Allam e l’attentato al Prof. Branca

13 dicembre 2008
Pubblicato da

di Sherif El Sebaie, Salamelik

Ferdinando Imposimato, Giudice Istruttore nel Processo Moro e nell’attentato a Giovanni Paolo II, aveva definito Magdi Allam come un personaggio “che alimenta l’odio e il conflitto tra Cristiani e Musulmani”. All’epoca Allam era musulmano, Esperto Di Cose Islamiche e Vicedirettore Onorario Del Corriere Della Sera. Qualche mese dopo, il nostro si converte al cristianesimo con una specie di show allestito in Vaticano durante la vigilia pasquale, lascia il Corriere e da esperto di cose islamiche diventa esperto di cose turche: fonda un sedicente partito dei “Protagonisti per l’Europa Cristiana”, annunciando urbi et orbi la sua personale crociata contro l’Islam, definito “religione ispirata non da Dio ma dal demonio”, manco fossimo ai tempi di Pietro l’Eremita. In tempi non sospetti (il 16 aprile 2007 per l’esattezza e cioè prima della conversione e dell’esilarante partito), riportai le parole del Giudice Imposimato sul mio blog e scrissi che il suo era “un parere più che autorevole reso ancora più preoccupante da alcune strane coincidenze: l’ultima predica di fuoco di Allam, pubblicata sul Corriere, puntava il dito contro l’Islamic Relief, un’associazione caritatevole islamica riconosciuta da molte istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e l’UE. Pochi giorni dopo una sigla terrorista finora sconosciuta – il cosiddetto “Fronte cristiano combattente” – ha appiccato il fuoco con delle molotov alla sede dell’associazione e ha condannato a morte – a nome di un sedicente “tribunale cristiano” – Paolo Gonzaga, direttore di Relief Italia”.

Ancora una volta il mio blog si conferma Oracolo e il sottoscritto valuta di intraprendere la carriera di Cartomante e venditore di numeri di Lotto. L’11 aprile 2008, è cioè quasi un anno dopo, viene arrestato Roberto Sandalo, ex esponente pentito di Prima Linea accusato di ben tre omicidi negli anni 70, nell’ambito dell’inchiesta dei Pm Armando Spataro e Maurizio Romanelli sugli attentati alle moschee e ai centro culturali islamici messi a segno a Milano e in Lombardia. Il 6 novembre del 2008, in rito abbreviato, il giudice dell´udienza preliminare Marco Alma è andato oltre la richiesta di pena del pubblico ministero Maurizio Romanelli, che aveva chiesto otto anni e otto mesi. Al fondatore del “Fronte cristiano combattente”, riconosciuto colpevole di dieci attentati contro moschee e altri obiettivi islamici tra l´estate del 2007 e i primi mesi del 2008, è stata contestata, oltre ai reati di danneggiamento, porto e detenzione di esplosivi, incendio colposo, anche l´aggravante dell´odio razziale. Ed è stata riconosciuta la recidiva per i reati già commessi in passato, tra i quali alcune rapine nell´Astigiano. Bilancio: 9 anni, 9 mesi e 20 giorni di carcere.

La cosa interessante e – diciamolo pure – curiosa, è che nel corso del processo, Sandalo, già conosciuto con il soprannome di Roby Il Pazzo, si è presentato con un foulard tricolore al collo, una croce disegnata sul giubbotto e una stella di Davide sul braccio, dichiarando: «Manca un imputato, qui: Magdi Allam». Sono perfettamente d’accordo con lui. Peccato che con queste parole egli stesse solo cercando di giustificare, polemicamente, le sue azioni. Infatti ha poi citato la fu scrittrice Oriana Fallaci, promotrice per eccellenza del razzismo anti-islamico nel bel paese, l´ex direttore del Sismi Niccolò Pollari, sotto processo a Milano per il rapimento dell’Imam egiziano Abu Omar e i cristiani vittime dei fondamentalisti. Quindi ha lanciato segnali, nel suo stile – riferisce l’Espresso – adombrando complotti e torbide trame: “Come mai, pur essendo stato individuato da tempo, sono stato lasciato libero di agire per mesi e sono stato arrestato solo tre giorni prima delle elezioni?”. Infine si è lamentato delle infezioni intestinali che avrebbe contratto in carcere, causate, a suo dire, da chi gli porta il vitto: sarebbe di origine islamica e per questo gli avvelenerebbe i pasti con escrementi di topo. No comment.

