12 comments for “le costanti universali

  1. 12 marzo 2009 at 09:45

    Viva Zapatero!…Ah, poter ascoltare discorsi simili nel nostro Senato…

  2. marco v
    12 marzo 2009 at 18:10

    il discorso del ministro è così chiaro, lucido, sicuro, orgoglioso, fermo, intelligente, argomentato, rispettoso del ruolo e delle parti… impossibile.
    è necessaria uno shock storico, culturale, economico in Italia per immaginare una politica di sinistra così fatta.
    Ma in fondo, lo stesso ministro – con grande correttezza – lo ricorda: loro sono il Paese della dittatura fino agli anni Ottanta, delle fortissime discriminazioni. Quindi, lo slancio dei socialisti al governo è come venisse da un senso di riparazione.
    Ecco. Riparazione.
    In Italia forse non abbiamo ancora toccato il fondo tanto da doverci poi guardare negli occhi e dire «ripartiamo».

  3. 12 marzo 2009 at 19:25

    Mi sto lentamente convincendo che i veri ostacoli non sono a destra. Quelli di destra sono ostacoli ovvii, scontati. L’omofobia più pericolosa è quella di compagni ed ex compagni, è quella dei “tolleranti”.

  4. Soldato blu
    12 marzo 2009 at 20:38

    “Questa me la sposo!”

    *

    Il vero ostacolo, in Italia, è nella rispettosa vaticanofilia di ogni politico di “sinistra”, che pensa di poter raggiungere i suoi obiettivi attraverso un accumulo quantitivo dei consensi, senza nemmeno permettersi di pensare di poter scalzare i potenziali consezienti dalla loro beota condivisione di posizioni reazionarie, così tanto comuni nella maggioritaria palude popolare.

    Se “sinistra” nella storia ha voluto dire mobilitare la ragione dei più per costruire un progetto politico che andasse oltre – e quindi contro – i sentimenti e le convizioni tradizionali, in quanto ostacoli attivi di questo processo – bisogna prendere atto che in Italia non esiste più alcuna “sinistra”.

    In Spagna fortunatamente sì.

  5. Soldato blu
    12 marzo 2009 at 20:43

    due refusi:

    consenzienti

    convinzioni

  6. nadia agustoni
    12 marzo 2009 at 21:37

    Viva la Spagna!

  7. véronique vergé
    13 marzo 2009 at 11:32

    Come Nadia,

    Viva la Spagna!

  8. 13 marzo 2009 at 12:29

    Quando sarà morto Berlusconi si farà come con papa Formoso nell’ alto medioevo. (Metaforicamente parlando), lo si riesumerà dal sarcofago di Arcore,dove sarà giaciuto in spregio al divieto napoleaonico di seppellire in morti al di fuori dei perimetri cimiteriali (sarcofago costruito in difformità edilizia, si capisce) lo si imbelletterà di tutto punto e lo si condurrà in tribunale. Ivi sarà processato e condannato. Poi sarà concesso alla furia della “ggente”, che lo trascinerà per le strade di Milano e , fattolo a pezzi (metaforicamente parlando), lo getterà nei Navigli. Come fecero i Romani con papa Formoso nel Tevere.
    E sapete chi saranno i più feroci? Proprio quelli che ora lo osannano e lo adorano. Eh sì, è ancora l’Italiaccia dei “machiavelli” (inteso come sostantivo aggettivato) quella che trionfa , anche nello squallido balletto intorno ai temi “etici”… e la gerarchia ecclesiastica, dopo aver “ufficialmente” riabilitato Galilei trecento e passa anni dopo, può permettersi di “negarlo” nella sostanza del suo agire (vedi anatemi contro la ricerca sulle staminali e caso Englaro) nel silenzio codino e ipocrita dei neofurbi del pd. Il discorso della ministra spagnola viene proprio da un altro mondo!
    Ah, serva Italia, cui del parlar m’è indarno! !Que viva Espana!

    PS. Veronì, nun v’o’ putìte purtà n’ata vota ad Avignone a ‘sto pastore tedesco?

  9. alessandro ghignoli
    16 marzo 2009 at 14:19

    cari tutti,
    l’inizio zapateriano ci aveva fatto sperare un po’, come negarlo, queste leggi e altre (poche) in cerca di una uguaglianza… vendute in maniera sapiente all’estero; ma poi il nostro si è ritorto su posizioni neocapitaliste (potrebbe fare diversamente?), su posizioni settarie, sul mantenimento del potere (potrebbe farne a meno?), sull’incapacità di affrontare qualsiasi problema con argomentazioni… potrei fare una lista di questi anni di potere socialista obrero español e vi assicuro che forse “viva Zapatero” non verrebbe così naturale scriverlo.
    ogni minuto nella soleggiata España ci sono 4 disoccupati, e allora il nostro cosa decide…? che se io disoccupato faccio un corso per imparare a scrivere con l’olivetti, non sono più disoccupato! così li conta, il nostro. e così siamo sui 4 milioni…
    non mi dilungo (anche per mancanza di tempo) ma le televisioni: tve -2canali- tipo rai italiana, e altre a carattere nazionali sono prozapatero in modo quasi sfacciato (la cuatro, la sexta…), allora è così diverso da altri modi di ‘stare’ nel potere?
    il problema è che il berlusc ha vinto in italia, ma anche fuori.
    (la sinistra se non impara a leggere cosa è successo nell’89, mi sa che non c’è né in italia né altrove)
    un abrazo

  10. 17 marzo 2009 at 14:56

    Mah. Tra Zapatero e Berlusconi ci sono differenze abissali. Noi conosciamo poco la Spagna, ma tu non riconosci più l’Italia di oggi…

  11. 17 marzo 2009 at 21:08

    Commovente! Quante energie sprecate, e quanto inutile tempo di disuguaglianza e disparità di diritti stiamo vivendo in questo nostro paese…

  12. alessandro ghignoli
    18 marzo 2009 at 13:04

    caro Franz,
    la mia riflessione sulla Spagna non significa non conoscere l’Italia o (peggio ancora) giustificarla.

    un abbraccio

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