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Polar II/ Jean Bernard Pouy

Immagine tratta da Edgar Allan Poe, “The Gold-Bug” (A-3), Dollar Newspaper, Supplement, July 12, 1843, pp. 1 and 2

La morte del Poulpe*
di Jean-Bernard Pouy

traduzione di Paola De Luca

in memoriam E. Allan Poe

22 marzo
Allora il vapore s’alzò di parecchi gradi sopra l’orizzonte e perse gradatamente la sua tinta grigiastra.
Il calore dell’aria era eccessivo, con una sfumatura lattiginosa più evidente che mai. Una violenza agitazione si produsse intorno all’aereo. Fu accompagnata da uno strano fiammeggiare del vapore in cima e da una separazione momentanea alla base. Una polvere bianca finissima, simile alla cenere – ciò che certo non era – ricadde sul Policarpov mentre svaniva la palpitazione luminosa del vapore e il commovimento dell’acqua, lontana in basso, si placava.
Pedro si rannicchiò allora in fondo all’abitacolo, e non mi riuscì di convincerlo ad alzarsi.
Lo interrogai sui motivi che avevano potuto spingere i suoi compatrioti a distruggere i nostri nemici ; ma lui sembrava in preda a un terrore che gli impediva ogni risposta ragionevole. Restava ostinatamente coricato dietro di me, nell’esiguità della cabina : e mentre io continuavo a ripetere le stesse domande sul motivo del massacro, lui mi rispondeva soltanto con gesti idioti, tipo, per esempio, sollevarsi con l’indice il labbro superiore e mostrarmi i denti scoperti. Che erano neri. Fino ad allora non avevo mai visto quei canini da lupo. Pedro non parlava più, e io non sapevo che pensare della sua apatia. Sospirava, e basta.
Vicino a noi passò uno di quegli uccelli bianchi la cui apparizione, due giorni prima, aveva già provocato nel vecchio un turbamento fortissimo. Ebbi voglia d’afferrarlo al passaggio ; ma fui preso da un oblio, da un’improvisa indolenza e non ci pensai più. Una sostanza cenerina prese allora ad abbattersi sulla carlinga, di continuo e in enorme quantità. La barriera del vapore a sud s’era levata a un’altezza prodigiosa sopra l’orizzonte, e cominciava a prendere una grande nettezza di forme. L’unico paragone che mi venne in mente fu una cataratta senza limiti, che ruzzolava silenziosamente sul mare dall’alto di una sorta di bastione immenso perduto nel cielo. Il tendone gigantesco occupava tutta la distesa a sud dell’orizzonte.
Allora delle tenebre funeste planarono su di noi ; dalle profondità lattiginose dell’oceano scaturì un fulgore di luce che scivolò sui fianchi dell’aereo. Mi sentii come oppresso da questa valanga opaca e bianca che si ammassava sopra di noi e sull’aereo per poi fondersi cadendo nell’acqua. L’alto della cataratta si perdeva interamente nell’oscurità e nello spazio.
Eppure, era evidente che ce ne avvicinavamo a velocità mostruosa. Di quando in quando si potevano scorgere dei vasti spacchi aperti in questa coltre, ma solo momentanei, e attraverso gli spacchi, dietro ai quali s’agitava un caos d’immagini galleggianti e indistinte, si precipitavano correnti d’aria potenti e silenziose che aravano volando il Mediterraneo incandescente.
Le tenebre si fecero sempre più spesse, temperate solo dal chiaro delle acque, che riflettevano il sipario bianco teso davanti a noi. Uno stormo d’uccelli giganteschi, d’un bianco livido, spiccavano senza sosta il volo da dietro lo strano velo, e il loro grido era il sempiterno nopasaran ! che cacciavano fuggendo via. In quei frangenti, Pedro si mosse un poco in fondo all’abitacolo…
– Che scocciatura, bofonchiò, sembra di stare in Arthur Gordon Pym !
A quel punto precipitammo nell’abbraccio della cataratta, in cui s’aprì un baratro, come per riceverci. Ma ecco che ci sbarrò la strada una figura velata, dalle proporzioni molto più grandi di qualunque abitante della terra. E con la pelle del candore perfetto della neve.

*Jean Bernard Pouy ha creato il personaggio del Poulpe, investigatore anarchico e di cui esistono più di duecento libri (ed. la Baleine) scritti ogni volta da un autore differente. JB ha firmato il primo episodio, La petite écuyère a cafté .

Pubblicato su Sud numero 2. Ultime righe del capitolo finale delle avventure del « Poulpe » tratto da « Mai a sangue freddo » di Jean-Bernard Pouy, di cui segnalo questa intervista http://perso.wanadoo.fr/arts.sombres/polar/2_dossiers_entretien_Pouy_it.htm

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francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux. Ultimo romanzo pubblicato: L'amico spagnolo
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