Ieri, però, le motivazioni della sentenza depositate dal gup hanno svelato una notizia raccapricciante: Sandalo voleva commettere un attentato al Prof. Paolo Branca, docente di lingua e letteratura araba presso l’Università Cattolica di Milano. Il Gup nelle motivazioni riporta le parole pronunciate dallo stesso Sandalo in sede di dichiarazioni spontanee al processo: “Mi sono trovato 6 o 7 molotov scariche. Le bottiglie e gli altri oggetti erano sulla mia auto perche’ volevo fare un attentato al professor Branca, docente universitario nonche’ promotore di una lista finalizzata a boicottare l’acquisto di un libro di Magdi Allam. Non ho agito all’universita’ perche’ non volevo fare del male a nessuno” (sic). Ebbene, si dà il caso che Paolo Branca sia un carissimo amico. Proprio alcune settimane fa è stato ospite del Corso di Cultura e Lingua Araba tenuto dal sottoscritto al Politecnico di Torino. 300 persone l’hanno ascoltato e applaudito, confermando l’entusiasmo che il suo incontro aveva già suscitato nell’edizione dell’anno scorso. Inutile aggiungere che non aveva promosso nessuna lista per “boicottare” il libro di Magdi Allam ma una pacatissima e civilissima risposta alle diffamazioni che quel libro conteneva nei suoi confronti (nel testo Paolo Branca – che della tolleranza, dell’integrazione e del ripudio dell’integralismo ha fatto una missione al punto di essere ufficialmente invitato dal Dipartimento di Stato per una visita negli USA – veniva descritto come uno di quei docenti “cresciuti all’ombra delle moschee dell’Ucoii, simpatizzanti coi Fratelli Musulmani, inconsapevolmente o irresponsabilmente collusi con la loro ideologia di morte”). Ah…en passant, si dà anche il caso che Roberto Sandalo sia il marito di un’avvocatessa che ha presentato un esposto nei miei confronti per un articolo pubblicato su Il Manifesto. Quotidiano su cui i miei articoli critici nei confronti di Allam (articoli che hanno ampiamente contribuito ad affondare il suo piano di monopolizzare la “questione islamica” in Italia) di certo non mancano.

Ritengo quindi di essere pienamente legittimato a chiedere apertamente al sig. Allam che ha recentemente annunciato di voler candidarsi alle europee e che stasera sarà ospite di Otto e mezzo su La7: ritieni forse giusto che i tuoi critici vengano ammazzati e bruciati vivi dai tuoi folli sostenitori? Non so come la pensano gli altri lettori ma, per quanto mi riguarda, se un aspirante politico si ritrova appoggiato e sostenuto da un terrorista in azione dovrebbe quanto meno prenderne le distanze e tranquillizzare l’opinione pubblica circa la vera natura dei propri sostenitori e della propria ideologia. Quindi, caro Allam, che tanto ti lamenti delle “fatwe” che avresti ricevuto e delle “minacce di morte” – anche da esponenti cattolici (sic) – per le quali godi di una costosa scorta pagata da noi contribuenti, perché ad oggi non abbiamo sentito la tua voce, abitualmente stentorea e inappellabile quando si tratta di accusare l’Islam di violenza, dichiarare che quello che Roberto Sandalo progettava non ha nulla a che vedere con le tue idee? Il tuo programma delirante contro l’aborto, il divorzio, i matrimoni gay, la ricerca sugli embrioni, l’eutanasia e a favore della famiglia naturale a patto che sia costituita da un uomo e una donna “in grado di procreare”, ecc ecc è anche contro la censura e la violenza? Oppure dobbiamo preparaci al ritorno della camicie brune per le strade e dei roghi delle streghe?

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14 Responses to Allam e l’attentato al Prof. Branca

  1. Marco Drago il 13 dicembre 2008 alle 08:57

    Suvvia, antipatico e incomprensibile lo è, Allam, ma un articolo intero così potevi anche risparmiartelo. Ideologico come spesso succede.

