Catena di Sanlibero 307

25 ottobre 2005
Pubblicato da

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riccardo orioles
La Catena di San Libero
25 ottobre 2005 n. 307
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La solitudine e il coraggio. “Me ne faccio poco di questi due, tre
giorni di copertura mediatica. Me ne faccio poco della visita di Ciampi
o del cordoglio politico. L’esperienza mi ha insegnato che poi tutti
torneranno a casa propria, e della Calabria non gliene freghera’ di
nuovo niente a nessuno. O solo per due-tre giorni l’anno”.
* * *
L’assassinio del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno e’
pari per gravita’ a quello – vent’anni fa – di Piersanti Mattarella.
Eppure, a poco piu’ di una settimana, e’ gia’ scivolato via dalle pagine
dei giornali. “Tutti sanno chi sono i mafiosi”. “Mentre a Roma si
discute, Sagunto viene espugnata”. “E adesso ammazzateci tutti”. “Qui e’
morta la speranza dei palermitani onesti”. A distanza di tanti anni, le
due solitudini – la siciliana e la calabrese – si fondono, si fondono
gli appelli degli arcivescovi, si fonde la disperazione di quei cartelli
– “ammazzateci”, “e’ morta” – che gridano a tutto il paese l’orrore del
vivere sotto occupazione. Si fondono le imbarazzate risposte dei governi
(ma come si poteva prendere posizione contro Ciancimino avendo un
Andreotti nel governo? contro la mafia d’oggi avendo un partito
capitanato da Dell’Utri?) ma si fonde anche, per un momento intensissimo
che spesso si paghera’ con anni e anni di traversie, la risposta degli
studenti, dei giovani e giovanissimi cittadini che nello sfacelo
generale restano la’ a difendere la citta’, la giustizia e i valori
civili.

Adesso, nella memoria del vecchio, i visi del liceo Meli dell’93 e
quelli delle scuole di Locri si confondono. Sono gli stessi ragazzi, e’
la stessa lotta. Sono i medesimi visi impauriti e coraggiosi. Sono gli
stessi politici, che vengono a portar conforto, ma poi se ne vanno.
Sono le stesse telecamere, che ronzano sui morti per terra e sui cortei
ma poi – seppelliti i cadaveri, finite le manifestazioni – se ne vanno.
E tu resti la’ solo, a Palermo, a Catania, a Reggio, a Cinisi, a Locri,
avendo imparato in pochissimi giorni cio’ che la tua giovane vita mai
avrebbe pensato di poter contenere: l’immensita’ della solitudine, la
solidarieta’ fra i pochissimi, il bruciore dell’offesa, la durezza del
compito improvviso da sostenere. Pochi giorni fa eri un ragazzo, pochi
giorni dopo sei un testimone in prima linea, senza che nessuno abbia
richiesto il tuo parere o ti abbia detto perche’. Sai solo che tu sei
li’, che se scappi tu non ti sostituira’ nessun altro e che qualcosa di
antichissimo e di profondo ti impedisce, malgrado te, di scappare.

Io vorrei dire moltissime cose adesso, ma non ci riesco. So solo che
capisco perfettamente voi ragazzi calabresi. Siete noi, siamo voi.
Siete quelli di noi che erano la’, in via dello Stadio a Catania o in
via Carini, quando non si sapeva ancora se si sarebbe andati avanti o
tutti a casa. Quelli che gia’ un mese dopo erano dimenticati da tutti,
dai politici e dai giornali, ma erano ancora la’.

