8 marzo 1973:
esterno giorno, nuvole che in cielo corrono ‘come cani’, varia umanità assorta;
(risalendo ‘Mezzocannone’ (NA), dalla sfilata dell’8 marzo).
Carrellata di volti, lenta, in risalita; eccole:
si voltano allegre, salutano, ridono , belle bellissime, ciaociao!;
“… io sono mia, mia! Mi-ja!” e’ il sonoro di fondo.
Nessuno lo disse, nessuno parlò.
Il nostro destino si sarebbe compiuto altrove.
Altrove rimbomberanno nomi, cose, eventi,
stazioni, le parole di sole.
Per anni.
Vedemmo crescere e morire nostra terramadre:
Talvolta la visitammo, matti e schivi.
Giro lo sguardo al sole: cosa daresti per riveder quei denti?
per risentir quel chiasso?
Eccolo finalmente il mio 8 marzo.
Un bel succoso cuore rosso a tutti.
montecristo
[…] (grazie a Nazione Indiana) […]
O_O hummm..
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE !
ma quanto le ami le donne gianni biondillo? ma quanto le ami le donne gianni biondillo!
ma quanto, sei, gentile, gianni, biondillo :)
ssssssssssssssmuack!
la fu
di Francesco Memo
Come accostarsi a Pasolini a cinquant'anni tondi dal suo assassinio? Una risposta originale la fornisce Massimo Zamboni in P.P.P, uno spettacolo di musica e parole che lo scrittore e chitarrista emiliano sta portando su e giù per l’Italia.
di Romano A. Fiocchi
Per quanto possa sembrare un saggio, è in realtà un libro nostalgico, un gesto d’amore. Nicola Vacca ci racconta il suo Novecento e non esita a chiamarlo adottando l’espressione coniata da Hobsbawm: ‘il secolo breve’.
di Gianluca Veltri
Cinquant'anni fa, in uscita da una nicchia indecifrabile, con un inatteso successo radiofonico risalente a qualche anno prima e una reputazione che si andava consolidando – a detta di molti – come sempre più “ermetica”, Francesco De Gregori licenzia all’alba del 1975 il disco della vita.
di Simone Redaelli
Le mattine che usciamo di casa assieme, è ancora buio. Se è inverno, come oggi, troviamo il furgone pieno di ghiaccio. Io entro e mi siedo al mio posto. Papà apre la portiera del guidatore, mette in moto, e la richiude.
di Gianluca Veltri
Cinquanta anni fa, il 1° ottobre del 1975, si tenne a Manila, tra Joe Frazier e Muhammed Alì, l’incontro di box più drammatico che si ricordi.
Terzo e decisivo appuntamento tra due rivali acerrimi.
di Gianni Biondillo
A Milano le olimpiadi invernali che si inaugurano fra tre mesi sembra che interessino a nessuno. Non c’è più alcun cuore di milanese che batte all’avvicinarsi di questo evento globale. Cos’è successo?
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Ha vinto il Premio Scerbanenco (2011), il Premio Bergamo (2018) e il Premio Bagutta (2024). Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
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Ne hai il sacrosanto diritto.
8 marzo 1973:
esterno giorno, nuvole che in cielo corrono ‘come cani’, varia umanità assorta;
(risalendo ‘Mezzocannone’ (NA), dalla sfilata dell’8 marzo).
Carrellata di volti, lenta, in risalita; eccole:
si voltano allegre, salutano, ridono , belle bellissime, ciaociao!;
“… io sono mia, mia! Mi-ja!” e’ il sonoro di fondo.
Nessuno lo disse, nessuno parlò.
Il nostro destino si sarebbe compiuto altrove.
Altrove rimbomberanno nomi, cose, eventi,
stazioni, le parole di sole.
Per anni.
Vedemmo crescere e morire nostra terramadre:
Talvolta la visitammo, matti e schivi.
Giro lo sguardo al sole: cosa daresti per riveder quei denti?
per risentir quel chiasso?
Eccolo finalmente il mio 8 marzo.
Un bel succoso cuore rosso a tutti.
montecristo
[…] (grazie a Nazione Indiana) […]
O_O hummm..
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE !
ma quanto le ami le donne gianni biondillo? ma quanto le ami le donne gianni biondillo!
ma quanto, sei, gentile, gianni, biondillo :)
ssssssssssssssmuack!
la fu