Di cosa parliamo quando parliamo del nostro voto

12 giugno 2004
Pubblicato da

di Raul Montanari

art_10013_1_urna.gifAncora in tema elettorale. Mi viene segnalato che c’è un sito curato da una società tedesca che si occupa di sondaggi e ricerche. Il sito è www.wahlomat.de. Il “gioco” di cui vi parlerò si chiama Wahl-O-Mat.
La società ha preso in considerazione tutti i programmi dei partiti tedeschi che si presentano alle elezioni europee. Ha elaborato i dati in modo da proporre a chi accede al sito un questionario di 30 domande, formulate in modo molto semplice, che toccano tutti i temi politici in senso lato. Quelli di cui si discute anche nei bar, per capirci.

Le domande non sono domande: sono in realtà affermazioni a cui puoi rispondere “Giusto!” “Sbagliato!”, “E’ uguale”, “Non so”. Come domanda numero 31 ti viene anche chiesto di segnalare, su un range di argomenti sociali e politici, quali sono quelli che consideri più rilevanti: Cultura e società, Economia, Ambiente, Lavoro, ecc.

La sorpresa arriva alla fine.

Con le risposte che hai dato, hai costruito un identikit della tua posizione elettorale, e, implicitamente, hai anche delineato un partito ideale: quello che risponderebbe a tutte le domande esattamente nel modo come hai risposto tu. Questo tuo identikit viene paragonato con il profilo dei vari partiti, ovvero con le risposte che si trovano nei loro programmi, e compare un grafico che mostra la percentuale di congruenza, di convergenza, fra le tue risposte e quelle di ciascun partito.

Ti viene detto, in sostanza, quale partito sarebbe logico che tu votassi, al di là di fattori estranei ai puri e semplici programmi politici. Spariscono appeal televisivo, dati emotivi, nostalgia, amore per una bandiera, odio per un simbolo o per una faccia, imbecillità, insomma tutto quello che interferisce con una scelta il più possibile vicina a un sereno, freddo confronto di idee e di progetti.

Sembra una stronzata, ma forse non lo è. Sospetto che non lo sia affatto. (Non so se c’è qualcosa di simile in Italia; in quel caso vi sarei grato se lo segnalaste nei commenti.)

Intanto è molto divertente. Io ho risposto a casaccio, tendendo per gioco un po’ al conservatore, e ho avuto la sorpresa di scoprire che il partito ideale per il mio alter ego conservatore sarebbero i socialdemocratici. Praticamente, l’Ulivo tedesco.

E poi è realmente informativo. La persona che mi ha segnalato il sito ha oscillato, negli anni, fra il voto ai socialdemocratici e quello ai verdi. Il test le ha riservato un piccolo shock: ha scoperto che il partito il cui programma è più vicino alle sue idee è il PDS, il partito comunista dell’ex DDR (niente a che fare con il “nostro” PDS: piuttosto, con Rifondazione). Ha appreso, insomma, di essere più a sinistra di quello che credeva; contemporaneamente, ha dovuto riflettere sul ripiegamento conservatore che i partiti da lei votati hanno subito, dal momento in cui sono diventati forze di governo.

Sapete cosa vi dico? Mi sono immaginato una grandiosa impresa: Nazione Indiana forma un gruppo di studio, prende in esame i programmi politici dei partiti, stende la griglia delle domande. Poi le stampa e la manda in tutte le famiglie italiane, non si sa bene con i soldi di chi.

Ho la sensazione che i risultati sarebbero sorprendenti. Molti questionari finirebbero attaccati al muro del cesso, ma molti verrebbero letti con attenzione, e forse influenzerebbero il voto non dico di più ma almeno QUANTO le nefandezze che si vedono in tv, i tg ormai inguardabili (il TG1, l’avete notato?, è sempre stato conservatore ma ultimamente davvero si distingue poco dal TG4), tutto quello che fa schifo alla maggior parte di noi.

Naturalmente, una versione meno rivoluzionaria di questo progetto sarebbe semplicemente quella di aprire all’interno del nostro sito uno spazio in cui sia possibile rispondere alle domande, proprio come fa Wahl-O-Mat. In Germania circa mezzo milione di persone hanno risposto alle domande del questionario, e l’attenzione dei media è stata enorme. La verità, la semplice verità dei fatti, e la proposta di questa verità, il suo disvelamento, è davvero la cosa più rivoluzionaria che ci è rimasta.

