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Se me li sono persi: “Le sillabe della Sibilla”

di Eugenio Lucrezi

TOTI SCIALOJA, Le sillabe della Sibilla, Scheiwiller, Milano, 1988. «Sì, ritengo di essere un pittore che scrive poesie, e non il contrario. Un pittore, perché il mio impegno quasi “sgradevole” nella ricerca della pittura, le lotte che sostengo e che ho sostenuto sono le lotte della mia esistenza. La poesia mi è sempre apparsa come un gioco, anche se è un gioco che può investire dei sentimenti tragici, ma per me resta un gioco».

I mondi di Guido Mazzoni

di Franco Buffoni

Era il 1991, l’avventura dei Quaderni di Poesia Italiana Contemporanea era all’inizio: stava per uscire il secondo volume, quando ricevetti da Pisa un estratto della rivista Paragone contenente alcune poesie molto accattivanti – scelte da Cesare Garboli – di uno studente non ancora ventiquattrenne, Guido Mazzoni.… Leggi il resto »

Nella stanza separata

di Emanuele Trevi

«Quello che eterneggia mi è poco congeniale. Più volentieri entro nell’ordine di idee che niente è più sacro di ciò che non è stato ancora redento dallo stile, non ancora raggiunto dall’intelligenza». Con questa bellissima dichiarazione d’intenti, tutta imperniata sull’ambiguità di quel «sacro» che non basterà una vita intera a sciogliere, Cesare Garboli chiudeva l’Avvertenza premessa alla sua prima raccolta di saggi, La stanza separata, uscita per Mondadori nel 1969.… Leggi il resto »

Una distanza (quasi) incolmabile

di Giorgio Ficara

Ho appena riletto il bellissimo La stanza separata di Garboli, che Alfonso Berardinelli pubblica nella sua collana “Prosa e Poesia” di Scheiwiller. Composto di capitoli divaganti, peregrini (per esempio l’empatico Soldati e Maigret accanto a una stizzita stroncatura di Pasolini dantista), questo saggio del 1969 ci restituisce il puro piacere della lettura d’eccezione insieme a un atteggiamento critico addirittura normativo che Garboli, nonostante il suo fluttuante dandismo, non ha mai tradito.… Leggi il resto »

Con i fantasmi della letteratura

forum su Cesare Garboli di Piero Sorrentino

Quante sono le anime, quanti gli stili che ancora respirano nei libri di Cesare Garboli? Di nove volumi pubblicati in vita, una manciata di raccolte postume e dello sterminato lavoro critico sparso sulle pagine dei giornali o emesso a voce – nella foga di una oralità che chi lo conosceva bene gli attribuiva con sempre maggior frequenza, soprattutto negli ultimi anni – quello che resta a poco più di un anno dalla morte proviamo a indagarlo con l’aiuto di critici e scrittori che dei libri di Garboli e della sua figura si sono nutriti: Filippo La Porta, Giuseppe Montesano e Emanuele Trevi.… Leggi il resto »