Restiamo Umani

15 aprile 2011
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Hanno giustiziato Vittorio Arrigoni.

(Era stato rapito  nella Striscia di Gaza da un commando estremista salafita non meglio identificato. Il suo corpo senza vita è stato trovato in un appartamento di Gaza City dai miliziani di Hamas diverse ore prima della scadenza dell’ultimatum che i sequestratori avevano fissato alle 16 di oggi).

Sconcerta e fa riflettere quanto si legge su Invisible arabs in merito alla morte di Vittorio Arrigoni e di Juliano Mer Khamis. Tanto più che: «Fonti ufficiali del governo di Gaza hanno dichiarato alla nostra redazione (infoPal) che non esiste alcuna organizzazione legata ad al-Qa’ida a Gaza»

Perché è stato ucciso questo giovane intellettuale italiano, attivista per i diritti umani dell’International Solidarity Movement?
Che il lutto per questo assassinio non sia anche il lutto della verità.

Vittorio Arrigoni: Restiamo Umani

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72 Responses to Restiamo Umani

  1. plessus il 15 aprile 2011 alle 18:44

    Vittorio Arrigoni fu uno dei pochi giornalisti occidentali che fece filtrare qualche luce di verità durante l’invasione israeliana a Gaza all’inizio del 2009, e il relativo massacro della popolazione palestinese.
    E’ lecito pensare che, se “non esiste alcuna organizzazione legata ad al-Qa’ida a Gaza” esistono invece frange del mossad che eseguono i lavori più sporchi.
    Vittorio era uno che da anni dava molto fastidio, fonte continua di informazioni sulla situazione a gaza dal sito http://guerrillaradio.iobloggo.com/ , rimasto ad ora muto e non aggiornato.

  2. ng il 15 aprile 2011 alle 19:57

    È difficile sapere se le ipotesi di InfoPal sul coinvolgimento di Israele siano fondate. Di certo, è verossimile lo scenario: in fondo, Arrigoni era un tenace oppositore della politica di Israele e, come scrive Plessus, il Mossad non è nuovo ad atti del genere, così come non è una novità l’uso strumentale, da parte dello stesso servizio segreto israeliano, di gruppi estremistici in funzione anti-Hamas. E poi, in fondo, “cui prodest scelus, is fecit” …

    Al “restiamo umani” di Arrigoni, oggi, si addice il grido disperato di Antigone: “Dal ventre di Tebe i disumani, e per questi diverrò polvere”.

    PS: spero vivamente che Saviano abbia il pudore di tacere .

    NeGa

  3. andrea il 15 aprile 2011 alle 20:10

    Hanno giustiziato?

  4. lorenzo galbiati il 15 aprile 2011 alle 20:38

    A parte l’incipit infelice, prima di parlare di teorie complottiste sulla sua uccisione, basate finora di fatto solo su congetture, non sarebbe stato più “umano” ricordare chi era Vittorio, che cosa ha fatto negli ultimi 3 anni in Palestina?

  5. franz krauspenhaar il 15 aprile 2011 alle 22:33

    è un pò come il venditti finto impegnato di “hanno ammazzato pablo, pablo è vivo”…

  6. gianni biondillo il 15 aprile 2011 alle 22:44

    Era De Gregori, non Venditti.

  7. Antonio D'Agostino il 16 aprile 2011 alle 06:24

    il “caro” Saviano non si è mai degnato di dare risposta a Arrigoni sulla questione Israelo-palestinese . è un chiaro sintomo di come Saviano è preda di un insano narcisismo mediatico . non accetta critiche , anche quando parla di cose che non conosce e viene sempre presentato in pompa magna come se fosse il dio Pan della verità televisiva. Perchè non accetta contradittori ?

  8. Ennio Abate il 16 aprile 2011 alle 07:13

    Lettera a un giovane morto invano per una pace che non ci sarà

    Restiamo Umani
    Vik da Gaza city

    Caro Vittorio,

    da uno dei tanti inutili uffici pace messi su nei comuni d’Italia (per salvarsi la coscienza e continuare intrighi e politica di piccolo cabotaggio), l’amica Ornella ha fatto spuntare oggi sul video del mio PC, un comunicato di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, nel quale si annuncia che «il 29° Seminario nazionale» di tale organizzazione «che si apre oggi ad Assisi sarà dedicato a Vittorio Arrigoni». Chissà, ti dedicheranno pure strade, scuole, parchi!
    Che ipocrisia!
    Trovo indecente, subdola, viperina la prontezza con cui si gioca d’anticipo su ogni possibile concorrente e ci si appropria della tua morte. La lobby pacifista italiana ti vuole “santino pacifista subito”! Guai se, ragionando sulla tua uccisione, si uscisse dal piagnisteo! La spiegazione da far circolare nel “mercatino della pace” è una sola ed è già pronta: Lotti ha detto che la tua uccisione è «assurda». E chiude così qualsiasi interrogativo più scomodo.
    Rassegniamoci, dunque?
    È una buona, consolidata, abitudine italiota non andare a fondo sui “fatti di sangue”. Sono stati mai trovati gli esecutori e i mandanti della strage di Piazza Fontana o di Brescia?
    Ovviamente, anche questa è una cosa «assurda». Ma ce la teniamo così. Tutto è Assurdo qui da noi. E altrove? Non è forse «assurda» la vita dei palestinesi, che tu “assurdamente” (il Lotti ricorda che tu per alcuni eri «un pazzo», per altri «un estremista», per altri ancora «un eroe, un sognatore, un idealista») hai voluto andare a vedere da vicino e addirittura condividere?
    Ma a te posso dirlo: e se la nostra vita e quella dei palestinesi fossero dominate da un’Assurdità apparente? E se le cose, che dichiaramo ( per viltà, per pigrizia) “assurde”, fossero invece vere, inquietanti, normali? Anzi logica conseguenza delle scelte politiche di capi di Stato (israeliani, europei e über alles del Nobel per la pace Obama) che purtroppo –ahimè, caro Vittorio! – le fanno restando “umani” (e anzi, da un po’ di tempo, anche “umanitari”)?
    Per cancellare sul nascere questi “cattivi pensieri” che vengono quasi spontanei vedendo che, malgrado queste Nostre Guide così “umane” e “umanitarie”, il mondo va storto, sempre più storto, ecco pronti i comunicati stampa placebo alla Lotti: contro «l’indifferenza che circonda tante tragedie umane come quella dei palestinesi di Gaza» e contro – sempre indeterminati, sempre innominati! – «prigionieri del cinismo e dell’egoismo».
    Anche questa a te posso dirla: e se imparassimo a nominare i Nemici che alimentano questa indifferenza, cinismo, egoismo? Ah, sei d’accordo anche tu? Non mi stupisci. L’avevo capito dai tuoi coraggiosi scritti di pacifista (convinto o per forza di cose, vista la miseria delle scelte morali o politiche oggi possibili…).
    Vedi, invece, come il Lotti interviene subito a disinfettare: «Vittorio non ha mai voluto far del male a nessuno».
    E certo, il “male” come potevi farlo, come possiamo farlo? (Ma è “male” ribellarsi anche con le armi a chi ci opprime?). Noi tutti – pacifisti o non pacifisti – che “ male” possiamo oggi fare, se “male” e “bene” lo decidono soltanto quelli che dispongono di bombardieri, di atomiche, di eserciti regolari, di banche, di televisioni?
    Noi (e le vittime di questo sistema) abbiamo, forse, ancora la capacità di odiare i nostri Nemici. Ma, secondo Lotti, dovremmo vergognarci o colpevolizzarci se l’odio affiora a volte nei nostri cuoricini e si fa indignazione e tenta di individuare bersagli precisi. Noi l’odio dovremmo continuare a scaricarcelo addosso tra noi. (Come purtroppo è accaduto tra i vari raggruppamenti politici dei palestinesi. Ovviamente per colpa loro! L’ottusa volontà politica e i calcoli di Israele e dei suoi “democratici” sostenitori non c’entrano, come non c’entrano adesso in Libia le manovre dei Sarkozy, dei Camerun, degli Obama). E vuoi mettere la capacità di violenza di costoro a confronto con quella dei palestinesi?
    Sfigura, non ha dignità, è follia, deve continuare ad esplodere disperatamente e non farsi mai politica più precisa.…
    Purtroppo sì, con la tua uccisione, come scrive Lotti, «si spenge una voce». (Ah, che tocco classico in questo verbo!). Egli e i suoi discepoli, invece, continueranno a predicare e a dirigere inutili dibattiti «per la pace e la libertà, i diritti umani e la democrazia», che «metteranno a confronto» – inutile strascico parolaio di ogni evento terribile « oltre trecento giovani, gruppi, associazioni, amministratori locali, insegnanti e giornalisti».
    Caro Vittorio,
    un’ultima cosa. Il tuo slogan «restare umani» per me era sbagliato. Però quando lo pronunciavi tu, con la tua voce, e da Gaza, l’ho sempre trovato sincero e rispettabile. Da oggi sulle bocche di Lotti e altri lo riterrò solo una menzogna per istupidire e non far ragionare. Onore solo a te.