Lo facciamo fra due anni? Ci saremo ancora?

Tag:

38 Responses to Di cosa parliamo quando parliamo del nostro voto

  1. Gianni Biondillo il 12 giugno 2004 alle 13:45

    I tedeschi sono straordinari, non c’è nulla da fare.
    Franz, non è che ci si vede insieme e mi aiuti a vedere cosa voterei se fossi tedesco? (o magari Helena).

  2. gabriella fuschini il 12 giugno 2004 alle 14:27

    Raul, niente male come idea… sto giusto preparando l’esame di statistica, mi chiedevo a cosa potesse servirmi ed ecco una risposta. Indispensabile la presenza degli indiani tedeschi(Helena e Franz siete chiamati in causa).

  3. andrea inglese il 12 giugno 2004 alle 14:31

    Se togliamo agli italiani i faccioni, forse smettono anche di votare… non sarà come togliere ai bambini le faccine sulle figurine dei calciatori?
    Comunque l’era di una politica senza faccioni ed emblemi elettorali sarebbe un’era post-pornografica e neorazionale. Mai disperare.

  4. Graziano il 12 giugno 2004 alle 15:01

    Ecco, una delle piccole rivoluzioni, svolte dal basso, di cui dicevo a Riccardo, non te le aspetti, non te ne accorgi, ma maturano e arrivano.
    Certo, non so. La cosa ha i suoi vantaggi, ma diffusa e generalizzata forse porterebbe da una deriva demagogica a un’altra. Tutto si concentrerebbe sulla stesura di programmi sempre più onnicomprensivi e ambigui.

    Questionario: Qual è il tuo lavoro? Risposta: imprenditore. Ergo: un punto a favore di Forza Italia, nel cui programma sono presenti incentivi, riduzioni di tasse alle imprese ecc. e il cui presidente è un imprenditore.
    Questionario: Qual è il tuo lavoro? Risposta: operaio. Ergo: un punto a favore di Forza Italia, che nel programma dice di volere fare gli interessi delle classi lavoratrici, apportare più posti di lavoro, aumentare salari e pensioni, ridurre le tasse, e il cui presidente si definisce presidente operaio.

    La questione è: anche i programmi, quelli dichiarati come programmi, vanno interpretati. Chi li interpreta? Qual’è la chiave interpretativa? Berlusconi dice di voler fare gli interessi dei lavoratori, ma poi non li fa. E Rutelli? Lui li fa? Il suo programma li prevede realmente, oltre che dichiaratamente?

    Questionario: A quale legge assegnerebbe la priorità? Risposta: la legge sul conflitto di interessi. Conclusione: a chi andrà la preferenza? A D’Alema, nel cui programma la legge sul conflitto è presente, ma che poi non la fa? O a Berlusconi, che nel suo programma promette di risolvere il conflitto nei primi tre mesi, e poi fa una legge truffa?
    Ecco, non so. Queste cose molto scientifiche hanno vantaggi ma anche molti svantaggi. E’ un passo avanti, sì, ma secondo me bisogna ancora cercare.

    P.S. Scusatemi tutti, ma in questi giorni di semi-vancanza ed elezioni, mi ha preso una specie di delirio politico. Esco un po’ fuori, va’…

  5. Satrapo il 12 giugno 2004 alle 15:26

    inglese scrive: “Comunque l’era di una politica senza faccioni ed emblemi elettorali sarebbe un’era post-pornografica e neorazionale.”
    Vero. Ma sarebbe anche migliore (o anche solo auspicabile)? veramente?

  6. franz il 12 giugno 2004 alle 15:53

    Gianni,prova a votare per la Suedtiroler Volkspartei!
    A parte gli scherzi, sarà il caldone, ma io non ho capito bene. Se io fossi tedesco e dovessi votare in Italia voterei Berluskaiser se fossi scemo, Van Der Proden se fossi un tipo allegro,un pò all’ olandese, von Bossen se fossi minacciato da una pistola, Rutellen per la Rutella (la famosa Nutella fabbricata nella ex D.D.R.), con il placet- ovviamente- di Nannen Moretten.
    Comunque chiedete a Helena, la vera tedesca è lei. Mi sun de Milan. (Ma tifo Inter).