  2. Sherif El Sebaie il 13 dicembre 2008 alle 10:10

    Carissimo,

    Se fosse solo “antipatico e incomprensibile”, di certo non avrei dedicato un articolo ad Allam. Neanche mezza riga, se fosse per questo.

    Ma oltre ad essere “antipatico e incomprensibile”, nonché ridicolo, Allam – o meglio il pensiero che lui propugna – è pericoloso.

    Era pericoloso quando veniva diffuso dal Corriere e dai media, e lo è ancora tutt’oggi, seppur enormemente ridimensionato per mancanza di megafono quotidiano.

    Non stiamo parlando solo di “ideologia”, stiamo parlando di persone che, per il solo fatto che lavorano a favore dell’integrazione rischiano la pelle. E la rischiano proprio perchè c’è chi influenza negativamente persone come Sandalo.

    O forse queste persone devono strepitare a ogni piè sospinto e chiedere la scorta, affinchè sia ben chiaro il quadro entro il quale si trovano ad operare?

  3. Nicola Cusumano il 13 dicembre 2008 alle 11:29

    Si va be, rischiano la pelle tutti i giorni. Questa è un’allamata imbarazzante. Serve più contatto con la realtà e piedi per terra se no finisci a fare l’Allam dei buoni. Con tutto l’affetto possibile.

  4. macondo il 13 dicembre 2008 alle 12:30

    Bravissimo Sherif a darci il profilo del “cristiano” Magdi Allam. E straquoto il tuo articolo.

  5. Sherif El Sebaie il 13 dicembre 2008 alle 14:45

    Carissimo Nicola,

    C’è stato un periodo in cui bastava che Allam menzionasse qualcuno in uno dei suoi articoli delatori e questo si ritrovava espulso con l’etichetta “terrorista” stampata sulla fronte. Su molti di quei casi ci sono interrogativi e dubbi molto seri tuttora in attesa di risposta.

    Quando Paolo Branca ed altri docenti hanno sottoscritto l’appello in cui respingevano le sue accuse diffamatrici, questi docenti sono stati oggetto di un fuoco incrociato di articoli accusatori ed insultanti su quasi tutti i quotidiani e persino nelle loro stesse università.

    Ora scopriamo che Branca poteva rimanere vittima di un attentato. Da parte di una persona che ha già ucciso e che la giustizia definisce ancora come pericoloso.

    Se l’espulsione, la diffamazione, la messa alla gogna e il rischio di rimanere vittime di un terrorista non sono rischi concreti per la propria esistenza, sinceramente non vedo cosa possa esserlo.

    Riassumendo, non vedo dove sia l’ “allamata” in quello che ho scritto.

  6. Sherif El Sebaie il 13 dicembre 2008 alle 14:46

    Grazie Macondo :)

  7. jan il 13 dicembre 2008 alle 15:08

    Pubblicando questo articolo di Sherif ho pensato a questa nota di Alessandro Gilioli a proposito dell’istigazione al razzismo da parte di lega Nord e PdL:

    Tanto tempo fa si fece un gran parlare – e talvolta anche un certo ammannettare – dei “cattivi maestri” che avrebbero convinto tanti ragazzi degli anni Settanta a passare al terrorismo.

    Bene, e questi [...] qui?

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/05/botte-ai-negri-i-maestri/

  8. Sherif El Sebaie il 13 dicembre 2008 alle 16:01

    Grazie Jan. Hai fatto benissimo a citare l’articolo in questione. D’altronde io stesso in passato pubblicai un articolo intitolato “Cattivi Maestri”, riferendomi proprio ad Allam e alla Fallaci. Di sicuro qualcuno avrà pensato che fosse “esagerato” o “ideologico”, ma non è cosi.

    Credo che chi non segue da vicino queste vicende sottovaluti enormemente l’entità del danno che certi editoriali, certe conferenze, certi libri, certi interventi in Tv hanno arrecato alla convivenza civile in questo paese e anche ai singoli.

    Chi invece segue costantemente – e non una volta ogni tanto e superficialmente – lo sviluppo di certe carriere, di certe idee, di certe azioni, lo vede invece benissimo, che cosa sta succedendo, e che cosa potrebbe succedere.