    Samizdat Colognom

  9. Michele il 16 aprile 2011 alle 09:10

    E’ vero: bisognerebbe parlare in queste ore dell’opera umanizzante e pacifista di questo giovane… Ma non vi nascondo che anch’io, a pochi secondi dalla notizia della sua morte, ho cominciato a pensare a una pista “mossadiana”… E’ difficile non pensarci. Se così è la verità non verrà MAI fuori: lo dico soprattutto ai suoi amici e ai suoi stretti collaboratori che sanno quali erano i suoi nemici e chi lo voleva far tacere. Non verrà mai fuori la verità perché l’Italia è un paese ‘scodinzolante’ e, come ci insegnano altri casi storici dolenti e irrisolti, l’asse anglo-israelo-statunitense non si tocca perché siamo e saremo sempre una colonia.
    Restiamo svegli!

  10. transit il 16 aprile 2011 alle 09:23

    A Vittorio Arrigoni

    Una piccola testimonianza di luce
    scivola nelle tenebre.

    Il sangue, in ecchimosi,
    macchia il pensiero bambino.

    Migranti, palestinesi, chi è spogliato
    dei diritti o l’umanità accerchiata.

    Numeri, armi e proclami nascosti
    ostentati sfacciatamente.

    I confini, chiamati il bene,
    per bocca del dio delle religioni e del mercato.

    Circolano le merci, le armi, le centrali nucleari
    e lo sfruttamento ma non gli esseri umani.

    Vittorio Arrigoni soltanto un altro “illuso”;
    solo contro i poteri forti;

    solo e, insieme ai deboli; soli, gli ultimi,
    contro democrazie di guerra e di facciata.

    Democrazie ingozzate e obese di armi,
    in nome di dio e per diffondre il verbo di dio:

    uccidere gli inermi: massacrare gli ultimi,
    sui cui banchettano gli assassini dai volti umani.

    A uso interno, le navi da guerra, propaganda
    le navi da guerra, le vacanze degli occidentali:

    sos cablo sms epistole di morte moderna:

    avvistati civili morire annegati, i paradisi fiscali,
    trasportano moneta

    quale controllo dei conflitti economici,
    sociali e geopolitici,

    il conflitto armato
    o l’intervento umanitario, alimenta

    la guerra tra bande e governi di bande.

    assassini con licenza di uccidere
    e macellai di popoli:

    le due facce della stessa medaglia.

  11. franz krauspenhaar il 16 aprile 2011 alle 09:39

    era de gregori.

  12. milka il 16 aprile 2011 alle 12:19

    Sono ormai talmente pochi i giornalisti che dall’estero ci raccontano davvero la realtà. E sono ancora meno quelli che lavorano per promuovere la pace. Li stanno uccidendo tutti. E magari qualche meschino arriva a dire: “se la sono cercata”!. Ma aveva ragione Vittorio Arrigoni. Per piacere, restiamo umani. Restiamo umani.

  13. véronique vergé il 16 aprile 2011 alle 14:21

    Restiamo unici.
    E’ una parola giusta. Si deve dignità di fronte a un crimine orribile.
    Non apprezzo il commento di Antonio d’Agostino. Non voglio fare polemica nel mio commento, perché è troppo
    grave la morte di un giornalista che faceva bene il suo lavoro.
    Anche Roberto Saviano è un giornalista di talento, onesto, appassionato.
    “Hanno giustiziato” mi fa orrore.

  14. véronique vergé il 16 aprile 2011 alle 16:50

    Condivido il commento di Lorenzo Galbiati. Spero non leggere commenti che siano solo l’occasione di criticare Roberto Saviano. Ciascuno è libero di parlare o no, di rispondere o no, anche di cambiare di opinione.
    Vorrei conoscere di più su Vittorio Arrigoni.

  15. Lucio Angelini il 16 aprile 2011 alle 18:19

    Povero ragazzo. Ha dedicato la sua vita e la sua giovinezza alla causa della libertà, della pace e dell’autodeterminazione dei popoli. Chi l’ha ucciso o ne ha commissionato la morte dovrebbe gettarsi da solo in un forno.

  16. natàlia castaldi il 16 aprile 2011 alle 19:06

    Cara Veronique, ci tengo a precisare che in nessun modo intendo attaccare o parlare male di Saviano che per tante altre ragoni ritengo sia stato prezioso; purtuttavia trovo deludente e dolorosa quella presa di posizione di Saviano e, in tal senso, mi sento assolutamente concorde con l’invito che Vittorio gli fece alla riflessione… e una sua risposta, proprio in virtù del rispetto e della “comunicazione”, sarebbe stata quanto mai opportuna. e non c’è stata. un treno perso.

  17. carlo cuppini il 16 aprile 2011 alle 23:19
  18. Simona Baldanzi il 17 aprile 2011 alle 18:42

    “lo scrittore israeliano, Etgar Keret, ha chiesto alla famiglia di ripensarci per non trasformare “il suo ultimo viaggio in un simbolo dell’odio e del rifiuto verso coloro che considerava nemici”, Egidia Beretta ha risposto che “Israele non lo ha voluto da vivo e non lo avrà neanche da morto. Vittorio non poteva entrare in Israele: lo avrebbero arrestato – ha ricordato la donna – in Israele era stato picchiato, incarcerato, era considerato un ‘indesiderabile’.”

    spesso rimango allibita dagli scrittori israeliani…

  19. orsola puecher il 17 aprile 2011 alle 19:41



    Vittorio Arrigoni
    , intervista inedita su Savonanews.it, girata a Gaza – Jabalia da Mario Molinari.

    Il montaggio del filmato era e resterà incompiuto dopo l’omicidio di Vittorio.

  20. lorenzo galbiati il 17 aprile 2011 alle 19:43

    Ovviamente i telegiornali hanno detto che per la signora Beretta Israele non avrà Vittorio neanche da morto, guardandosi bene dal dire il seguito del suo comunicato.

    Vi vorrei segnalare quello che secondo me è il più bel ricordo di Vittorio che possiate trovare in rete, quello del pacifista israeliano Jeff Halper:

    http://www.peacelink.it/pace/a/33841.html

  21. Larry Massino il 18 aprile 2011 alle 01:55

    Simona Baldanzi, niente di male ad allibirsi certe volte delle parlature degli scrittori sraeliani, ma delle taciture comemminimo ignave di quelli taliani che vogliamo dire? Sia chiaro, anche io ci tengo a precisare che in nessun modo intendo attaccare o parlare male di Roberto Saviano, ispecialmaniera in presenza di Veronirique, della quale non vorrei affatto mai sconvolgere la purezza e la Poe (inchino) tica innocenza.