  7. andrea inglese il 12 giugno 2004 alle 16:05

    un’ultima proposta, per la fase di transizione ad un voto post-pornografico; concludere la parabola dei faccioni e della supremazia dell’immagine, sostituendo ai simboli e ai faccioni solo cazzi, tette, culi e fighe; tanto il voto non è roba per i minori di diciott’anni; quindi “verdi verdi per lo scorporo con Rocco”, scritta sobria su sfondo di erezione siffrediana; “forzaitalia con Selena” e una grande figa in primo piano; si voterebbe insomma direttamente la pulsione, il cazzo più fiero, le tette più accoglienti, i culi più elastici, ecc. (cazzi per l’elettorato femminile e gay, fighe per l’elettorato maschile e lesbo, e via con le combinazioni a piacere)

  8. riccardo ferrazzi il 12 giugno 2004 alle 16:23

    Appoggio la proposta Inglese. Mi sembra di gran lunga la più seria. E se qualcuno pensa che io stia facendo dell’umorismo vuol dire che non ha capito un cazzo (o una figa, o un culo, ecc.)

  9. Graziano il 12 giugno 2004 alle 17:51

    Comunque io, per me, voto Cassano. Il brufoloso scugnizzo meridionale ha rappresentato agli Europei/alle Europee il popolo degli astensionisti…

  10. Raul Montanari il 12 giugno 2004 alle 20:53

    OK, amici, mi avete convinto.
    Ritiro la proposta.
    Era davvero una stronzata, e bisognerebbe informare quel mezzo milione di tedeschi che hanno fatto l’ennesima figura da scemi (dopo due guerre mondiali perse, la semifinale dello stadio Azteca, ecc.).
    I media tedeschi, poi, non ne parliamo! Basta guardare i tg. Oh, non trovi una speaker figa neanche a morire! E’ pazzesco, sembra quasi che le mettano lì perché sono brave e non perché fanno tirare l’uccello. Sembra, eh? Poi arriviamo noi e capiamo subito che c’è sotto tutto un trucco. Loro sembrano ciospe e competenti, anzi lo sono, ma uno pensa: Eh, per mettere queste qui ai tg pensa quante belle fighe hanno scartato! Comincia a immaginare i provini, le belle ragazze che qui verrebbero subito messe davanti alla telecamera anche se non sanno un cazzo e tartagliano pure (mica col provino, ce le mettono: basta una telefonata del capostruttura) e che lì vengono mandate via, uno pensa a loro e l’effetto a livello sessuale è lo stesso, anzi è perfino meglio, più perverso, più gustoso.
    Insomma, questi tedeschi sono veramente dei coglioni. Pensate, hanno perfino partecipato alle cerimonie per la commemorazione del D-Day! Ma si può? Noi siamo furbi e ce ne siamo rimasti a casa. Manco una troupe, abbiamo mandato.
    Se sapessi come fare toglierei il post, ma non sono capace di metterli, figuriamoci se mi riesce di toglierli!
    Andiamo avanti così, va benissimo.

    PS Se qualcuno comunque si prende la briga di non giudicare la cosa dal mio miserando post, ma andando sul sito indicato, magari si rende conto con precisione di che tipo di domande sono ed evita di fare osservazioni un po’ fuori dal seminato come quella di Graziano, peraltro da me molto stimato. Per la traduzione adesso ci organizziamo, neh?
    PPS Istruzioni (inutili!) per il prosieguo della colonna commenti, in base alle esperienze consolidate: adesso naturalmente parliamo tutti del fatto che all’autore del pezzullo sono cadute le braccia, non dei contenuti del pezzo stesso. Questa, ormai da tempo, è NI.
    PPPS Dai, fatemi vedere che nel secondo PPS mi sbaglio…

