Billy The Kid by Jack Spicer (1958)

Ecco dunque la terza poesia di Billy the Kid di Jack SPicer, nella sua versione originale e nella mia traduzione francese. Ogni settimana, continuerò a dare una nuova poesia. Vi propongo un grande contributo di traduzione: tradurre al vostro giro l’integrità di questo libro – che conta cinque pagine – nel massimo di lingue. Ben sicuro, molte traduzioni possono essere fatte nella stessa lingua.

A voi…

Voici, donc, le troisième poème de Billy the Kid de Jack Spicer, dans sa version originale et dans ma traduction française. Chaque semaine, je continuerai à donner un nouveau poème. Je vous propose un grand concours de traduction : traduire à votre tour l’intégralité de ce livre – qui compte cinq pages – dans le maximum de langues. Bien sûr, plusieurs traductions peuvent être faites dans la même langue.

À vous…

(Eric Suchère)

More...

III/X 

There was nothing at the edge of the river
But dry grass and cotton candy.
“Alias,” I said to him. “Alias,
Somebody there makes us want to drink the river
Somebody wants to thirst us.”
“Kid,” he said. “No river
Wants to trap men. There ain’t no malice in it. Try
To understand.”
We stood there by that little river and Alias took off his shirt and I took off my shirt
I was never real. Alias was never real.
Or that big cotton tree or the ground.
Or the little river.

 

Il n’y avait rien au bord de la rivière

Sinon de l’herbe sèche et du coton candi.

« Alias », lui dis-je. « Alias,

Quelqu’un là veut nous fait vouloir boire la rivière

Quelqu’un veut nous assoiffer. »

« Kid », dit-il. « Aucune rivière

Ne veut piéger les hommes. Y a pas de méchanceté en elles. Essaye

De comprendre. »

Nous étions là près de la petite rivière et Alias enleva sa chemise et j’enlevais ma chemise

Je ne fus jamais réel. Alias ne fut jamais réel.

Ou ce grand cotonnier ou le sol.

Ou la petite rivière.

Print Friendly, PDF & Email

6 Commenti

  1. Alias/ le Kid, entité à deux têtes. Je me souviens du film de Peckinpah où cette notion n’était guère évidente. Alias était plus que fidèle, il se fondait dans le destin du Kid, d’où probablement son surnom. Un guide discret et avisé hors du temps et de toute morale.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Il nostro tempo insieme

di Sara Mazzini
Questa ora è la mia casa, pensa, mentre lui già richiude la porta, le sfila la giacca del completo di cotone leggero.

Plug-in? Plug-out!

di Alberto Giorgio Cassani
Alcune puntuali considerazioni sulla fine della Nakagin Capsule Tower, un capolavoro architettonico degli anni Settanta conosciuto in tutto il mondo, marcatore del paesaggio di Tokyo e del nostro immaginario.

I fratelli Ndiaye-NDiaye

di Andrea Inglese
La nomina di Pap Ndiaye al Ministero dell’Educazione Nazionale del nuovo governo della presidenza Macron e del primo ministro Élisabeth Borne non è banale, per vari motivi.

Les nouveaux réalistes: Giovanni Palilla

di Giovanni Palilla
Caro figlio mio, chiudo questa lettera con una richiesta. Mi dirai: come posso esaudire una tua richiesta dopo quello che mi hai detto, dopo tutto l’odio che mi hai riversato in un’unica soluzione, senza pietà?

Antenati a Costantinopoli: come il Risorgimento italiano è sbarcato in Turchia

Antenati a Costantinopoli ricostruisce le reti di relazioni, spesso dimenticate, tra Risorgimento italiano e riformismo ottomano, permettendoci di fare paralleli continui tra la recente attualità politica in Turchia e in Europa...

Su “Memory Box” di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige

di Roberto Todisco
Il giorno della vigilia di Natale, a Montreal, a casa di una famiglia composta di sole donne (nonna, madre e figlia) arriva una misteriosa scatola. [...] Il pacc arriva da Beirut, la città da cui Téta e sua figlia sono fuggite durante la guerra civile libanese degli anni ottanta.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: