14 Responses to No Logo, dodici anni dopo

  1. diamonds il 23 maggio 2012 alle 11:24

    “Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo.
    Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà un modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo.”

    Ennio Flaiano-filosofia del rifiuto(la rispolvero quando posso)

    http://fastcast4u.com/mp3/monteteja/Frankie%20Hi%20NRG%20-%20Quelli%20che%20Ben%20Pensano.mp3

  2. Marco Cetera il 23 maggio 2012 alle 11:43

    Il vuoto. L’assenza di idee. Finché questa voragine continuerà ad aprirsi nei luoghi della cultura – dai ministeri alle librerie – il marketing prenderà il sopravvento con l’ubiquità delle sue strategie logotipiche. Obiettivo: colonizzare l’intero orizzonte dei valori democratici (ma solo quelli più redditizi). Lo Stato e le Istituzioni rappresentano il male. Le Compagnie Telefoniche, invece, sono la Libertà.

  3. Apocalisse 23 il 23 maggio 2012 alle 12:20

    Ovvio che leggendo Naomi Klein ci siamo ridotti a questo modo, avremmo dovuto leggere Julius Evola…

  4. giuseppe zucco il 23 maggio 2012 alle 20:14

    @ apocalisse 23

    ognuno si merita le letture che preferisce, no?

  5. gianni biondillo il 23 maggio 2012 alle 21:57

    Evola lo leggeva chi ci ha governato fino a ieri mattina. Bel risultato.

  6. jacopo galimberti il 23 maggio 2012 alle 23:53

    Come Zucco ero a Milano e incominciavo l’universita’.

    Lessi Klein ma non ne restai affascinato. Vi sentivo quel retrogusto di sinistra USA anti-consumista e colpevolizzante che gia’ allora mi lasciava perplesso. In quei mesi lessi pure Impero che non mi piacque per altri motivi. Poi inizia con Deleuze e Bauman che incontrai pure di persona. I miei favori andavano comunque al Brecht dei saggi.e a Fortini, di cui probabilmente capivo il 20 %.
    Diversamente da Zucco, non ho mai neanche lontamente pensato di avvicinarmi a una bandiera della pace, essendo, allora come oggi, per la guerra.

  7. Undadoaduemilafacce il 24 maggio 2012 alle 01:19

    Nel 1990 imparai a leggere guardando le insegne dei negozi che sfilavano dai finestrini del tram, a Milano.

    Nel 2000 non ero più a Milano, e la sorprendente novità di No Logo mi fece saccentemente sorridere, forse perchè non ero ancora all’università.
    Forse perchè non facevo la spesa da solo.
    Forse perchè mi rifornivo sì di vestiti made in bangladesh, ma rigorosamente al mercato, perchè il Logo non potevamo permettercelo.
    Forse perchè odiavo già tutti quelli con le sneakers, il jeans strappato al ginocchio, la fottuta camicia verde con la bandiera tedesca sulla manica, le magliettine dei NOFX o dei Punkreas (non so se era la stessa moda degli universitari, ma bons), o le altre variazioni identitarie sul tema, e poco tempo dopo avrei odiato quelli che cantavano “Contessa” alle manifestazioni per la pace, magari con una maglietta del Che (o dei Modena City Ramblers, mentre io mugugnavo così: http://www.youtube.com/watch?v=-xTsShIUx1Q ).

    Gli preferii Il signore degli anelli.

    Nel 2012 trovo alquanto disturbante vedere gente che mi fa l’amarcord del 2000 come se fosse un ex sessantottino pentito (quello del “pensavamo di cambiare il mondo e invece il mondo ci ha cambiati”), con giusto un pizzico di onestà in più sulle proprie motivazioni (e la medesima rassegnazione che non sai se sia proprio rassegnazione o ritorno all’ovile).

    http://www.youtube.com/watch?v=9XZJuoUjZT0

  8. Alan Fard il 24 maggio 2012 alle 08:56

    grazie geiggì, sai sempre regalarci certezze e prospettive come pochi qui dentro
    sapere poi che hai incontrato bauman di persona dà un senso alle nostre giornate
    e rende il futuro meno incerto

    dovresti commentare più spesso

  9. Apocalisse 23 il 24 maggio 2012 alle 09:10

    @Gianni Biondillo
    chi ci ha governato fino a ieri mattina non leggeva Evola, faceva viaggi in Israele, esattamente come quelli di prima e quelli di adesso…

