A Gamba Tesa/ Nero Luci

27 gennaio 2006
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Majakovskij fotografato da Rodcenko

A mali estremi
di Nero Luci

La commedia è tale perché finisce bene.
Ma il lieto fine sforzi divini e sforzi si fanno per equilibrio
V’è eccesso d’inferno nella società, eccesso d’empio, d’illegittimo potere, di bisogni indotti a distrarre volontà. Necessita surrealtà di Tartaro, purgatoriale critica, visioni celestiali; se n’è necessita l’eccesso, a onore del vissuto e del vivente.
Questa è lettera preraffaellita alla generazione nata durante il genocidio che battezzò la grande crisi cosmica; affinché ci si prenda responsabilità, domando tigri.
Nel romanzo più fondamentale del secondo dopoguerra italiano – Petrolio – nella nota 2 dell’appunto 74a, si denuncia la scomparsa delle iniziazioni, della sola onestà del ciclo del grano; non è il caso d’esser troppo pessimisti (ottimismo della volontà!), ma sono indubbie l’abissale povertà di coscienza, i giuramenti non rispettati, la degradazione culturale etnica e politica in questo paese.
Ho rabbia no global per patria mia indegna di sua lingua storia geografia che mi appartengono,che ci appartengono. Purtroppo o per fortuna (per poco calvinismo) è qui che il neocapitalismo,lo spettacolo liberaldemocratico, il dogma religioso sembrano mostrare la loro versione più volgare, meschina e criminale.
Il nemico è più sincero, e ciò dimostra il nostro primato e l’elezione divina della nazione.
Il tecnofascismo infatti – come scritto dal corsaro veggente – si dichiara antifascista; si elegge un nulla ideologico mafioso centrodestro e centrosinistro, e chi lo vota o non lo vota non pare tanto meglio,e solo gli estremi toccano questioni reali.
Coltura e cultura sono soffocate, umiliate dalle leggi del mercato (causa ossessione falso oro, e l’oro solo uno dei semi dei tarocchi) producono poco di sano, molta nocività.
In latitanza i lavoratori d’intelletto (d’amore!), è il giornalismo è salariato pensiero unificante e viene meno ai suoi doveri, e viene sostituito da comici e dalla satira sacra e chirurgica, (è Grillo che informa, nel silenzio dei giornali, salotti e tv).
Dunque noi artisti, scrittori,poeti, che fare? Che poetare?
È questione di sensibilità intercettare ciò che schiavizza la razza umana (e i padroni cosidetti ne sono i più schiavi); occorre sentire – come i grandi poeti – che lo scontro finale è imminente.
Occorre nuova poesia civile, anche se bucolica. E raccogliere eredità del nostro passato ed esser degni della poesia e dell’economia politica di Dante, di Leopardi, della trinità Carducci –Pascoli –D’Annunzio, dell’ermetismo onesto,di Pasolini lasciato solo allora ed ora.
Ancora insistere sulla riconquista della parola, caduta dal sacro alla pubblicità, e parla il primo ministro di falsa percezione di povertà d’Italia e così si smaschera ancora.
E religione della bellezza e culto della bellezza (il brutto – diagnosi- non le è antitetico, anzi; purgatorio come sintesi), che ricordi all’umanità e all’Italia ciò che vale la pena di fare.
E criticare ferocemente, quanto ferocemente s’impone, questo modello di sviluppo (la rotta no-tav, ad esempio, è strategica), e bloccare sì la televisione finché non sia controllata da un Minculpop saggio ed incorrotto di un partito principe papato dell’intelletto generale.
E di fronte allo spettacolo dell’usura conclamata del mondo finanziario non basta sapere che finirà all’inferno e anzi c’è già, ma è fondamentale battersi per la ridistribuzione delle ricchezze, e per il loro uso per l’arte.
Vanno studiate le teorie economiche di Pound sul credito sociale, và diffusa l’idea del reddito di cittadinanza, come piattaforma minima di lotta politica sociale; perché sia dato ad ogni uomo e donna (ad ogni stella, come dice il Profeta) il proprio piatto d’oro, di grano.
Per vincere l’imperante alienazione produttiva e del consumo con l’amore, e la falsa coscienza con la vera volontà.

Nero Luci

2 Responses to A Gamba Tesa/ Nero Luci

  1. sparajurij il 28 gennaio 2006 alle 10:25

    per chi fosse interessato.
    Nero Luci e San Petronio presenteranno il loro destino, lunedì sera, 30 gennaio, in piazza maggiore a Bologna, caffé, La Linea, 21.30.
    Assistenza di Stefano Enea Virgilio Raspini.

  2. mal il 29 gennaio 2006 alle 21:22

    Questa foto del gigante è bellissima. Nero Luci non è bellissimo, l’ho visto l’altro giorno, ma è più bello di raspini. La trinità carducci-pascoli-d’annunzio m’impaurisce. Esteticamente parlando.



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