Sarebbe abbastanza facile – lo sarebbe stato allora, nell’85 e poi nel
’93 e poi ancora a fine anni Novanta – distruggere la mafia e la
‘ndrangheta, che sono spietate si’ ma non sono assolutamente cosi’ forti
come si dice. In Grecia hanno una legge, per cui se compri uno yacht, un
palazzo, un bene superiore a un valore fissato dalla legge, devi prima
dichiarare e provare da dove ti vengono i soldi. Una misura rozza, ma
funziona. Piu’ ancora funzionerebbe il provvedimento chiesto da tutti
coloro che si sono occupati di mafia – da Pio La Torre a Umberto Santino
– e cioe’ la trasparenza delle attivita’ bancarie, la fine della finanza
come attivita’ coperta e l’obbligo per tutti i movimenti di capitale di
essere controllabili sia dalle autorita’ che dai cittadini. Sono i
controlli bancari che ammazzano Cosa Nostra. E allora perche’ non li
fanno? Che hanno da perdere? In fondo la maggior parte delle banche sono
oneste, no? Leggete le cronache bancarie di queste settimane e avrete la
risposta. Non si possono smascherare i soldi della mafia senza portare
alla luce del sole anche i traffici non-mafiosi. Che non sono protetti
dai killer ma da una rete di media e di politici di efficacia non
minore.

* * *

Le telecamere se ne vanno. Se ne va l’attenzione, che e’ quella che ti
permette di restare vivo anche quest’altra settimana. I media non sono
mafiosi, ma di noi – vivi e morti – se ne fregano altamente. Anche
rispetto ai media (soprattutto rispetto ai media) siamo soli. Questa e’
un’altra lezione che abbiamo dovuto imparare allora, nel giro di pochi
giorni. Ma noi eravamo giornalisti. Sapevamo come si fa informazione.
L’abbiamo fatta da soli, in solitudine per il palazzo, ma in una rete
strettissima di ragazzi, di giovani, di centinaia e centinaia di
senza-potere. Alla fine abbiamo vinto, siamo riusciti a cacciare gli
imprenditori mafiosi dalla nostra citta’. Certo, l’abbiamo pagata.
Diversi di noi ne hanno avuto la vita rovinata, rimasti emarginati da
tutto. Pero’ abbiamo vinto. Non ci sono vie facili. Pensateci.

* * *

Adesso, per quanto pochi, siamo ancora qui. Diteci in che cosa vi
possiamo aiutare. Se volete delle telecamere, abbiamo un amico ricco che
ce le puo’ dare. Ma dovrete usarle da voi, nessun altro lo fara’ al
posto vostro. Se volete stampare, e’ il nostro mestiere; possiamo
aiutarvi a fare un giornale anche fra una settimana. Ma sara’ un
giornale povero, senza guadagni e senza grandi firme. Se volete
internet, stiamo organizzando un sito, e se volete e’ vostro. Ma non e’
repubblica o libero.it o cnn, e’ solo un sito di verita’ – di verita’
giornalistica, non demagogica, professionale – ma non di potere. Se
volete lottare, possiamo aiutarvi – meglio di chiunque altro in Italia
– a costruirvi gli strumenti. Ma a lottare con essi – se andrete avanti
– sarete voi.

* * *
Per me personalmente, fra una cosa e l’altra, questi sono stati mesi di
grandi trattative: per fare giornali, siti, tv satellitari, web tv…
Tutto con gente molto per bene, persone oneste, a volte persino
compagni. Ma c’era qualcosa che non quadrava, che non capivo, e adesso
– dopo Locri – l’ho capita. Io non so fare tutte quelle cose difficili,
di marketing, “aziendali”. So fare solamente queste cose qua, queste
che ho sempre fatto, che costano moltissimo per chiunque ci metta mano e
che a parte cambiare il mondo non ti portano niente. Chi ci sta? Fra un
mese o un anno o fra dieci anni, oppure ora. Nessuno, per quanto grande
e importante sia, che non sia come noi ce la puo’ fare. Chi c’e’, si
faccia avanti: c’e’ bisogno di tutto, a Palermo, a Catania, in Italia, a
Locri. Noi comunque andremo avanti anche da soli, sempre sulla stessa
strada che a nessun costo cambieremo: i pochi, gli amici felici, i
buoni.

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Notizia. “Provenzano aiutato anche da politici”. Ma no! Non me lo dite!
Chi l’avrebbe mai detto!

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Intervista. “In Calabria (o “a Palermo”) la mafia uccidera’ ancora”,
dice Loiero (o “dice Orlando”) dopo l’assassinio di Fortugno (o “di
Mattarella”, “di Falcone”, ecc.).

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Intanto. Intanto il governo abolisce di fatto la legge La Torre, quella
che assegna ai cittadini bisognosi e meritevoli i beni confiscati ai
mafiosi. Vogliono rendere tutte le confische provvisorie e reversibili,
in modo che nessuno possa mai essere sicuro che i mafiosi se ne siano
andati per davvero. Pensate a quella cooperative di giovani a Corleone,
a cui ogni anno al tempo del raccolto mandano un “avvertimento”
bruciandogli dei covoni. Don Ciotti, Libera, e i familiari degli
antimafiosi uccisi stanno facendo circolare un appello in questo senso.

Bookmark: http://www.libera.it

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Societa’ civile. Catania. “Disavanzo di quaranta milioni di euro, il
comune affoga nei debiti!”. “Protestiamo!”. “Tutti davanti al Comune
lunedi’ 24 alle 17.30!”.

Non e’, come si potrebbe credere, un manifesto dei Ds, di Rifondazione o
del centrosinistra catanese (affaccendati nel solito “dibbattito
interno” su quale imprenditore o presentatore tv contrapporre a
Cuffaro). E’ un concreto appello della societa’ civile (Cittainsieme,
Cittalibera, Siciliani x la legalita’, ecc.) che, visto che la sinistra
“perbene” non si muove chiama direttamente in piazza i cittadini per la
difesa della citta’ e dei diritti.

A Catania i partiti della sinistra sono al minimo storico, grazie alla
catastrofica alleanza con l’ex ministro dell’interno (80 pacifisti
all’osperdale) Bianco. Per fortuna, dal basso c’e’ chi si muove e
ricostruisce mentre quelli stanno a guardare. E’ un esempio per tutti: i
quattro milioni di voti alle primarie servono – se ci pensate –
esattamente a questo.

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Armatevi e partite. D’ora in poi i carabinieri dovranno curarsi a
proprie spese le malattie derivanti da cause di servizio, non piu’
sostenute dal ministero della Difesa. Altre riduzioni di fondi
riguardano divise, riscaldamenti e benzina.

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Berlusconi in Calabria. Non c’e’ potuto andare perche’ non gli ha dato
il permesso Dell’Utri.

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Siciliani. I deputati siciliani hanno votato compatti – dopo lunghi
incontri con la Lega – per la devolution in cambio di novecento milioni
alla Sicilia, da ritagliare sulla finanziaria di Tremonti. La Sicilia,
insomma, ha venduto l’Italia a Bossi – nonche’ il proprio culo e la
propria dignita’ – per milleottocento miliardi di lire: un bel prezzo
rispetto ai trenta euri spuntati a fatica, in una trattativa analoga,
dal signor Iscariota (che pero’ non era un furbo siciliano). Qualcuno
s’e’ portato in aula una bandiera siciliana, casomai qualche leghista
avesse bisogno di una lucidata alle scarpe. Viva la Sicilia.

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Occupazione. Altri tremila posti di prof di religione, comandati dai
vescovi ma pagati dallo stato.

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Vetero. “I ministri mangiano pollo”. Giggetto: “Ppe’ magna’ ogni scusa
e’ bbona”.

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Made in Italy. C’e’ anche il burqa firmato, lo produce – a Roma – lo
stilista Daniel Verola e lo spedisce in Afganistan per le afgane i cui
padroni se lo possono permettere. “In fondo il burqa non ha solo un
valore negativo, e’ anche un mezzo di protezione ecc.”.

