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Un estratto inedito da “Memoir”


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

di Francesco Borrasso

 
 

La depressione è una terra continuamente esposta, è un luogo bagnato, umido, è portare una croce senza un gesto che possa farti capire che prima o poi ci sarà la quiete; la depressione è stata come una colata di cemento dentro i muscoli, sopra le ossa, è stata guardarmi allo specchio e vedere una faccia estranea, osservarmi nel riflesso e non riuscire a riconoscermi e piangere e disperarmi; è stata guardare i volti di persone familiari e vedere volti sconosciuti, è stato depersonalizzarmi, morire lentamente di una morte che colpisce la parte emotiva, la corteccia solida del sorriso.… Leggi il resto »

Sub-réel

 

 

 di Sharon Vanoli

 

Realtà – le orche 

L’incubo è che esistono due mondi.
L’incubo è che esiste un solo mondo,
questo.
Susan Sontag – La coscienza imbrigliata al corpo.

 

Stamattina ho fatto un disegno ad acquerello.… Leggi il resto »

La verità dei primati

di Mariasole Ariot

 
 

A volte mi affaccio nei boschi della nuca, vorrei fosse un passaggio, un passato che passa, aprire le finestre e affacciarsi alle viscere, le viscere del mondo, di quest’epoca malsana – le mie, sempre troppo esposte: quando si scorgono le mie lacerazioni e si entra per lacerarle un po’ di più.… Leggi il resto »

Mots-clés__Scelta

Scelta
di Mariasole Ariot

Fauve, Blizzard -> play

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Da un colloquio di Mario Rigoni Stern con Giuseppe Mendicino – Asiago, 22 settembre 2006

È molto più difficile dire no che sì.
Ripeto spesso ai ragazzi che incontro: imparate a dire no alle lusinghe che avete intorno.… Leggi il resto »

Questioni di sfondo. Come ci inquadriamo quando videochiamiamo

di Alberto Brodesco

 

Le innumerevoli videoriunioni cui siamo tutti più o meno convocati in questi giorni di quarantena hanno un’implicazione interessante per quanto riguarda il tema della rappresentazione del sé e del proprio habitat. Si tratta infatti di trovare a forza, all’interno dell’ambiente domestico, uno spazio che sappia descriverci ma dove si possa al contempo comunicare con tranquillità.… Leggi il resto »

Omotetia

di Mariasole Ariot

 

Muzio Clementi – Sonata in G Minor, Op 50 No.3, “Didone Abbandonata” 

La colpa è un oggetto, una casa in cui restare per fuggire, respinge salvabile a salvabile, redime gli assoluti come fossero infiorescenze, la colpa degli antenati, le dannazioni interne, i nervi scoperti, colpevolizza gli azzerati, la colpa dei fiori che forgiano l’erba, i fiumi strappati, le forme trasversali della misericordia – e quando ci hanno dato, quanto ancora passato mi cava gli occhi, quanti occhi hai mangiato, quanto ti spinge le ossa, quando preme, come una colpa immaginata per restare, quando fai restare, la seduta dolce delle parti, la carne ricomposta come un tratto, e dicono i detti delle parti, dicono cade e non si degna, dicono non parlare, dicono studia le recite dei passanti, dicono passa e non passa, dicono riversa il lembo, dicono un verbo

 
                                                                                             

L’impossibilità, una forma di indigestione

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L’intellettuale dissidente

di Niccolò Amelii

 

Chi ha la «cultura» ha, se non il potere, almeno
una delle condizioni di esso.
(F. Fortini, Dieci inverni)

 

Gli intellettuali nelle società del neocapitalismo avanzato sopravvivono a stento nei coni d’ombra, nelle aporie, negli interstizi delle strutture professionali e di produzione.… Leggi il resto »

Vorrei poterti dire molto di più

di Francesco Borrasso

Portare i fiori nei cimiteri, è importante onorare i morti, le tombe, le spoglie, che sono tutto ciò che rimane di un uomo; poi, con il tempo, scompaiono anche quelle e non resta più niente. È quello che dicono: rispettare i santi, dare voce ai deceduti, renderli ancora vivi a forza di parole e ricordi, riguardare vecchie foto.… Leggi il resto »

Demone della decorazione

di Hilary Tiscione

Sulla nuca della scala in biada di legno resistevano i Pupi.
Dalle tre teste fiorivano come rami difettosi le loro colonne vertebrali in ferro scuro. Curvavano come uncini incarniti dentro l’intrigo forato delle loro menti.
La scala era fatta di undici gradini.… Leggi il resto »

