840266

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di Sergio Garufi

sergio garufi

Sono nato nel 1963 a Milano e vivo a Monza. Mi interesso principalmente di arte e letteratura. Pezzi miei sono usciti sulla rivista accademica Rassegna Iberistica, il quindicinale Stilos, il quotidiano Liberazione, il settimanale Il Domenicale e il mensile ilmaleppeggio. 

  28 comments for “840266

  1. Cappuccetto rosso
    14 febbraio 2008 at 16:03

    trattasi di: mano di donna
    si può avere qualche indizio ulteriore?

  2. Ike M.
    14 febbraio 2008 at 18:07

    orsù garufi, dia qualche ulteriore elemento a cappuccetto rotto, così può continuare a sognare di essere in un’eterna favola o a giocare a “la vita è tutta un quiz”

  3. patty
    14 febbraio 2008 at 18:11

    Telecom Italia, attenzione il numero selezionato è inesistente.
    “chiamami quando vuoi…ti aspetto” aveva detto abbassando le lunghe ciglia morte.

  4. Magda la rossa
    14 febbraio 2008 at 19:12

    tututututututututut!
    ;-)

  5. Alfredo
    14 febbraio 2008 at 19:14

    Orsù, me lo dia dunque!
    ;-))))

  6. Nina
    14 febbraio 2008 at 19:14

    ma che è?

  7. Gianni
    14 febbraio 2008 at 19:16

    Ha!
    ma allora la festa è qui…

  8. sergio garufi
    14 febbraio 2008 at 19:20

    840266 è ti amo col T9

  9. Luisella
    14 febbraio 2008 at 19:20

    Buon san Valentino! :-)

  10. sparz
    14 febbraio 2008 at 19:25

    grazie! Per il mio cell. è 841266.

  11. niky lismo
    14 febbraio 2008 at 19:54

    Che devo fare, Caterina, chiamarti? Ho già il telefono in mano, il tuo numero è simile a un codice cifrato: lo zero indica lo spazio vuoto, 84 sta per “ti”, 266 per “amo”… Magari ora risponderai. Magari sei disposta a perdonarmi. A sentire quello che ti dico sempre: ti amo, ti amo, Caterina, ti amo… Non ne puoi più. Mi farai picchiare da Eros, hai giurato, se non la finisco. Devo lasciarti in pace. Come potrei? E’ per te che l’avevo comprato, la commessa era tanto gentile, “Per che uso le serve? Le interessano anche le fotografie?”. Ma no, solo farti sapere che ti amo, mi interessa poter telefonare. A Caterina, le ho detto. Mi ha dato il resto con un mezzo sorriso. Le prime volte dicevi “Chi sei? Lasciami in pace”, poi hai preso a maltrattarmi. “Ti denuncio. Ti faccio acchiappare da Eros…”, io ripetevo quella che chiamavi lagna. Poi non hai più risposto. Allora sono venuto da te. Ho raccolto il coraggio, ti ho aspettato nell’androne per dirtelo. Te l’ho ripetuto in faccia, nelle orecchie, te l’ho urlato dentro la gola. Ora finalmente avrai capito. Se avessi preso quell’altro telefono ti avrei fatto una foto prima di andarmene, per guardarti ogni sera. Non importa che ti sbuca una cosa scura dalle labbra. Tu però non mi hai risposto nulla… Che devo fare, chiamarti ancora? Risponderai adesso che sono venuto a trovarti?

  12. jacopo galimberti
    15 febbraio 2008 at 01:23

    a voler scrivere ti amo con un cell francese mi viene fuori “8h con”, traduzione: “alle otto imbecille”.

  13. *
    15 febbraio 2008 at 07:42

    storie… in prima battuta non viene affatto

    TI AMO

    bensì

    VI AMO

    che è o espressione delicata d’amor cortese dolcemente stilnovistica,
    oppure quella plurale propensione a molto amare, a molti amare, oltre che qualitativamente, quantitativamente.

  14. 15 febbraio 2008 at 08:03

    “840266 è ti amo col T9”.
    questa per me è una proposizione perfettamente incomprensibile.

  15. *
    15 febbraio 2008 at 09:15

    nel senso che non dici mai ti amo, o che di solito lo incidi sugli alberi in un cuore trafitto da freccia, oppure lo scrivi sulla sabbia e il vento se lo porta via?

  16. pietro
    15 febbraio 2008 at 11:27

    spreco di virgolette. l'”autore” del “post” (di molti suoi “post”): un bricoleur, non uno scrittore. è come il V canale della filodiffusione: ci sono guerre, morti sul lavoro, attentati, stravolgimenti climatici, l’indipendenza kosovara, precarietà, flussi di recrudescenza clericale, antisemitismi e razzismi quotidiani, berlusconi che sta per tornare, wonder veltroni e la sinistra arcobaleno, ma la musica scorre, scorre, scorre. sentimentale e sublime. l’iperuranio delle lettere. un caso da studiare.

  17. massey
    15 febbraio 2008 at 14:02

    tinovismo aziendale, bristowismo, tash
    a me viene da piangere

  18. Alma
    15 febbraio 2008 at 15:23

    ho provato…non prende!
    :-)

  19. 15 febbraio 2008 at 15:38

    ma che czz è il T9?

  20. Cappuccetta
    15 febbraio 2008 at 16:38

    niente di importante Tash!
    hihihihi
    :-)

  21. rossa
    15 febbraio 2008 at 18:03

    …è qui l’ossigeno!

  22. fem
    15 febbraio 2008 at 22:11

    Text on 9 keys

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    Il T9 (acronimo di “text on 9 (keys)”) è un software, inventato da Tegic Communication ed utilizzato principalmente su telefoni cellulari, PDA e touch screen, che consente una composizione guidata nella digitazione di stringhe alfanumeriche.
    […]
    Tale sistema (disponibile, a settembre 2005, nella versione 7.3) viene principalmente utilizzato per la composizione degli SMS, ma può essere utilizzato anche per la digitazione di note, nomi in rubrica ed altri tipi di testi.

    ciao tash

    ditelo con i fiori e/o ditelo con i numeri
    (a me ‘sto post piace!)

  23. 16 febbraio 2008 at 13:08

    concordo con Fem! :-)

  24. 16 febbraio 2008 at 14:13

    grazie fem.
    non sapevo che il programma che mi permette di inviare sms si chiamasse t9.
    il collettivo sdilinquimento sanvalentinesco mi fa un po’ senso.

  25. 16 febbraio 2008 at 17:03

    neanch’io lo sapevo, non avendo il telefonino, ma google mi ha portata subito su wikipedia…

    il sV è sempre meglio del Natale ;-)

  26. 16 febbraio 2008 at 20:23

    @femagni
    non sono d’accordo.
    il natale ha un senso cosmico e profondo, legato all’atto del rinchiudersi invernale, è la festa dell’internità, delle opposizioni fondamentali: dentro/fuori, caldo/freddo, asciutto/bagnato, eccetera.
    san valentino è recente cazzata americanoide sul modello halloween.
    anfatti piasce ai ggiovani.
    non che il natale non sia anch’esso ampiamente americanizzato.

  27. fem
    16 febbraio 2008 at 21:05

    almeno a sV non devi cenare coi parenti…

    io festeggio sV perchè è la vigilia del compleanno di Galileo: a ognuno il suo!

  28. 16 febbraio 2008 at 21:30

    a me piasce il Natale…

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