domenico pinto

Domenico Pinto (1976). È traduttore. Collabora alle pagine di «Alias» e «L'Indice». Si occupa di letteratura tedesca contemporanea. Cura questa collana.

Spitfire

di Andrea Cortellessa

Gregory Crewdson (b.1962), Untitled (beckoning bus driver), 2001–2002.

«Non è un romanzo storico, ma la vicenda di un uomo che si guasta». Così definiva un anno fa, Francesco Pecoraro, il libro cui da molto ormai attendeva – il suo primo romanzo – sino ad aver fatto, di quel manufatto riottoso e debordante, una vera e propria malattia.… Leggi il resto »

Creature di cenere

di Bianca Madeccia

Gerhard Richter – Red-Blue-Yellow (1972)

Studiava silenziosamente le fondamenta del creato, intima, fonda come un sentimento del quale si ha pudore. Un edificio quando ben costruito può sostenere, in condizioni normali, pesi immani, tensioni fortissime. Ci sono tuttavia delle piccole falle, dei varchi qua e là, attraverso i quali lei poteva passare e infilarsi nelle oscillazioni interiori di tutto quanto vive.… Leggi il resto »

Del sentimento

Ron Mueck – ‘Ron Birth’.

di Livio Borriello

uno spettro si aggira fra i libri: il sentimento

qual è il pericolo che incombe sul mondo secondo una certa categoria di letterati? pare che sia il sentimento. non cito toto cutugno, ma l’inumano nietzsche: i pensieri sono le ombre dei sentimenti: sempre più oscuri, più vani, più semplici di questi.… Leggi il resto »

Nota su Geologia di un padre

di Livio Borriello

Tristan und Isolde. Fonte: Wikipedia.

Ci sono libri che non sono solo libri, ma cose della vita che attraversano lo stadio di libro , per diventare poi nel lettore di nuovo cose della vita. Sono libri spesso lungamente sedimentati, che si sono depositati da sé sulla pagina, che hanno imposto le proprie leggi e la propria fisionomia espressiva allo scrittore quasi riluttante, e che proprio perciò, trascendendo l’intenzione letteraria, diventano parola nel senso più pieno.… Leggi il resto »

Il coltello di Lichtenberg

di Domenico Pinto

«Volevano i fatti. I fatti! Esigevano fatti da lui, come se i fatti potessero spiegare alcunché», osserva il narratore nel capolavoro di Conrad, quando Jim sta alla sbarra per aver abbandonato il piroscafo dov’era primo ufficiale. Il più ancipite eroe della modernità soggiace al giudizio della Storia, lui che ha lasciato una nave che in verità non affonda… Leggi il resto »

Mandala

di Ottavio Fatica

 

La notte è viola. Ai fuochi dei pastori

sul crostone arroccato

di madrepora un bue

un asino, una vergine, un giuseppe

intorno pochi sbaffi di bambagia

mentre lo specchio d’acqua di stagnola

riflette una cometa

che converge sopra la grotta

dove in una greppia tutti aspettano

la Novità.… Leggi il resto »

Heinz Czechowski – Vita e poetica

di Paola Del Zoppo

Heinz Czechowski nasce a Dresda il 7 febbraio del 1935, figlio di un impiegato del fisco di origine polacca. Il contrasto avvertito tra il senso di pace e pienezza dell’infanzia e gli eventi traumatici legati alla guerra, al bombardamento di Dresda del 1945 e al dopoguerra segnano per sempre la sua vita e la sua poesia.… Leggi il resto »

Dell’inutilità di Kafka

di Michele Sisto

Kafka non serve, non aiuta. È questa la sentenza pronunciata dal filosofo Günther Anders a conclusione del suo saggio-processo del 1951, Kafka: pro e contro. A noi, che oggi riconosciamo l’opera di Kafka come uno dei culmini della letteratura universale, il verdetto di Anders appare spropositato, sconcertante; ma quando fu pronunciato non appariva tale, era anzi condiviso da molti, e non solo nell’ambito della critica di ispirazione marxista.… Leggi il resto »

D’Arrigo, magari nella BUR?

Amici di Rizzoli, ristampate D’Arrigo? Potreste inserirlo nella BUR, collana “Scrittori contemporanei” (se vi avete pubblicato L’arcobaleno della gravità, si può fare anche questo!).

La smorfia di Gwynplaine

Antonio Gramsci

Ogni volta che la politica manda a effetto una operazione contro la classe operaia, i primi a gioirne o, “meglio”, i primi a dare manifestazioni esteriori della loro contentezza non sono i “pezzi grossi”, commissari di polizia od ufficiali delle regie guardie o dei carabinieri, ma sono i più umili agenti, i più modesti carabinieri, l’ultima delle guardie regie. Sono cioè gli agenti del governo usciti dalle file del proletariato più arretrato, costretti a questo passo dalla miseria o dalla speranza di trovare, abbandonando il campo o l’officina, una vita migliore, dalla persuasione di divenire qualche cosa di più di un povero contadino relegato in un paesetto sperduto fra i monti, di un manovale abbruttito dal quotidiano lavoro d’officina.

La pioggia

di Massimo Bonifazio

tutto questo per dire: non funziona, non riesce, non
è questo che intendevo. (la pioggia non aiuta; la pioggia
è un dato di fatto che si interseca con curiose
disposizioni d’animo, di ordine genetico? la pioggia
è il resto, e infatti c’è chi si avvicina a una finestra,
guarda il cielo. l’ultima volta a me è capitato
nella famosa città del sud, con l’elefante, e ho pensato
che cielo è, questo cielo che nell’altro
posto non è lo stesso cielo, stillicidio è l’unica parola

De mortuis nihil nisi bene

di Franco Arminio

Una buona politica comincia da una buona lingua, una lingua semplice, dolce, incantata. Non si sente questa lingua nella politica italiana. Si sentono frasi opache, generiche, senza carne, le frasi di una politica tesa a conservare un potere che non ha o a prendere un potere che non c’è.… Leggi il resto »

Contadini del sacro

di Franco Arminio

Non hanno detto o non ho sentito neppure un nome dei morti, conta solo il numero. E tutte le parole che dicono alla fine tengono lontano il dolore, il dolore del padre che aveva rimproverato il figlio perché non studia o perché si ritira tardi, il dolore di vedere un corpo tumefatto, dentro la tasca il telefonino intatto, la camicia bianca piena di polvere, il pantalone grigio con una macchia di sangue che pare un bicchiere, il dolore del funerale, il corpo dentro il legno, basta un corpo, uno solo che non parla più, mentre un diluvio di parole cade da ogni parte. Dopo il terremoto ci vuole un poco di silenzio o, se si vuole parlare, allora bisogna parlare dei morti.

Il saluto di Mesagne

di Domenico Pinto

Un desiderio di chiarezza, come dire di pace, imperturbabile e dirimente, sarebbe il sogno di qualunque osservatore. Non si hanno invece che frammenti, una sequenza di fotogrammi, nulla che ancora custodisca un senso fuorché la corrente di emozioni che continua a attraversare la città di Mesagne.… Leggi il resto »