  22. plessus il 18 aprile 2011 alle 07:54

    Dal testo di Vittorio Arrigoni, Gaza Restiamo Umani:

    “Prendete un pezzo di terra, lungo 40 km e largo all’interno 5. Chiamatelo Gaza. Poi riempitelo con un milione e quattrocentomila abitanti. Dopo di che circondatelo con il mare ad ovest, l’Egitto di Mubarak a sud, Israele a nord e ad est e chiamatelo la Terra dei Terroristi. Poi dichiaratele guerra e invadetela con 232 carri armati, 687 blindati, 43 postazioni di lancio per jet da combattimento, 105 elicotteri armati, 221 unità di artiglieria terrestre, 346 mortai, 3 satelliti spia, 64 informatori, 12 spie infiltrate e 8000 truppe. E ora chiamate tutto questo ‘Israele che si difende’. Adesso fermatevi per un momento e dichiarate che ‘eviterete di colpire la popolazione civile’ e definitevi l’unica democrazia in azione. Sarà un miracolo, da qualunque punto di vista, evitare di colpire quei civili oppure sarà semplicemente una menzogna dal momento che nessuno potrebbe evitare di colpirli a meno che non sia un bugiardo. Chiamate tutto questo, di nuovo, ‘Israele che si difende’. Ora arriva la mia domanda: cosa succederebbe se questo invasore si rivelasse un bugiardo? Cosa accadrebbe a quei civili disarmati? Come potrebbe perfino Madre Teresa, o addirittura Topolino, con una tale potenza di fuoco, riuscire ad evitare di colpire quei civili in presenza di una tale equazione/situazione/scenario? Chiamate tutto questo come volete. Israele era perfettamente al corrente della presenza di quelle persone disarmate, perché è stata proprio Israele a metterle lì. E allora chiamatelo genocidio. E’ più credibile.”

  23. maria il 18 aprile 2011 alle 08:13

    Bene, adesso da Saviano si pretendendono parole definitive anche sul caso Vittorio Arrigoni, ma certamente quando le pronuncerà non saranno di alcuna soddisfazione, si parla, si parla, si scrive, si scrive, ma ognuno resta sempre convinto delle proprie idee, anche sui temi che hanno avuto centinaia e centinaia di commenti, nessuno mai si è spostato di una virgola, fateci caso.

  24. maria il 18 aprile 2011 alle 08:16

    pretendono

  25. Paolo Mossetti il 18 aprile 2011 alle 09:51

    Nessuna polemica gratuita, nessuna strumentalizzazione. Però togliamo la testa dal sacco.
    Qualcuno dovrebbe però interessarsi di domandare a Repubblica perché non accennano in NESSUNO dei loro pezzi su Arrigoni del videomessaggio a Saviano. E questa sarebbe l’italia migliore, pulita, ‘rivoluzionaria perché fa il proprio dovere’? Che hanno da temere nel parlarne? Ditemelo voi come se avessi quattro anni.

    Personalmente, sia nella spremitura (consenziente) dell’icona Saviano (lettera agli studenti, viva riotta, vi racconto Bono, etc..) che nell’isolamento (consenziente) di Arrigoni (povero volontario chiamato ‘utopia’ ci vedo le due facce della stessa ‘Repubblica’: quella del progressismo ipocrita, di questi splendidi conservatori nell’animo, che ci hanno lasciato con tonnellate di cambiali da pagare, e che inquinano, censurano, ignorano eppure continuano a insegnare, e che in definitiva ci hanno proprio rotto i coglioni.

  26. Bulow il 18 aprile 2011 alle 11:07

    Bravo Mossetti, senza poi parlare di quelli che scrivono in premessa”…non c’è l’ho con Saviano…”, che coraggio!

  27. Salvatore D'Angelo il 18 aprile 2011 alle 11:25

    Quel “giustiziato” è davvero orribile. Lo usano spesso i giornalacci di cronaca delle mie parti (il suburbio napoli-caserta) per sparare in prima pagina gli atroci ASSASSINII tra cosche camorristiche.
    Questo testimonia dell’impazzimento del linguaggio, altro sintomo della “società liquida”. Ed è grave , davvero grave che ciò sfugga a una scrittrice. E, ci tengo a sottolinearlo, non è una questione di pura forma, ma di sostanza.
    Per quanto riguarda l’atroce ASSASSINIO di Vittorio Arrigoni, per me l’unica maniera di restare umani, sullo specifico,è augurarsi che gli assassini prezzolati e i loro ributtanti mandanti che li aizzanio e li manovrano -toh, ogni qualvolta si fa strada una possibilità di rompere la spirale repressione-violenza-repressione, funzionale alla linea ultrasionista nel governo israeliano e funzionale agli opposti e speculari epigoni dell’estremismo integralista palestinese teleguidati dai mandanti stranieri (l’Iran, ad esempio)- vengano scovati e condannati con implacabile determinazione, perchè, come la pietà, anche la collera dei giusti deve avere uno sbocco politico efficace. Perchè alcun integralismo abbia mai più alibi. Che sia quello del governo israeliano, dei pupari iraniani o degli assassini ammantati di jihad religiosa. Qualcuno l’ha detto, che questi ultimi si buttassero nel forno da soli.
    Quanto a Vittorio Arrigoni, comunque la pensiate, è uno di quei rari italiani che RISCATTANO l’onoro e la dignità della nostra nazione, nonostante lo squallido Cartaro attualmente al potere. Il Presidente Napolitano farebbe bene a proporre una giornata di lutto in onore di Vittorio Arrigoni.

  28. Paolo Mossetti il 18 aprile 2011 alle 13:23

    @bulow: il sottoscritto, che come tanti altri autori qui dentro una premessa enorme avrebbe potuto eccome scriverla (del tipo: ‘con saviano mi sentivo spesso, con saviano ho combattuto battaglie comuni, etc..: altro che ‘non ce l’ho con saviano’) ho preferito per l’appunto toglierla del tutto, proprio per evitare quella sorta di ‘esibizione codarda’ delle proprie credenziali democratico-progressiste.
    Che, alla fin fine, hanno la stessa funzione del togliersi il cappello dinnanzi al padrone, e tolgono forza e convinzione a quello che si vuol dire.
    Tra l’altro, penso che se un fratello ha voglia di rimproverare un fratello, non ha bisogno di dire ‘nonostante, come sai, sono tuo fratello..’, ma va dritto allo scappellotto e punto.

  29. evelina santangelo il 18 aprile 2011 alle 14:44

    Mi scuso per quel «giustiziato» che mi è sfuggito di mano per il modo concitato in cui sono stata costretta (per circostanze particolari) a postare questo post, senza poterlo rivedere con calma. E mi scuso per esser riuscita ricollegarmi solo adesso per dirlo a chi giustamente lo ha fatto notare.

  30. véronique vergé il 18 aprile 2011 alle 14:58

    Per Natalia e Larry Massino, grazie per la risposta. Penso che ciascuno è libero di avere la sua opinione, quando riflette l’anima.

    Vittorio Arrigoni mi ha fatto tenerezza, quando ho visto la video. Ha qualcosa di sincero, di bello, di commovente.
    Per chiudere sulla polemica a proposito di Roberto Saviano: è un autore che è stato accolto in Israël; è molto delicato quando sei un invitato accolto con simpatia di raggiungere un attivista dellla causa palestinese.
    Credo che Roberto Saviano è uno scrittore molto sensibile al dolore, che capisce il sentimento per un popolo di essere in prigione.
    Immagino che sa benissimo il dolore di non avere terra, di essere un esiliato in un lembo di sabbia, con la parola sola.
    Tacere non significa pensare, sentire in sé contraddizione.

    Per parlare della Repubblica, giornale criticato da Paolo Mossetti, ho scoperto chi era Vittorio Arrigoni ( giornale di venerdi, che ho letto sabato).

    Mi trovo in affinità con Salvatore: un commento ponderato e intelligente.

  31. georgia il 18 aprile 2011 alle 18:06

    evelina anch’io sono stata scioccata da quel giustiziato da te usato, ma non sei l’unica ad averlo usato, a cui è sfuggito, lo ha fatto anche Moni Ovadia il 15 aprile sull’Unità, evidentemente il termine viene usato anche con un significato che io non recepisco, ma che forse esiste nella nostra lingua e cioè come un atto violento fatto da una parte terrorista … per me è un termine sabagliatissimo, visto la radice che rimanda alla giustizia, ma sto riflettendo se invece possa essere usato anche senza provocare il senso di disgusto che ha provocato a me.

  32. Salvatore D'Angelo il 18 aprile 2011 alle 19:51

    @GEORGIA

    Questo testimonia dell’impazzimento del linguaggio, altro sintomo della “società liquida”. E, ci tengo a sottolinearlo, non è una questione di pura forma, ma di sostanza.
    La perdita di senso e di significato del linguaggio, reso liquido, equivalente e d equipollente, permette al Cartaro che ci comanda di rovesciare il senso delle cose e di rendere i magistrati di Milano equipollenti alle Br. Non è solo una tragica menzogna, ma una TERRIBILE perversione del linguaggio, sintomo della “notte in cui tutte le vacche sono bigie”.
    Del resto Freud sui “motti di spirito” come sintomo di “altro” , di nevrosi (nel caso la “nevrosi” della perdita di senso reale dellle parole, il cui significato stravolto finisce per coincidere col suo opposto, con la tragedia che questo opposto finisce per essere accettato dal senso comune, per cui Vittorio Arrigoni e un camorrsita da strada, un terrorista o un killer seriale vengono tutti “giustiziati”, e non “assassinati, esecutati, colpiti a morte eccetera”) ci ha costruito dei saggi fondamentali.
    Naturalmente sono BENE ACCETTE LE SCUSE di Evelina Santangelo. Capita, è capitato , capitarà ancora di fare questi lapsus. Ad ogni modo non biosgna lasciarli passare. E questo, a mio avviso, DEVE ESSERE UN COMPITO COSTANTE E INCESSANTE proprio degli intellettuali e degli scrittori più avveduti e sensibili, viste le condizioni pietose in cui versano comunicazione e linguaggio e come è facile stravolgere e manipolare entrambi.

  33. Simona Baldanzi il 18 aprile 2011 alle 20:02

    tranquilli, rimango allibita anche dagli scrittori italiani, spesso e volentieri sulla questione palestinese….credo sia ormai chiara la mia posizione, da quando mi rifiutai di firmare l’appello ai tempi di Israele ospite del Salone del libro e rischiando per questo sempre di essere additata come antisemita. Arrigoni era un militante attivista dei diritti umani, ma era anche uno scrittore italiano, almeno dopo la sua pubblicazione. uno scrittore italiano che nè il governo, nè la stampa, nè il mondo intellettuale ha saputo difendere. questo è il mio dispiacere più grosso.

  34. Massimo il 19 aprile 2011 alle 13:31

    Mossad. Punto. E non è necessaria neanche una dose minima di dietrologia.
    Onore a Vittorio Arrigoni.
    Onore. Se questa parola ha ancora un senso in questo debut de siecle del cazzo, va riferita a questo ragazzo.
    Saviano… l’unica cosa che mi consola è che tutte le maschere prima o poi cadono. Di solito quello che c’è sotto non è bello.

  35. Paolo Mossetti il 19 aprile 2011 alle 16:07

    Io credo che il punto sia discutere il ruolo della nostra industria culturale, più che quello di Saviano. Finora non ho letto nessun commento ‘autorevole’ a riguardo. Forse perché a Repubblica non si sa mai, dovesse chiedere una ‘collaborazione’..

  36. massimo il 20 aprile 2011 alle 09:38

    Non stupisce affatto che non ci sia nessun commento “autorevole” da parte dell’industria culturale. Mai sentito parlare di omertà? Proprio quella che Saviano pretende di combattere…

  37. maria il 20 aprile 2011 alle 10:19

    Mossad. Punto. E non è necessaria neanche una dose minima di dietrologia.

    maria
    come è confortante il mondo semplificato, vero?

  38. Massimo il 20 aprile 2011 alle 12:23

    @Maria

    No. Non è per niente confortante.
    E’ più confrotante che le questioni siano “più complesse”.

  39. véronique vergé il 20 aprile 2011 alle 14:04

    Massino, credo che tu sbagli.
    “Le maschere cadono”: Roberto Saviano parla con il suo cuore.
    Ho l’abitudine di lavorare con i bambini, ragazzi. E penso sentire
    bene l’anima. Roberto Saviano è uno scrittore molto sensibile
    che ha molto bisogno della nostra amicizzia et solidarietà.
    Non porta nessuna maschera! Ha il cuore buono, si sente.

  40. véronique vergé il 20 aprile 2011 alle 14:04

    Non porta maschera

  41. Larry Massino il 20 aprile 2011 alle 14:58

    Veronirique, se lo scrittore di paura internazionale fosse così sensibile avrebbe detto e scritto in questi anni almeno qualche equilibrata parola a difesa delle tante innocenti vittime civili della sproporzionata forza militare messa in campo dal governo israeliano, del quale lui è invece amico assai, non facendo nullanulla per nasconderlo. E avrebbe anche risposto alla videolettera del coraggioso Vittorio Arrigoni, il cui messaggio salvifico, però, restiamo umani, è concettualmente sbagliato, riafferma ciò che invece vorrebbe negare, la violenza dei rapporti di forza, ai quali gli umani della razza bianca credono più che a ogni altra cosa. Lo slogan RESTIAMO UMANI ci farà duepallecosì a tutti quanti per anni dagli ipocriti schermi popularprogressiti: bisogna dire NON RESTIAMO UMANI, superiamo la miseria dell’umano, che è responsabile di tante e tante schifezze e di tanti e tanti soprusi, ritornando per esempio a credere alla sovrumanità del GIURIDICO (le risoluzioni ONU contro lo stato di Israele?). Altro che innocenze e strapagate omelie dagli schermi di VIENGHI VIA CON ME… (tra parentesi lo stragatore è sempre lo stesso gruppo industriale appartenente al presidente del consiglio italiano, il quale ultimo non a caso ha così vergognosamente spostato la bilancia della politica estera italiana, tradizionalmente equa se non filoaraba, a favore dello Stato di Israele)

  42. véronique vergé il 20 aprile 2011 alle 14:59

    Ti consiglio di ascoltare Roberto Saviano su Camus: è una voce bellissima che mette a nudo la riflessione a proposito dell’umanità: l’impegno, la scrittura, il destino.
    Roberto Saviano ha conservato l’innocenza dell’infanzia mescolata a una riflessione matura sulla situazione dell’uomo nel suo destino terrestro, in particolare dello scrittore.
    Come lo dice la verità è sfuggente.

  43. maria il 20 aprile 2011 alle 15:50

    Ti consiglio di ascoltare Roberto Saviano su Camus: è una voce bellissima che mette a nudo la riflessione a proposito dell’umanità: l’impegno, la scrittura, il destino.

    maria

    dove ?
    grazie Veronique

  44. véronique vergé il 20 aprile 2011 alle 15:58

    Larry Massino: come dialogare con te ? Non capisco quale emozione animi il tuo commento. Che cosa significa” lo scrittore della paura internazionale”? Direi lo scrittore del coraggio: un uomo si confronta con la solitudine ogni giorno, scrivendo, sognando una vita libera,parla con una dimensione universale.
    Roberto Saviano non puo impegnarsi in ogni lotta nel mondo: è una missione troppo pesante: è un uomo, sembri l’aver dimenticato. La sua scrittura dice molto della libertà, della bellezza come risposta ( anche se non è diretta) a Vittorio Arrigoni.
    Credo che non è lo spazio per “litigare”. Qui è uno spazio per ricodare la memoria di Vittorio Arrigoni.

