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Monna Chisciotte

di Davide Morganti

Napoli è una città non adatta alla guerra.

No, Napoli è una città buona per l’agguato, stretta com’è aizza i cecchini, invita all’aggressione, sollecita al corpo a corpo, esalta il tranello, non lascia respiro; è fatta di perforazioni e budelli, strettoie e angiporti; rende insopportabile il calore dell’altro.

Odia gli spazi, soffre però di claustrofobia, riduce il vuoto, lo compatta, stringe i suoi abitanti tra una parete e l’altra; seduce con il suo corpo, poi confida nel perdono divino con la mano sinistra e ammazza con la mano destra.

Le strade di Napoli hanno la sensualità dell’imboscata, hanno l’istinto delle bestie, riconoscono sempre il destino di chi le calpesta e decidono, quando sono in calore, di assecondare il suo invito erotico.

I letti degli ospedali sono lavori in corso, operai che sudano del sudore degli altri, che sanguinano del sangue degli altri, che guariscono della salute degli altri; per poi ricominciare a lavorare, sempre allo stesso modo.

Brani tratti da Monna Chisciotte Edizioni Compagnia dei Trovatori, pag. 93, 8 euro. (layout@trovatori.it)

15 Commenti

  1. caro davide
    mi pare che le strade di napoii sono proprio come dici tu. e oggi gli scrittori devono per prima cosa portare un pò di esattezza nel caos che ci circonda.

  2. portare esattezza nel caos che ci circonda?
    un compito per altri, non per gli scrittori.
    non chiedo esattezza all’artista, ma – banalmente, certo – emozioni.

  3. Estenuate metafore che si applicherebbero perfettamente anche a Genova e forse pure a Venezia e perché no, ad Algeri.
    Ricorda la scrittura iper-napoletanoide di Jean Noel Schifano (dieresi sulla e), per dire (La danza degli ardenti), dove Napoli gronda sensualità da ogni pezzo suo di tufo, da ogni crosta di intonaco, da ogni basola di basalto, come un enorme gigantesca ghiandola di Bartolini a scala urbana.

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