Dove mente il fiume

di Daniele Bellomi

[un estratto da dove mente il fiume, Daniele Bellomi, Prufrock spa 2015]

di maree, anatomia

ancora in corsa dal poco al niente, nel cordone
donato alla discarica, messo da una parte il plastico
dell’acqua vista quando ancora sborda fuori, nonostante
la fatica nel respiro: andarsene negli anni a nominare
spazi vuoti, posti di blocco, detenzioni. il doppio
rimane l’uno che sbanda, viene via assieme alla sacca
del figlio che separa la sezione di guida e il passeggero,
in fase d’urto: dal contagio rimediato nel macello
si conservano le anatomie dei fiumi deviati fra le tempie,
attesi quando il male retrocede, per non capire più.

dove mente il fiume

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
il taglio ostina il mare del morire, oltre l’arrivo che sarà
sul dorso della mano, ancora in corsa, ricomposto
in poco spazio, non più immune e che si schianti
ovunque sia una fibra liberata e non rimessa apposta.
nel filtro che scola, dal niente, vìola e rimaneggia
la faringe spalancata nella doccia, il minuto andato
in sangue, riportato al suo vedere, a non resistere
per sempre. potrà farne cura, o insistere per come
si trascina dall’impatto: indurre un parto,
con ordine, magari mettersi a gridare.

Print Friendly, PDF & Email

articoli correlati

La risposta

di Valentina Riva
Sotto la luce dell’attesa, non sono più serpenti, sono lombrichi, facili da sotterrare nel fango da dove sono venuti.

I confini del corpo

di Valeria Micale Ogni barriera del corpo ne mantiene l’integrità, impedendo la perdita di sostanza vitale. Anche le cicatrici servono a questo scopo.

Operette mortali

di Laura Liberale
Ti convinci di essere già morto, che la tua morte è già avvenuta, non senti nulla, nessuna emozione, diventi come un sasso, ti prosciughi.

Se la sete è abbaiare la condensa

di Mariasole Ariot Di nuovo, appesi all'infinito e a questo spazio, se l'appeso è un aspettare, il gioco è dire basta, morire nella cassa toracica del niente.

La minuscola

di Marta Barattia
Cade senza un grido, trascinata in un abisso di vortice scuro che confluisce in un tubo più grande e poi in un altro e un altro ancora. E poi – si suppone – nel mare.

Marabecca

di Daniela Sessa
In “Marabbecca”, ultimo romanzo di Viola Di Grado, persino la copertina sa di naufragio. E la donna di spalle con la testa spettinata dentro una gabbia è un relitto ammassato dall’onda.
mariasole ariot
mariasole ariothttp://www.nazioneindiana.com
Mariasole Ariot ha pubblicato Essendo il dentro un fuori infinito, Elegia, opera vincitrice del Premio Montano 2021 sezione opera inedita (Anterem Edizioni, 2021), Anatomie della luce (Aragno Editore, collana I Domani - 2017), Simmetrie degli Spazi Vuoti (Arcipelago, collana ChapBook – 2013), poesie e prose in antologie italiane e straniere. Nell'ambito delle arti visuali, ha girato il cortometraggio "I'm a Swan" (2017) e "Dove urla il deserto" (2019) e partecipato a esposizioni collettive.  Aree di interesse: letteratura, sociologia, arti visuali, psicologia, filosofia. Per la saggistica prediligo l'originalità di pensiero e l'ideazione. In prosa e in poesia, forme di scrittura sperimentali e di ricerca. Cerco di rispondere a tutti, ma non sempre la risposta può essere garantita.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: