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L’Italia (unita?) vista dai blogger

L’Italia (unita?) vista dai blogger: è il tema dell’incontro organizzato dall’Unità per domattina dalle 11 alle 13. Per verificare quale sia dalla rete la visuale dell’Italia contemporanea.  Si può seguire la diretta streaming sul sito unita.it, e dialogare sia via mail (unisciti@unita.it) sia via Facebook e Twitter. Scrive l’Unità: “Guarderemo il nostro Paese attraverso i loro occhi politicamente scorretti: quelli di Metilparaben, brillante blogger premiato come “Blog Rivelazione 2010”, o quelli di Alessandro Gilioli (Piovono Rane, blogger dell’anno). E con loro Vittorio Zambardino (Scene Digitali, lo storico blog de “La Repubblica”), Spinoza (miglior blog 2010), Uomomordecane (il «cattivo più temibile della blogosfera 2010»), Leonardo Tondelli (Leonardo, miglior blog d’opinione), Malafemmena (miglior blog erotico 2010), Luca Sofri e Francesco Costa del Post (miglior blog giornalistico dell’anno), due tra i principali blog letterari italiani: Nazione Indiana con Marco Rovelli e Loredana Lipperini (Lipperatura), Giuseppe Civati (Ciwati, tra i migliori blog politici italiani) e tanti altri. L’incontro sarà moderato da Concita De Gregorio (Invece) e da Giovanni Maria Bellu (Nemici).”

16 Commenti

  1. Chi si rivede… Ma la domanda è: perché la tua domanda?
    Quanto alla vicenda linkata non ne sapevo nulla, personalmente
    (già che c’ero ti ho risposto anche di là :-)

  2. L’Italia (unita?) vista dai blogger – Nazione Indiana…

    L’Italia (unita?) vista dai blogger: è il tema dell’incontro organizzato dall’Unità per domattina dalle 11 alle 13. Per verificare quale sia dalla rete la visuale dell’Italia contemporanea. Si può seguire la diretta streaming sul sito unita….

  3. Per molte ore il padre gli parlò, prima di spegnersi. Gli disse: «Offri centomila lire a chi ti salva». Benedetto sarà l’unico superstite della sua famiglia massacrata dal terremoto” (Roberto Saviano, Vieni via con me, Feltrinelli 2011 – pag. 7).

    Benedetto era sepolto fino al collo nelle pietre, aveva però il capo fuori di esse. Il giovinetto fu estratto dalle rovine verso mezzogiorno, poco prima che il padre avesse cessato di parlare. Si racconta che con gran senso pratico dicesse al figlio ‘offri centomila lire a chi ti salva’»”. (dall’intervista rilasciata da Croce a Ugo Pirro per il periodico Oggi)

    A mio modesto parere Roberto Saviano risulta indifendibile anche in questo caso. Infatti scrive che il padre di Croce ” Gli disse “, mentre Ugo Pirro conclude l’intervista a Benedetto Croce, per inciso su OGGI, con una nota di colore, adoperando il ” si racconta ” per riferire la maliziosa diceria, la quale ritengo non poteva in alcun modo esser suscettibile né di conferma né di smentita da parte di un serio studioso, che se tanto mi dà tanto doveva considerare la qualità della rivista alla pari della carta igienica, forse anche meno.

    Gli disse e si racconta. ” Gli disse ” potrebbe anche essere una fonte valida, sempre che si riesca a scovare il testimone e sottoporlo a un pur minimo di test di attendibilità. ” Si racconta ” non è mai mai mai una fonte secondo la deontologia del giornalismo, che evidentemente non è il campo professionale di Saviano. Appunto: qual’è il campo professionale di Saviano? In questa circostanza l’alibi della romanzeria non lo può presentare…

    Giusto per dire…

  4. larry, ho sentito per caso saviano ieri sera su la7. Ha citato la fonte di Ugo Pirro, dicendo che quel “si racconta” è riferito a un articolo di giornale dell’epoca del terremoto, in cui era stata raccolta la testimonianza del giovane Croce.

  5. infatti quanto riportato da massino non fa propriamente parte dell’intervista fatta da pirro a croce, ma è una citazione presa da un cronista dell’epoca … massino ha preso la citazione dalla rete e non ha neppure letto attentamente ;-(
    geo

  6. 100.000

    Il denaro, possedendo la caratteristica di comprar tutto, di appropriarsi di tutti gli oggetti, è dunque l’oggetto in senso eminente. L’universalità di questa sua caratteristica costituisce l’onnipotenza del suo essere; è tenuto per ciò come l’essere onnipotente. Il denaro fa da mezzano tra il bisogno e l’oggetto, tra la vita e i mezzi di sussistenza dell’uomo. Ma ciò che media a me la mia vita, mi media pure l’esistenza degli altri uomini per me. Questo è per me l’altro uomo.
    «Eh, diavolo! Certamente mani e piedi, testa e sedere son tuoi! Ma tutto quel che io mi posso godere allegramente, non è forse meno mio? Se posso pagarmi sei stalloni, le loro forze non sono le mie ? Io ci corro su, e sono perfettamente a mio agio come se io avessi ventiquattro gambe»

  7. @georgia

    massino ha preso la citazione da un articolo del signor Dario Borso su Primo Amore, linkato poco sopra dal signor Borsh. Noto appena che i patronimici si somigliano. massino continua a ritenere che il ” si racconta ” sia un ingranaggio primario della famigerata macchina per fabbricare fango di primissima qualità.

    @Borsh

    Ad bestias dicere o ricuntare num interessum ergo sum in tenebris pecunia non olet mihi heri et tibi hodie corruptissima republica vulgus veritatis pessimus interpres testibus non testimoniis creditur invenit forte calvus in trivio pectinem de gustibus non est disputandum. In dubiis abstine. Festina lente. Tabula rasa. Augh!

  8. @marco

    la situazione è imbarazzante. Saviano ha dichiarato a La7 di non essere stato interpellato da nessun organo d’informazione sull’affaire Croce, mentre sui giornali di centro-destra e in rete impazzava la campagna denigratoria nei suoi confronti. Per puro senso civico&professionale ne ho parlato su Il primo amore.
    Ma il punto è questo: Saviano, benché non posti da 9 mesi su NI, è ancora un redattore di NI: possibile che i rapporti tra lui e il resto della redazione siano così “sfilacciati” da rasentare ll silenzio/indifferenza? Bastava che un solo redattore della ventina ponesse un paio di domande secche a Saviano e postasse qui le sue secche risposte.
    La situazione è imbarazzante perché, pur avendo raccolto altri elementi sull’affaire, “dovrei” scriverne qui, in un thread popolato, oltre che da me, da giorgia e larry. Preferisco svelare gli elementi al bar del paese mio. a meno che non mi diate un post su cui proseguirò il discorso cominciato su

    http://www.ilprimoamore.com/testo_2205.html

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marco rovelli
Marco Rovelli nasce nel 1969 a Massa. Scrive e canta. Come scrittore, dopo il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, ha pubblicato Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L'inappartenenza. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste, tra cui Nuovi Argomenti. Collabora con il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana "Margini a fuoco" insieme a Marco Revelli. Come musicista, dopo l'esperienza col gruppo degli Swan Crash, dal 2001 al 2006 fa parte (come cantante e autore di canzoni) dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio, gruppo che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti. In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo "racconto teatrale e musicale" che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone.