:

Un dio che sputa

la sua risata

in faccia a chi s’illude

di avere in pugno il cosmo.

Un dio che sputa

la sua risata

in faccia a chi si chiude

in Sé, in un Dio, in un Mondo.

E’ un dio che sputa

la sua risata

in faccia a chi del tempo

fa ruggine nel tempio infame

dove il Soffio è Capitale,

e inonda il mondo

del suo seme di scambio funereo ed infecondo.

E’ la bellezza, Idiota – puro contorno, immenso gioco

Rivoluzione Permanente – nessuna orbita, ma fuoco.

E’ la bellezza, Idiota – forma, potenza, nobiltà.

Trasformazione Incandescente – d’incomposta eternità.

E’ un dio dal gesto distruttore,

dalla levità insaputa

di chi sputa

il suo sublime riso

nel viso del sepolcro vivo

che attende un giudizio

imbiancato e non vede

ciò che grida libertà

e per questo creperà con la terra nella bocca

– sotto a chi tocca…

Lieve, inafferrabile, giocoso dio che sputa

a chi non prende alla lettera il suo Soffio analfabeta.

Non vuole predicati,

né segni né mercati

né icone escrementizie

né prelati

E’ un dio che sputa… (ad lib.)

(O dio idiota,che non temi di frantumar certezze,

né di renderci saldi nella tua radice ignota,

rendici eterni, e vuoti,

o dio idiota.)

4 Responses to Un dio che sputa – Canzone in Si bemolle minore

  1. giambo il 5 dicembre 2007 alle 15:10

    esserci. sempre. fino al limite. e oltre.
    un abbraccio
    giambo

  2. luminamenti il 5 dicembre 2007 alle 16:59

    Il mondo è così diviso: in principio è la brezza,
    e poi vi sono le cose che con voce o con gesto alla brezza
    rispondono,
    e poi vi è anche la pietra crudele, che tronca il volo
    alla brezza,
    e sui cui nulla che alla brezza risponda può germinare.

    L’uomo che la brezza si elesse compagno
    invano contro di essa erigerà siepe o muro.
    Per lui il silenzio, come conghiglia, custodirà la sua voce,
    e, respinta, più violenta si leverà nel suo cuore,
    finché egli sorga e la segua.

    Margherita Guidacci

  3. Carla il 5 dicembre 2007 alle 17:44

    e avanti con lo spirito ribelle…
    Vamos!
    ;-)

  4. aurelio il 6 dicembre 2007 alle 13:09

    Bravo.



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