Lisa

di Barbara Lisci

I fili sono invisibili. Non sapresti neanche definirne la consistenza, il diametro, la forza di tensione prima della rottura. E il preciso istante? No, non ricordi neppure quello.
E allora cosa? Per Dio: cosa?
Il guizzo dei suoi occhi metallici.… Leggi il resto »

Nel paese delle ceneri (un estratto)

 di Francesco Permunian

 
Grande era stata perciò la sorpresa quando mi ero trovato per la prima volta di fronte suor Zenobia e la cosiddetta “banda delle ostie”, come mi ero ormai abituato a chiamare quel manipolo di suore che da qualche tempo accudivano mia sorella.… Leggi il resto »

Se il virtuale trabocca nel reale

di Mariasole Ariot

Forse ai nostri giorni l’obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.

Foucault

 

Dove prima stava una gabbia poggiata sul terreno – e la guardavamo, introducevamo piccoli granelli di parole, fotogrammi, pensieri che ritenevamo inutili alla carta, un giorno  nella gabbia siamo entrati.… Leggi il resto »

Il buon vicinato

di Simone Delos

Traslocare è un po’ morire.
L’ho fatto sei volte. Ovunque andassimo, mia madre rimaneva stanziale per un massimo di due anni, poi via.
Con Sabrina è la prima volta. In affitto per il tempo necessario, ora siamo in una casa dove poter abbattere i muri.… Leggi il resto »

Il dottor Willi

di Michele Neri

Sono il padre dell’uomo con il mare dentro e, sebbene abbia fatto di tutto per evitarlo, sto per morire. Non sono spaventato, la stanchezza, la disillusione quotidiana l’ha reso accettabile: è per lui, nato dalla mia carne e che di questa ha preso solo il manto sottile necessario a rivestirlo e impedire che l’acqua fuoriesca, uno strato che non posso chiamare pelle, tanto è trasparente come la superficie del mare a riva.… Leggi il resto »

Mots-clés__Abbraccio

Abbraccio
di Mariasole Ariot

Nick Cave, Into my arms –> play

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Da Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, trad. Renzo Guidieri, Torino, Einaudi, 1979.
«Nell’amorosa quiete delle tue braccia», pp. 13-14.

 

ABBRACCIO   Per il soggetto, il gesto dell’abbraccio amoroso sembra realizzare, per un momento, il sogno di unione totale con l’essere amato.

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La versione di Alessio

di Stefano Zangrando

 

C’è una forma del male che nasce nel linguaggio, ed è quando quest’ultimo abdica alla sua funzione più necessaria e labile: la condivisione della verità. Dell’uso distorto del concetto di fake news si parla già abbastanza nel dibattito pubblico, ma è nel privato che il “tutto è relativo” si presta all’edificazione dell’incubo.… Leggi il resto »

La staticità dell’assenza

di Mariasole Ariot

 

John Cage In a Landscape [1944-45]

 

La distanza che separa il voler essere dall’essere, questa sacca nera stomacale, quando la notte buca il ventre ed esce il buio dalla bocca: si affianca il nero al nero, gli oggetti ricoperti da pelli animali, l’animale che si muove ridendo rannicchiato alla finestra.… Leggi il resto »

cinéDIMANCHE #31: Vertov, Frampton, Gioli

 

Cineocchi, per uomini senza macchina da presa

 

 

 

1.

“Vertov: lo sguardo e la pupilla”

di Mariasole Ariot

 

 

 

“Un cineocchio”, un manifesto, una dichiarazione: togliere dal cinema ogni forma di teatralità, di soggettività per (ri)portare il cinema alla sua essenza, dove il raccontarsi (il film che racconta il film) precede e quasi cancella il raccontare. … Leggi il resto »

Tik Tok come incubo

 

di Alberto Brodesco

 

TikTok – diciamo subito – è un incubo per un adulto, non certo per la generazione Z che lo usa e lo ama. Chi è nato prima del 2000 e non ha figli adolescenti o pre- può aver bisogno di una descrizione di questo nuovo social media: TikTok è un’app che serve a filmare e condividere video brevi (da 3 a 60 secondi, ma di solito meno di 15) che mostrano il creatore del video mentre balla, canta, fa lip sync, racconta qualcosa, scherza, si muove, va a caccia di simpatia.… Leggi il resto »

Oasi

di Maddalena Fingerle

 

Stacco immagine colazione: colazione, immagini liquefatte. Fatte. Rosso, freddo, brusio. Io. Fa caldo. Do. Mangio colazione. Azione. Solito tizio, luce potente, accecante. Ante. Odore di farina. Rina. Luce forte e falsa. Sa. Odore di zucchero. Ero. Ti è piaciuta la festa di carnevale, Giuliano?Leggi il resto »