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Occidente. “E’ solo questione di tempo”, secondo il quotidiano saudita
Asharq al-Awsat, la concessione anche alle donne della patente di guida.
Decisiva la spinta degli importatori di auto, che sperano cosi’ di
aumentare le vendite. In Arabia Saudita le donne non possono guidare,
votare, insegnare, fare affari da sole, disobbedire al marito, parlare
con estranei o scegliersi una religione e in caso di “adulterio” vengono
regolamente lapidate. Tuttavia, a differenza dell’Iran o dell’Iraq,
l’Arabia Saudita – che ci vende il petrolio senza storcere il muso – e’
Occidente.

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Cartolina da Rio. Qualche giorno fa siamo andati al Teatro dell’Oppresso
di Rio, che qui ha la sede centrale e Carola gli ha proposto di fare un
reportage su quel che fanno, ‘Sta settimana gli scriviamo due pagine e
poi ne discutiamo insieme. La sede e’ al centro, una palazzina di due
piani, quello che da’ sulla strada lo usano per provare e quel giorno
c’era la fine di un progetto con una scuola e abbiamo visto le prove e
dalla strada ogni tanto qualche donna con bambino in braccio o qualche
ragazzino o qualche vecchio si fermava e guardava. E poi alle cinque
hanno messo tre platee come quelle che avevamo al Damm ed e’ cominciata
a venire la gente e hanno fatto lo spettacolo, e poi il resto con gli
interventi del pubblico come fanno loro.

E’ cominciato il festival di cinema di Rio e si vedono alcuni film,
soprattutto documentari. All’mprovviso intorno al cinema (che ha
libreria, bar, ecc) si forma dal nulla la solita fauna universale del
pubblico da festival e sembra incredibile in mezzo a tutta ‘sta gente
che vive per strada, giovani, bambini, famiglie, matti, tutti con la
loro coperta e un angolo di marciapiede.

Si bevono molti succhi di tutti i frutti tropicali per due soldi, e
anche dolci marzapanosi buoni, i bar sono piú proiettati verso l’esterno
che quelli spagnoli, il bancone e’ piú alto e sporge sempre fuori, non
c’e’ una porta scura all’ngresso, anzi non ci sono del tutto porte nei
bar. Pero’ si beve birra anche qui. Non si vede ancora il sole, ma si
puo’ andare a passeggiare in spiaggia che sta sotto casa. Gli istituti
di cultura, i cinema, le biblioteche e videoteche migliori sono tutte
delle banche. Dicono che c’e’ una favela dove abitano centomila persone.
[luca rossomando]

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Digitali extraterrestri. Nel ridente paesino di Solopaca (Benevento)
continua l’azione penale a danno dei criminali che avevano osato
accendere una Tv di quartiere per trasmettere i consigli comunali e le
processioni del parroco. Contemporaneamente una folta schiera di Tv
commerciali impunite si aggiunge alla “nave ammiraglia” Retequattro nel
grande mare dell’illegalita’ televisiva, continuando a pubblicizzare
pentole e telefoni erotici. E’ noto ai piu’ che a norma di legge il
proscenio del noto cabarettista Emilio Fede dovrebbe essere chiuso con
un blitz della polizia postale, perche’ ormai si avvia a festeggiare il
decennio di trasmissioni in assenza di una regolare concessione
televisiva. Cio’ che e’ meno noto, invece, e’ che moltissime emittenti
commerciali che popolano gli schermi delle nostre regioni dovrebbero
chiudere, perche’ non hanno provveduto in tempo utile a “trasferire” una
percentuale della loro programmazione sul cosiddetto “digitale
terrestre”, e quindi le loro concessioni televisive dovrebbero essere
ritirate in base a quanto previsto dalla legge per chi non sale in tempo
sul treno delle nuove tecnologie. Ma nel nostro paese i signori delle
televendite e delle chat-line sono al di sopra della legge, e quindi gli
uomini soli e le casalinghe di voghera possono dormire sonni tranquilli:
l’altissimo valore di comunicazione civica dei pelapatate e delle poppe
al vento continuera’ ad arricchire l’offerta televisiva nazionale.
[carlo gubitosa]