  11. Mariagiovanna il 12 giugno 2004 alle 22:01

    Se può consolarti
    Ciao, sono Mariagiovanna e fino a ieri con amici avevamo un posto dove scrivere in Rete, (www.laretedeimovimenti.it) un sito che ” si è fuso” subito prima delle elezioni per motivi informatici (SIGH)….avevamo anche noi trovato e pubblicato il questionario, ed io credo che al di là delle attuali elezioni, e comunque sal di là di elezioni qualsivoglia, lo strumento indichi COME LA RETE POSSA DIVENTARE UNA VALIDA ALTERNATIVA ALLA COMUNICAZIONE appiattita e unidirezionale dei Tiggì e dei giornali. Pnìensate al fenomeno americano del sito Move on…
    In fondo riusciamo ancora a scrivere quello che vogliamo ( e spero che si tratti ANCHE ma non solo di documenti hard…)ed a comunicare tra noi: in fondo sulla rete ho trovato gli amici con cui pubblicavamo il sito ( tutti girotondini!) e sulla rete mi piacerebbe continuare a passarci parola: Berlusconi avvelena anche te, digli di smettere.. o no?
    Mgiovanna

  12. Graziano il 12 giugno 2004 alle 22:14

    Va bé, Raul (purtroppo inizierò a farmi le ossa col tedesco solo dopo l’estate). Comunque, la cosa più inquietante del tuo post è la domanda finale. A leggerla, sinceramente, mi sono dato una grattatina…

    P.S. E comunque, anche la non partecipazione di Berlusconi al D-day può essere letta nella chiave che proponevo nell’altro post. Berlusconi ha già disertato il 25 aprile, data partigiana e antifascista. E invece, chi c’era al D-day al posto di Berlusconi? Ma guarda un po’: quel bischero di Fini. Quel Fini ex epigono del fascismo che invece delle manifestazioni antifasciste, ebraiche, di liberazione ecc. ormai non se ne perde una. E’ chiaro, no? Fini si sta democratizzando e Berlusconi si sta fascistizzando. Fini ruba una fetta della platea berlusconiana e Berlusconi rosicchia un pezzo dell’elettorato finiano. E’ un po’ una guerra interna. A Berlusconi l’alleanza con AN pesa (pesa soprattutto il contrasto AN-Lega) e a Fini dispiace il ruolo di secondo piano cui è stato relegato lui e il suo partito, e si prepara alla successione per l’era postberlusconi (cazzo, leggere ‘sto Ridolfi mi fa proprio male, è una specie di droga o malattia, vedo trame dappertutto, come quello di A beatiful mind, mi sa che devo smettere)…

  13. franz krauspenhaar il 12 giugno 2004 alle 23:31

    Allora Raul, buon sangue non mente: da buon figlio di… tedesco, sono andato sul sito e ho risposto con tutta la mia notoria sincerità:
    Do qui un esempio di qualcuna delle 30 affermazioni contenute nel sito Wahl-O-Mat:

    -La Turchia deve entrare nell’UE
    -I Parlamenti Nazionali devono avere sempre più grande influenza nell’UE
    -La libera economia di mercato è la miglior strategia contro la disoccupazione
    -Divieto assoluto di pubblicità per i prodotti derivati dal tabacco
    -Il trasporto di scorie atomiche tra gli stati dell’UE deve essere proibito
    -Green card dell’UE per i lavoratori altamente qualificati
    -Gli aerei che partono e atterrano da/a paesi della UE devono essere scortati da personale di sicurezza armato.

    Insomma, temi legati all’ambiente, all’economia, ai rapporti tra gli stati, al ruolo dell’UE nel mondo. Lo trovo un esperimento interessantissimo e sorprendente.
    I partiti in lizza:
    PDS (neocomunisti)
    SPD (socialdemocratici)
    CDU (cristiano-democratici)
    FDP (liberaldemocratici)
    CSU (unione cristiano sociale)
    BUENDNIS 90 DIE GRUENEN (Verdi)

    Sono rimasto stupito dall’esito mio personale: il “mio” partito è l’ultimo della lista!

    Sono d’accordo che si potrebbe fare una “replica in scala” dell’iniziativa, magari proprio qui su NI.

    A disposizione, insomma.

  14. Gianni Biondillo il 13 giugno 2004 alle 00:58

    Franz, ti scongiuro, vediamoci. Voglio sapere cosa voterei se fossi tedesco!
    Anche perché, Raul, io parlo sul serio: io adoro i tedeschi. Vado in Germania tutte le volte che posso (cioè quasi mai, date le mie finanze penose, purtroppo). L’idea la trovo fantastica, bisognerebbe VERAMENTE importarla qui da noi.

    baci a tutti, e fate i bravi, G.

  15. Orlando il 13 giugno 2004 alle 03:23

    Raul non capisco!
    Lo so.
    Dovevo studiare le lingue.
    Perché se conoscessi il tedesco forse saprei cosa fare domani.
    Così eviterei di entrare in cabina e aspettare, fissando quel legno impiallacciato, una qualche epifania.
    E poi tutti quei simboli in cui non credo e di cui mi frega poco.
    Va beh, sono una liberale, alla fine c’è posto per tutti.
    Ma non nella mia scheda…
    S.O.S. ai tedeschi.
    Loro sono così avanti che si devono voltare per guardarsi in faccia.
    Sono anche coraggiosi… io se scoprissi di simpatizzare per forza italia mi ucciderei ingoiando il Tricolore!

  16. franz il 13 giugno 2004 alle 12:28

    Gianni, posso tradurre le 30 affermazioni. Poi tu vai sul sito e fai le tue scelte. Ci vediamo per… gli Europei di Calcio, come d’accordo!;-)

  17. gabriella il 13 giugno 2004 alle 13:09

    Franz potresti tradurle per tutti, già che ci sei! :-)
    Mica scherzavo quando dicevo che vedevo una possibilità di applicazione della statistica, già mi ero proiettata nel futuro e pensavo a griglie di questionari sui programmi politici dei partiti, lasciamo perdere sono in pieno delirio di campionamenti e disegni di ricerca con pre-test o post-test… torno a studiare.

  18. franz il 13 giugno 2004 alle 13:55

    Ma si, se le traduco (pagamento rateale…) le pubblico sul colonnino per tutti!

  19. Graziano il 13 giugno 2004 alle 13:59

    Ragazzi, su macchianera (www.macchianera.net) Gianluca Neri ha pubblicato il numero di telefonino di PierSilvio Berlusconi, per una trasversale vendetta nazional-popolare. Il numero è: 339-3302401. Come direbbe Moresco, “diamoci dentro”…

  20. Raul Montanari il 13 giugno 2004 alle 16:03

    Grazie, siete stati grandi! Avete dimostrato che il terzo PS era proprio sbagliato.
    Franz è tutti noi, ma il problema è, naturalmente, che tradurre semplicemente queste domande ci aiuta a farci un’idea precisa dei temi e anche del tono, ma anche a tenderci conto che molte sono legate alla realtà tedesca. Già la prima, sulla Turchia, è ovviamente in relazione al fatto che la comunità turca è la più nutrita rappresentanza straniera in Germania.
    Vedrete che lo faremo, il nostro Wahl-O-Mat!
    Un caro saluto a tutti, in particolare a Maria Giovanna.

  21. Nick Names il 13 giugno 2004 alle 18:16

    Ho fatto anch’io il gioco wahl’o’mat.
    Allora: se Volksentscheide sono le elezioni, entbehrlich significa influente/di peso, e Kurzstrechenfluege è il fuggi fuggi di so una sega, il mio partito dovrebbe essere il PDS tedesco.
    Sbagliato. Non sono così oltranzista, ma il gioco è divertente, ora vado a casa a controllarmi i termini ignoti sul vocabolario. Salute a tutti

  22. Orlando il 13 giugno 2004 alle 20:59

    Dovevo sapere.
    Così, dopo aver “preso in prestito” dalla rete un traduttore, ho risposto al wahl’o’mat.
    Risultato:Fdp
    Il mio animo liberale è salvo.
    Danke zu den Deutschen.
    Ma non mi fido molto delle sue traduzioni…
    la seconda domanda: “Arbeitssuchende aus den neuen Mitgliedsländern sollen ohne Übergangsfrist in allen EU-Staaten arbeiten dürfen.” lui l’ha tradotta cosi: “Cercatore di lavoro devono dai nuovi paesi membra senza termine di passaggio in tutti gli stati di UE lavorano potuto.”
    Va beh…
    :-))

  23. gabriella il 13 giugno 2004 alle 21:10

    Guarda un po’ che quatti quatti tutti vanno a curiosare sul sito tedesco, allora l’idea di Raul non è poi così peregrina… potremmo veramente pensare a un Whal-O-Mat italiano!
    Ciao a tutti

  24. helena il 13 giugno 2004 alle 22:17

    Scusate il ritardo: mentre le urne si stanno chiudendo, anch’io sono uscita “verde” al Wahlomat. E- miracolo! – credo che avrei votato proprio quelli. I verdi tedeschi, sottolineo. Insomma mi sembrava qualcosa di non radicalmente dissimile dai test psicologici dei femminili (che adoro più dell’oroscopo, per intrenderci), invece non era poi così facile barare col Wahlomat. In verità ho votato da nessuna parte (perché bisognava fare troppo pratiche burocratiche per avere il diritto a votare qui e in Germania senza residenza non posso più votare). In compenso, con la motivazione che io, ahimé non potevo votare, ho rotto le palle a tutti che non avevano voglia di andarci.