  45. véronique vergé il 20 aprile 2011 alle 16:01

    Per Maria,

    L’ho ascoltato sul sito ufficiale di Roberto Saviano (facebook: le mur).
    Puoi forse ascoltare su Youtube.

    véronique

  46. Larry Massino il 20 aprile 2011 alle 16:08

    Veronirique scusa, ma sei tu che non perdi occasione di difendere l’indifendibile indifferenza dell’umanotroppoumano Roberto Saviano circa le sofferenze della poplazione di Gaza.

    Camus, dal discorso di accettazione del premio Nobel:

    Le rôle de l’écrivain, du même coup, ne se sépare pas de devoirs difficiles. Par définition, il ne peut se mettre aujourd’hui au service de ceux qui font l’histoire : il est au service de ceux qui la subissent. Ou sinon, le voici seul et privé de son art. Toutes les armées de la tyrannie avec leurs millions d’hommes ne l’enlèveront pas à la solitude, même et surtout s’il consent à prendre leur pas. Mais le silence d’un prisonnier inconnu, abandonné aux humiliations à l’autre bout du monde, suffit à retirer l’écrivain de l’exil chaque fois, du moins, qu’il parvient, au milieu des privilèges de la liberté, à ne pas oublier ce silence, et à le relayer pour le faire retentir par les moyens de l’art.

    Aucun de nous n’est assez grand pour une pareille vocation. Mais dans toutes les circonstances de sa vie, obscur ou provisoirement célèbre, jeté dans les fers de la tyrannie ou libre pour un temps de s’exprimer, l’écrivain peut retrouver le sentiment d’une communauté vivante qui le justifiera, à la seule condition qu’il accepte, autant qu’il peut, les deux charges qui font la grandeur de son métier : le service de la vérité et celui de la liberté. Puisque sa vocation est de réunir le plus grand nombre d’hommes possible, elle ne peut s’accommoder du mensonge et de la servitude qui, là où ils règnent, font proliférer les solitudes. Quelles que soient nos infirmités personnelles, la noblesse de notre métier s’enracinera toujours dans deux engagements difficiles à maintenir : le refus de mentir sur ce que l’on sait et la résistance à l’oppression.

  47. véronique vergé il 20 aprile 2011 alle 16:16

    E’ appunto citato da Roberto Saviano. C’è un DVD il caffè letterario: lettura di Roberto Saviano su Albert Camus.
    Per chiudere sull’argomento: Vittorio Arrigoni e Roberto Saviano sono impegnati con cammini diversi, ma si incontrano nella lotta per più di libertà e di felicità. Ammiro tutti i due.

  48. Larry Massino il 20 aprile 2011 alle 19:18

    Cara Veronica, giusto per evitare ulteriori equivoci circa il mio uso scherzoso dell’epiteto scrittore di paura internazionale (che è suscettibile e ultimamente ci ha la querela facile ritenendosi diffamato da chi lo critica) metto il link di un articolo pubblicato sul mio blog, che credo sia spiegativo quanto bastevole

    http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2011/04/impaurismo-civile-gia-pubblicato-il-22.html

    qui invece Saviano querela Liberazione (giornale comunista) per diffamazione a mezzo stampa

    http://www.liberazione.it/news-file/Denuncia-per-diffamazione–Saviano-vuole-mettere-il-bavaglio-a–Liberazione—-LIBERAZIONE-IT.htm

  49. pierpaolo il 20 aprile 2011 alle 19:31

    Ma in questa valle di lacrime, frequentata da persone così sensibili al dolore umano, nessun accenno o parola di conforto per il ragazzo israeliano di 16 ANNI (Daniel Wiplich) colpito a morte dallo scoppio di un missile lanciato da Gaza mentre viaggiava su uno scuolabus? Eh già, e chi lo conosceva questo. Magari non era neppure un tipo appariscente, uno senza piercing e tatuaggi da mostrare con fierezza. Magari non era iscritto nemmeno su facebook e non aveva un blog su cui mettere foto di poveri bambini per ostentare la sua grande bontà d’animo.

  50. Massimo il 21 aprile 2011 alle 12:25

    Per il povero Daniel Wiplich, tutto il dolore e la pena per una giovane vita spezzata, dolore e pena aumentati dal fatto che per vendicare la sua giovane vita spezzata, non basteranno dieci o venti vite spezzate di sedicenni palestinesi.

  51. Massimo il 21 aprile 2011 alle 12:32

    Veronique Vergé, non se sei vera, ma poniamo che tu lo sia.
    I tuoi commenti ogni volta mi lasciano basito, letteralmente.
    Saviano SI PONE in ogni lotta del mondo: e nel conflitto arabo-israeliano parteggia DECISAMENTE per Israele.
    Quindi non puoi dire che non se ne occupa: se ne occupa, e come.
    Sta dalla parte di chi massacra da anni civili inermi: va bene, tanto sono arabi, maschilisti, omofobi e magari anche un po’ puzzolenti.
    Saviano FA FINTA che questi massacri non ci siano e, se ci sono, non sono crimini contro l’umanità.
    Poi tu sei liberissima di continuare a credere alle favolette e alle farfalline e alle caprette che ti fanno ciao.

  52. Paolo Mossetti il 21 aprile 2011 alle 13:10

    Apparentemente fuori-topic: io sono sempre più convinto, e lo ripeterò fino alla morte, che anzichè prendersela con i tuttologi, i santoni, gli sventolatori di manette e i giustizialisti – i quali vanno pur compresi ed appoggiati, nel paese delle mafie e degli giornalisti ammazzati – vadano analizzati e sputtanati i ‘dispositivi’ che li attivano. Vedi – aridaje – Repubblica, che oggi lancia una iniziativa dal titolo “io sto con Napolitano contro il terrorismo” che prevede l’adesione col “mi piace” su facebook. E poi al liceo ero io il reazionario.
    Io trovo che spesso manca il coraggio di analizzare questi dispositivi, e mi dispiace dirlo, perché così si lascia il campo in mano agli estremisti parolai che talvolta esagerano non poco (vedi Dal Lago).

  53. Larry Massino il 21 aprile 2011 alle 13:34

    Mossetti io non sono ” autorevole “, ma se lo fossi ne avrei tante da dire sui dispositivi, a partire da Repubblica. Eccome se ne avrei… Ma, purtroppo, non sono ” autorevole “.

  54. véronique vergé il 21 aprile 2011 alle 14:27

    Massino, non farmi passare per una che ha solo farfalle nella testa o lucciole. E’ la tua opinione, la rispetto. La disputa politica non mi interessa, soprattuto che non sono italiana. Continuo da pensare che tu sbagli a proposito di Roberto Saviano: è un autore che ama la tradizione culturale, letteraria ebraica, passione che condivido. Cerca di sapere chi fanno la cultura in Israël: musica, cinema, poesia, romanzi, cerca di trovare la tracci di un desiderio di pace.
    Non mi sento di un campo o di un altro campo, ma sento la lacerazione.
    La pace è possibile, accaderà, lo penso. Un muro non ha un esistenza eterna.
    Credo che il dialogo non è possibile, perché non cambio di idea su Roberto Saviano, ho fiducia nel suo impegno e nella scrittura.
    Non ha bisogno della mia difesa: le sue pagine scritte parlano per lui.