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Ponte. L’espresso da Palermo per Roma (che e’ uno di quei treni
neorealisti tipo Freccia del Sud) viene soppresso, ma ai viaggiatori
nessuno dice niente. Lungo le banchine delle stazioni, fra Cefalu’ e
Messina, si accumulano masse di viaggiatori con valige, bambini e nonne
anziane. Alla fine, gli viene concesso di prendere il primo treno utile
fino a Messina, dove forse arriveranno dei pullman sostitutivi. I quali
dopo due ore arrivano, ma non si sa bene dove. Parte dei viaggiatori
riesce a prenderli lo stesso e infine ad arrivare a Roma dopo dodici ore
di viaggio. Il resto rimane a Messina. In provincia di Messina sono
stati aboliti tutti i gabinetti delle stazioni (salvo quella del
capoluogo), per risparmiare. Ma in compenso faranno il ponte.

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Polvere. Le regioni non parteciperanno alla Conferenza nazionale sulle
tossicodipendenze (5-7 dicembre) indetta da An per il 5 settembre a
Palermo. In compenso parteciperanno il ministro Micciche’, in
rappresentanza del governo, e l’ex reggente nazionale di Azione Giovani
Nicola Calderone. La copertura mediatica e pubblicitaria dell’evento
verra’ affidata a un giovane professionista di Palermo, Alessandro
Martello, gia’ brillantemente distintosi con diverse campagne per Forza
Italia in Sicilia.

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Un contadino fa causa per ingiuria al padrone. Arriva il giorno della
causa e l’appuntamento e’ davanti al giudice di pace, ma e’ il 19
settembre, e gli avvocati fanno sciopero. Arriva davanti al giudice di
pace il contadino insieme a qualche amico come testimone, perche’ non si
sa mai. Viene accolto da un avvocato che dice “Salve, sono l’avvocato
della sua controparte, la volevo informare che dal momento che aderisco
allo sciopero degli avvocati lei puo’ anche andare, perche’ la causa non
ci sara’”. Il contadino annuisce, ma si reca alla stanza dove ci sara’
l’udienza dove… sopresa! Ci trova tutta la controparte in attesa che
il contadino non si presenti. Allo sciopero si scoprira’ che non ha
aderito nessuno, ma l’udienza e’ saltata lo stesso per cause non
spiegate. In procura dicono che e’ normale, cioe’ un avvocato puo’
scegliere l’udienza su cui scioperare. Dubbio: ma non e’ che si cerca di
avvantaggiare il padrone proprio nell’ambito delle procure? Il
contadino si chiama Alessandra Marsilii, il padrone (padre-padrone) e’
suo padre, uno dei massimi industriali di Pescara, quello che costruisce
i bunker per i maxi processi. [antonella serafini]

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Stefano Serafini wrote:
< Lunedi' 17 ottobre, nella citta' di Ramadi, nel settentrione dell'Iraq, un bombardamento statunitense ha causato almeno 70 morti. I media occidentali hanno ripreso la notizia dal portavoce delle forze occupanti, che hanno dichiarato di aver ucciso altrettanti insorti, a seguito di un attentato ad un blindato americano che aveva causato 6 morti tra i marines. In realta' veniamo poi a sapere dall'insistenza di una giornalista americana "disembedded", che tra i "terroristi" ci sono non meno di 18 bambini, e che il raid aereo e' una volgare ritorsione sulla popolazione civile della cittadina irachena >