    Vedremo.

    p.s. Franz, ti te se de Milan, mi, purtropp, sun da Gallarà (ma come cazzo si trascrive sto lombardo).

  25. Gianni Biondillo il 14 giugno 2004 alle 01:17

    O è o è (ma il gallaretese, inteso come dialetto, magari ha già varizioni, io non lo conosco. Potrebbe essere Gallarat, o Galaràa). Il Gallaratese (inteso come quartiere di Milano e che non è Gallarate, quindi), ad es., nei truzzi di quartiere si chiama: “Il Galla”.

    E ora vado a dormire, con una terribile colite (che mi è venuta PRIMA di vedere le proiezioni elettorali).

  26. Gianni Biondillo il 14 giugno 2004 alle 01:19

    ooppss, è saltato qualcosa. Riscrivo: o è MI VEGNI DA GALLARA’, o è MI SUNT DE GALLARA’.

    g.

  27. riccardo ferrazzi il 14 giugno 2004 alle 10:20

    Gentile Helena, damm a traa a mi: scriv “mi sun da Galarà” cunt una ele sula. E lassa sta ‘l Biondillo che l’è minga nassü a Galarà.

  28. Gianni Biondillo il 14 giugno 2004 alle 15:23

    Nassù? Ma che lengua parlen a Galarà?

  29. riccardo ferrazzi il 14 giugno 2004 alle 16:02

    Cara ‘l me Gianino, l’è propi inscì !

  30. Gianni Biondillo il 14 giugno 2004 alle 16:34

    robb de matt, l’è propi roba de arius.

  31. franz il 14 giugno 2004 alle 16:36

    Men mal che la consultasion elettoraa l’è finida. Peu sembraa che en manera un peu subliminal, ‘l Biondill e l’ Ferrazzi co sto ritornaa al dialett volevan dir: votate Lega Nord… Scusat, mi parli poc el milanès: Ferrazz, Biondill, abbisognansi repetisiun!!!;-)))

  32. giggetto il 14 giugno 2004 alle 20:08

    Fatela finiscila, milanesi di merda!

  33. giggetto il 14 giugno 2004 alle 20:08

    Fatela finiscila, milanesi di merda!

  34. Gianni Biondillo il 14 giugno 2004 alle 21:14

    ueh, chi si rivede… il conte de noantri…

  35. gabriella il 14 giugno 2004 alle 21:55

    Te’ vist, Gianni? la classe non è acqua, si diceva una volta…

  36. helena il 14 giugno 2004 alle 22:54

    C’era Paolo Rossi che cantava: “ad Hammamet parlano tutti il nost’ dialett'”. Giuro che lo so parlare – l’ho sentito sin dall’infanzia, aihmé – ma le trascrizioni fanno davvero, come dire? Legnanesi? Leghista? Ridere? Pena?
    Non la butterei sull’ideologico, perché è chiaro che bisogna pur poterlo anche mettere per iscritto, questo o qualsiasi altro dialetto, incluso il bergamesco o il barese (senza offendere).

    A Gigge’, se per evitare ste risse fra milanesi di merda e romani pecorai, facessimo alltogether un corso di sardo logudorese? Se può fa’, che dici?

  37. riccardo ferrazzi il 14 giugno 2004 alle 22:54

    Franz, sei troppo simpatico per riuscire davvero a stuzzicarmi. Dammi retta: lascia stare le insinuazioni politiche, che non è proprio il caso (e lo sai bene, vecchio marpione !), e già che ci sei lascia perdere anche il dialetto che l’è mej.
    Biondillo, per forsa che l’è arius: el gh’ha de vès de Galarà !

  38. franz il 14 giugno 2004 alle 23:02

    Va bene Riccardo, ci ho provato ed è andata male. Ma il conte de noantri dov’è? A ripassare?



indiani