  55. véronique vergé il 21 aprile 2011 alle 14:29

    la traccia-soprattutto-un’esistenza

  56. Ennio Abate il 21 aprile 2011 alle 19:52

    Mi permetto (senza per ora commentare) di mettere questa “pulce nell’orecchio” contro la soavità di certi commenti [E.A.].

    Da http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8200:

    Ok, ora voi inutili lettori state a guardare dopo esservi solleticati per dieci minuti mentre ci fanno a pezzi o ci ignorano, tanto domani c’è un altro Arrigoni massacrato per cui emozionarsi, tanto sono cazzi di Clementina Forleo dover tacere su quello che vorrebbe dire, se no oggi, che ha una figlia neonata, la riducono ancora più a pezzi mentre voi inutili lettori vi andate a emozionare da un’altra parte. Perché è questo che siete, inutili farse che vi fate le seghe a leggere le gesta di altri, ma quando si tratta di farvi sentire per difendere chi è massacrato non esistete più. Questa è la verità, solo Taxi Libero, al secolo Andrea di Milano si prende la briga di impapinarsi di emozione ma di avere il coraggio di sfidare il falsario di tutti i falsari e gridargli in pubblico, NON VIA MAIL, MA IN PUBBLICO: “Chi tiene il tuo guinzaglio Travaglio?”.

    Vergognatevi inutili lettori, pochi decenni fa dei ragazzi di 19 anni si facevano torturare a morte a Villa Triste a Bologna per combattere i fascisti. Avevano 19 anni, si chiamavano Lupo, Aquila, comandante Sario. Sono morti per nulla, per nulla, e Vik Arrigoni è morto per nulla. Oggi tutti sti emozionati che vogliono spaccare il mondo come Vik!, sì, certo, ma mentre lui stava a Gaza a rispondere al disgustoso Saviano qualcuno di voi ha mai pensato di metterci il corpo e inseguire quello scatolone di insulso nulla autore di Gomorra per obbligarlo a rispondere IN PUBBLICO alle parole di Vik? Eh? Nooooooo, nessuno. Che combattenti, che coraggio. Sono cazzi miei in tribunale contro la Gabanelli e la RAI senza più reddito e sepolto vivo, o contro le querele che mi beccherò, sono cazzi della Forleo contro il CSM a suon di centomila euro e minacce di morte, sono cazzi ancora più orrendi di Vik contro una vita che non avrà più, e di Mariarca Terracciano, già, chi se l’è filata quell’immensa eroina, eh?… Voi: due ore di emozione al pc, in piazza al sabato e poi? Eh? Eh? Poi?

    Il cancro dell’Italia siete pre-ci-sa-men-te voi, cagasotto inutili lettori di questa rete patetica. Berlusconi, la Mafia, D’Alema, Wall Street, Israele meritano almeno il rispetto di chi ci mette il corpo e la faccia. Ogni tanto gli sparano, o vanno in galera, almeno quello. Voi? Canne, birre, il pc, facebook, e tutti alla prossima festa di Grillo. Oppure a scrivere a Paolo Barnard quanto vi sono utile… Yesss

    Paolo Barnard
    Fonte: http://www.paolobarnard.info
    Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=222
    20.04.2011

  57. maria il 22 aprile 2011 alle 10:21

    Ma a chi si rivolge questo paolo barnard, chi avrebbe dovuto inseguire saviano per obbligarlo a rispondere a vittorio arrigoni, e perchè riporta la sua querelle con la gabanelli, come se nessuno avesse problemi di lavoro, o peggio, di non lavoro?

    Questo post è un piccolo delirio, pieno di arroganza, di genericità, io non bevo birra e non mi faccio delle canne, sopporto poco anche peppe grillo, e non mi sono mai sognata di scrivergli e chissà quanti e quante come me.

    Ma la cosa più sbalorditiva è l’uso del Voi come se lui fosse nel giusto, come se lui avesse le carte in regola con le schifezze del mondo con cui ognuno cerca di misurarsi quotidianamente, mi chiedo cosa faccia di tanto straordinario Barnard nell vita per permettersi di scrivere simili pistolotti!

  58. georgia il 22 aprile 2011 alle 12:15

    il voi è qui totalizzante perché esclude solo l’io di barnard.
    Barnard è uno dei tanti che la rete ha fatto letteralmente sbarellare. Dopo lo scontro con la gabanelli non si è mai più ripreso. Non è l’unico di simili personaggi, la rete ne ha creati un sacco, e quasi tutti sono stati veicolati da Come donchisciotte, non so se vi ricordate quello che scriveva articoli simili a questo (per attendibilità, web-folklore, e spy-letteratura), sotto lo pseudonimo di john kleeves (che giravano a turbo in rete, forse chissà per metterci qualche pulce nell’orecchio;-) e non so se sapete quanto sia poi andata a finire tragicamente al personaggio in carne e ossa, l’ingegnere Stefano Anelli.

    Quindi non mi stupiscono articoli come questo, e quello dell’altro giorno dal titolo Le bugie di un usciere neoliberista, dove attaccava con lo stesso piglio, volgare e marcescente, travaglio genco e de magistris perché, secondo lui, hannno abbandonato clementina forleo. Ora io non ho alcuna particolare simpatia per travaglio, genco e soprattutto il pomposo pompato de magistris, ma riconosco i sintomi dello sbarellamento anche quando attaccano personaggi per cui non ho simpatia. Quello che invece mi stupisce e parecchio è che molte persone (alcune delle quali stimabili) fanno circolare, anche via mail, questi articoli esaltati che sono, come minimo, inquietanti e … appunto sbarellati.
    georgia

  59. georgia il 22 aprile 2011 alle 12:41

    errata corrige

    GENCO = scusate è gioacchino genchi

  60. véronique vergé il 22 aprile 2011 alle 15:39

    Molte cose mi scappano dal commento di Ennio Abate. Una prova di libertà: obbligare uno scrittore a rispondere? L’aria per me diventa soffocante, quando leggo commenti scritti di manera insensata.
    Di solito non litigo, ma non posso accettare di leggere giudizi ingiusti:
    e’ vergognoso. La morte di Vittorio Arrigoni è un’occasione per qualche mente infiammata di infangare uno scrittore talentuoso e amato dal pubblico.
    Si ,l’aria mi diventa soffocante, ma non lasciero passare le parole che ho letto di Ennio Abate.

  61. véronique vergé il 22 aprile 2011 alle 15:43

    La lettera di Paolo Bernard proposta alla lettura; Mi sono sbagliata: sono le parole di questo “autore” che denuncio.