    • Undadoaduemilafacce il 24 maggio 2012 alle 14:56

      AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

      e come la cavalchi la tigre, scrivendo poesie simboliste a sondo esoterico e studiando la massoneria?

      se avessi letto Evola sapresti che non c’è nulla che si possa fare per non essere ridotti in questo modo, in quanto siamo (bontà sua) nel pieno del Kali Yuga e quindi destinati a una progressiva decadenza che non può che essere accellerata (avvertenza: stiamo a livello da bignami, qua).

      Dunque, si può tranquillamente affermare (è storia) che il buon La Russa ha sicuramente letto Evola molto prima di te, e ha anche imparato a cavalcare la tigre piuttosto bene; anche se Warren Buffet è più bravo.

      Che poi volendo, la visione “lungimirante” (è un pò presto per dirlo, no? Comunque vada) di Wallace è solo un avanzamento sul piano immanente di quella che a livello trascendente Ernst Junger chiamò, nel 1932, la forma del lavoratore (e non dell’operaio, come ha tradotto, sulla base di meschine contingenze politiche, Evola. Tra l’altro la cosa mi fa sbellicare, proprio un antistorico come lui pestare una cacca del genere nel meschino divenire, ma guarda te); la cui aristocrazia in formazione non è fatta di giovani destrorsi esoteristi in cerca di autore, ma di gente come Marchionne.

      Benvenuto nel mondo. Lo so che è così fastidiosamente immanente, ma come insegna il buon G.R.R. Martin, ci vogliono i draghi perchè la magia funzioni.

      E ora, per penitenza, leggiti Il Capitale di Karl Marx (feticismo della merce, ci voleva Naomi Klein???), tu.

  10. gianni biondillo il 24 maggio 2012 alle 09:42

    Ma prima avevano letto Evola. E sottolineato.

  11. helena il 24 maggio 2012 alle 09:59

    Io invece mi sono sottolineata la seguente frase:

    “una scissione della personalità curata con la premurosa somministrazione di stage e tirocini che perdurano tutt’ora, anni dopo la fine della carriera universitaria, comunque sia andata, lode compresa.”

  12. BernRom il 25 maggio 2012 alle 10:04

    Le teorie di Bauman sulla “società liquida” (così come le teorie la globalizzazione, la fine degli stati nazionali, il “mercato globale” detto come se fosse un fenomeno appena apparso e non ormai secolare, IL Capitalismo con accanto tutti gli aggettivi metafisico-moralistici possibili) sono contestate giustamente da chi vede agire in modo solido le politiche nazionali a livello globale per ridurre paesi a colonie molli, non liquide. Come gli Usa di Obama stanno facendo con l’Europa (e l’Italia in particolare). Tra poco compiteremo la filastrocca sul mondo liquido in inglese, mentre nelle scuole i professori insegneranno la storia italiana nella lingua del colonizzatore ed ai colloqui di lavoro ti chiederanno di sapere l’inglese anche se devi pulire i cessi. Finirà così questo paese (oltre ovviamente a produrre ed a “competere” nei settori che decidono i colonizzatori e che non danno loro minimamente fastidio) anche perché ci facciamo governare e rappresentare (maggioranza ed opposizione) dai servi dei servi, che ci dicono anche con quali teorie (inoffensive e fuorvianti) contestare questo orientato stato di cose. L’importante è che la gente non inizi a chiedere seriamente politiche nazionali che contrastino questo avvitamento euro-atlantico, e se lo fa allora bisogna propinargli l’ineluttabilità metafisica (oggettiva e neutrale) della situazione oppure svelargli che sono nazionalisti (e quindi fascisti e quindi nazisti e quindi antisemiti e quindi “vade retro Satana” etc etc) e che bisogna curarli aiutandoli a pensare in ottica internazionalista (l’altro lato della medaglia della teoria della globalizzazione) nello stile Porto Alegre.

  13. Apocalisse 23 il 25 maggio 2012 alle 16:20

    @BernRom
    mi hai tolto le parole di bocca…



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