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Sei poesie

 

di Gilda Policastro

Da Non come vita, Nino Aragno/I domani, 2013.

 Autunno

Nemmeno per l’inverno restavi E le lapidi invetriate nel deposito deluttuoso della memoria Come un film, risusciti in fermo immagine gialla al fotoshop riproducibile di Santi Alessia compagna Vent’anni e bionda, e tu solo gialla per i prodigi multipli dell’erbitux Non durerà, godetevi la forza dei gravi duttili Il peso dell’unheilbar Krebs non ci sta nella foto che parla Di gialle foto in cerca su bianchi lenzuoli obitori in feste di fiori come a macabri party Dimettiamoci, se possiamo visitare le intercessioni di vita nella cura della morte Mi cerchi compagna mi trovi nemica nel gelo che dilava gli occhi a mai più guardare Chissà se ci arriva a Natale, di malattia incurabile si muore (forse il cuore, sì, è stato il cuore che non ha retto) ma solo dopo, dopo l’estate - Estate Bambina ti levavo dai seni gli occhi Nella riproduzione delle macchie a seguire l’impietà di guardare le masse colliquate intatte dall’erbitux Inerti nel dolore inconvertibile ti poso addosso le dita per la misurazione delle masse (coi tronchi meno grossi si fanno i coperchi delle casse) Filamenti d’ovatta mentre ti lavo i capelli e ben bene sotto le braccia (le masse denutrite non proliferano in meno di sei /dodici mesi nel quaranta per cento dei casi) Godere in analettico conforto anche di cose qui per noi indifferentissime (sfilaccia, l’acqua, l’ovatta, prendimi per favore dell’altra acqua) E poi mai più, che lavorare stanca le masse e il contenimento è il vero successo, in oncologia Questa non sei tu: - Non il bene vecchio ma il cattivo nuovo, una massima di B.,… Leggi il resto »

Dieci per Elio Pagliarani

[In occasione del primo anniversario della morte di Elio Pagliarni è appena uscito per la collana I domani di Nino Aragno un volume celebrativo a cura di Andrea Cortellessa, con contributi poetici, saggistici e testimoniali portati da autori e critici che ne hanno conosciuto, studiato e amato la poesiaLeggi il resto »

Tre poesie

di Gian Maria Annovi

Da Italics, Aragno/I domani, 2013. LA GLORIOLA La gloriola... O povero fanciullo! Giovanni Pascoli la neonata dentro il cassetto forse dimenticata nella credenza o dietro la pila dei giornali di ieri ha certamente fame (morirà, probabilmente) tu invece sopravvivi al cadere dei tronchi di pino nella legnaia alla lezione su Dante nel fienile: la gloria della lingua (pare) non piange per farsi nutrire ma se la gloria è gloria (dunque) sappia dire la gloria delle cose ad esempio il nome per dire l’ossatura delle piante: legnanza o legnagione o legnosura oppure semplicemente un segno inciso sulla corteccia del cervello illeggibile se non ti spaccano la testa coi manganelli sappia dire le cose nuove ad esempio il nome dei suoi nuovi cittadini il nome del paese che ha confini di corpi affogati e vulcani: (questo paese ha un nome impronunciabile) lingua che cede e cade dalle gengive che dica l’assoluto tremore di questa donna: sulla barca che sbanda di notte col neonato schiacciato tra le cosce che non respira… Leggi il resto »