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Cieffegi wrote:
< Nell'ultimo numero della "Catena" commenta aspramente il provvedimento di Cofferati contro i lavaveri di Bologna. Mi e' sorto il sospetto che la sua ostilita' sia dovuta, principalmente, al fatto che il sindaco ha recepito l'istanza di un assessore di An. Credo fermamente che tale richiesta non solo non sia razzista o diretta a danneggiare i "diseredati", ma sia sostanzialmente giusta. Tra i lavavetri di Bologna (che ricordo essere comunque abusivi) non ci sono solo brave persone che lo fanno per necessita'. Ci sono anche gli zingari della zona Fiera, che se un automobilista rifiuta il lavaggio (fatto con acqua spesso lurida) diventano aggressivi, minacciano e sputano sulla vettura. Ci sono tanti bambini, che non credo siano li' per loro libera scelta. Senza contare l'esistenza provata di organizzazioni criminali che sfruttano proprio i lavavetri stessi. Certo, Cofferati col provvedimento in questione potra' danneggiare qualcuno, ma forse finira' per rivelarsi un bene per molti. Siamo sicuri che a fare del buonismo a tutti i costi verso gli immigrati non si finisca poi per danneggiarli di piu'?>

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Massimo wrote:
< Sulla Stampa si segnala una scarsa partecipazione di giovani alle primarie. Posso confermarlo, per Torino, avendo passato l'intera giornata e buona parte della notte ai seggi in zona Santa Rita (quartiere molto popoloso e popolare di Torino). E' come se - per citare Tremonti, ma lui parlava degli effetti dell'euro - l'Italia sia uscita da una guerra: un'intera generazione scomparsa. Non so dare, ora, valutazione complesse. Sono sicuro che coloro tra i miei amici che non sono andati a votare hanno, e magari mi esporrano, ragioni validissime e ben costruite per non averlo fatto. In fondo, come ho sempre sostenuto: ogni popolo ha il governo e la classe politica che si sceglie e merita. Come cantava Gaber? liberta' e' partecipazione >

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Redazione Democrazialegalita wrote:
< Guarda che il listino bloccato dove NON puoi scegliere il singolo candidato c'e' anche adesso! In Italia le preferenze non esistono piu' dal 1994, e sono state sostituite dall'infame "listino bloccato" scelto dai partiti e imposto agli elettori senza nessuna possibilita' di mutazione. Questo nella parte proporzionale. Nella parte maggioritaria, peggio, visto che "the winner takes all"; nei collegi uninominali sono comparsi personaggi della serie "minestra o finestra", tanto piu' ignobili tanto piu' "sicuro" era il collegio. PS: in Toscana, i DS, il pdci, lo SDi, parte della Margherita, hanno approvato nell'aprile di quest'anno una legge UGUALE a quella in approvazione adesso in Parlamento. Hanno tolto le preferenze, hanno messo i premi di maggioranza, gli sbarramenti differenziati... >

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Franco Mistretta wrote:
< Fassino e D'Alema dicono che e' giusto esportare la democrazia, anche con le armi se e' necessario. Potremmo cominciare da Locri >

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Pasquale Iacopino wrote:
< Lo spettacolo Celentano-Santoro, che, vinto dalla noia, ho visto solo in parte, temo stia per diventare un caso politico-culturale da operetta, capace di distrarre l'opinione pubblica da problemi veramente seri e preoccupanti >

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Diego Cozzi wrote:
< Volevo intervenire in merito alla notizia della multa inflitta alle aziende di produzione del Latte per l'infanzia. Ho due figli di 5 e 1 anno, in entrambi i casi mia moglie non aveva latte materno. Quindi ho passato un anno col primo figlio e un anno col secondo ad acquistare latte per l'infanzia, lamentandomi ovviamente dei prezzi alti. Pero', oltre a sanzionare le industrie private (che come tali non sono Onlus) mi chiedo perche' nessuno parli mai del fatto che sul latte materno e su tutta l'alimentazione per l'infanzia (oltre ai pannolini) venga applicata dal Nostro Stato (che non dovrebbe avere fini di lucro sui Propri Cittadini) l'IVA al 20% anziche' l'IVA agevolata per i generi di prima necessita'. Se questi non sono generi di prima necessita', qualcuno mi spieghi cos'altro possono mangiare i neonati. Certo, la benzina e' cara, ma nessuno mi vieta di affrontare maggiori disagi e prendere l'autobus o la bicicletta; le sigarette sono care, ma non l'ha ordinato il medico di fumare; se pero' gli alimenti dei bambini sono cari, mica possiamo affamarli... >

