Tag: Daniele Bellomi

Prove d’ascolto #12 – Andrea Leonessa

 

Informatica pastorale
L’arcade è una terra spontanea, procedurale
nel proporre le sue apparizioni, tanto dell’allevamento
di metastasi, nell’esordio delle morìe, quanto di busti
sollevati dal sangue, dal comando di spazializzazione
se archiviati nei fossati, sotto il sole che scorre a lato
dello scenario, sotto il voice-over a cura dei cadaveri
aldilà dello schermo, dove si stipa per tanto la storia
quel muscolo che si compie atrofizzandosi, accrescendo
soltanto il volume dei dispositivi, la diegetica dei sepolcri
il quanto di quel narrare sul buio del provideo, la prudenza
dell’essere per la morte in full-screen, centrati, distanti
dalle bande nere, dall’esitare dovuto alle panoramiche:
“L’albero della vita non fu mai […]” questo monito(r)
ci progetta ad eco, davanti a noi la contorsione
del riprodursi come vacche in preda all’arbitrio.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #1 – Daniele Bellomi

 

divided by zero

 

arresta, informale, la grafica delle scogliere,
seleziona execute: il senso ciclico a processo chiama
l’antiorario all’innocenza, dove s’interra
il lemma della mala, l’intemperia: per dove lavora
decade nel trasporto a breve termine, è merce, finisce.
toglie il segno di spunta su kill ( ): la funzione
lo rende obsoleto al pannello uno, nell’oracolo
della verosimiglianza.… Leggi il resto »

Dove mente il fiume

di Daniele Bellomi

[un estratto da dove mente il fiume, Daniele Bellomi, Prufrock spa 2015]

di maree, anatomia

ancora in corsa dal poco al niente, nel cordone
donato alla discarica, messo da una parte il plastico
dell’acqua vista quando ancora sborda fuori, nonostante
la fatica nel respiro: andarsene negli anni a nominare
spazi vuoti, posti di blocco, detenzioni.… Leggi il resto »

Sei poesie

di Daniele Bellomi

Da Ripartizione della volta, Cierre Grafica / Collana Opera Prima, 2013.

da novae

potrei restare lontano dal luogo dell’osservazione, non farne mai più
parola per la parte in ombra con nessuno, valutare le distanze con occhi
abituati all’ipotetica esplosione, precedere come si procede fra variabili
e cautele, prossimità al collasso, ripassando il bordo già combusto
di ogni cosa vista e che si vive, simularne il pianto accelerato,
il suono ad ogni suo intervallo: guardo però a cosa rimane, se non ho
più nulla da ricordare oltre al rilascio di vestiti che sanno
solo di ciò che è ieri e che non torna, che sono lontani, sempre,
non riuscendo a variare il moto, il centro del battito, il ritmo
di ogni superficie, l’idea di corrispondere alle cose che si fanno
con le mani, quando è il caos a fare parte di parole indotte,
imposte dall’ambiente, dette o magari percepite,
appena ribattute sulla pellicola del mondo.… Leggi il resto »

Trivio a Milano

Milano, venerdì 28 marzo 2014, alle ore 21.00

presso la Libreria Popolare

via Tadino 18 (MM Porta Venezia)

 presentazione della rivista

[trivio] poesia, prosa, critica

unoduemilatredici

Introduzione critica di

Paolo Giovannetti e Antonio Loreto

Letture poetiche di

 Daniele Bellomi, Alessandro Broggi, Chiara Daino,

Laboratorio Defunto Bib(h)icante, Domenico Lombardini Manuel Micaletto

***

 Indice del numero:

Editoriale

Antonio Pietropaoli

Presentazione
Marco Berisso e Antonio Loreto ( a c.… Leggi il resto »

poesie ::: prose ::: altre

Daniele Bellomi

Al lavoro

al lavoro, allora, adesso,
in parte sulle informità, col protocollo della spedizione
che non fa mai ritorno oltre il raggio stabilito.

*

al lavoro perché belli
e proni, e per questo dannati, come dipendenti
moderati e umani, plastici, al collaudo, intervenire
docili sempre, a non sbagliare montaggio sul quale
incatenarsi.… Leggi il resto »