    La faccenda di Sandalo è solo un episodio, per fortuna scampato, che però indica un sottobosco di violenza e di odio che – almeno per ora – si manifesta sotto forma di episodi singoli: un pestaggio per strada, un insulto al supermercato, un attentato fallito ecc ma che in futuro, sapientemente aizzato da politici senza scrupolo in tempi di crisi sempre più dura, potrebbe trasformarsi in una miscela davvero esplosiva.

    Altro che “allamate”…

  9. macondo il 13 dicembre 2008 alle 17:41

    “C’è stato un periodo in cui bastava che Allam menzionasse qualcuno in uno dei suoi articoli delatori e questo si ritrovava espulso con l’etichetta “terrorista” stampata sulla fronte”. Vorrei concretizzare questa affermazione ricordando che anche nel caso del “Campo Antimperialista”, quando si schierò con la lotta palestinese, espresse solidarietà contro l’assedio israeliano a Gaza e organizzò un viaggio sotto Natale in Palestina fu accusato di “terrorismo” da Magdi Cristiano Allam il quale, in consonanza con altri “giornalisti”, provvide a fornire sulla stampa nome e cognome dei componenti del Campo accusandoli del tutto falsamente di “terrorismo”.

  10. Satana il 13 dicembre 2008 alle 18:44

    Davvero strabiliante questo Allam che passa da un monoteismo all’altro, al prossimo giro entrerà negli Ebrei, visto che gli piace tanto Israele…

  11. jan reister il 13 dicembre 2008 alle 20:12

    @Michele: in fondo ciascuno è libero di strabiliare, cambiare idea, convertirsi e sostenere le sue idee. Non si discute qui della persona e della vita privata (per quanto talvolta ostentata pubblicamente come in occasione della magnifica cerimonia di conversione). Allam però è un personaggio pubblico, giornalista e politico, nei cui confronti è doveroso applicare la ragione critica ed esaminare le responsabilità, ideologiche, morali e dirette, che il suo operato ha ed ha avuto.

  12. BALDRUS il 13 dicembre 2008 alle 21:12

    Io trovo strabiliante questa vicenda di Allam, la conversione in diretta TV, come gli snuff movies soft di Paola Perego, davvero un segno dei tempi, e mo’ lo dobbiamo pure mandare al parlamento europeo, con Iva Zanicchi e compagnia bella. Mi sa che divento un supereroe cavernicolo come il protagonista di “Guerra agli umani” di Wu Ming 2.

  13. Giorgio il 17 dicembre 2008 alle 23:29

    Suvvia, se un giornalista od un politico si mette a criticare Berlusconi ed il suo partito non ha poi responsabilità se qualche folle si mette in seguito a bruciare una sede di Forza Italia, stesso discorso per Magdi Allam, un personaggio verso il quale non provo la benchè la minima simpatia, ma che mi pare corri dei rischi essendo apostata (e visti i suoi scritti) ben maggiori del Prof. Branca…

  14. Sherif El Sebaie il 22 dicembre 2008 alle 13:30

    Usare il termine “criticare” per definire ciò che Allam ha combinato sul Corriere in questi ultimi anni mi sembra un pochino riduttivo. “Diffamare” è il verbo più adatto, anche se probabilmente “istigare” è più aderente alla realtà. Confesso che mi sorprende non poco questa tendenza a minimizzare il pericolo insito negli scritti con cui questo personaggio ci ha deliziato negli anni scorsi.

    Sbaglio o il sig. Allam, nonostante la plateale conversione, non si è beccato neanche una piccola piccola fatwa? Ma come…proprio lui, minacciato da Saddam, Khomeini, Hezbollah, Hamas e chi più ne ha più ne metta quando era ancora un semplice e ignoto redattore di Repubblica non è riuscito a beccarsi una minuscola fatwina dopo la conversione in S. Pietro?

    Smettiamola con l’alimentare le leggende metropolitane, per cortesia: che Allam “corri dei rischi diventando apostata (e visti i suoi scritti)” lo dice solo lui. E, sinceramente, non mi sembra granchè come garanzia. Sempre pronto a rimangiarmi quanto detto se un giorno i “servizi” che lui menziona sempre produranno le prove che Allam è effettivamente minacciato. Anche se – diciamocelo – nemmeno i “servizi” (e non parlo solo di quelli italiani) non mi sembrano granché come garanzia in questi ultimi anni.