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G.C. wrote:
< A proposito del caso Benanti: a Catania ci sono i corrispondenti delle maggiori testate nazionali (Alfio Sciacca per il Corriere, Michela Giuffrida per Repubblica, Fabio Albanese per La Stampa e Walter Rizzo per l'Unita'. Nessuno di questi giornalisti ha avuto la sensibilita' di render conto ai propri lettori di quanto avvenuto a Sigonella (e non parliamo poi di firmare l'appello) >

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Domenico Stimolo wrote:
< Ecco alcuni dei siti su cui si parla del caso Benanti, il giornalista-operaio licenziato perche' pacifista: www.articolo 21.info, www.arcoiris.tv, www.astuta.tv, www.amid.it (militari democratici), www.blog.erroneo.org, www.barcellonapg.it, www.bellaciao.org, www.controblog.it, www.carta.it, italy.peacelink.org/sanlibero, www.censurati.it, www.cassielheaven.iobloggo.com, www.cronacaoggi.it, www.didaweb.net, www.ilbarbieredellasera.com, www.ilportofranco.newtella.it, www.ilcampanile.it, www.inmovimento.it, www.indymedia.org, www.invisible.blogspoot.com, www.ildito.it (tolto pero' il giorno dopo...), www. ilbotteghino-online.it, www.icittadini.it, www.leinchieste.com, www.lists.peacelink.it, www.erroneo.org, www.lernesto.it, www.labtel.ing.uniroma1.it, www.macchianera.net, www.megachip.info, www.marcotravaglio.it, www.nazioneindiana.com, www.nonconoscocensura.splinder.com, www.notizie.fonzito.com, www.onemoreblog.org, www.peacelink.it, www.pane-rose.it, www.piazza.armerina.sicilia.it, www.radiocittaperta.it, www.rodolfoamodeo.it, www.stefanomencherini.org, www.terraeliberazione.org, www.terrelibere.it, www.terrediconfine.it, www.ufic.it, www.welfarcremona.it * * * E quelli su cui non se ne parla? Beh, lasciamo andare... :-) ________________________________________ pasquino wrote:

< Quando comandava il Re, si mangiava un pollo in tre. Con il saluto alla romana, si mangiava un pollo alla settimana. Con quelli del sia Lodato Gesu' Cristo, il pollo non s'e' piu' visto. Con quelli dei garofani rossi, sono spariti anche gli ossi. Adesso che comanda Berlusconi, senza i figli di Togliatti, stan sparendo anche i piatti >

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2 Responses to Catena di Sanlibero 307

  1. Massimiliano il 1 febbraio 2006 alle 10:04

    Leggo con curiositá il commento allo stilista Verola, volevo aggiungere alcune considerazioni. Una premessa, alcune istituzioni rappresentano un punto di riferimento, tuttavia le persone che le compongono possono commettere errori o pensare per i propri interessi, ma vanno considerate come indipendenti all’operato dell’instituzione. In un articolo apparso su El Mundo
    http://www.elmundo.es/suplementos/cronica/2005/517/1126389616.html
    si legge del progetto. Il Verola sembra apparire con le migliore intenzioni, ma come arriva in Afganistan. Nell’articolo si parla di una conoscenza casuale tra la direttrice del progetto e lo stilista. Occorre indicare che la Direttrice é la figlia della compagna del padre di Daniel Verola e che la madre della direttrice é dipendente dell’organizzazione che segue il progetto. Non si puó dire se effettivamente nel loro operato ci siano gravi mancanze, peró qualche illecito nel “code of conduct” dell’organizzazione che proibisce l’impiego di persone con legami di parentela penso ci sia.

  2. jan il 1 febbraio 2006 alle 10:55

    Grazie della segnalazione, Massimiliano. Dall’articolo risulta poi che vengono disegnati vestiti (copricapi etc) e non coperture integrali, quindi in un certo senso la notizia della Catena non c’è..



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