Juke Box/ Il lavoro

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di Piero Ciampi 

Il lavoro? Ancora non lo so.
Mi hanno preso? Non mi hanno detto niente.
E allora? Ti ho detto, non so niente.
E allora? Allora non lo so,
non lo so, non lo so, non lo so,
non lo so, non lo so.


Ti ho portato qualche cosa che ti piacerà,
ecco il giornale e un pacchetto di sigarette
e dietro a me c’è una sorpresa,
un ospite, un nuovo inquilino:
c’è la mia ombra che chiede asilo
perchè purtroppo anche stavolta
devo dirti che è andata male.

Ma non è successo niente, non è successo niente,
fai finta di niente, non è successo niente,
accendi una sigaretta, chiudi la finestra
e spogliati…
Io ti porto a nuotare,
ti faccio vedere la schiuma bianca del mare,
niente suoni, io e te soli
io e te soli, io e te soli.

Ricordi quel mattino? Quando sono venuto a prenderti
per andare a sposarci e quando siamo entrati in
quell’ufficio… tu mi hai detto “ma dove mi hai portato?”,
Ho detto “eh… ti ho portato qui per sposarti” e tu
ridevi, poi a poco a poco sei diventata seria e poi
piangevi e io ridevo… ti ricordi quel mattino?
È come questo, ti amo come allora.

Facciamo l’amore, facciamo l’amore,
facciamo l’amore, facciamo l’amore,
facciamo l’amore…
non parlare, non chiedere spiegazioni,
non mi creare complicazioni,
non è cambiato niente, provvederò,
ma domani è domenica e ti porto a nuotare
fino a mezzanotte.

Il lavoro? Ancora non so niente.
Mi hanno preso? Non mi hanno detto niente.
E allora? E allora non lo so.
E allora? Ti ripeto, non so niente,
non so niente, non lo so, non lo so,
non
lo
so.

(Nella foto: un fotogramma di “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri)

8 Commenti

  1. Indimenticabile Piero estremamente dotato, splendido sprecatore di talento, che si è trovato a vivere in un mondo in cui chi talento non ce l’ha – o ce ne ha molto poco – però furoreggia.

  2. E’ una canzone disperata e forte insieme. Il mondo vuole da noi sempre quello che c’interessa meno di dare – troppo spesso fa di noi un estraneo.

    Nella stanza dove facciamo l’amore c’è tutta la vita e facciamo così tanta fatica a difenderla, a farla accettare.

  3. Anch’io mi ritrovo nelle sue parole – perchè vivo male la mia vita / ma lo fo con grande amore – usando il suo modo geniale di descrivere il malessere esistenziale.
    E allora:
    “Andare camminare lavorare
    il passato nel cassetto chiuso a chiave
    il futuro al Totocalcio per sperare
    il presente per amare
    non è il caso di scappare
    andare camminare lavorare
    andare camminare lavorare
    dai, lavorare!”

    Sarà un caso ma mi ricorda Ferretti dei CCCP che declama:
    “produci consuma crepa
    sbattiti fatti crepa
    cotonati i capelli
    riempiti di borchie
    rompiti le palle
    crepa”

    Penso anche lui si sia ispirato a Ciampi, inconsapevolmente, certo.

    Ed io sono contenta che tu esisti, fk.

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