  62. Ennio Abate il 22 aprile 2011 alle 23:20

    @ véronique vergé

    Grazie per aver corretto l’equivoco che attribuiva a me le opinioni di Barnard.
    Io le ho soltanto proposte alla discussione e alla valutazione. Di lui trovo esasperati i toni, ma mi chiedo chi e quanti hanno contribuito ad esasperarli; e soprattutto, al di là delle invettive o dei suoi insulti contro i «lettori inutili» o i suoi bersagli più che famosi, non evito la domanda elementare: in quel che dice ci sono delle verità o no?
    Per esperienza so che esistono verità che – sia urlate, sia sussurrate rispettosamente, sia argomentate, sia esposte aggressivamente – fanno sempre male a qualcuno ( o a una parte politica).
    La ragione di ciò non sempre dipende da chi le dice certe verità. O da come le dice. O dal ‘medium’ che le fa circolare. Molto dipende anche della disposizione all’ascolto o al rifiuto di chi le riceve (soltanto nell’orecchio o nella mente o persino nel cuore).
    Stavolta ho provato a sentire la vostra opinione (o almeno quella di alcuni dei più assidui commentatori di NI). Il mio intento era, sì, leggermente polemico («contro la soavità di certi commenti»), ma m’interessava sinceramente capire le vostre reazioni e confrontarle con le mie.
    Dai commenti appena letti non so dire se conosciate meglio di me il giornalista in questione. Ho l’impressione però che prevalga un atteggiamento di fastidio e di liquidazione.
    Capisco che non tutti hanno le doti, la tenacia e il tempo per investigare a fondo su certi eventi o personaggi, ma liquidare Barnard sbrigativamente come «uno dei tanti che la rete ha fatto letteralmente sbarellare» mi pare sospetto. Anche l’accostamento con una figura ora squalificata come l’ingegnere Stefano Anelli (alias John Kleeves) mi pare devii il discorso dai possibili ragionamenti che mi aspettavo. E così lo “scandalo” per la chiamata in causa di Saviano.
    Io poi darei più attenzione alle «molte persone (alcune delle quali stimabili) [che] fanno circolare, anche via mail, questi articoli esaltati che sono, come minimo, inquietanti».
    Proprio il fatto che certi articoli che girano solo nel Web siano «inquietanti» richiederebbe un di più di mobilitazione critica. E farli circolare nelle mailing list di amici o nei propri siti o ambienti di riferimento può servire a rimanere vigili. O la cosa deve valere solo per le notizie che arrivano dall’estero? E’ in questi modi che i più informati possono anche aiutare altri a distinguere il delirante o il falso dal vero.
    L’”Italia dei misteri” non è un’invenzione di giornalisti in apparenza o realmente «sbarellati». Tanto più che proprio di oggi è la notizia (“inquietante”) su alcuni sviluppi della vecchia e dimenticata vicenda del giornalista De Mauro.
    Riporto dal sito «Corriere della sera» del 22 apr. 2011:
    « Il reporter de «L’Ora» di Palermo era venuto a sapere che il principe Junio Valerio Borghese stava preparando un colpo di Stato. E che Cosa Nostra complottava con i generali golpisti. De Mauro però bussò alle porte sbagliate. Prima lo rapirono (il 16 settembre 1970) e lo “interrogarono”, poi lo strangolarono. Il suo cadavere fu seppellito, tra la borgata di Villagrazia e la foce del fiume Oreto. Non è stato mai più ritrovato. C’è anche chi, come il pentito Francesco Di Carlo, che racconta che la fine di De Mauro sia dovuta al lavoro di ricostruzione che stava effettuando sulla morte di Enrico Mattei, precipitato con il suo aereo la sera del 26 ottobre 1962 a Bascapè. De Mauro si era convinto che fosse stato un sabotaggio riconducibile a un «complotto» che avrebbe unito uomini del potere politico-economico e ambienti di Cosa nostra».
    (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/22-aprile-2011/omicidio-de-mauro-pm-chiede-ergastolo-riina–190489554040.shtml)].

  63. véronique vergé il 23 aprile 2011 alle 14:57

    Ennio Abate,

    Grazie per avere spiegato il motivo della pubblicazione della lettera di Barnard. Molti commenti che ho letto mi hanno ferita per ragioni diverse
    Penso che non era propio il luogo per scattare una polemica su Roberto Saviano. Avrei apprezzato che qualcuno faccia la biografia di Vittorio Arrigoni.
    L’altra ragione è dal momento che ho scoperto le pagine scritte da Roberto Saviano e che ho avuto conoscenza della sua situazione lui ho fatto posto nella mia anima. Quando lo ascolto, trovo molte luci per amare la bellezza del mondo, la potenza della letteratura, il senso della solitudine, il desiderio di libertà.
    Quando lo leggo o l’ascolto, non mi sento più sola.

  64. georgia il 24 aprile 2011 alle 20:24

    Anche l’accostamento con una figura ora squalificata come l’ingegnere Stefano Anelli (alias John Kleeves) mi pare devii il discorso dai possibili ragionamenti che mi aspettavo

    Caro Ennio Abate, kleeves è una figura ora squalificata. Già perché prima non ci si poteva arrivare da soli vero? … Quando in maniera paranoica diceva cose folli in rete, gli andavano tutti dietro come se fosse un grande storico e facevano circolare i suoi scritti come fossero piccole, o grandi, verità colate, le scoperte del millennio (ma perché in rete peggio è una cosa, più urlata è, e più consensi incontra?) insomma a volte è importante anche come vengono dette le cose, è proprio il come vengono dette e scritte che spesso ti induce a scartarle subito oppure ad approfondire per vedere cosa c’è sotto, dipende dal tempo che hai da perdere. All’inizio quando entri in rete ti sembra tutto vero, perché te lo presentano in modo assertivo, sembra quasi di essere scortese a dubitarne … poi incominci a sviluppare salutari antenne, non sempre funzionano ma abbastanza spesso sì.
    Riguardo a de mauro nulla di nuovo sono anni che i giornali (ma non solo) parlano di quegli sviluppi. Però, sinceramente, nessuno (a parte quelli in mala fede conclamata) ha mai messo in dubbio, quasi fin dall’inizio, simili ipotesi solo che mancavano prove.
    Se barnard avesse davvero cose interessanti e nuove da dire (e denunciare), le direbbe per bene (ne ha tutte le capacità o per lo meno dovrebbe avere un certo mestiere), che bisogno c’è, se uno dice cose vere, di urlare, offendere tutti dando di cagasotto, drogati, ubriachi e accusando di ossessionarlo scrivendogli nella casella postale? Evidentemente le sue invettive non sono parte formale di una ricerca e analisi rigorosa, ma sono solo rivolte ad uno stretto giro di suoi amici (o nemici) con cui è incazzato, ne avrà certamente i motivi non lo nego, ma sinceramente a me la cosa interessa fino ad un certo punto. Come giornalista non risulta alla mia lettura credibile, come letterato mi sembra scadente … perché dovrei perdere tempo a farmi mettere le pulci nell’orecchio da simili scritti?
    Lascio che sia Comedonchisciotte a credergli, è dal 2001 che fa girare simili cose ad effetto (fa un’ottima shock-informazione) non è cambiato nulla, l’unica cosa che ha migliorato è che finalmente ha messo sotto la sua epigrafe il nome del vero autore;-)
    Sinceramente di questi predicatori millenaristi del nulla incominceremmo anche ad averne il mouse pieno.
    P.S
    Perché mai travaglio dovrebbe aver mandato sms offensivi al giudice clementina forleo? sarebbe interessante saperlo, peccato che il veggente di turno non ce lo dica, forse se lo tiene come scOOp.

  65. pierpaolo il 25 aprile 2011 alle 11:20

    “All’inizio quando entri in rete ti sembra tutto vero, perché te lo presentano in modo assertivo, sembra quasi di essere scortese a dubitarne … poi incominci a sviluppare salutari antenne, non sempre funzionano ma abbastanza spesso sì.”

    Appunto!

    Io continuo a non capire tutto questo spreco di accorati elogi per un personaggio come Vittorio Arrigoni: “pacifista”, “attivista per i diritti umani”, “eroe” e bla bla bla.
    Una persona che parteggia per questa o quell’altra fazione secondo voi si può definire veramente “pacifista”?
    Perchè uno che si faceva ritrarre a braccetto con Ismail Haniyeh (hamas), mi sembra chiaro da che parte fosse e quale “politica” sostenesse, no?

    Bene, questa è la “politica” di hamas. Così fanno crescere i loro bambini:
    http://www.youtube.com/watch?v=eTGbP55HGi8

    Se questo significa “restare umani”…

    Mi dispiace per la morte di Arrigoni, ma non facciamolo passare per benefattore dell’umanità, per favore.

    p.s.

    Non sono nè filo-israeliano, nè filo-palestinese, nè filo-quello che vi pare.

  66. Ennio Abate il 25 aprile 2011 alle 14:56

    Gentile Georgia,
    concordo solo in parte sul punto in cui dice:
    « a volte è importante anche come vengono dette le cose, è proprio il come vengono dette e scritte che spesso ti induce a scartarle subito oppure ad approfondire per vedere cosa c’è sotto, dipende dal tempo che hai da perdere».
    Succede di fare così anche a me.
    E ritengo non del tutto sbagliata anche la seguente considerazione:
    «Evidentemente le sue invettive non sono parte formale di una ricerca e analisi rigorosa ma sono solo rivolte ad uno stretto giro di suoi amici (o nemici) con cui è incazzato, ne avrà certamente i motivi non lo nego».
    Resto però dell’opinione che si possa essere ingannati sia da chi usa un linguaggio aggressivo, truculento, arrogante, scadente e sia da chi non alza mai la voce, è pacato, usa un linguaggio forbito e rassicurante o seducente.
    Perciò, per quel che posso, mi sforzo di non fermarmi solo a come vengono dette le cose;e mi chiedo e vi ho chiesto se «in quel che dice [Barnard, che ripeto non conosco e uso come figura di un certo tipo d’informazione, che lei liquida come «shock-informazione»] ci sono delle verità o no?».
    Lei sembra sicura che non ce ne sia neppure una:
    «Se barnard avesse davvero cose interessanti e nuove da dire (e denunciare), le direbbe per bene (ne ha tutte le capacità o per lo meno dovrebbe avere un certo mestiere), che bisogno c’è, se uno dice cose vere, di urlare, offendere tutti dando di cagasotto, drogati, ubriachi e accusando di ossessionarlo scrivendogli nella casella postale?».
    Io resto col Brecht dell’”Elogio del dubbio” di cui scelgo questi versi:

    Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
    serenamente e con rispetto chi
    come moneta infida pesa la vostra parola!
    […]
    Ma d’ogni dubbio il più bello
    è quando coloro che sono
    senza fede, senza forza, levano il capo e
    alla forza dei loro oppressori
    non credono più!
    […]
    Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
    che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
    E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
    gravemente cancella quella tesi.
    […]
    Sono coloro che non riflettono, a non dubitare mai.
    Splendida è la loro digestione, infallibile il loro giudizio.
    Non credono ai fatti, credono solo a se stessi. Se occorre,
    tanto peggio per i fatti. La pazienza che han con se stessi
    è sconfinata. Gli argomenti
    li odono con l’orecchio della spia.
    […]
    Con coloro che non riflettono e mai dubitano
    si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
    Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
    per schivare la decisione. Le teste
    le usano solo per scuoterle.
    […]
    Sotto l’ascia dell’assassino
    si chiedono se anch’egli non sia un uomo.
    Dopo aver rilevato, mormorando,
    che la questione non è ancora sviscerata, vanno a letto.
    La loro attività consiste nell’oscillare.

    Mi dirà che il grande Brecht è sprecato per un caso come quello di Barnard.
    Può darsi, ma io continuo a dubitare.

  67. Larry Massino il 25 aprile 2011 alle 17:02

    Caro Pierpaolo, in una contesa tra un popolo carnefice e un popolo vittima, chi parteggia per il popolo vittima può essere definito pacifista. Chi, invece, considera carnefice e vittima sullo stesso piano può andare direttamente a fare l’opinionista culturale per il giornale democratico Libero, che si è giusto liberato un posto.

    Alla non sempre giustificatamente sprezzante Georgia vorrei dire che bisognerebbe essere tutti grati a Paolo Barnard, che a vantaggio di tutti noi scrive delle sue allucinanti esperienze nel sistema editoriale italiano, secondo me corrotto almeno quanto gli altri poteri. Peccato che Barnard medesimo inquini con un marea di fesserie le informazioni di prima qualità, quelle di cui dispone a partire da sue personali esperienze. Peccato specialmodo che le inquini con una marea di enunciazioni sconsiderate su banche, organismi economici e politici internazionali, enunciazioni quantomeno ingenue che spesso spesso coincidono con le idee dei peggiori nazionalisti e dei neofascisti; ma lo fanno praticamente tutti gli outsiders, penso per esempio a Massimo Fini, o ancora peggio al caso davvero da studiare della stimabilissima antropologa Ida Magli: si vede che l’unico modo per fare critica è rimasto questo, che per dire certe cose contro il sistema ci si debba spontaneamente esprimere in modo un po’ sbilenco e fare l’occhiolino a forze in campo che possano in un modo o nell’altro difenderci qualora si mettesse davvero male (per esempio la potentissima Lega? Il Vaticano?)… A me questo non piace, mi fa addirittura ribrezzo, e mi ostino a rimanere radicalmente critico nel mio recinto di ” sinistra “, nel quale, però, vedo sempre di più aumentare l’ostilità verso chi non si omologa al pensiero dominante, quello che si ritiene secondo me a torto elettoralmente conveniente; vedo utilizzare sempre più scientificamente contro il pensiero critico le vecchie tecniche staliniane, che prevedono l’annientamento della persona critica, mediante infangamento e progressivo isolamento, soprattutto verso la persona critica che si esprime da posizioni individuali, senza avere ” organizzazioni militari ” alle spalle. Vabbè, sarebbe un ragionamento troppo lungo…

  68. georgia il 25 aprile 2011 alle 19:36

    Una persona che parteggia per questa o quell’altra fazione secondo voi si può definire veramente “pacifista”?

    beh ma lei pensa che un pacifista sia una ameba senza idee, che non si schiera mai? che non prende le parti di chi ha ragione, perchè è sempre meglio non essere filo nessuno e defilarsi?
    Ma lei davvero pensa che un pacifista sia questo?
    Un pacifista può avere pensieri molto netti e violenti, ma non è un violento.
    No un pacifista ha le idee ben chiare e sa da che parte stare (e non lo fa perchè quella sia la SUA parte ma solo perchè quella parte ha ragione), però non risolve il problema con la guerra o con le armi. A lei risulta che arrigoni si sia mai arruolato in un esercito, che abbia mai girato con le armi? No perchè era un pacifista e non un aggressore, certo se fosse riuscito a difendersi dalle carogne che lo hanno ucciso sarebbe stato meglio.
    Mio dio ma un pacifista può, per par condicio, schierarsi con il boja? oppure dire “io non sono filo carnefice, nè filo massacrato, nè quello che vi pare” e andarsi a bere soddisfatto un caffè?
    Io so da che parte stare e non per simpatia o altro, ma perchè hanno ragione.

  69. georgia il 25 aprile 2011 alle 19:46

    gentile abate io dubito molto, coltivo il dubbio anche troppo, ma anche per dubitare ci vogliono seri appigli.
    Ai tempi del mostro di firenze c’era il motivato dubbio che l’assassino fosse presente nell’elenco del telefono fiorentino ma …insomma mica per questo era lecito dubitare di tutti i fiorentini dentro qull’elenco ;-).
    Bernard a me sembra (sembrare non vuol dire che lo sia) così sbarellato da farci, nelle sue denunce, il riepilogo della folla (e non certo per motivi stilistici). In tutta quella folla, che lui ci sbatte davanti, su chi dovrei esercitare la nobile arte del dubbo?
    Sa abate l’unica curiosità che lei è riuscito a suscitarmi con quel pessimo articolo?
    Cosa mai travaglio abbia scritto nel suo sms …. in rete siamo abituati a persone che si inventano sms minacciosi, penso accada anche nella realtà reale, ma a parte questo le giuro che la cosa mi ha incuriosito assai.

  70. pierpaolo il 25 aprile 2011 alle 21:24

    Io invece non so chi ha ragione o chi ha torto, so soltanto che si scannano a vicenda.
    Che vuoi farci, evidentemente, non sono un espertone di politica internazionale come te. Riconosco i miei limiti.

    Ciao, vado a farmi un caffè… da buon ameba indifferente.



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